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Old Anna A

Guest
Vabbè ho capito me tocca annà a mè!!Pero nsè fà cosi chen....mò jie vado ar tufello e poi passo a s.basilio..te faccio sapè la situazione der micio!!Mè sà cò trovero mesto mesto...!!!
A dopo cì poi smezzamo cò li sordi....!!!

manco a provà a shakerarte se capisce il senso di quello che scrivi.
alla prossima estrazione del lotto chiederò se dopo posso inserire le tue frasi nel bussolotto... si sa mai che dopo riusciremo a capirci qualcosa..
 

oscuro

Utente di lunga data
anna

Ntè preoccupa de capi..tanto ncapiresti comunque....
Chi deve capi capisce....!Anne e dajie falla finita.....!!!
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Maaa....ancora qua stavate???


Vi ci hanno chiuso dentro qui ieri a voi due?


Su, su...perchè non vi fate una bella passeggiata che fuori c'è il sole??
 

Fedifrago

Utente di lunga data

Fedifrago

Utente di lunga data

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Celebrata al Quirinale la Giornata della memoria di domenica prossima
"Orrore negli italiani rimasti consapevoli della nostra tradizione umanista"
Napolitano: "Leggi razziali
prepararono l'Olocausto"


La frase del capo dello Stato destinata a riaprire le polemiche sul ruolo di fascismo e monarchia



Giorgio Napolitano

ROMA - "Le leggi razziali di fatto prepararono l'Olocausto". Lo ha detto Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione al Quirinale della Giornata della memoria che ricorre domenica prossima. Una frase destinata a rinnovare le polemiche intorno sul ruolo del fascismo e del re Vittorio Emanuele III di Savoia, sulle persecuzioni antisemite in Italia.

"Questo 2008 è per noi un anno speciale, perché segna il sessantesimo anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione", ha detto il capo dello Stato, sottolineando che ricorre anche "il settantesimo delle leggi razziali emanate dal regime fascista, che di fatto prepararono l'Olocausto anche in Italia". Furono "leggi che suscitarono orrore negli italiani rimasti consapevoli della tradizione umanista e universalistica della nostra civiltà" e del contributo ad essa dato dalla comunità ebraica". Un provvedimento ancora più iniquo in quanto gli ebrei italiani "dopo l'Unità d'Italia, finalmente parificati nei diritti, si sentivano ed erano cittadini, animati da forti sentimenti patriottici".

''Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo mai la Shoah - ha detto ancora Napolitano -. Non dimentichiamo gli orrori dell'antisemitismo che è ancora presente in alcune dottrine e che va contrastato qualunque forma assuma''. Napolitano non ha dubbi, ''bisogna ricordare gli atti di barbarie del nostro passato per impedire nuove barbarie, per costruire un futuro che si ispiri a ideali di libertà e di fratellanza fra i popoli''.

Il capo dello Stato ha voluto dedicare la cerimonia di quest'anno ai Giusti d'Italia, alla presenza di centinaia di studenti di scuole di diverse regioni che hanno condotto, nel corso dell'anno scolastico, ricerche nel loro territorio su questi personaggi che, ha detto Napolitano, "tennero vivi gli ideali di umanità, si sforzarono di salvare almeno alcuni degli ebrei perseguitati, salvarono anche le nostre coscienze".



Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, anche il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, i ministri dell'Interno Giuliano Amato, della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, del Lavoro Cesare Damiano e delle Politiche giovanili Giovanna Melandri nonché l'ex vicepremier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini, oltre al rabbino capo Riccardo Di Segni e all'emerito rabbino Elio Toaff.

La Giornata della memoria venne istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha così aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata per commemorare le vittime del nazismo e dell'Olocausto.

(24 gennaio 2008)
 
O

Old chensamurai

Guest
Celebrata al Quirinale la Giornata della memoria di domenica prossima
"Orrore negli italiani rimasti consapevoli della nostra tradizione umanista"
Napolitano: "Leggi razziali
prepararono l'Olocausto"


La frase del capo dello Stato destinata a riaprire le polemiche sul ruolo di fascismo e monarchia



Giorgio Napolitano

ROMA - "Le leggi razziali di fatto prepararono l'Olocausto". Lo ha detto Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione al Quirinale della Giornata della memoria che ricorre domenica prossima. Una frase destinata a rinnovare le polemiche intorno sul ruolo del fascismo e del re Vittorio Emanuele III di Savoia, sulle persecuzioni antisemite in Italia.

"Questo 2008 è per noi un anno speciale, perché segna il sessantesimo anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione", ha detto il capo dello Stato, sottolineando che ricorre anche "il settantesimo delle leggi razziali emanate dal regime fascista, che di fatto prepararono l'Olocausto anche in Italia". Furono "leggi che suscitarono orrore negli italiani rimasti consapevoli della tradizione umanista e universalistica della nostra civiltà" e del contributo ad essa dato dalla comunità ebraica". Un provvedimento ancora più iniquo in quanto gli ebrei italiani "dopo l'Unità d'Italia, finalmente parificati nei diritti, si sentivano ed erano cittadini, animati da forti sentimenti patriottici".

''Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo mai la Shoah - ha detto ancora Napolitano -. Non dimentichiamo gli orrori dell'antisemitismo che è ancora presente in alcune dottrine e che va contrastato qualunque forma assuma''. Napolitano non ha dubbi, ''bisogna ricordare gli atti di barbarie del nostro passato per impedire nuove barbarie, per costruire un futuro che si ispiri a ideali di libertà e di fratellanza fra i popoli''.

Il capo dello Stato ha voluto dedicare la cerimonia di quest'anno ai Giusti d'Italia, alla presenza di centinaia di studenti di scuole di diverse regioni che hanno condotto, nel corso dell'anno scolastico, ricerche nel loro territorio su questi personaggi che, ha detto Napolitano, "tennero vivi gli ideali di umanità, si sforzarono di salvare almeno alcuni degli ebrei perseguitati, salvarono anche le nostre coscienze".



Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, anche il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, i ministri dell'Interno Giuliano Amato, della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, del Lavoro Cesare Damiano e delle Politiche giovanili Giovanna Melandri nonché l'ex vicepremier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini, oltre al rabbino capo Riccardo Di Segni e all'emerito rabbino Elio Toaff.

La Giornata della memoria venne istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha così aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata per commemorare le vittime del nazismo e dell'Olocausto.

(24 gennaio 2008)
... in Italia, nel 1938, vennero promulgate delle leggi razziali, ratificate da Vittorio Emanuele III, sul modello di quelle tedesche, che privarono i 40.000 ebrei italiani dei diritti civili e politici e ne condannarono molti alla deportazione nei campi di concentramento tedeschi, di cui scrisse una drammatica testimonianza Primo Levi nell'opera "Se questo è un uomo"... leggete questo libro...
 

Iris

Utente di lunga data
Esattamente. Le leggi razziali italiane di quegli anni NON furono imposte da Hitler, ed in una qualche misura furono ancora più dure di quelle tedesche.
Esistono prove storiche inequivocabili.
Il nostro razzismo è tanto più malefico, quanto nascosto e sconosciuto... più ingiustificato perche noi stesi siamo stati per secoli immigrati..anche clandestini e mal accetti.
 
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Old adelfo

Guest
Esattamente. Le leggi razziali italiane di quegli anni NON furono imposte da Hitler, ed in una qualche misura furono ancora più dure di quelle tedesche.
Esistono prove storiche inequivocabili.
Il nostro razzismo è tanto più malefico, quanto nascosto e sconosciuto... più ingiustificato perche noi stesi siamo stati per secoli immigrati..anche clandestini e mal accetti.

concordo con tutto meno che per il concetto con il quale chiudi...trascurando che l'Italia aveva all'epoca un'ottantina d'anni scarsi non riesco proprio a ricordar quando siam stati per secoli emigranti....ma il maggior disaccordo è per il concetto stesso di richiamo al ruolo di immigrati...gli ebrei non lo furono, erano italiani in Italia e tedeschi in Germania....
 

Iris

Utente di lunga data
concordo con tutto meno che per il concetto con il quale chiudi...trascurando che l'Italia aveva all'epoca un'ottantina d'anni scarsi non riesco proprio a ricordar quando siam stati per secoli emigranti....ma il maggior disaccordo è per il concetto stesso di richiamo al ruolo di immigrati...gli ebrei non lo furono, erano italiani in Italia e tedeschi in Germania....
Sono sempre stati trattati come ospiti...in Italia, senza dubbio. Ospiti non sempre graditi. Era questo ciò che volevo dire...e anche noi siamo stati ospiti non graditi.
 
O

Old adelfo

Guest
Sono sempre stati trattati come ospiti...in Italia, senza dubbio. Ospiti non sempre graditi. Era questo ciò che volevo dire...e anche noi siamo stati ospiti non graditi.
mi dispiace ma non mi trovi d'accordo su questo punto...mai trattati come ospiti e di questo posso portar racconti tramandatimi...
 

MK

Utente di lunga data
ribadisco il mio no...per esperienze che posso dire personali....ma sotto tutti gli aspetti italiani in Italia....stessi diritti e doveri....il tempo dei ghetti di origine lagunare eran passati da tempo...
io stavo parlando degli italiani all'estero, degli emigranti ad esempio...
 
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Old adelfo

Guest
io stavo parlando degli italiani all'estero, degli emigranti ad esempio...

tutt'altro argomento...non mi riferivo assolutamente ai nostri emigranti che hanno vissuto esperienze senz'altro dure in tutto il mondo....non trovavo collegamento tra gli immigrati e gli ebrei....
 

MK

Utente di lunga data
tutt'altro argomento...non mi riferivo assolutamente ai nostri emigranti che hanno vissuto esperienze senz'altro dure in tutto il mondo....non trovavo collegamento tra gli immigrati e gli ebrei....
C'erano all'epoca delle leggi razziali anche ebrei tedeschi emigrati in Italia, scappati dal nazismo. Che si sono ritrovati rinchiusi in campi d'internamento italiani.
 
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Old adelfo

Guest
C'erano all'epoca delle leggi razziali anche ebrei tedeschi emigrati in Italia, scappati dal nazismo. Che si sono ritrovati rinchiusi in campi d'internamento italiani.
certo, la persecuzione razziale ha colpito in Germania, in Austria, in Italia....e non solo....non dimentichiamo la Polonia e la grande Russia....
 
Stato
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