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Nobody

Utente di lunga data
... aspetta, non ho detto che tu abbia sostenuto che ci sia democrazia nella cultura islamica... sono mie considerazioni... ho solo voluto sottolineare alcuni aspetti critici che possono essere utili in una valutazione complessiva...

... quanto al ghetto di Gaza, ti ho già chiesto cosa faresti tu, vivendo sotto il tiro dei razzi Kassam... che cazzo fai?... si può vivere sempre nell'angoscia che ti arrivi un missile nel culo?... da notare che quegli stronzi fanatici integralisti di Hamas, mica fanno un cazzo per fermare i missili... anzi... dimmi tu cosa puoi fare con gente del genere...

... aggiungo, comunque, che io non sono d'accordo con la chiusura dei valichi... ma nemmeno sono d'accordo con i missili nel culo!

... sui Dakota-Lakota... leggi questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Lakota... puoi consultare anche questo sito
Dakota-Lakota-Nakota Human Rights Advocacy coalition)...

http://www.dlncoalition.org/home.htm
Ok! sai che farei Chen? Se fossi il più forte della regione (come Israele indubbiamente è), e se volessi davvero la pace, mi esporrei e farei una proposta generosa e soprattutto vera...proporrei ai palestinesi un loro stato autonomo, coi diritti elementari di cui godono tutti gli stati, compreso quello alla difesa. Ed anche, ovviamente, coi doveri.
Hamas si è affermato anche grazie alla disperazione in cui sono state ridotte quelle popolazioni...fino ad alcuni anni fa l'estremismo islamico era sconosciuto in Palestina. Hamas fa comodo proprio ai nemici storici dei palestinesi.
Consulterò i siti
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
... aspetta, non ho detto che tu abbia sostenuto che ci sia democrazia nella cultura islamica... sono mie considerazioni... ho solo voluto sottolineare alcuni aspetti critici che possono essere utili in una valutazione complessiva...

... quanto al ghetto di Gaza, ti ho già chiesto cosa faresti tu, vivendo sotto il tiro dei razzi Kassam... che cazzo fai?... si può vivere sempre nell'angoscia che ti arrivi un missile nel culo?... da notare che quegli stronzi fanatici integralisti di Hamas, mica fanno un cazzo per fermare i missili... anzi... dimmi tu cosa puoi fare con gente del genere...

... aggiungo, comunque, che io non sono d'accordo con la chiusura dei valichi... ma nemmeno sono d'accordo con i missili nel culo!

... sui Dakota-Lakota... leggi questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Lakota... puoi consultare anche questo sito
Dakota-Lakota-Nakota Human Rights Advocacy coalition)...

http://www.dlncoalition.org/home.htm
Ok! sai che farei Chen? Se fossi il più forte della regione (come Israele indubbiamente è), e se volessi davvero la pace, mi esporrei e farei una proposta generosa e soprattutto vera...proporrei ai palestinesi un loro stato autonomo, coi diritti elementari di cui godono tutti gli stati, compreso quello alla difesa. Ed anche, ovviamente, coi doveri.
Hamas si è affermato anche grazie alla disperazione in cui sono state ridotte quelle popolazioni...fino ad alcuni anni fa l'estremismo islamico era sconosciuto in Palestina. Hamas fa comodo proprio ai nemici storici dei palestinesi.
Consulterò i siti
Interessante confronto.
Ma perché parlare di "inchiappettati" e di "missili nel culo" ?
 
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Old chensamurai

Guest
Ok! sai che farei Chen? Se fossi il più forte della regione (come Israele indubbiamente è), e se volessi davvero la pace, mi esporrei e farei una proposta generosa e soprattutto vera...proporrei ai palestinesi un loro stato autonomo, coi diritti elementari di cui godono tutti gli stati, compreso quello alla difesa. Ed anche, ovviamente, coi doveri.
Hamas si è affermato anche grazie alla disperazione in cui sono state ridotte quelle popolazioni...fino ad alcuni anni fa l'estremismo islamico era sconosciuto in Palestina. Hamas fa comodo proprio ai nemici storici dei palestinesi.
Consulterò i siti
... Multimodi, mi stai prendendo per il culo?... stai usando dei missili Kassam e senza la vaselina?... scherzo, dai!... penso che tu non conosca molto bene i fatti... scusa se te lo dico ma è così... ti prego di leggere quanto segue:

"“A Camp David nel luglio 2000 noi americani non presentammo un piano complessivo. Mettemmo sul tavolo delle idee relative ai confini e alla questione di Gerusalemme. Arafat non fu in grado di accettare nessuna di queste idee.
Per la verità, nel corso di quei quindici giorni di negoziati, Arafat non presentò una sola idea alternativa, alcuni suoi negoziatori lo fecero, lui no”.
“Il 23 dicembre il presidente Clinton presentò il nostro piano.
Confini: annessione a Israele di un 5 per cento della Cisgiordania e passaggio di un 2 per cento di territorio i palestinesi avrebbero ricevuto il 97 per cento del territorio.Gli israeliani sarebbero usciti completamente da Gaza.
E’ falso affermare che in Cisgiordania lo Stato palestinese sarebbe risultato diviso in parti: vi sarebbe stata continuità territoriale. E vi sarebbe stato anche un collegamento diretto fra Gaza e Cisgiordania con un’autostrada e una ferrovia sopraelevate, tali da garantire non solo un passaggio “sicuro” (come previsto dagli accordi di Oslo), ma un vero e proprio passaggio libero.
Gerusalemme: i quartieri arabi della parte Est sarebbero diventati capitale dello Stato palestinese.
Profughi: vi sarebbe stato diritto al rientro dei profughi nello Stato palestinese, non all’interno di Israele. Inoltre sarebbe stato creato un fondo di 30 miliardi di dollari raccolti a livello internazionale per compensazioni e interventi di rimpatrio, reinserimento e riabilitazione dei profughi.
Sicurezza: vi sarebbe stata una presenza internazionale nella Valle del Giordano al posto delle forze israeliane.
Il piano non era scritto ma noi lo enunciammo alle parti come se lo dettassimo, accertandoci che ne prendessero nota accuratamente.
Non lo mettemmo per iscritto perché, come spiegammo a palestinesi e israeliani, questo era il massimo del nostro sforzo possibile: se non lo avessero accettato, lo avremmo ritirato”.
“Il governo israeliano accettò la proposta Clinton il 27 dicembre 2000; Arafat venne alla Casa Bianca il 2 gennaio 2001 e si incontrò con il presidente Clinton nello Studio Ovale. Ero presente all’incontro.
Doveva accettare che a Gerusalemme vi fosse una sovranità israeliana sul Muro occidentale che coprisse i luoghi di importanza religiosa per gli ebrei, e la rifiutò. Rifiutò la proposta sui profughi. Rifiutò le idee fondamentali sulla sicurezza.
Praticamente respinse tutte le cose che gli avevamo chiesto di accettare.
Ancora oggi i palestinesi non hanno detto alla loro gente in cosa consisteva davvero quel piano”.


Dennis Ross (Inviato speciale USA in medio oriente con l'amministrazione Clinton)
 

Nobody

Utente di lunga data
... Multimodi, mi stai prendendo per il culo?... stai usando dei missili Kassam e senza la vaselina?... scherzo, dai!... penso che tu non conosca molto bene i fatti... scusa se te lo dico ma è così... ti prego di leggere quanto segue:

"“A Camp David nel luglio 2000 noi americani non presentammo un piano complessivo. Mettemmo sul tavolo delle idee relative ai confini e alla questione di Gerusalemme. Arafat non fu in grado di accettare nessuna di queste idee.
Per la verità, nel corso di quei quindici giorni di negoziati, Arafat non presentò una sola idea alternativa, alcuni suoi negoziatori lo fecero, lui no”.
“Il 23 dicembre il presidente Clinton presentò il nostro piano.
Confini: annessione a Israele di un 5 per cento della Cisgiordania e passaggio di un 2 per cento di territorio i palestinesi avrebbero ricevuto il 97 per cento del territorio.Gli israeliani sarebbero usciti completamente da Gaza.
E’ falso affermare che in Cisgiordania lo Stato palestinese sarebbe risultato diviso in parti: vi sarebbe stata continuità territoriale. E vi sarebbe stato anche un collegamento diretto fra Gaza e Cisgiordania con un’autostrada e una ferrovia sopraelevate, tali da garantire non solo un passaggio “sicuro” (come previsto dagli accordi di Oslo), ma un vero e proprio passaggio libero.
Gerusalemme: i quartieri arabi della parte Est sarebbero diventati capitale dello Stato palestinese.
Profughi: vi sarebbe stato diritto al rientro dei profughi nello Stato palestinese, non all’interno di Israele. Inoltre sarebbe stato creato un fondo di 30 miliardi di dollari raccolti a livello internazionale per compensazioni e interventi di rimpatrio, reinserimento e riabilitazione dei profughi.
Sicurezza: vi sarebbe stata una presenza internazionale nella Valle del Giordano al posto delle forze israeliane.
Il piano non era scritto ma noi lo enunciammo alle parti come se lo dettassimo, accertandoci che ne prendessero nota accuratamente.
Non lo mettemmo per iscritto perché, come spiegammo a palestinesi e israeliani, questo era il massimo del nostro sforzo possibile: se non lo avessero accettato, lo avremmo ritirato”.
“Il governo israeliano accettò la proposta Clinton il 27 dicembre 2000; Arafat venne alla Casa Bianca il 2 gennaio 2001 e si incontrò con il presidente Clinton nello Studio Ovale. Ero presente all’incontro.
Doveva accettare che a Gerusalemme vi fosse una sovranità israeliana sul Muro occidentale che coprisse i luoghi di importanza religiosa per gli ebrei, e la rifiutò. Rifiutò la proposta sui profughi. Rifiutò le idee fondamentali sulla sicurezza.
Praticamente respinse tutte le cose che gli avevamo chiesto di accettare.
Ancora oggi i palestinesi non hanno detto alla loro gente in cosa consisteva davvero quel piano”.

Dennis Ross (Inviato speciale USA in medio oriente con l'amministrazione Clinton)
Appena appena di parte il testimone, eh?

Gli israeliani non volevano cedere il controllo della parte est di Gerusalemme, così come ancora prevede una delle tante risoluzioni ONU da loro sempre disattese.
http://www.carmillaonline.com/archives/2004/11/001077.html

Chen, se ti basi solo sulle dichiarazioni di una delle parti in causa, forse i fatti non li conosci bene tu.
 
O

Old chensamurai

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Appena appena di parte il testimone, eh?

Gli israeliani non volevano cedere il controllo della parte est di Gerusalemme, così come ancora prevede una delle tante risoluzioni ONU da loro sempre disattese.
http://www.carmillaonline.com/archives/2004/11/001077.html

Chen, se ti basi solo sulle dichiarazioni di una delle parti in causa, forse i fatti non li conosci bene tu.
... eh, no... amico mio... io non nego assolutamente nulla... i fatti sono fatti... e i fatti, gridano "vendetta"... quello che dice Ross è quanto è stato poi divulgato dalla Presidenza USA... mica me lo sono inventato... tra l'altro, Arafat ha detto chiaramente di aver rifiutato l'accordo per la questione di Gerusalemme est... TUTTI, in Israele, hanno percepito come incomprensibile l'atteggiamento do Arafat... e non solo in Israele... anche il governo Italiano... e l'Unione Europea... TUTTI, si sono chiesti che cazzo avesse combinato Arafat in quell'occasione... perché non avesse accettato una proposta che accoglieva il 97% delle richieste Palestinesi... ora, chiedo a te, amico mio, che cazzo gliene fregava della parte est di Gerusalemme?... può, una questione di questo genere, portare una persona a rifiutare una soluzione che prevedeva la nascita di uno Stato palestinese?... è, la questione di Gerusalemme est, così fondamentale da giustificare il mantenere i palestinesi nelle condizioni in cui vivono?... lo chiedo a te... io ti chiedo cosa avresti fatto TU al posto di Arafat... con il TUO popolo che vive in condizioni da terzo mondo... pur giusta la rivendicazione di Gerusalemme est, occupata ingiustamente da Israele (che tuttavia non riconosce la cittadinanza ai suoi abitanti) io penso che nessun politico sano di mente, avrebbe fatto quel che ha fatto Arafat... a meno che... a meno che... non ci fossero altri interessi... i bambini palestinesi per le strade a tirare sassi... e la moglie di Arafat a Parigi con un tesoro di milioni e milioni di euro... che ne dici?... forse, a qualcuno, conviene che nulla cambi... sia tra gli israeliani che tra i palestinesi... magari anche per qualche europeo... e qualche altro arabo... e magari anche per qualche altro culo a stelle e strisce...
 
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Old chensamurai

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Appena appena di parte il testimone, eh?

Gli israeliani non volevano cedere il controllo della parte est di Gerusalemme, così come ancora prevede una delle tante risoluzioni ONU da loro sempre disattese.
http://www.carmillaonline.com/archives/2004/11/001077.html

Chen, se ti basi solo sulle dichiarazioni di una delle parti in causa, forse i fatti non li conosci bene tu.
Allora ti riporto qualcosa del CIPMO:

Il CIPMO, Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, fondato nel 1989 da Janiki Cingoli, che ne è il Direttore, è tra le principali strutture di riferimento in Italia per le tematiche dell’area mediorientale e mediterranea.
Esso si propone di favorire, con un approccio bilanciato e costruttivo, il dialogo fra israeliani, palestinesi e arabi e di promuovere le più diverse forme di cooperazione euromediterranea.

Nel 1998 ha ottenuto la qualifica di Ente Internazionalistico dal Ministero degli Affari Esteri, che ne ha riconosciuto il costante impegno nel rafforzare il ruolo dell’Italia nell’area, svolgendo un compito non secondario nel sostegno del processo di pace.

Il Centro è sostenuto dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano e dalla Regione Lombardia, che ne hanno promosso la nascita, e realizza alcuni dei suoi più importanti progetti con il supporto dell’Unione Europea.

Presidente Onorario è il Senatore a Vita e Premio Nobel Rita Levi Montalcini.

Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, è fra i suoi soci fondatori.

Nel 2000, il CIPMO è stato insignito del Premio per la Pace della Regione Lombardia e nel 2005 ha ricevuto l’Attestato di Benemerenza Civica da parte del Comune di Milano.

Dal dicembre 2003, il CIPMO è promotore e coordinatore del Comitato Italiano di Appoggio all’Accordo di Ginevra, il Modello di Accordo di pace promosso dagli ex ministri Yossi Beilin (Israele) e Yasser Abed Rabbo (Palestina).

Camp David: un vertice fallito per Gerusalemme

L’11 luglio del 2000 il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton convocò un vertice trilaterale con israeliani e palestinesi a Camp David nella speranza di concludere il proprio mandato con uno storico accordo di pace che avrebbe messo la parola fine al conflitto mediorientale. I tempi però non si dimostrarono maturi . L’approccio differente delle due delegazioni, e dei due leaders in particolare, non agevolò i colloqui. Mentre gli israeliani volevano procedere punto per punto, i palestinesi, ancor prima di negoziare, avrebbero voluto vedersi riconoscere dalla controparte la piena sovranità su Gerusalemme Est. Arafat insisteva che bisognasse rispettare la legalità internazionale ai sensi della quale Gerusalemme Est, comprensiva della Città Vecchia, è intesa come territorio occupato. Barak, infrangendo un vecchio e consolidato tabù israeliano, accettò la divisione della città santa ma era disposto a concedere la piena sovranità palestinese solamente per i quartieri situati a nord-est e sud-est di Gerusalemme permettendo così ai palestinesi di costituire nel villaggio di Abu Dis la capitale del loro futuro Stato.

Nel tentativo di trovare una sintesi tra le due richieste, gli americani formularono “soluzioni creative” attingendo all’accordo Beilin-Abu Mazen . Clinton, capendo che la partita si giocava intorno allo status della Città Vecchia, propose alle parti di dividerla in due: ai palestinesi il quartiere mussulmano e cristiano, agli israeliani il muro occidentale e i quartieri ebraico ed armeno. Sulla Spianata sarebbe potuta sventolare la bandiera palestinese in riconoscimento di una “sovranità simbolica” ma non effettiva . Clinton assicurò Arafat che lo stesso tipo di sovranità sarebbe valso per le zone al di fuori delle mura, come i distretti Sheikh Jerrah, Salah a-Din, alle quali Barak avrebbe concesso una maggiore indipendenza in termini di amministrazione municipale.

Arafat bocciò questo piano perché, a suo giudizio, non riconosceva Gerusalemme Est come capitale dello Stato palestinese. Il presidente Clinton elaborò allora una nuova proposta: la Spianata delle moschee sarebbe rimasta sotto la sovranità israeliana ma la sua gestione sarebbe stata affidata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e al Marocco, in quanto presidente permanente della “Commissione Gerusalemme” degli Stati islamici. La delega all’Onu assicurava ai palestinesi di non sottostare ad un’autorità israeliana. Ma Arafat rifiutò anche questa proposta: non voleva essere ricordato dal mondo arabo-mussulmano come colui che aveva svenduto la Spianata delle moschee.

Clinton non si arrese elaborando una nuova proposta che avesse come principio cardine una definizione “verticale” della sovranità: ai palestinesi sarebbe stata riconosciuta la sovranità su quanto si trovava “sopra” il suolo della Spianata, agli israeliani la sovranità su quanto si trovava “sotto” il suolo della Spianata, cioè le rovine del secondo Tempio . Ma nemmeno queste condizioni riuscirono ad evitare il fallimento delle trattative a cui gli americani attribuirono la responsabilità ad Arafat. Queste le parole del presidente Bill Clinton nella prima apparizione alla stampa: “Abbiamo fatto progressi sulle questioni principali e su alcune di esse i progressi sono stati sostanziali. I negoziatori palestinesi hanno lavorato sodo su un buon numero di questioni. Credo che a questo punto sia però corretto dire che, forse perché si è preparato di più, forse perché ci ha pensato di più, il primo ministro Barak ha fatto più passi avanti rispetto al presidente Arafat, specialmente per quanto riguarda la questione di Gerusalemme. I miei commenti dovrebbero essere presi per quello che sono, cioè non tanto una critica al presidente Arafat, poiché i negoziati sono molto difficili e non sono stati mai tentati prima, quanto un elogio per Barak. Era venuto qui sapendo di dover compiere passi coraggiosi e lo ha fatto; dovreste comprendere che quello che sto dicendo qui è più un apprezzamento nei suoi confronti che non una condanna della posizione palestinese”.

... penso che questa non sia una fonte sospetta...
 

Nobody

Utente di lunga data
Allora ti riporto qualcosa del CIPMO:

Il CIPMO, Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, fondato nel 1989 da Janiki Cingoli, che ne è il Direttore, è tra le principali strutture di riferimento in Italia per le tematiche dell’area mediorientale e mediterranea.
Esso si propone di favorire, con un approccio bilanciato e costruttivo, il dialogo fra israeliani, palestinesi e arabi e di promuovere le più diverse forme di cooperazione euromediterranea.

Nel 1998 ha ottenuto la qualifica di Ente Internazionalistico dal Ministero degli Affari Esteri, che ne ha riconosciuto il costante impegno nel rafforzare il ruolo dell’Italia nell’area, svolgendo un compito non secondario nel sostegno del processo di pace.

Il Centro è sostenuto dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano e dalla Regione Lombardia, che ne hanno promosso la nascita, e realizza alcuni dei suoi più importanti progetti con il supporto dell’Unione Europea.

Presidente Onorario è il Senatore a Vita e Premio Nobel Rita Levi Montalcini.

Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, è fra i suoi soci fondatori.

Nel 2000, il CIPMO è stato insignito del Premio per la Pace della Regione Lombardia e nel 2005 ha ricevuto l’Attestato di Benemerenza Civica da parte del Comune di Milano.

Dal dicembre 2003, il CIPMO è promotore e coordinatore del Comitato Italiano di Appoggio all’Accordo di Ginevra, il Modello di Accordo di pace promosso dagli ex ministri Yossi Beilin (Israele) e Yasser Abed Rabbo (Palestina).

Camp David: un vertice fallito per Gerusalemme

L’11 luglio del 2000 il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton convocò un vertice trilaterale con israeliani e palestinesi a Camp David nella speranza di concludere il proprio mandato con uno storico accordo di pace che avrebbe messo la parola fine al conflitto mediorientale. I tempi però non si dimostrarono maturi . L’approccio differente delle due delegazioni, e dei due leaders in particolare, non agevolò i colloqui. Mentre gli israeliani volevano procedere punto per punto, i palestinesi, ancor prima di negoziare, avrebbero voluto vedersi riconoscere dalla controparte la piena sovranità su Gerusalemme Est. Arafat insisteva che bisognasse rispettare la legalità internazionale ai sensi della quale Gerusalemme Est, comprensiva della Città Vecchia, è intesa come territorio occupato. Barak, infrangendo un vecchio e consolidato tabù israeliano, accettò la divisione della città santa ma era disposto a concedere la piena sovranità palestinese solamente per i quartieri situati a nord-est e sud-est di Gerusalemme permettendo così ai palestinesi di costituire nel villaggio di Abu Dis la capitale del loro futuro Stato.

Nel tentativo di trovare una sintesi tra le due richieste, gli americani formularono “soluzioni creative” attingendo all’accordo Beilin-Abu Mazen . Clinton, capendo che la partita si giocava intorno allo status della Città Vecchia, propose alle parti di dividerla in due: ai palestinesi il quartiere mussulmano e cristiano, agli israeliani il muro occidentale e i quartieri ebraico ed armeno. Sulla Spianata sarebbe potuta sventolare la bandiera palestinese in riconoscimento di una “sovranità simbolica” ma non effettiva . Clinton assicurò Arafat che lo stesso tipo di sovranità sarebbe valso per le zone al di fuori delle mura, come i distretti Sheikh Jerrah, Salah a-Din, alle quali Barak avrebbe concesso una maggiore indipendenza in termini di amministrazione municipale.

Arafat bocciò questo piano perché, a suo giudizio, non riconosceva Gerusalemme Est come capitale dello Stato palestinese. Il presidente Clinton elaborò allora una nuova proposta: la Spianata delle moschee sarebbe rimasta sotto la sovranità israeliana ma la sua gestione sarebbe stata affidata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e al Marocco, in quanto presidente permanente della “Commissione Gerusalemme” degli Stati islamici. La delega all’Onu assicurava ai palestinesi di non sottostare ad un’autorità israeliana. Ma Arafat rifiutò anche questa proposta: non voleva essere ricordato dal mondo arabo-mussulmano come colui che aveva svenduto la Spianata delle moschee.

Clinton non si arrese elaborando una nuova proposta che avesse come principio cardine una definizione “verticale” della sovranità: ai palestinesi sarebbe stata riconosciuta la sovranità su quanto si trovava “sopra” il suolo della Spianata, agli israeliani la sovranità su quanto si trovava “sotto” il suolo della Spianata, cioè le rovine del secondo Tempio . Ma nemmeno queste condizioni riuscirono ad evitare il fallimento delle trattative a cui gli americani attribuirono la responsabilità ad Arafat. Queste le parole del presidente Bill Clinton nella prima apparizione alla stampa: “Abbiamo fatto progressi sulle questioni principali e su alcune di esse i progressi sono stati sostanziali. I negoziatori palestinesi hanno lavorato sodo su un buon numero di questioni. Credo che a questo punto sia però corretto dire che, forse perché si è preparato di più, forse perché ci ha pensato di più, il primo ministro Barak ha fatto più passi avanti rispetto al presidente Arafat, specialmente per quanto riguarda la questione di Gerusalemme. I miei commenti dovrebbero essere presi per quello che sono, cioè non tanto una critica al presidente Arafat, poiché i negoziati sono molto difficili e non sono stati mai tentati prima, quanto un elogio per Barak. Era venuto qui sapendo di dover compiere passi coraggiosi e lo ha fatto; dovreste comprendere che quello che sto dicendo qui è più un apprezzamento nei suoi confronti che non una condanna della posizione palestinese”.


... penso che questa non sia una fonte sospetta...
Appunto...non si rinuncia facilmente ad un simbolo, soprattutto quando una risoluzione internazionale ti dice che ti appartiene. Risoluzione internazionale disattesa come tante altre. Sicuramente Clinton e Barak fecero più di quanto avessero mai concesso gli altri presidenti americani ed israeliani.
http://www.fisicamente.net/index-271.htm
Leggi qui, come vedi tutto è relativo ed indimostrabile.
Siamo di idee opposte su questo tema, caro Chen. Inutile, e permettimi anche puerile, tirar fuori manicheismi e chiusure d'occhi nella discussione.
 
O

Old chensamurai

Guest
Ok! sai che farei Chen? Se fossi il più forte della regione (come Israele indubbiamente è), e se volessi davvero la pace, mi esporrei e farei una proposta generosa e soprattutto vera...proporrei ai palestinesi un loro stato autonomo, coi diritti elementari di cui godono tutti gli stati, compreso quello alla difesa. Ed anche, ovviamente, coi doveri.
Hamas si è affermato anche grazie alla disperazione in cui sono state ridotte quelle popolazioni...fino ad alcuni anni fa l'estremismo islamico era sconosciuto in Palestina. Hamas fa comodo proprio ai nemici storici dei palestinesi.
Consulterò i siti
... non puoi non vedere le gravi responsabilità della classe dirigente palestinese... Arafat in testa... informati sui milioni che ha messo in tasca il signorino... lui e sua moglie... i bambini in strada a vivere nella merda... la moglie, invece, all'Hilton Arc de Triomphe di Parigi... vista con i miei occhi... e mandata affanculo in più di un'occasione... ho litigato persino con le sue quattro guardie del corpo... uno di loro, mi ha sventolato un pistolone carico sotto il naso... hi, hi, hi...
 

Nobody

Utente di lunga data
... non puoi non vedere le gravi responsabilità della classe dirigente palestinese... Arafat in testa... informati sui milioni che ha messo in tasca il signorino... lui e sua moglie... i bambini in strada a vivere nella merda... la moglie, invece, all'Hilton Arc de Triomphe di Parigi... vista con i miei occhi... e mandata affanculo in più di un'occasione... ho litigato persino con le sue quattro guardie del corpo... uno di loro, mi ha sventolato un pistolone carico sotto il naso... hi, hi, hi...
E tu?
 
O

Old chensamurai

Guest
Appunto...non si rinuncia facilmente ad un simbolo, soprattutto quando una risoluzione internazionale ti dice che ti appartiene. Risoluzione internazionale disattesa come tante altre. Sicuramente Clinton e Barak fecero più di quanto avessero mai concesso gli altri presidenti americani ed israeliani.
http://www.fisicamente.net/index-271.htm
Leggi qui, come vedi tutto è relativo ed indimostrabile.
Siamo di idee opposte su questo tema, caro Chen. Inutile, e permettimi anche puerile, tirar fuori manicheismi e chiusure d'occhi nella discussione.
... non importa se si è su idee opposte... vedi, qui il problema è che il popolo palestinese e quello israeliano pagano il conto di tutto... capisci?... i palestinesi vivono come dei mendicanti... nella povertà più assoluta... non hanno nulla... e io ho manifestato per LORO... per la loro dignità... ho manifestato a Parigi, in USA, in Israele... io mi sono battuto affinché i palestinesi potessero scrollarsi di dosso i loro dirigenti corrotti... la convivenza?... facilissima!... 1.000.000 di arabi-israeliani, vivono tranquillamente in Israele... FELICI di viverci... con buoni redditi... sono medici... insegnanti... ricercatori universitari... NULLA è proibito loro... cittadini a tutti gli effetti... 1.000.000... leggi bene, 1.000.000... quanti ebrei conti in Iran o in Siria... quanti ne conti?... le differenze ci sono... vai là... vai a vedere... parla, discuti con certa gente... quella che sparerebbe anche a te... vai a farti un giretto nella zona... e sono sicuro che ritorneresti con le idee più chiare su tutta la questione... parla con i palestinesi... chiedi cosa desiderano e quanto gliene FOTTE di Gerusalemme est... chiedi... provaci... fatti raccontare cosa pensano di Arafat... dei suoi amichetti... delle sue amichette... ripeto, IO ho manifestato per i palestinesi... TU hai mai manifestato per Israele?... questo è il punto...
 
O

Old chensamurai

Guest
... io?... cazzo, nulla... sul momento, nulla... sai, quello poteva spararmi... mi ha puntato il pistolone in faccia... gli ho detto "ruentac" guardandolo dritto negli occhi... era un bel bestione... più basso e leggero di me... ma aveva la pistola... dopo, invece, l'ho denunciato... azione inutile... eravamo una cinquantina... ma lui aveva la pistola... una vera faccia di merda... comunque, si trattava di un lavoratore... e io rispetto chi lavora... hi, hi, hi... la vera troia era quell'altra...
 
O

Old chensamurai

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Appunto...non si rinuncia facilmente ad un simbolo, soprattutto quando una risoluzione internazionale ti dice che ti appartiene. Risoluzione internazionale disattesa come tante altre. Sicuramente Clinton e Barak fecero più di quanto avessero mai concesso gli altri presidenti americani ed israeliani.
http://www.fisicamente.net/index-271.htm
Leggi qui, come vedi tutto è relativo ed indimostrabile.
Siamo di idee opposte su questo tema, caro Chen. Inutile, e permettimi anche puerile, tirar fuori manicheismi e chiusure d'occhi nella discussione.
... Multimodi, le risoluzioni dell'ONU vengono regolarmente disattese da: Italia, Russia, USA, Francia, Inghilterra, Spagna, Danimarca, Svezia, Olanda... non parliamo degli stati Arabi... suvvia, non è quello il punto... vuoi che ti parli dell'amico (di Berlusconi) Putin?... uomo dell'anno, per il Time... hi, hi, hi... parliamo di Cecenia?... vedi, un vero capo politico, si preoccupa dei morti, non dei simboli...
 

Nobody

Utente di lunga data
... non importa se si è su idee opposte... vedi, qui il problema è che il popolo palestinese e quello israeliano pagano il conto di tutto... capisci?... i palestinesi vivono come dei mendicanti... nella povertà più assoluta... non hanno nulla... e io ho manifestato per LORO... per la loro dignità... ho manifestato a Parigi, in USA, in Israele... io mi sono battuto affinché i palestinesi potessero scrollarsi di dosso i loro dirigenti corrotti... la convivenza?... facilissima!... 1.000.000 di arabi-israeliani, vivono tranquillamente in Israele... FELICI di viverci... con buoni redditi... sono medici... insegnanti... ricercatori universitari... NULLA è proibito loro... cittadini a tutti gli effetti... 1.000.000... leggi bene, 1.000.000... quanti ebrei conti in Iran o in Siria... quanti ne conti?... le differenze ci sono... vai là... vai a vedere... parla, discuti con certa gente... quella che sparerebbe anche a te... vai a farti un giretto nella zona... e sono sicuro che ritorneresti con le idee più chiare su tutta la questione... parla con i palestinesi... chiedi cosa desiderano e quanto gliene FOTTE di Gerusalemme est... chiedi... provaci... fatti raccontare cosa pensano di Arafat... dei suoi amichetti... delle sue amichette... ripeto, IO ho manifestato per i palestinesi... TU hai mai manifestato per Israele?... questo è il punto...
Non ho mai manifestato nè per gli uni nè per gli altri, Chen. Odio i cortei, odio la folla. Si perde la propria individualità.
 

Nobody

Utente di lunga data
... Multimodi, le risoluzioni dell'ONU vengono regolarmente disattese da: Italia, Russia, USA, Francia, Inghilterra, Spagna, Danimarca, Svezia, Olanda... non parliamo degli stati Arabi... suvvia, non è quello il punto... vuoi che ti parli dell'amico (di Berlusconi) Putin?... uomo dell'anno, per il Time... hi, hi, hi... parliamo di Cecenia?... vedi, un vero capo politico, si preoccupa dei morti, non dei simboli...
Vabbè con un criminale come Putin è come sparare sulla croce rossa
 
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Old chensamurai

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Vabbè con un criminale come Putin è come sparare sulla croce rossa
... ma come, criminale? Guarda che è amico di Berlusconi... hi, hi, hi... ti ricordi quando rilasciava interviste chiamandolo "L'amico Putin"... hi, hi, hi... sono molto amici... compagni... sì... compagni di merende... hi, hi, hi...
 
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Old chensamurai

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Non ho mai manifestato nè per gli uni nè per gli altri, Chen. Odio i cortei, odio la folla. Si perde la propria individualità.
... a volte bisogna essere in tanti a rompere i coglioni... da solo, non conti nulla... anche in tanti, a dire il vero, a volte, non conti nulla... purtroppo...
 

Nobody

Utente di lunga data
... ma come, criminale? Guarda che è amico di Berlusconi... hi, hi, hi... ti ricordi quando rilasciava interviste chiamandolo "L'amico Putin"... hi, hi, hi... sono molto amici... compagni... sì... compagni di merende... hi, hi, hi...
Eccome se me lo ricordo...uno cresciuto a pane nero (anzi, rosso...) e KGB, l'altro a fichi d'india e televisione....ce li vedo bene insieme, due veri democratici
 
Stato
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