Ciao Mastrowilgio!
Sei una creatura stimolante, un tocco di geometria euclidea in una stagione di sonni disordinati e pensieri scomposti, grazie.
“Quando a mezzo il secco Estate per le imposte spalancate entra un nuvolo di mosche brune e d'or, fantasie bizzarre e fosche mi penètrano nel còr...”
Ma ora tu mi spazzi via mosche e fantasie!
Menomale.
Tutto ruota attorno al cambio di categorie, così come la follia è patologia da internamento nel povero e bizzarra eccentricità nel ricco, la sregolatezza è libertà quadridimensionale nell'oltre-uomo e trappola labirintica nell'uomo comune.
L'amoralità è diventata immoralità.
Retroattivamente.
Chi ha ali d'aquila vola in alto, cade e si schianta; chi ha le alucce di pollo, razzola nel pollaio e finisce nel forno.
“Olim lacus colueram, olim pulcher extiteram...” vai cantando, ma davvero eri il cigno libero che ora viene arrostito sul braciere?
Quando il piacere è più infimo del porco del gregge di epicuro, le catene che ti legano stretto l'ombelico non sono il frutto di incarcerazione in muscosa galera, ma sostituto subitaneo del cordone ombelicale.
E la strada a senso unico che estrudeva amplessi di dissolutezza, altro non era che il cancello per regno della paura.
E la paura è il definitivo approdo del membro del consesso umano che, allargandosi lo stomaco, come la rana che compete col bue, da un lato si smidolla e dall'altro si scopre vuota.
Già sentirsi liberi quando ci si rinchiude nel corpo di una femmina è segno che i paraocchi che ci fanno ricapitolare l'ontogenesi sono ben piazzati!
Così come il godere la soddisfazione deregolamentata di un desiderio incontentabile non è libertà di fruizione ma schiavitù d'un bisogno!
Ed allora viene lo spauracchio, come lo spaventapasseri nel mais, che ti fa avere il becco d'un piccione e non gli artigli da sparviero...
Giacchè né Oblomov né Stakhanov sono mai stai liberi o ubermensch o felici.
Così come non è troppo lungo ciò di cui conosciamo la fine, non è troppo schiavo colui che vede le proprie catene.
E non si muoverà come se non le avesse.
E non le tirerà finchè non fanno male.
Ciao!