Tubarao
Escluso
Avevo 12 o 13 anni, con la mia famiglia (mio padre, mia madre e mio fratello) e un'altra famiglia (stessa composizione) con la quale eravamo praticamente inseparabili organizzammo una domenica al mare: pesca per gli uomini e i ragazzini, sole per e le due mamme. La località era Santa Marinella, a nord di Roma.
Pranzo in uno dei ristoranti della zona, poi qualche altra ora di mare, e poi ci prepara per andare a casa.
Le macchine erano parcheggiate dalla parte opposta della strada, strada tristemente famosa per la sua pericolosità: l'Aurelia.
Questa è la sequenza come la ricordo io: vedo mio padre che, tenendo saldamente per mano i figli dell'altra coppia, attraversa la strada e raggiunge le macchine parcheggiate. Io volevo seguirli, ma come un coglione guardo nella direzione sbagliata. Appena metto un piede sull'asfalto sento l'urlo di mio padre dall'altra parte della strada. Realizzo subito. Sto attraversando l'Aurelia, ma non ho guardato a sinistra. Non ho bisogno di voltarmi, sono consapevole che una macchina tra un secondo mi prenderà in pieno. Faccio istintivamente un passo indietro e metto le mani avanti, che sbattono sul finestrino del lato passeggeri della macchina in frenata che se non ci fosse stato l'urlo di mio padre a farmi fare un passo indietro, mi avrebbe preso in pieno. Vengo sbalzato all'indietro e appena mi rialzo cerco mia madre, che era dalla mia parte della strada, che in preda ad una quasi crisi isterica, mi molla un ceffone. E no cazzo, penso, prima stavo per essere investito mo pure le botte da mi madre, scappo via da lei, e mi ritrovo ad essere abbracciato forte forte da una ragazza che era con il suo fidanzato. Ricordo solo la sua maglietta blu e il calore del suo abbraccio.
Pranzo in uno dei ristoranti della zona, poi qualche altra ora di mare, e poi ci prepara per andare a casa.
Le macchine erano parcheggiate dalla parte opposta della strada, strada tristemente famosa per la sua pericolosità: l'Aurelia.
Questa è la sequenza come la ricordo io: vedo mio padre che, tenendo saldamente per mano i figli dell'altra coppia, attraversa la strada e raggiunge le macchine parcheggiate. Io volevo seguirli, ma come un coglione guardo nella direzione sbagliata. Appena metto un piede sull'asfalto sento l'urlo di mio padre dall'altra parte della strada. Realizzo subito. Sto attraversando l'Aurelia, ma non ho guardato a sinistra. Non ho bisogno di voltarmi, sono consapevole che una macchina tra un secondo mi prenderà in pieno. Faccio istintivamente un passo indietro e metto le mani avanti, che sbattono sul finestrino del lato passeggeri della macchina in frenata che se non ci fosse stato l'urlo di mio padre a farmi fare un passo indietro, mi avrebbe preso in pieno. Vengo sbalzato all'indietro e appena mi rialzo cerco mia madre, che era dalla mia parte della strada, che in preda ad una quasi crisi isterica, mi molla un ceffone. E no cazzo, penso, prima stavo per essere investito mo pure le botte da mi madre, scappo via da lei, e mi ritrovo ad essere abbracciato forte forte da una ragazza che era con il suo fidanzato. Ricordo solo la sua maglietta blu e il calore del suo abbraccio.