Amarax
Utente di lunga data
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Amare e tradire... Amare è tradire (Marinella Cozzolino)
Amore e tradimento sono due termini apparentemente reciprocamente escludentesi.
In realtà ad una analisi più attenta risulta che tra questi due termini vi sia una relazione di necessità e di interdipendenza. Alla parola amore sul dizionario troviamo: “dedizione appassionata ed esclusiva volta a perseguire felicità benessere e stabilità”. E’ questa una delle definizioni ma è tutt’altro che soddisfacente anzi è riduttiva e semplicistica perché fa pensare all’amore esclusivamente in termini di turba passionale.
Amore è, soprattutto oggigiorno, un termine difficile da definire. Soprattutto in assenza di un predicato che ne precisi il contesto o l’oggetto verso cui è rivolto non si riesce a priori a comprendere di cosa stiamo parlando. Parliamo sempre d’amore: amore per Dio, amore per gli animali, amore per il danaro, amore per il cibo, amore per la patria, amore materno, amor proprio e “amor che a nullo amato amar perdona” l’amore che ci prende e ci coinvolge, che ci sconvolge e ci spinge verso un altro essere umano con la definizione di Dante che ne mostra la crudezza. L’amore è anche crudele, ma sempre e in ogni caso quando parliamo d’amore facciamo riferimento ad uno speciale investimento energetico, libidico e vitale verso l’oggetto d’amore. Del tradimento invece cogliamo più facilmente una maggiore specificità in quanto esso definisce l’azione con la quale l’Amore si trasforma e si trasferisce da un oggetto all’altro, da una dimensione ad un’altra da un livello di consapevolezza ad un altro più elevato. Anche se
spesso il tradimento viene vissuto come la distruzione dell’amore in realtà esso rappresenta il motore della sua trasformazione. Il sentimento che scaturisce dal tradimento “subito” assomiglia al nostro vissuto verso la morte che soggettivamente avvertiamo come negatività, come perdita e non come necessità universale. Il tradimento quindi, come detto precedentemente, ha a che fare con l’abbandono da parte di un sistema di precedenti regole a favore della novità. “Nasciamo traditi” sostiene Carotenuto (Carotenuto 1991, p.33).
Nel mondo degli uomini l’esperienza della separazione costituisce l’esperienza stessa del vivere. Anche scrivere questi appunti è una separazione: la separazione del discorso dal pensiero. La vita, la nascita come tradimento costituisce la chiave di lettura di tutta la nostra esistenza: divenirne consapevoli può voler dire appropiarsi di codici, chiavi di lettura, contenuti latenti che possono aiutarci a comprendere alcuni eventi della vita adulta. Al momento del parto tutte le donne si sentono come “tradite”. Esse riferiscono di avere la sensazione, al momento dell’espulsione di tirar fuori anche una parte di sé, della propria vita interrompendo una simbiosi che le sosteneva e le sorreggeva. A questo punto il figlio diviene, nemico, traditore. Cosa può fare il figlio che intanto si sente a sua volta tradito? Può solo mettere in atto delle strategie per cercare di lenire quella ferita narcisistica che ha inferto nella madre con la sua stessa involontaria nascita. Tali strategie consistono nel mettere in atto dei sistemi per corrispondere il più possibile alle fantasie della madre per corrispondere al bambino da lei immaginato. Ancor prima di nascere infatti, noi veniamo fantasticati: questo è il secondo tradimento. La nostra esistenza e la nostra autonomia sono condizionate: al momento di venire al mondo siamo già stati inventati. Dovremmo svilupparci secondo linee evolutive già determinate. Ogni bambino viene al mondo quale sogno dei propri genitori. Tutti abbiamo vissuto questa esperienza quando abbiamo avvertito di rappresentare per i nostri genitori una promessa. Il destino “naturale” dell’individuo sembrerebbe allora quello di portare a compimento a livello psicologico ed esistenziale un progetto che non gli appartiene ma che è frutto delle aspirazioni altrui. Dovremmo quindi chiederci: “Tra madre e figlio chi è il traditore e chi il tradito?”. Per quanto possa sembrare duro la via del traditore e del tradito è sempre la stessa come se ambedue fossero intercambiabili: il tradito merita di essere tradito, il traditore è costretto a tradire. Sin dal loro primo incontro la madre spierà nel figlio le tracce di un crimine, di un tradimento, il figlio vedrà nella madre colei che lo ha tradito. Da adulti sarà il silenzio a farci capire che siamo testimoni di un tradimento, non ci sarà bisogno difatti perché comprenderemo che sta accadendo qualcosa per cui traditore e tradito rivivono quell’esperienza fondamentale. Se la vita in sé è un tradimento quello che possiamo fare è crescere attraverso di esso. Attraverso l’individuazione, recuperare noi stessi nonostante il tradimento, avere fiducia oltre il tradimento.