Questa non è integrazione

Brunetta

Utente di lunga data

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

perplesso

Administrator
Staff Forum
Per chi ha voglia di leggere una persona competente invece di fidarsi del cugino dell'amico.

http://www.francocardini.it/minima-cardiniana-179/#more-682
Signor Cardini, la prego di spiegarci come mai gli estensori dei rapporti sulle armi chimiche di Saddam Hussein erano nello staff che sosteneva la candidatura della strega alle Presidenziali USA nel 2016

ci spieghi come mai l'amministrazione Obama ha abbandonato nel 2011 l'Iraq senza un'approfondita verifica del fatto che l'esercito e la polizia irachene avessero davvero il controllo del territorio

ci spieghi come mai è fatto ormai accertato che i finti ribelli anti Assad che hanno costituito la branca siriana del Daesh siano stati non solo addestrati ma pure stipendiati dall'intelligence americana durante il secondo mandato Obama.

soprattutto signor Cardini, ci spieghi la ratio degli studi ONU sulla migrazione sostitutiva.


grazie.
 

spleen

utente ?
Io no, per esempio sono favorevole alla divisa scolastica.
Io no, ma su questa se ne potrebbe discutere. Mi riferivo ovviamente al fatto che i governi assoluti le fanno vestire nelle varie fasi della vita per inquadrare e militarizzare un popolo. Vedi Nord Corea per fare un esempio concreto ed attuale. Del resto anch' io ne ho indossata una nel periodo che un tempo si dedicava, facendole onore.
 

danny

Utente di lunga data
Io no, ma su questa se ne potrebbe discutere. Mi riferivo ovviamente al fatto che i governi assoluti le fanno vestire nelle varie fasi della vita per inquadrare e militarizzare un popolo. Vedi Nord Corea per fare un esempio concreto ed attuale. Del resto anch' io ne ho indossata una nel periodo che un tempo si dedicava, facendole onore.
Il Nord Corea non usa solo la divisa, ma la propaganda e la manipolazione in maniera sistematica per rafforzare e difendere la dittatura.
Televisione agiografica, disprezzo degli altri stati, contatti inesistenti o quasi con gli stranieri che vengono disprezzati e resi temibili, parate e coreografie militari in totale sincronia assunto a spettacoli, culto della personalità.
La dittatura più stabile e duratura è quella in cui l'opposizione non esiste perché la maggior parte delle persone non hanno la capacità di confrontarsi con realtà differenti e sono assolutamente convinte che il loro stile di vita sia il migliore e in esso si identificano.
D'altronde anche da noi si utilizzano, in maniera ovviamente più blanda, metodi di manipolazione analoghi.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

stany

Utente di lunga data
la pagine discutibili sugli aborigeni sono appunto tali perchè le ragioniamo con la testa di oggi.

con la mentalità del tempo, non è successo nulla che non sia successo in tutti gli altri imperi coloniali.
Oggi o ieri,la sopraffazione,la prevaricazione , sono sempre esecrabili.È un fatto che l'esproprio delle terre di un popolo nativo da parte dei "conquistatori" produca emarginazione sociale .Ed è il fenomeno collegato alla migrazione africana ,provocato dal neocolonialismo soprattutto di matrice cinese.
 

danny

Utente di lunga data
Spesso quando si parla di terrorismo islamico si fanno confronti con il nostro terrorismo di qualche decennio fa.
Io invece preferisco rapportarmi a un altro fenomeno di quegli anni, conseguenza di una frammentazione della società, dei cambiamenti in seno ad essa e della deriva di certe aree urbane.
All'epoca lo sbandamento identitario in cui era occorsa una certa fascia della popolazione giovanile portò molti di loro a trovare una via di fuga nella droga, che trovò larga diffusione grazie a un aumento dei centri di spaccio. E fu una vera strage per un'intera generazione.
Identicamente ci troviamo ora ad aver che fare con un discreto numero di giovani di origine (anche solo parentale) nordafricana che non sono riusciti a trovare una collocazione soddisfacente nella società occidentale, vivendo un doppio rifiuto, quello della patria d'origine dei genitori in cui non si identificano, e quello della patria dove sono nati, che non li riconosce appieno.
(io consiglio sempre di guardarsi il film "L'odio", che spiega molte cose).
Oggi al posto dello spacciatore può esserci l'imam che è in grado di fornire identità a persone magari già coinvolte in precedenza in episodi di microcriminalità o altre che hanno incamerato negli anni odio e frustrazione e che si ritengano in qualche modo emarginate.
L'aumento della paura seguito agli attentati divide ulteriormente le persone, contribuendo ad isolare la popolazione di fede e costumi musulmani e aumentando la possibilità che crescano numericamente persone emarginate che ritrovino unità nella jihad. Non vi è niente di più facile della creazione di un nemico per ritrovare un'identità carente.
Esattamente come la droga ritengo che il rischio potenziale futuro sia proprio l'aumento delle adesioni nella fascia giovanile più suscettibile ad essere manipolata dalla propaganda.
 

stany

Utente di lunga data
Spesso quando si parla di terrorismo islamico si fanno confronti con il nostro terrorismo di qualche decennio fa.
Io invece preferisco rapportarmi a un altro fenomeno di quegli anni, conseguenza di una frammentazione della società, dei cambiamenti in seno ad essa e della deriva di certe aree urbane.
All'epoca lo sbandamento identitario in cui era occorsa una certa fascia della popolazione giovanile portò molti di loro a trovare una via di fuga nella droga, che trovò larga diffusione grazie a un aumento dei centri di spaccio. E fu una vera strage per un'intera generazione.
Identicamente ci troviamo ora ad aver che fare con un discreto numero di giovani di origine (anche solo parentale) nordafricana che non sono riusciti a trovare una collocazione soddisfacente nella società occidentale, vivendo un doppio rifiuto, quello della patria d'origine dei genitori in cui non si identificano, e quello della patria dove sono nati, che non li riconosce appieno.
(io consiglio sempre di guardarsi il film "L'odio", che spiega molte cose).
Oggi al posto dello spacciatore può esserci l'imam che è in grado di fornire identità a persone magari già coinvolte in precedenza in episodi di microcriminalità o altre che hanno incamerato negli anni odio e frustrazione e che si ritengano in qualche modo emarginate.
L'aumento della paura seguito agli attentati divide ulteriormente le persone, contribuendo ad isolare la popolazione di fede e costumi musulmani e aumentando la possibilità che crescano numericamente persone emarginate che ritrovino unità nella jihad. Non vi è niente di più facile della creazione di un nemico per ritrovare un'identità carente.
Esattamente come la droga ritengo che il rischio potenziale futuro sia proprio l'aumento delle adesioni nella fascia giovanile più suscettibile ad essere manipolata dalla propaganda.
Analisi che condivido pianamente.
 

spleen

utente ?
Spesso quando si parla di terrorismo islamico si fanno confronti con il nostro terrorismo di qualche decennio fa. Io invece preferisco rapportarmi a un altro fenomeno di quegli anni, conseguenza di una frammentazione della società, dei cambiamenti in seno ad essa e della deriva di certe aree urbane. All'epoca lo sbandamento identitario in cui era occorsa una certa fascia della popolazione giovanile portò molti di loro a trovare una via di fuga nella droga, che trovò larga diffusione grazie a un aumento dei centri di spaccio. E fu una vera strage per un'intera generazione. Identicamente ci troviamo ora ad aver che fare con un discreto numero di giovani di origine (anche solo parentale) nordafricana che non sono riusciti a trovare una collocazione soddisfacente nella società occidentale, vivendo un doppio rifiuto, quello della patria d'origine dei genitori in cui non si identificano, e quello della patria dove sono nati, che non li riconosce appieno. (io consiglio sempre di guardarsi il film "L'odio", che spiega molte cose). Oggi al posto dello spacciatore può esserci l'imam che è in grado di fornire identità a persone magari già coinvolte in precedenza in episodi di microcriminalità o altre che hanno incamerato negli anni odio e frustrazione e che si ritengano in qualche modo emarginate. L'aumento della paura seguito agli attentati divide ulteriormente le persone, contribuendo ad isolare la popolazione di fede e costumi musulmani e aumentando la possibilità che crescano numericamente persone emarginate che ritrovino unità nella jihad. Non vi è niente di più facile della creazione di un nemico per ritrovare un'identità carente. Esattamente come la droga ritengo che il rischio potenziale futuro sia proprio l'aumento delle adesioni nella fascia giovanile più suscettibile ad essere manipolata dalla propaganda.
Tutti abbiamo avuto le nostre difficoltà nello stabilire chi siamo ma a me non è passato nemmeno per l'anticamera del cervello di trovare una risposta nella droga. Del resto trovare una identità nello schiacciare con un furgone dei bambini in una rambla sai che bel gesto eroico.... ! Il problema è anche culturale e formativo Danny, è inutile negarcelo.
 

danny

Utente di lunga data
Tutti abbiamo avuto le nostre difficoltà nello stabilire chi siamo ma a me non è passato nemmeno per l'anticamera del cervello di trovare una risposta nella droga. Del resto trovare una identità nello schiacciare con un furgone dei bambini in una rambla sai che bel gesto eroico.... ! Il problema è anche culturale e formativo Danny, è inutile negarcelo.
Neppure io, ma tantissimi dei bambini divenuti ragazzi del luogo ove abitavo (quartiere popolare costituito all'80% da immigrati di origine meridionale) sì.
E' ovvio che c'è chi rimane immune.
Probabilmente i drogati all'epoca non erano neppure la maggioranza dei giovani delle periferie e forse erano più in certe zone che in altre.
Però erano sicuramente visibili, c'erano e contribuirono a cambiare la società dell'epoca e a determinare i cambiamenti dei decenni successivi.
 

Hygia

Utente di lunga data
una bambina che proviene da una famiglia cattolica non può essere affidata nè a dei musulmani nè a degli atei dichiarati. e se un vegano vuole adottare una bimba non vegana, che impari a cucinare la bistecca.

ovviamente vale anche il contrario, non puoi affidare la figlia di una famiglia vegana ad un Homer Simpson che si fa i panini con 4 tipi di pancetta diversa.

già l'affidamento è una cosa traumatica, che almeno si cerchi di rispettare il contesto culturale,valoriale,alimentare, educativo dei bambini mi pare veramente il minimo.
Una persona può essere atea e rispettare il credo degli altri, magari non porterà la bambina a messa personalmente, ma troverà qualcuno di praticante a cui affidarla per la messa. Poi trova qualche cattolico che pratica, e ti parlo da persona che ha studiato con le suore e fatto la chirichetta, l'ambiente cattolico (se così si può definire) lo conosco bene...
La maggior parte dei vegani erano carnivori prima, quindi la bistecca la sanno cuocere, tranquillo. ;) E di nuovo, molto probabilmente hanno molta più sensibilità di un onnivoro: è molto più facile che un vegano prepari una bistecca a un bambino onnivoro per rispetto, che un onnivoro prepari cibo vegano a un bambino, anche se molti piatti italiani sono vegani di base. ;)

Comunque mi sono espressa male: queste regole non valgono solo per l'affido, ma anche per l'adozione, anche di neonati, bambini con nessuna cultura precedente. Si preferisce, soprattutto in Italia, far crescere bambini in orfanotrofio che in famiglie dove potrebbero essere amati. E tutto perché così le case-famiglie si beccano un sacco di soldi...
 

Hygia

Utente di lunga data
Integrazione significa che chi arriva, assorbe e fa propri i valori,le leggi,gli usi ed i costumi della terra in cui decide di vivere.

i figli,i nipoti, i pronipoti di coloro che emigrarono illo tempore nelle Americhe oggi di italiano hanno quasi sempre solo il cognome, per il resto sono americani, argentini, brasiliani, canadesi a tutto tondo.
Invece gli Italiani che sono all'estero adesso tendono ad isolarsi, soprattutto se vivono in paesi di cultura non latina (UK, Germania). Gli Italiani stanno con gli altri Italiani, oppure con Spagnoli, Greci, Sudamericani, ma con gli autoctoni contatti minimi.
Abito in una cittadina in Scozia e ci sono una ventina di Italiani. Una ragazza sarda conosciuta da poco mi ha detto che con le altre italiane si è creata una specie di setta che non solo esclude i Britannici, ma pure alcuni italiani, che a loro non piacciono.
Noi Italiani all'estero rispettiamo (di solito) le leggi, ce ne sbattiamo della religione, e ci comportiamo bene, ma l'arroganza che dimostriamo verso la maggior parte delle altre culture, anche se ci viviamo dentro, ci impedisce di integrarci davvero. Noi non siamo pericolosi e non vogliamo ribaltare il sistema, ma dire che ci vogliamo integrare, no, proprio no.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Una persona può essere atea e rispettare il credo degli altri, magari non porterà la bambina a messa personalmente, ma troverà qualcuno di praticante a cui affidarla per la messa. Poi trova qualche cattolico che pratica, e ti parlo da persona che ha studiato con le suore e fatto la chirichetta, l'ambiente cattolico (se così si può definire) lo conosco bene...
La maggior parte dei vegani erano carnivori prima, quindi la bistecca la sanno cuocere, tranquillo. ;) E di nuovo, molto probabilmente hanno molta più sensibilità di un onnivoro: è molto più facile che un vegano prepari una bistecca a un bambino onnivoro per rispetto, che un onnivoro prepari cibo vegano a un bambino, anche se molti piatti italiani sono vegani di base. ;)

Comunque mi sono espressa male: queste regole non valgono solo per l'affido, ma anche per l'adozione, anche di neonati, bambini con nessuna cultura precedente. Si preferisce, soprattutto in Italia, far crescere bambini in orfanotrofio che in famiglie dove potrebbero essere amati. E tutto perché così le case-famiglie si beccano un sacco di soldi...

da ateo scomunicato ti posso dire che è assai difficile che un ateo militante mandi una bambina a catechismo. ma molto difficile. soprattutto in periodi come questo in cui in certi ambienti gli atei hanno un comportamento molto talebano.

che quasi tutti i vegani sono stati onnivori lo so. che non tutti gli onnivori sanno come funziona l'alimentazione vegana lo so.

ma rimane il discorso di principio. altrimenti non sarebbe nato il caso della bimba londinese. che invece era costretta a seguire una dieta halal.

il problema delle adozioni in Italia è assai complesso ed anche intrigante, però è un tantino OT......
 
Top