Prospettive

Skorpio

Utente di lunga data
Dico che mi ricordo le battute che si fecero, ma non ricordo chi le fece. Vado a rileggerlo, che ciò che domandi non lo ricordo :).

Poi ti rispondo.
Leggi leggi.. :rotfl:

Ammira cosa PUÒ girare nella testa di un uomo..

Siamo qui apposta.. :rotfl:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ancora oggi è così, un caffè è un caffè, non è una promessa di scopata.
Ci sono maschi che vedono solo il lato sessuale del rapporto con una donna.
Anche a me è sempre capitato di essere fraintesa,anche quando prima di uscire metto in chiaro. Niente da fare, si fanno un viaggio tutto loro. Forse sono stata fortunata a non incontrare mai uno psicopatico:eek::)
Probabilmente non mi sono ben spiegata. Riprovo.

Io non penso assolutamente che si facciano un viaggio tutto loro. Ma anzi. Io penso sia un viaggio copartecipato in termini di stereotipi sociali, sostenuti anche dalle donne.

Penso che certi atteggiamenti femminili co-costruiscano certi viaggi, come quello dell'insistere e magari oltrepassare dei limiti.

Se un maschio è abituato che su 10 donne 9 dicono no ma intendono sì, statisticamente significa che se una donna dice no intende sì.

Ci sono pure le vignette a riguardo. Che a me stanno pure ampiamente sul cazzo. Dal dolcemente complicate di sti cazzi al fatto che con le donne o non devi dire niente o devi leggere il loro pensiero. Se sei maschio.

E sono le donne stesse a nutrire questo genere di immagini.

La "giusta insistenza" di cui chiedevo riguarda questo.

La comunicazione maschi e femmine è ancora tutta costruita sulla guerra fra generi.
Dove la donna ne deve uscire come la persona perbene, che non fa pensieri e azioni sporche.

Quindi dice no, ma intende sì.
E lascia al maschio l'interpretazione di uno spazio non interpretabile perchè derivante solo da conoscenza.

Proprio perchè la giusta insistenza non esiste in termini assoluti ma solo in termini individuali.

Cosa comporta però questo in termini più sociali?

Che idea di donna le donne stesse portano a giro?

E io penso che questa sia una responsabilità femminile E maschile.

Io non penso che i maschi abbiano in testa solo il sesso. Anzi.
HO più amici maschi che femmine.

E di sesso se ne parla liberamente.

Perchè la questione non è il sesso. Ce l'abbiamo tutti in testa.

Il punto è far finta che se si è persone perbene non si pensa al sesso, perchè se si pensa al sesso si è porci o troie.

Quel giochetto dei no e dei sì, ruota intorno allo stereotipo della donna perbene. Che al sesso non ci pensa se non su "forzatura" del maschio che è maschio...

Così finisce che lei ne esce "pulita", perbene.

Ricoprendo il solito ruolo della donna nella società.

Ruolo che si lega allegramente alla questione del femminicidio.
Che non l'omicidio di genere. Come lo si vuol far passare.

MA tutto quell'insieme di condizionamenti, stereotipi, abitudini che posizionano la donna in subalternità.

Quello che mi infastidisce delle donne è che si lamentano di questa subalternità.
Ma poi la sostengono anche nei piccoli comportamenti e nelle piccole azioni che segnerebbero invece una diversa posizione. Pari al maschio.

E pari al maschio significa che la giusta insistenza o è condivisa (e serve conoscenza) o non esiste.

Perchè avere pari dignità significa che entrambi sanno dire SI' e sanno dire NO.
Senza vergogne, perbenismi e ipocrisie.

Mi sto spiegando?

Il mio non era un richiamo all'insistenza maschile.
La mia intenzione era sottolineare che la comunicazione maschio femmina si costruisce nella chiarezza. E il no che vuol dire sì, non è chiarezza.

E il solito vecchio gioco del cacciatore e della preda.

Che è pure un bel gioco.

Se dichiarato.

Se non lo è crea solo un sacco di casini, da quelli relazionali a quelli più grossi in cui l'errore di interpretazione porta a situazioni ben più sgradevoli di un caffè scambiato per una scopata che finisce con un vaffanculo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non c'é. Nel momento in cui qualcuno dice di no ti ha già preso le misure. E chi ti dice di no a prescindere non vale la pena di investirci.
E sono d'accordo io. :)

quel che sto tentando di sottolineare è che dietro il giochetto ci sono altri giochetti ben più profondi, anche in termini sociali oltre che relazionali.

C'è una falsa cessione del potere.
C'è manipolazione (più o meno condivisa)
Ci sono false idea del desiderio maschile e del desiderio femminile.

E ci sono immagini di donne e uomini che corrispondono più al mulino bianco e agli unicorni che alla realtà.

Tutto questo, nel clima sociale di questo ultimo periodo è secondo me una miscela esplosiva.

Di mio se un maschio mi fa quel giochetto se ne può andare bellamente a fare in culo.
Solo che i maschi tendenzialmente non lo fanno perchè loro sono maschi!! e un maschio SA quel che vuole. E sa pure quel che vuole la donna.

E non è vero.

Che prima di essere maschi o femmine, siamo individui.

Tutti con le loro insicurezze e sicurezze.
 

danny

Utente di lunga data
Se un maschio è abituato che su 10 donne 9 dicono no ma intendono sì, statisticamente significa che se una donna dice no intende sì.

Ci sono pure le vignette a riguardo. Che a me stanno pure ampiamente sul cazzo. Dal dolcemente complicate di sti cazzi al fatto che con le donne o non devi dire niente o devi leggere il loro pensiero. Se sei maschio.

E sono le donne stesse a nutrire questo genere di immagini.

La comunicazione maschi e femmine è ancora tutta costruita sulla guerra fra generi.
Dove la donna ne deve uscire come la persona perbene, che non fa pensieri e azioni sporche.


Che idea di donna le donne stesse portano a giro?


Il punto è far finta che se si è persone perbene non si pensa al sesso, perchè se si pensa al sesso si è porci o troie.

Quel giochetto dei no e dei sì, ruota intorno allo stereotipo della donna perbene. Che al sesso non ci pensa se non su "forzatura" del maschio che è maschio...

Così finisce che lei ne esce "pulita", perbene.

Ricoprendo il solito ruolo della donna nella società.


MA tutto quell'insieme di condizionamenti, stereotipi, abitudini che posizionano la donna in subalternità.

Quello che mi infastidisce delle donne è che si lamentano di questa subalternità.
Ma poi la sostengono anche nei piccoli comportamenti e nelle piccole azioni che segnerebbero invece una diversa posizione. Pari al maschio.

E pari al maschio significa che la giusta insistenza o è condivisa (e serve conoscenza) o non esiste.

Perchè avere pari dignità significa che entrambi sanno dire SI' e sanno dire NO.
Senza vergogne, perbenismi e ipocrisie.

Mi sto spiegando?
Sono d'accordo con te salvo sull'ultima valutazione.
Le donne, quelle di cui parli, non si lamentano sulla subalternità, ma sul fatto di non avere supremazia.
E' una guerra per l'acquisizione del potere "di genere", non per la parità.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Donne e uomini non sono categorie omogenee: una classificazione di genere non basta a definire la persona, anche se si pretende sia sufficiente quando si vuole creare contrapposizione ed acquisire potere in ragione di essa.
Un no è un no per alcune donne: non tutti gli uomini però hanno l'intuito per comprenderlo.
Un no invece vuol significare altro in altri casi e con altre donne.
Da ragazzo ricordo questa mia amica in Calabria.
Il suo "No" era un invito alla "fuitina. "Potrai avermi solo così".
E infatti così avvenne, lei si sposò col ragazzo ed ebbero tanti figli.
Non fu violenza, anche se ci fu un rapimento "recitato", di convenzione.
Io che venivo dal nord e stentavo a comprendere sua sorella con cui uscivo, sapevo del suo diario segreto, di quanto le piacesse quel ragazzo ma non potesse dichiararlo, come intuivo di piacere a sua sorella, con cui però non riuscivo a combinare ancora niente perché era tutto un diniego che io prendevo per un "No" quando era invece "Sì ma non posso".
Come "Sì ma non posso" è un classico di alcune donne impegnate, il cui no è funzionale ad attribuire a te tutta la responsabilità del gioco, perché essere sedotte le assolve in parte dalla responsabilità di decidere di tradire.
Devi avere un buon intuito per approcciare il variegato mondo femminile.
Il problema è che non ce l'hanno tutti gli uomini e che percentualmente si possono anche fare errori.
Sapersi fermare a un certo punto è segno di intelligenza dell'uomo.
Comprendere la differenza tra un approccio e una molestia è altrettanto segno di intelligenza da parte della donna.
Dopodiché ormai si dice tutto e il contrario di tutto, si attribuisce violenza anche a un maldestro tentativo di bacio mentre Rocco Siffredi noto per le sculacciate e non solo diventa protagonista della prima serata televisiva.
Siamo in un'epoca confusa.
Il vero problema, forse, è quello di non comprendere più cosa è veramente la violenza e quando essa si presenta veramente.
E' violento un ragazzo che coltello alla mano ti invita a tirarti giù i pantaloni?
E' violento un musulmano che ti minaccia con il coltello in spiaggia?
Io queste cose le ho vissute ma quando le racconto non ottengo molta solidarietà né considerazione.
Quindi, secondo quali parametri viene valutata la violenza oggi?
Perché se è più violento un provino in cui viene chiesto a un'attrice di posare nuda rispetto a una minaccia a mano armata forse qualche problema di definizione c'è.
Ma guarda...ti ringrazio! :)

Hai espresso esattamente la prospettiva che volevo segnalare. In particolare nei grassetti.

La cosa che come DONNA mi infastidisce tantissimo è l'ipocrisia di cui quel giochetto è permeato.

Abbiam fatto un lungo discorso su cosa è l'offesa del troia.
Analizzando la parola non è uscita nessuna offesa specifica.

Ma l'offesa p esattamente in quel giochetto: ossia come femmina sono perbene se non mi assumo i miei desideri, anche sessuali. Delegando al maschio quella parte.

Quindi troia offende perchè significa "non perbene". E quindi non assumibile in parità all'interno della società.
E non assumibile, non dai maschi, ma dalle altre femmine.

L'onore e la rispettabilità femminile che deriva da secoli di repressione della corporeità femminile.

Che una donna è rispettabile se dice no.
E non se dice sì.

Una delle conseguenze è che le donne raramente sanno dire davvero NO.
E che i maschi non sono educati a sentirsi dire NO.
E che la comunicazione a riguardo fra maschi e femmine è interrotta e densa di interferenze piene di giudizi di valore sull'individuo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sono d'accordo con te salvo sull'ultima valutazione.
Le donne, quelle di cui parli, non si lamentano sulla subalternità, ma sul fatto di non avere supremazia.
E' una guerra per l'acquisizione del potere "di genere", non per la parità.
Certo che una questione di supremazia.

Ma mascherata dalla lamentela della subalternità. Senza quella lamentela, quel tipo di supremazia non potrebbe esistere.

Possiamo chiamarla dominazione dal basso?
E' una buona descrizione secondo me. Ed è una delle cose più deleterie in termini relazionali.

E hai ragione, la guerra è per il potere di genere.

Il punto è che il potere non esiste. In sè.

Il potere esiste solo nel riconoscimento del potere da parte dei coinvolti.

La violenza nasce esattamente dal fatto che si vuole in potere che non esiste.
E siccome non esiste, lo creo attraverso una imposizione.

Ti voglio sotto di me. E quindi ti prendo e ti scopo a sangue.

Il punto è che puoi anche scoparmi fino ad uccidermi, ma quel potere non ce l'hai comunque fino a che non te lo riconosco io. Non ti basta l'imposizione di te su di me.

E' uno dei motivi per cui la violenza è un circolo che si nutre di sè stesso. In escalation.

Nella violenza domestica è particolarmente evidente.

Voglio potere. Mi impongo. Ma avendolo imposto non c'è il libero riconoscimento del potere e quindi non sono sicuro del mio potere e devo continuamente ricercarne conferma. L'imposizione crea il dubbio. E allora si sale di livello. Un passo, poi un altro e via così.
E non basta mai a quel punto.

Non a caso si arriva ad uccidere se la dinamica non si stoppa.
Ed è una dinamica che si stoppa solo svelando la questione del potere.

La sto semplificando molto eh. Ma il succo è questo.

La questione della violenza, del femminicidio, è strettamente legata a queste componenti.

Che permeano le relazioni maschio femmina.

Anche lo stereotipo per cui un maschio cerca sesso, e le femmine amore.
Per fare un altro esempio.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Probabilmente non mi sono ben spiegata. Riprovo.

Io non penso assolutamente che si facciano un viaggio tutto loro. Ma anzi. Io penso sia un viaggio copartecipato in termini di stereotipi sociali, sostenuti anche dalle donne.

Penso che certi atteggiamenti femminili co-costruiscano certi viaggi, come quello dell'insistere e magari oltrepassare dei limiti.

Se un maschio è abituato che su 10 donne 9 dicono no ma intendono sì, statisticamente significa che se una donna dice no intende sì.

Ci sono pure le vignette a riguardo. Che a me stanno pure ampiamente sul cazzo. Dal dolcemente complicate di sti cazzi al fatto che con le donne o non devi dire niente o devi leggere il loro pensiero. Se sei maschio.

E sono le donne stesse a nutrire questo genere di immagini.

La "giusta insistenza" di cui chiedevo riguarda questo.

La comunicazione maschi e femmine è ancora tutta costruita sulla guerra fra generi.
Dove la donna ne deve uscire come la persona perbene, che non fa pensieri e azioni sporche.

Quindi dice no, ma intende sì.
E lascia al maschio l'interpretazione di uno spazio non interpretabile perchè derivante solo da conoscenza.

Proprio perchè la giusta insistenza non esiste in termini assoluti ma solo in termini individuali.

Cosa comporta però questo in termini più sociali?

Che idea di donna le donne stesse portano a giro?

E io penso che questa sia una responsabilità femminile E maschile.

Io non penso che i maschi abbiano in testa solo il sesso. Anzi.
HO più amici maschi che femmine.

E di sesso se ne parla liberamente.

Perchè la questione non è il sesso. Ce l'abbiamo tutti in testa.

Il punto è far finta che se si è persone perbene non si pensa al sesso, perchè se si pensa al sesso si è porci o troie.

Quel giochetto dei no e dei sì, ruota intorno allo stereotipo della donna perbene. Che al sesso non ci pensa se non su "forzatura" del maschio che è maschio...

Così finisce che lei ne esce "pulita", perbene.

Ricoprendo il solito ruolo della donna nella società.

Ruolo che si lega allegramente alla questione del femminicidio.
Che non l'omicidio di genere. Come lo si vuol far passare.

MA tutto quell'insieme di condizionamenti, stereotipi, abitudini che posizionano la donna in subalternità.

Quello che mi infastidisce delle donne è che si lamentano di questa subalternità.
Ma poi la sostengono anche nei piccoli comportamenti e nelle piccole azioni che segnerebbero invece una diversa posizione. Pari al maschio.

E pari al maschio significa che la giusta insistenza o è condivisa (e serve conoscenza) o non esiste.

Perchè avere pari dignità significa che entrambi sanno dire SI' e sanno dire NO.
Senza vergogne, perbenismi e ipocrisie.

Mi sto spiegando?

Il mio non era un richiamo all'insistenza maschile.
La mia intenzione era sottolineare che la comunicazione maschio femmina si costruisce nella chiarezza. E il no che vuol dire sì, non è chiarezza.

E il solito vecchio gioco del cacciatore e della preda.

Che è pure un bel gioco.

Se dichiarato.

Se non lo è crea solo un sacco di casini, da quelli relazionali a quelli più grossi in cui l'errore di interpretazione porta a situazioni ben più sgradevoli di un caffè scambiato per una scopata che finisce con un vaffanculo.
di fondo è una mancanza di rispetto intrinseco in alcuni maschi, che nulla a che vedere col corteggiamento, il gioco cacciatore e preda.

Perché come dici finirebbe col va fanculo.
certi personaggi non accettano a priori un no e si prendono quello che ritengono loro, intesa come donna di proprietà esclusiva.

Non mi sento di dire che certe azioni femminili sono causa di fraintendimento. Anche perché all'inverso certi equivoci nascono di rado.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In 16 pagine non si è mai presa in considerazione il NO detto da un uomo. Sbaglio?
E quanti uomini dicono di no?

Io ne ho trovati pochissimi. E li ho adorati tutti. :)

Ma NO.
Non no.

D'altra parte se l'uomo è tendenzialmente un maiale, schiavo del cazzo e succube della figa, nell'immaginario anche femminile...che spazio hanno i no dei maschi?

Si pensa ancora che il cazzo sia una cosa facile :rolleyes::D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
di fondo è una mancanza di rispetto intrinseco in alcuni maschi, che nulla a che vedere col corteggiamento, il gioco cacciatore e preda.

Perché come dici finirebbe col va fanculo.
certi personaggi non accettano a priori un no e si prendono quello che ritengono loro, intesa come donna di proprietà esclusiva.

Non mi sento di dire che certe azioni femminili sono causa di fraintendimento. Anche perché all'inverso certi equivoci nascono di rado.
Quindi insomma, siam sempre vittime dei maschiacci succubi del cazzo?

Una parte di responsabilità e compartecipazione nella chiarezza comunicativa fra maschi e femmine non ci spetta in quanto femmine?

La responsabilità è dei maschi?

E, mi chiedo, chi ha insegnato a quei maschi che non sanno accettare i no, a non accettare in no?
Sono nati così? tarati di natura?
 

OcchiVerdi

Utente di lunga data
E quanti uomini dicono di no?

Io ne ho trovati pochissimi. E li ho adorati tutti. :)

Ma NO.
Non no.

D'altra parte se l'uomo è tendenzialmente un maiale, schiavo del cazzo e succube della figa, nell'immaginario anche femminile...che spazio hanno i no dei maschi?

Si pensa ancora che il cazzo sia una cosa facile :rolleyes::D
Io ad esempio. Ho detto NO variate volte. A volte perchè fedele ed in una relazione a volte perchè non interessato alla persona, ne fisicamente ne mentalmente.

Quello che non concepisco è pensare che la libertà sessuale che in genere i maschi hanno sia un parametro negativo e/o sminuitivo quando questo dovrebbe essere il punto di arrivo, culturalmente, del genere femminile.
Il sesso piace a tutti. Uomini e donne. Punto.

Che poi ci siano uomini ( e donne ) che si farebbero anche un palo della luce.... è un altro discorso.
 
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