Poesia per una capra

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Fantastica

Utente di lunga data
A colei che mai non si diparte (eppur sembrò!).


I’ veggio ben che già mai non si sazia
nostro intelletto, se ‘l ver non l’illustra;
se cercando in piazza diserta spazia,
nell'ircigno disir provato frustra

dolente sente mancargli la grazia
ch'egli spargeva pollinosa in lustra
siccome or face, che n’aumenta emazia
per il poco o ‘l tanto che la perlustra.

D’aspre rime s’adornò il mio dire
allorquando in grigio vidi disfarsi
il ghigno apparecchiato a risarcire

dei miei stolidi tempi il rinciuchire,
là dove suole la noia annidarsi
nell’attesa d’un cenno, d’un ardire.
 

Rabarbaro

Escluso
A colei che mai non si diparte (eppur sembrò!).


I’ veggio ben che già mai non si sazia
nostro intelletto, se ‘l ver non l’illustra;
se cercando in piazza diserta spazia,
nell'ircigno disir provato frustra

dolente sente mancargli la grazia
ch'egli spargeva pollinosa in lustra
siccome or face, che n’aumenta emazia
per il poco o ‘l tanto che la perlustra.

D’aspre rime s’adornò il mio dire
allorquando in grigio vidi disfarsi
il ghigno apparecchiato a risarcire

dei miei stolidi tempi il rinciuchire,
là dove suole la noia annidarsi
nell’attesa d’un cenno, d’un ardire.

Io piango per chi piange e pur si strazia,
Pensando che morì pur Zarathustra,
Col fare di chi vede egual disgrazia,
Attorno con lo sguardo si perlustra,

Cogli occhi e colle mani attorno spazia,
Trovando quei ch'invece scarpe lustra.
Poi 'l Cielo colle lacrime ringrazia
Del niente ch'ha trovato e lo rallustra!

"Nel nulla non v'è nulla da scoprire!"
Mi dico, rileggendo i versi sparsi,
"Eppure per taluni nel mio dire

Qualcuno vede cose da scoprire!"
Ma tutti hanno il diritto si sbagliarsi,
Sì come le cicale di frinire.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Che rapidità!
Ci sarebbe un séguito, ma non è una risposta! Procedo ugualmente, con licenza vostra.


Ma di poi giunse la novella grata
che la capra preziosa per taluni
da altri odiata in spregio ai buoni lumi
inopinatamente s’era dilungata;

ben presto si sarebbe palesata
in foggia abituale di costumi
-che spregiano pur anco per bitumi-
irridenti la sua stessa comparsata.

E allor mi dolsi e ancor mi ridolgo
di quel piglio a precipitar le cose
proprio del bambino che del volgo

non sappia ben discernere le prose:
l’effetto solo avverte del suo dolgo
poi che le cause giudica fumose.
 

spleen

utente ?
Cabiate pusher!

anzi:

La roba che assumete ultimamente
vi ha bruciato i pur scarsi neuroni, irrimediabilmente.
Per cui un atto serve palesemente
cambiate pusher, urgentemente. :p
 
Ultima modifica:

Fantastica

Utente di lunga data
Io piango per chi piange e pur si strazia,
Pensando che morì pur Zarathustra,
Col fare di chi vede egual disgrazia,
Attorno con lo sguardo si perlustra,

Cogli occhi e colle mani attorno spazia,
Trovando quei ch'invece scarpe lustra.
Poi 'l Cielo colle lacrime ringrazia
Del niente ch'ha trovato e lo rallustra!

"Nel nulla non v'è nulla da scoprire!"
Mi dico, rileggendo i versi sparsi,
"Eppure per taluni nel mio dire

Qualcuno vede cose da scoprire!"
Ma tutti hanno il diritto si sbagliarsi,
Sì come le cicale di frinire.
Orbene tu dicesti del tuo dire
che s'agli stolti pare sì vezzoso
come agli ebbri l'aurora l'imbrunire
tanto da pensarlo assai corposo

non sia da imputare al malinconioso
fanciullo che Wagner fa assopire
sì bene all'arruffato genio arioso
che tra le dita sue si vuole divertire.

Non ti dispiaccia che nella ghiaccia
là dove sinuoso il rampicante lesto
cresce a dismisura la sua traccia

qualcuno possa intravedere testo
quando invece truogola la sua faccia
sol di se stesso antico palinsesto.
 

lolapal

Utente reloaded
Devo dire che avete ben oltraggiato il comune senso della metrica. :D
 

lolapal

Utente reloaded

Rabarbaro

Escluso
Ma di poi giunse la novella grata
che la capra preziosa per taluni
da altri odiata in spregio ai buoni lumi
inopinatamente s’era dilungata;

ben presto si sarebbe palesata
in foggia abituale di costumi
-che spregiano pur anco per bitumi-
irridenti la sua stessa comparsata.

E allor mi dolsi e ancor mi ridolgo
di quel piglio a precipitar le cose
proprio del bambino che del volgo

non sappia ben discernere le prose:
l’effetto solo avverte del suo dolgo
poi che le cause giudica fumose.
Non parve inver la polvere di fata,
Né l'alcolemico brìo de' fumi,
Né pur l'ammanco di quei baroccumi,
Né meno ancor la dentiera sputata

Del càpreo ghìgno di poi raggelata,
A far macerare stracci e cenciumi,
Come a far scendere lacrime a fiumi,
Ma una cipolla di fresco pelata!

Certo non aman, né crema né volgo,
Le fronde infrattate delle sue prose,
Ma odio neppure quinci raccolgo:

Ciacuno sta perso nelle sue cose,
Su tali cose non metto e non tolgo
Se non cardi secchi, e poche rose!
 

FataIgnorante

Utente di lunga data
Musa, quell'uom di multiforme ingegno
Dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra
Gittate d'Ilïòn le sacre torri;
Che città vide molte, e delle genti
L'indol conobbe; che sovr'esso il mare
Molti dentro del cor sofferse affanni,
Mentre a guardar la cara vita intende,
E i suoi compagni a ricondur: ma indarno
Ricondur desïava i suoi compagni,
Ché delle colpe lor tutti periro.
Stolti! che osaro vïolare i sacri
Al Sole Iperïon candidi buoi
Con empio dente, ed irritâro il nume,
Che del ritorno il dì lor non addusse.
Deh! parte almen di sì ammirande cose
Narra anco a noi, di Giove figlia e diva.
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
Haiku della capra
Perchè non capite
quanto è inebriante questa
puzza di stalla?
 

Rabarbaro

Escluso
Orbene tu dicesti del tuo dire
che s'agli stolti pare sì vezzoso
come agli ebbri l'aurora l'imbrunire
tanto da pensarlo assai corposo

non sia da imputare al malinconioso
fanciullo che Wagner fa assopire
sì bene all'arruffato genio arioso
che tra le dita sue si vuole divertire.

Non ti dispiaccia che nella ghiaccia
là dove sinuoso il rampicante lesto
cresce a dismisura la sua traccia

qualcuno possa intravedere testo
quando invece truogola la sua faccia
sol di se stesso antico palinsesto.
Agl'altri lascio dire del mio dire:
Agl'altri cui pur pare portentoso,
Agl'altri cui rinnova l'assopire,
Agl'altri che si fingono Lombroso,

Agl'altri ch'hanno umore sì bilioso,
Agl'altri ch'hanno il gusto di tradire
Agl'altri già traditi dallo sposo,
Agl'altri che mi fanno divertire.

Chi dice ch'è pur meglio che si taccia,
Chi dice che chi parl'è disonesto,
Chi dice e poi si copre la sua faccia,

Io dico che va bene e non contesto,
Io dico che mi piace pur la straccia,
Io dico, tiro dritto e non m'arresto...
 
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