Io mi rattristo oltremodo quando vedo soffrire persone a cui tengo molto e non posso fare nulla per aiutarle. Perché l'unico modo che hanno per non soffrire più è trovare da sole la via per serenità. Perché la mia presenza è per loro nefasta. Perché magari le ho illuse di essere quello che non sono e di essere capace di fare cose che in realtà non sono capace di fare. Perché anche io navigo su una barca con una falla e mi arrabbato per cercare di restare a galla. E due navi colabrodo insieme affondano, non c'è alternativa.
Allora, si, può succedere anche che piango, magari silenziosamente, di nascosto, perché noi uomini siamo spesso troppo stupidamente legati al preconcetto della virilità per esternare i nostri sentimenti, le nostre fragilità, anche con noi stessi.
Però piango e non mi resta che attaccarmi alla speranza di giorni migliori, senza sofferenza, senza sensi di colpa, senza altro che un pò di pace.
E soprattutto prego di non aver fatto del male, o almeno troppo male. Perché è l'ultima cosa che voglio.