Perchè ti ho tradito?

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bastardo dentro

Utente di lunga data
Non perchè mi ha tradito,
ma perchè l'ho tradito/a.

Non ti ho tradito, scema.
Ho solo incontrato una che mi piaceva.
Volevo farmela e la sorte ha voluto che lei ci stesse.
Volevo provare come era fare sesso con un'altra donna
che non fossi tu.
Ho fatto questa esperienza.
ho tradito perchè sono incapace di chiedere aiuto
ho tradito perchè sono stato educato a bastarmi sempre e comunque
ho tradito perchè non so dire "ho bisogno"
ho tradito perchè ho sempre pensato di non essere mai degno di niente
ho tradito perchè non so correggere le tendenze della coppia
ho tradito perchè ho paura di sentirmi sminuito se anche io evidenzio talune mi esigenze
ho tradito perchè pensavo di poter tollerare qualsiasi pressione.

ero questa persona, in parte penso di esserlo ancora e di non riuscire a diventare una persona completamente diversa. ci provo, mi analizzo, investo su me stesso, ma alla fine torno sempre la...


bastaro dentro
 

Sbriciolata

Escluso
ho tradito perchè sono incapace di chiedere aiuto
ho tradito perchè sono stato educato a bastarmi sempre e comunque
ho tradito perchè non so dire "ho bisogno"
ho tradito perchè ho sempre pensato di non essere mai degno di niente
ho tradito perchè non so correggere le tendenze della coppia
ho tradito perchè ho paura di sentirmi sminuito se anche io evidenzio talune mi esigenze
ho tradito perchè pensavo di poter tollerare qualsiasi pressione.

ero questa persona, in parte penso di esserlo ancora e di non riuscire a diventare una persona completamente diversa. ci provo, mi analizzo, investo su me stesso, ma alla fine torno sempre la...


bastaro dentro
Ciao BD.:)
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
ho tradito perchè sono incapace di chiedere aiuto
ho tradito perchè sono stato educato a bastarmi sempre e comunque
ho tradito perchè non so dire "ho bisogno"
ho tradito perchè ho sempre pensato di non essere mai degno di niente
ho tradito perchè non so correggere le tendenze della coppia
ho tradito perchè ho paura di sentirmi sminuito se anche io evidenzio talune mi esigenze
ho tradito perchè pensavo di poter tollerare qualsiasi pressione.

ero questa persona, in parte penso di esserlo ancora e di non riuscire a diventare una persona completamente diversa. ci provo, mi analizzo, investo su me stesso, ma alla fine torno sempre la...


bastaro dentro

come sempre è un piacere leggerti:smile:
 
tutte ad applaudire al conte per ciò che ha detto; ma sono io che ho detto. Illo ha interpretato.
e lui che si prende anche i meriti. sto STRONZONE. :D
Il conte è subdolo no?
Intortatore
Falso
Sempre in malafede...:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Rabarbaro

Escluso
Non ti ho tradito, scema.
Ho fatto questa esperienza.
Capita a volte di ritrovarsi a pensare a quanto le idee possano essere ingabbiate dalla forma delle parole.
E sulla scena appare un vecchio pazzo, un tempo re, che trasporta a fatica il cadavere della figlia che un tempo amava più di tutte, poi ha disprezzato ed allontanato, ed infine è ritornato ad amare quando il suo cuore non batte già più.
E tutti siamo un po' come lui, a ben vedere, quando indossiamo una maschera da scienziato incanutito e spettinato, che, col gessetto bianco in mano, scrive formule iperlegate sul recto della lavagna nera, mentre sul verso, con la bomboletta spay dorata spruzza a caratteri cubitali "IO&TE 3MSC".
Idee e solo idee si orientano con bussole sempre troppo imprecise tra le parole che, come flutti d'un mare pacioso e terribile, nascondono le secche che nessun faro d'altura vien mai a segnalare.
La vanità d'una gara d'affetto tra pari è persa in partenza quando non si voglia essere i ruffiani d'una piaggeria senile e incontimente, così come il modus ponens nulla può contro i denti bianchissimi che un sorriso rivolto a te usa per folgorarti dall'ombra dell'arco in pietra di un palazzo di cui non t'eri mai accorto.
Nessuno venga poi a dire che era ebbro dopo un wakamezake party, perchè egli sarebbe un controsenso più fisiologico che temporale, giacchè non c'è ragione d'entrare in un postribolo solo per chiedere come fare ad uscirne.
"Sì, sì" urlerà qualcuno da fuori, "Finalmente è arrivato il giorno che l'umanità aveva atteso così a lungo!" e tu dentro al tuo sarcofago comincerai mordicchiare le bende di lino per fuggire ed andare a vedere di cosa sta gaudendo il virile che strepita e nacchereggia, ma non puoi, giacchè la fede al dito ti ha imbalsamato da tempo, e credi di perderti chissà quale industriosa dimostrazione di arte amatoria in cui mille prestidigitatori fallici si pigmentano di carminio le culottes prima di tagliare la testa alle loro prosperose assistenti, partendo dalle natiche gialle come pesche sciroppate e due volte più appiccicose.
Invece son essi dei frombolieri di bassa lega che vendono scope già rovesciate da poggiare accanto all'uscio per lenire i timori stregoneschi o acqualioli ebbri e rubicondi che si infilano nelle porte sbagliate di case già provviste d'acqua corrente.
Tu non conosci, e cogli, come l'induzione di una potente calamita sui tuoi testicoli d'ematite, uno stress indurente e attanagliante che t'incapronisce e t'arriccia le mucose rosate, con tanta desiderosità che, novello Prometeo moderno, ti ricuci con lenza da pesca i tocchi di carne squarciatisi nella frenesia e vai sgattaiolando fuori trascinando gli intestini srotolati a mo' di coda guizzante e umida.
C'è una donna davanti a te, "Invenit calvus forte in trivio pectinem..." dice un passante che ti vede mentre la lappi con la lingua e con altre amenità retrattili, ma non capisci neppure quello che dice, e lui torna a scrivere favole mentre tu grattuggi la schiena all'amica con uno struscio che condivide un po' di microbi giacobini fra voi.
Apri poi gli occhi, "Allora era tutta un'illusione, il sogno dopo una peperonata a mezzanotte?", "Sì" Risponde tua moglie, che passeggia a fianco te, mano nella mano.
Sorridi e sei contento, per un attimo almeno.
Poi scorgi sul bordo della strada un uomo accucciato, con la testa bassa prende grosse manate delle proprie feci e se le schiaffeggia in bocca con foga.
Tu sgrani gli occhi, tasti nelle tue tasche e trovi un cucchiaio di legno per rimestare la polenta.
Vai vicino a lui per daglielo, ma lui non se ne accorge.
Allora gli tocchi una spalla per richiamare la sua attenzione, lui gira la testa, diventa di vetro e si sbriciola.
Cerchi di raccolgierne i frammenti ma non ci riesci, ti guardi le mani e vedi che non ci sono più.
Ti spaventi e vuoi urlare ma ti esce il verso di una gallina.
Volti la testa verso tua moglie che si è trasformata in uno specchio, ma è tutto nero, perchè non hai più gli occhi.
Allora cominci a sbattere le ali e ti ritrovi in fondo al mare, lo sai perchè è salato.
Affondi velocemente, menomale che è sera.
"Ma allora questo era il sogno, non quello di prima!", pensi seduto sul letto, tutto sudato, mentre il cuore corre come una motosega.
Sei solo nel letto però.

Qualcosa deve essere andato storto.
 
Capita a volte di ritrovarsi a pensare a quanto le idee possano essere ingabbiate dalla forma delle parole.
E sulla scena appare un vecchio pazzo, un tempo re, che trasporta a fatica il cadavere della figlia che un tempo amava più di tutte, poi ha disprezzato ed allontanato, ed infine è ritornato ad amare quando il suo cuore non batte già più.
E tutti siamo un po' come lui, a ben vedere, quando indossiamo una maschera da scienziato incanutito e spettinato, che, col gessetto bianco in mano, scrive formule iperlegate sul recto della lavagna nera, mentre sul verso, con la bomboletta spay dorata spruzza a caratteri cubitali "IO&TE 3MSC".
Idee e solo idee si orientano con bussole sempre troppo imprecise tra le parole che, come flutti d'un mare pacioso e terribile, nascondono le secche che nessun faro d'altura vien mai a segnalare.
La vanità d'una gara d'affetto tra pari è persa in partenza quando non si voglia essere i ruffiani d'una piaggeria senile e incontimente, così come il modus ponens nulla può contro i denti bianchissimi che un sorriso rivolto a te usa per folgorarti dall'ombra dell'arco in pietra di un palazzo di cui non t'eri mai accorto.
Nessuno venga poi a dire che era ebbro dopo un wakamezake party, perchè egli sarebbe un controsenso più fisiologico che temporale, giacchè non c'è ragione d'entrare in un postribolo solo per chiedere come fare ad uscirne.
"Sì, sì" urlerà qualcuno da fuori, "Finalmente è arrivato il giorno che l'umanità aveva atteso così a lungo!" e tu dentro al tuo sarcofago comincerai mordicchiare le bende di lino per fuggire ed andare a vedere di cosa sta gaudendo il virile che strepita e nacchereggia, ma non puoi, giacchè la fede al dito ti ha imbalsamato da tempo, e credi di perderti chissà quale industriosa dimostrazione di arte amatoria in cui mille prestidigitatori fallici si pigmentano di carminio le culottes prima di tagliare la testa alle loro prosperose assistenti, partendo dalle natiche gialle come pesche sciroppate e due volte più appiccicose.
Invece son essi dei frombolieri di bassa lega che vendono scope già rovesciate da poggiare accanto all'uscio per lenire i timori stregoneschi o acqualioli ebbri e rubicondi che si infilano nelle porte sbagliate di case già provviste d'acqua corrente.
Tu non conosci, e cogli, come l'induzione di una potente calamita sui tuoi testicoli d'ematite, uno stress indurente e attanagliante che t'incapronisce e t'arriccia le mucose rosate, con tanta desiderosità che, novello Prometeo moderno, ti ricuci con lenza da pesca i tocchi di carne squarciatisi nella frenesia e vai sgattaiolando fuori trascinando gli intestini srotolati a mo' di coda guizzante e umida.
C'è una donna davanti a te, "Invenit calvus forte in trivio pectinem..." dice un passante che ti vede mentre la lappi con la lingua e con altre amenità retrattili, ma non capisci neppure quello che dice, e lui torna a scrivere favole mentre tu grattuggi la schiena all'amica con uno struscio che condivide un po' di microbi giacobini fra voi.
Apri poi gli occhi, "Allora era tutta un'illusione, il sogno dopo una peperonata a mezzanotte?", "Sì" Risponde tua moglie, che passeggia a fianco te, mano nella mano.
Sorridi e sei contento, per un attimo almeno.
Poi scorgi sul bordo della strada un uomo accucciato, con la testa bassa prende grosse manate delle proprie feci e se le schiaffeggia in bocca con foga.
Tu sgrani gli occhi, tasti nelle tue tasche e trovi un cucchiaio di legno per rimestare la polenta.
Vai vicino a lui per daglielo, ma lui non se ne accorge.
Allora gli tocchi una spalla per richiamare la sua attenzione, lui gira la testa, diventa di vetro e si sbriciola.
Cerchi di raccolgierne i frammenti ma non ci riesci, ti guardi le mani e vedi che non ci sono più.
Ti spaventi e vuoi urlare ma ti esce il verso di una gallina.
Volti la testa verso tua moglie che si è trasformata in uno specchio, ma è tutto nero, perchè non hai più gli occhi.
Allora cominci a sbattere le ali e ti ritrovi in fondo al mare, lo sai perchè è salato.
Affondi velocemente, menomale che è sera.
"Ma allora questo era il sogno, non quello di prima!", pensi seduto sul letto, tutto sudato, mentre il cuore corre come una motosega.
Sei solo nel letto però.

Qualcosa deve essere andato storto.
come....come...come....una....mo...to...se...gaaaaaaaa?:):rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:

Bellissimo rabarbaro...:p
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Ti quoto qui perché mi sa che hai già avuto il tuo bel bottino di gemme verdi:up:...Vorrei aggiungere, a me dà molto fastidio, perché mi sembra una forzatura "sentimentalmente demagogica" e opportunista, il fatto di tacere "perché quello spazio è solo mio". E no, se quello spazio ingloba comunque uno spazio comune che è quello della coppia, è la manipolazione personale e autoriferita di un patto, senza che l'altro lo sappia; di fatto tu ti stai prendendo anche lo spazio del tradito, glielo modifichi a sua insaputa, gli togli la possibilità di vedere non solo parte della tua identità, ma della SUA, soprattutto la sua rispetto a te e a se stesso. Privi il tradito di elementi della SUA vita per cui potrebbe decidere altrimenti. Nella menzogna all'interno dei tradimenti io vedo questo scippo.
quoto, ma non posso regalarti uno smeraldo
 

tesla

Utente di lunga data
[/COLOR]


Mi spieghi il perchè Tesla, se ti va, per piacere.


troppa verità non sarei in grado di sopportarla, credo che nessuno lo sarebbe.
c'è un punto in cui, secondo me, ti si spezza il cuore se sei innamorato.
ti si spezza in senso reale intendo.
io ho avuto degli attimi in cui mi sono sentita sopraffatta da un tale dolore, conoscendo solo una percentuale minima delle cose, che non oso immaginare cosa sarebbe successo se avessi saputo tutto.
e il traditore sa, percepisce esattamente e istintivamente fin dove può arrivare e come ammorbidire il tutto.
per conto mio per un attimo li coglie la sensazione di vertigine di quanti si sporgono nel vuoto e vengono sopraffatti dalla paura.
questa paura dà loro la misura di quello che possono dire, per non distruggere chi hanno davanti.
o loro stessi.

e tornando a quello che vorrei sapere: se la persona che ho davanti la voglio nella mia vita perchè la amo e lei mi ama, non voglio sapere tutte le nefandezze che ha fatto, il perchè e il percome.
rischierei di bruciare per sempre l'illusione del nostro amore.
se invece se ne deve andare dalla mia vita, allora meglio odiarla e sapere tutto, per dar fuoco alle polveri.
 

devastata

Utente di lunga data
''questa paura dà loro la misura di quello che possono dire, per non distruggere chi hanno davanti,
o loro stessi''

Comincio a rassegnarmi al 'non sapere quasi niente' indipendentemente da come finirà.

Sarà casuale o meno ma ora sta parecchio male, sensi di colpa, ansia o nostalgia?
 

Brunetta

Utente di lunga data
''questa paura dà loro la misura di quello che possono dire, per non distruggere chi hanno davanti,
o loro stessi''

Comincio a rassegnarmi al 'non sapere quasi niente' indipendentemente da come finirà.

Sarà casuale o meno ma ora sta parecchio male, sensi di colpa, ansia o nostalgia?
Se uno tradisce per stare bene quando viene scoperto è naturale che stia male.
 

Innominata

Utente che predica bene
Capita a volte di ritrovarsi a pensare a quanto le idee possano essere ingabbiate dalla forma delle parole.
E sulla scena appare un vecchio pazzo, un tempo re, che trasporta a fatica il cadavere della figlia che un tempo amava più di tutte, poi ha disprezzato ed allontanato, ed infine è ritornato ad amare quando il suo cuore non batte già più.
E tutti siamo un po' come lui, a ben vedere, quando indossiamo una maschera da scienziato incanutito e spettinato, che, col gessetto bianco in mano, scrive formule iperlegate sul recto della lavagna nera, mentre sul verso, con la bomboletta spay dorata spruzza a caratteri cubitali "IO&TE 3MSC".
Idee e solo idee si orientano con bussole sempre troppo imprecise tra le parole che, come flutti d'un mare pacioso e terribile, nascondono le secche che nessun faro d'altura vien mai a segnalare.
La vanità d'una gara d'affetto tra pari è persa in partenza quando non si voglia essere i ruffiani d'una piaggeria senile e incontimente, così come il modus ponens nulla può contro i denti bianchissimi che un sorriso rivolto a te usa per folgorarti dall'ombra dell'arco in pietra di un palazzo di cui non t'eri mai accorto.
Nessuno venga poi a dire che era ebbro dopo un wakamezake party, perchè egli sarebbe un controsenso più fisiologico che temporale, giacchè non c'è ragione d'entrare in un postribolo solo per chiedere come fare ad uscirne.
"Sì, sì" urlerà qualcuno da fuori, "Finalmente è arrivato il giorno che l'umanità aveva atteso così a lungo!" e tu dentro al tuo sarcofago comincerai mordicchiare le bende di lino per fuggire ed andare a vedere di cosa sta gaudendo il virile che strepita e nacchereggia, ma non puoi, giacchè la fede al dito ti ha imbalsamato da tempo, e credi di perderti chissà quale industriosa dimostrazione di arte amatoria in cui mille prestidigitatori fallici si pigmentano di carminio le culottes prima di tagliare la testa alle loro prosperose assistenti, partendo dalle natiche gialle come pesche sciroppate e due volte più appiccicose.
Invece son essi dei frombolieri di bassa lega che vendono scope già rovesciate da poggiare accanto all'uscio per lenire i timori stregoneschi o acqualioli ebbri e rubicondi che si infilano nelle porte sbagliate di case già provviste d'acqua corrente.
Tu non conosci, e cogli, come l'induzione di una potente calamita sui tuoi testicoli d'ematite, uno stress indurente e attanagliante che t'incapronisce e t'arriccia le mucose rosate, con tanta desiderosità che, novello Prometeo moderno, ti ricuci con lenza da pesca i tocchi di carne squarciatisi nella frenesia e vai sgattaiolando fuori trascinando gli intestini srotolati a mo' di coda guizzante e umida.
C'è una donna davanti a te, "Invenit calvus forte in trivio pectinem..." dice un passante che ti vede mentre la lappi con la lingua e con altre amenità retrattili, ma non capisci neppure quello che dice, e lui torna a scrivere favole mentre tu grattuggi la schiena all'amica con uno struscio che condivide un po' di microbi giacobini fra voi.
Apri poi gli occhi, "Allora era tutta un'illusione, il sogno dopo una peperonata a mezzanotte?", "Sì" Risponde tua moglie, che passeggia a fianco te, mano nella mano.
Sorridi e sei contento, per un attimo almeno.
Poi scorgi sul bordo della strada un uomo accucciato, con la testa bassa prende grosse manate delle proprie feci e se le schiaffeggia in bocca con foga.
Tu sgrani gli occhi, tasti nelle tue tasche e trovi un cucchiaio di legno per rimestare la polenta.
Vai vicino a lui per daglielo, ma lui non se ne accorge.
Allora gli tocchi una spalla per richiamare la sua attenzione, lui gira la testa, diventa di vetro e si sbriciola.
Cerchi di raccolgierne i frammenti ma non ci riesci, ti guardi le mani e vedi che non ci sono più.
Ti spaventi e vuoi urlare ma ti esce il verso di una gallina.
Volti la testa verso tua moglie che si è trasformata in uno specchio, ma è tutto nero, perchè non hai più gli occhi.
Allora cominci a sbattere le ali e ti ritrovi in fondo al mare, lo sai perchè è salato.
Affondi velocemente, menomale che è sera.
"Ma allora questo era il sogno, non quello di prima!", pensi seduto sul letto, tutto sudato, mentre il cuore corre come una motosega.
Sei solo nel letto però.

Qualcosa deve essere andato storto.
Questo scritto sembra veramente della materia di cui sono fatti i sogni (cit. ...:)) , eppure ti avvinghia con la sua terragna verità. Mi basterà per molto, grazie Rabarbaro, e con questa a metà tra il serio e il faceto, l'ilare e il pensieroso, vado a nanna che ieri ho fatto nottata.
 

tommy

Utente di lunga data
troppa verità non sarei in grado di sopportarla, credo che nessuno lo sarebbe.
c'è un punto in cui, secondo me, ti si spezza il cuore se sei innamorato.
ti si spezza in senso reale intendo.
io ho avuto degli attimi in cui mi sono sentita sopraffatta da un tale dolore, conoscendo solo una percentuale minima delle cose, che non oso immaginare cosa sarebbe successo se avessi saputo tutto.
e il traditore sa, percepisce esattamente e istintivamente fin dove può arrivare e come ammorbidire il tutto.
per conto mio per un attimo li coglie la sensazione di vertigine di quanti si sporgono nel vuoto e vengono sopraffatti dalla paura.
questa paura dà loro la misura di quello che possono dire, per non distruggere chi hanno davanti.
o loro stessi.

e tornando a quello che vorrei sapere: se la persona che ho davanti la voglio nella mia vita perchè la amo e lei mi ama, non voglio sapere tutte le nefandezze che ha fatto, il perchè e il percome.
rischierei di bruciare per sempre l'illusione del nostro amore.
se invece se ne deve andare dalla mia vita, allora meglio odiarla e sapere tutto, per dar fuoco alle polveri.
quanto di piu vero scritto in rosso non esiste.. ho saputo alcune cose, cose che ovviamente lei non sa, che forse non le dirò mai perchè potrei andare oltre e sapere anche cose che possono essere come quelle scritte in giallo.
Daltronde se ci fosse presa di posizione da parte mia potrei decidere di non accettare il torto e cominciare a odiare. In tal caso meglio il blu. Perchè sapere le cose in rosso e rimanere comunque innamorati non avendo più la persona al tuo fianco, veramente e dico veramente ti spezza il cuore.
 

celafarò

Utente di lunga data
L'avevo capito che non è un thread su di te.

Dipende molto dal momento che attraversa la coppia.

In una coppia che fino al momento del tradimento ha navigato nell'illusione che questo non facesse parte della sua vita, molto probabilmente mentirei nei limiti del possibile nella convinzione di preservare quella stessa coppia che susssisteva fino a quel momento. Una rapporto quindi fondato su di una fittizia sincerità, cioè non in malafede ma in un contesto basato su bozze di promesse sulle quali, diciamocelo pure, si è stati superficiali da entrambe le parti.

Oggi, che so che la sincerità paga, non meglio, ma di più, sarei il più onesto possibile. Ma anche qui c'è una falla, che nasce all'interno del tuo scenario, se la franchezza parrebbe essere la strada migliore devi metterti nei panni della persona che la riceve in quel momento. Perchè, proprio come celafarò, cadrebbe in profonda contaddizione con se stessa e la sua vita.

Capisci che quella franchezza ha un valore che in quel momento gli attribuisce solo chi la propone. Perchè chi la riceve in quel momento non sa che farsene.

Però, c'è da dire che tradimenti e rivelazioni alla fine hanno sempre la loro utilità che cambia a seconda dei momenti. Per questo certe crisi hanno bisogno di spazi e tempi a volte anche molto, troppo, dilatati.
Permettimi di dissentire.Ammetto di essere anche in profonda contraddizione,ma la sincerità mio marito non me l'ha mai data.Quindi rientro più nel primo esempio da te riportato,piuttosto che nel secondo.
 

lunaiena

Scemo chi legge
bellissima frase che non posso approvare purtroppo.


io credo che la sincerità nella confessione di un tradimento paghi, ma se fossi io la tradita (ora, in questo momento) vorrei una pietosa bugia, se la nostra storia prosegue.
nel senso, hai scoperto che mi ami, che vuoi stare con me e rimetterti in gioco, hai sbagliato a tradirmi e lo riconosci quindi per favore non mi raccontare TUTTO, voglio delle bugie che mi rassicurino e mi permettano di ricostruirmi.
se invece te ne vuoi andare per la tua strada allora raccontami pure tutta la verità, mi aiuterà a distruggere la mia illusione.

Bellissimo....:up:
cuoto
 

JON

Utente di lunga data
Permettimi di dissentire.Ammetto di essere anche in profonda contraddizione,ma la sincerità mio marito non me l'ha mai data.Quindi rientro più nel primo esempio da te riportato,piuttosto che nel secondo.
Non lo dicevo a caso, sai?

Io, dopo averti letto, ho pensato che tu invece conosci profondamente tuo marito. Hai detto cose di lui che spiegano molto bene, insomma...abbastanza, la sua personalità. Non hai bisogno di ulteriori particolari.

Pertanto sono convinto che tu sia in contraddizione non tra le sue non rivelazioni e le tue credenze, ma nella profonda difficoltà che hai ad accettare la natura di un uomo che si era rivelato ben prima di adesso. Penso che questa crisi ha messo in discussione anche te stessa che ora sei in seria difficoltà ad accettare una realtà nella quale sei coinvolta come parte integrante, e attiva se vogliamo. Ti prego di non considerarla una critica, avevo già detto in qualche modo che non eri biasimabile per questo.
 
Ultima modifica:

lunaiena

Scemo chi legge
Ti ho ttradito
perché volevo capire come si sta dall'altra parte...
perchè ero ccuriosa
perchè è stato un capriccio
perché mi andava di farlo
 
Ultima modifica:

celafarò

Utente di lunga data
Non lo dicevo a caso, sai?

Io, dopo averti letto, ho pensato che tu invece conosci profondamente tuo marito. Hai detto cose di lui che spiegano molto bene, insomma...abbastanza, la sua personalità. Non hai bisogno di ulteriori particolari.

Pertanto sono convinto che tu sia in contraddizione non tra le sue non rivelazioni e le tue credenze, ma nella profonda difficoltà che hai ad accettare la natura di un uomo che si era rivelato ben prima di adesso. Penso che questa crisi ha messo in discussione anche te stessa che ora sei in seria difficoltà ad accettare una realtà nella quale sei coinvolta come parte integrante, e attiva se vogliamo. Ti prego di non considerarla una critica, avevo già detto in qualche modo che non eri biasimabile per questo.
Nulla da eccepire alla tua arringa.Nel leggerti,ho pensato che se così fosse,se veramente ho in toto l'immagine di mio marito,beh,non posso che darti ragione.Non mi piace,non accetto.Mi sento in gabbia.Brutto a dirsi ma è così.Se avessi anche solo immaginato,mai l'avrei sposato,mai gli avrei dato un figlio.Alle volte fantastico e penso che mi sarebbe stato sufficiente scoprirlo anche il giorno prima del matrimonio,anche sposata prima di concepire un figlio perchè me ne sarei potuta liberare.Vi erano tutti i presupposti non solo per il divorzio,ma anche per l'annullamento cancellando così ogni traccia di lui.Invece no,mi ha incastrato,ha permesso che mettessi al mondo una creatura in questo schifo,nessuna responsabilità genitoriale,nessuna riflessione sull'importanza della cosa.Voglio chiarire che mio figlio è la cosa più bella del mondo per me,l'unica cosa che non avrei potuto avere senza si lui.Ma la rabbia resta.
 
Ti ho ttradito
perché volevo capire come si sta dall'altra parte...
Ti ho tradito perchè....
Chi le fa le aspetti...

Ti ho tradito per metem psicosi...
ti ho messo la psicosi...
 
Stato
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