contepinceton
Escluso
Mai riso tanto in vita mia. Ma senza offesa eh? Senza cattiveria, senza voler insultare nessuno...le amiche e anche mia moglie mi ha detto che posso postarlo...vediamo come va...vuole essere solo un esempio di svaccatoio, per tagliare l'aria...premesso ciò: vado.
http://www.placidasignora.com/2007/07/17/il-ponte-delle-tette/
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Il Ponte delle Tette
di Placida Signora - 17 luglio 2007
Nel 1319 morì a Venezia l’ultimo discendente della ricca famiglia dei Rampani; poiché era senza eredi e non aveva fatto testamento, tutti i suoi beni mobili e immobili passarono alla Serenissima, che li gestì come sua proprietà.
Una parte di questi edifici si trovava a San Cassiano, tra il sestiere di Santa Croce e quello di San Polo; nel 1421 il Governo, esasperato dagli sciami di “pubbliche meretrici” che a qualunque ora del giorno e della notte imperversavano in città, decise di trasferirle in blocco proprio nelle case ereditate dal Rampani – e perciò dette Ca’ Rampani – facendone delle “case chiuse”.
Fu così che le nuove residenti vennero chiamati sbrigativamente – anche nei documenti ufficiali – Carampane, e il termine divenne sinonimo di prostituta.
Il Governo emanò regole severe riguardanti la loro vita; potevano uscire dalle loro case, ma non allontanarsi dai ristretti confini del sestiere di “lavoro”; alla terza campana della sera dovevano tornare nei loro alloggi, pena 10 frustate; non potevano abbordare clienti nei periodi sacri (Natale, Quaresima, Pasqua), pena frustate 15; non potevano frequentare le osterie, in centro città potevano recarsi solo di sabato, indossando però un vistoso fazzoletto giallo al collo come segno di riconoscimento e la domenica, giorno del Signore, dovevano barricarsi nelle case gestite dalla “matrona”, che amministrava la contabilità e pagava regolamente le tasse.
Il loro quartiere oggi verrebbe definito a luci rosse: per attirare la clientela, stavano affacciavate per ore alle finestre delle loro abitazioni mostrando il petto completamente nudo; infatti il ponte che unisce Santa Croce a San Polo si chiama Ponte delle Tette, visto il “paesaggio” che si offriva ai passanti (e Rio delle Tette si chiama il relativo canale).
Pare che la morigerata Serenissima incoraggiasse l’esibizionismo delle carampane per combattere l’omosessualità estremamente diffusa a Venezia tra il XV e il XVI sec., diventando un prolema di stato: i tribunali dell’epoca lavoravano indefessamente per punire le violenze nate da “atti contro natura”, decapitando e bruciando i malcapitati colpevoli.
“Carampana” oggi significa “vecchia allampanata”, caratteristica fisica che risale a quel periodo.
Infatti le prostitute delle case dei Rampani, oltre ad esibire capelli di quell’improbabile colore detto appunto “rosso veneziano”, indossavano pure caratteristici zoccoli di legno con la zeppa alta “un piede”, alias 50 cm, cosa che le rendeva mezzo metro più alte delle altre donne (di quel genere di scarpe ne ho parlato qui).
E nel Settecento, secolo particolarmente disinibito dal punto di vista morale, grazie a nuove leggi progressiste che volevano incrementare il turismo nella città, le prostitute giovani e belle poterono tornare indisturbate ad esercitarenel cuore di Venezia mentre a Ca’ Rampani rimasero solo le più anziane, che lì vivevano relegate come in ospizio continuando – se potevano – il loro antico mestiere a modicissimi prezzi imposti dal Governo, però con l’assoluta proibizione di mettere il naso per strada perché sgradevoli alla vista.