Neppure io, e neppure sono mai andata a raccattare compagni di scuola su fb come ho visto fanno milioni di persone. Penso che chi si porta avanti un amico dai tempi della scuola vive un'evoluzione quell'amicizia. Avrò famiglia, lavoro, figli e sicuramente non ha modo di fare quanto descrivi. Ciò non toglie che due possano programmare un'uscita singola, o che possano programmare un pomeriggio insieme. E che quella persona possa rimanere un riferimento affettivo vero.
Ma guarda che quanto hai scritto è una tua interpretazione. Non è che l'amicizia per me sia questo anzi messa come l'hai scritta mi fa pure ridere.
Prendi il caso portato da [MENTION=7301]Jacaranda[/MENTION] tempo fa. Lei è stata tradita e l'amica cosa le dice "eh ha sbagliato tuo marito a farsi beccare" (non ricordo le parole esatte ma più o meno il senso era questo) e basta. Non le dice altro. Non le chiede più niente.
Una cosa simile può starci se entro in un bar, becco il primo che trovo, gli racconto cosa mi è capitato, e mi becco quel che mi becco. Va benissimo. Ma da un amico mi aspetto qualcosa di più. Anche ruvidità, anche che mi dica che sono un'idiota.
Personalmente chi si pone in modo ruvido e duro lo apprezzo, perchè so che difficilmente da quella persona mi troverò a prendermi una sprangata sulla gambe, o peggio sulla schiena, non vedendola arrivare.
Tu non vedi niente di strano nel comportamento dell'amica di [MENTION=7301]Jacaranda[/MENTION]?
Secondo te un'amica non poteva capire la valanga di domande, turbamenti che provava lei in quel momento?
Altrimenti non sei un'amica, sei una che mi si accozza per riempire i suoi vuoti. Ti vado bene quando sto bene, quando possiamo organizzare la cena, quando ti posso dare un consiglio su come smacchiare un'abito o roba simile.
E io posso anche essere cosciente che da te più di questo non avrò, e viverla così, senza paturnie e senza aspettarmi chissà che. Ma nel momento che la mia vita viene travolta da qualche evento doloroso e mi trovo ad essere più fragile posso anche avere l'esigenza di allontanarmi senza metterti al corrente di cosa mi è successo.
Non aspettarsi granchè dalle persone e prenderla senza paturnie, apprezzando quel che viene, gioire di quel che ti arriva per me va benissimo. Ma vado avanti. Non so se capisci. Non mi fermo intorno a te. E da te terrò sempre una certa distanza (non fisica, mentale).
Se tu mi stai dietro, che sia amicizia o amore, e io ti credo e ti faccio accedere a parti di me, tu di me avrai anche la facoltà di far polpette volendo in un momento di particolare fragilità (che tutti passiamo prima o poi).