Pensieri di chi tradisce.

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Spider

Escluso
Ciao a tutti! Questo è il mio primo messaggio su questo forum.
Sono Christopher, ho 22 anni e vivo a Torino. :mrgreen:
Sono single e quindi non ho alcun tipo di problemi sentimentali.

Informandomi sulla psicologia di coppia però mi sono sorte alcune domande che vorrei esporre a voi " esperti del campo " xD.

Se una felice coppia di fidanzati formata da " A e B ", dove A è un traditore nato, cioè cornifica a più non posso B prendendo al volo tutte le occasioni per finire a letto con " C, D, E, F ecc " non ha alcun tipo di rimorso? Come sopporta l'idea di tradire B se si amano tanto e tutto va bene?

Cosa proverebbe se A venisse cornificato a sua volta da B dato che tradisce da sempre il suo/sua partner??? Forse proverebbe un senso di fastidio, rabbia o gelosia? Può essere? Oppure cosa?
Una persona che tradisce, tradisce per tutta la vita?

Bò, queste sono le domande di un novellino sul campo amoroso come me :mrgreen:, spero che riuscirete a soddisfare queste mia piccole curiosità!
Un saluto e vi auguro un buon pomeriggio, ciao a tutti!!!:)

certo l'età non ti aiuta.
in un certo senso si e in un altro no.
Qui dentro, subirai le compassionevoli risposte di chi pensa di saperne più di te, grazie all'età,
ma subirai anche lo
sberleffo di chi ti pensa troppo acerbo.
io ti vedo molto ingenuo e poco chiaro,
se non sei un troll... sai che queste domande te le poni perchè in qualche modo le stai vivendo.
queste domande.
ti premono e non è solo curiosità.

devo dire che da come poni le domande, nasce tutto il tuo limite, in fondo tutta la tua superficialità.

nel caso fossi A, sai bene che ti piace scopare e pure parecchio, hai bisogno di B, perchè in fondo sei solo un codardo che cerca il posto sicuro, quando arriva la riflessione, quando arriva qualche no.
sai quanti fanno cosi?

Se sei B, sai già cosa devi fare,
accettare o non accettare dipende solo da te.

ma sei giovine...
le ossa te le farai,
sicuramente.
 

Diletta

Utente di lunga data
Sono d'accordo.
Ho sempre pensato che anni di fedeltà assoluta siano un'utopia. L'ho sempre pensato per me: la mia fedeltà nelle azioni è un po' rispetto verso mia moglie, un po' (di più) paura di perderla.
Ma come tutti quanti ho desiderato altre persone: senza ipocrisia lo ammetto.
Quando si sceglie di stare insieme con una persona non lo si fa solo perché la si ama, perché piace di più delle altre, lo si fa con la consapevolezza che quella è la persona migliore che si è incontrato fino a quel momento e questo ti da la speranza che sia anche quella ideale con cui condividere una vita insieme, avere dei figli, invecchiare. E non sono certo le scopate extra che possono mettere in dubbio questo assunto, a meno che ovviamente nel corso degli anni ci si sia resi conto che la persona che si è sposato non è la migliore per noi o il rapporto con lei sia cambiato a tal punto da rendere frustrante la vita di coppia.
Poi... le cose sono andate in maniera diversa.
Io non ho tradito mia moglie dopo il matrimonio, lei sì.
E mi sono trovato a vivere le cose dall'altra parte, rendendomi conto della sofferenza che si prova, cosa che avevo ampiamente sottovalutato. Una sofferenza che per me vedeva l'ansia in prima linea, ben più forte della rabbia.
L'ansia di dover rinunciare per imposizione altrui a una condivisione che ho sempre amato, e una forte gelosia di fondo al pensiero di mia moglie tra le braccia di un altro.
Perché comunque si può essere aperti quanto si vuole, ma la gelosia e l'ansia ci sono, ci sono.

...ma come mai a me non è mai successo?
Immagina quindi lo sforzo pazzesco che ho dovuto fare io per tentare di comprendere quello che hai affermato, per poi provare ad accettarlo, visto che io non provo questa cosa, per poi convincermi (con buoni risultati comunque) che è invece parecchio normale e a questo punto forse sono io che non lo sono...:confused:
Io, per davvero, non ho mai desiderato nessuno al di fuori di lui, certo che li guardo gli uomini, ma tutto finisce lì.
 

danny

Utente di lunga data
...ma come mai a me non è mai successo?
Immagina quindi lo sforzo pazzesco che ho dovuto fare io per tentare di comprendere quello che hai affermato, per poi provare ad accettarlo, visto che io non provo questa cosa, per poi convincermi (con buoni risultati comunque) che è invece parecchio normale e a questo punto forse sono io che non lo sono...:confused:
Io, per davvero, non ho mai desiderato nessuno al di fuori di lui, certo che li guardo gli uomini, ma tutto finisce lì.
Sei normale. :D
 

Apollonia

Utente di lunga data
Sono d'accordo.
Ho sempre pensato che anni di fedeltà assoluta siano un'utopia. L'ho sempre pensato per me: la mia fedeltà nelle azioni è un po' rispetto verso mia moglie, un po' (di più) paura di perderla.
Ma come tutti quanti ho desiderato altre persone: senza ipocrisia lo ammetto.
Quando si sceglie di stare insieme con una persona non lo si fa solo perché la si ama, perché piace di più delle altre, lo si fa con la consapevolezza che quella è la persona migliore che si è incontrato fino a quel momento e questo ti da la speranza che sia anche quella ideale con cui condividere una vita insieme, avere dei figli, invecchiare. E non sono certo le scopate extra che possono mettere in dubbio questo assunto, a meno che ovviamente nel corso degli anni ci si sia resi conto che la persona che si è sposato non è la migliore per noi o il rapporto con lei sia cambiato a tal punto da rendere frustrante la vita di coppia.
Poi... le cose sono andate in maniera diversa.
Io non ho tradito mia moglie dopo il matrimonio, lei sì.
E mi sono trovato a vivere le cose dall'altra parte, rendendomi conto della sofferenza che si prova, cosa che avevo ampiamente sottovalutato. Una sofferenza che per me vedeva l'ansia in prima linea, ben più forte della rabbia.
L'ansia di dover rinunciare per imposizione altrui a una condivisione che ho sempre amato, e una forte gelosia di fondo al pensiero di mia moglie tra le braccia di un altro.
Perché comunque si può essere aperti quanto si vuole, ma la gelosia e l'ansia ci sono, ci sono.
...ma come mai a me non è mai successo?
Immagina quindi lo sforzo pazzesco che ho dovuto fare io per tentare di comprendere quello che hai affermato, per poi provare ad accettarlo, visto che io non provo questa cosa, per poi convincermi (con buoni risultati comunque) che è invece parecchio normale e a questo punto forse sono io che non lo sono...:confused:
Io, per davvero, non ho mai desiderato nessuno al di fuori di lui, certo che li guardo gli uomini, ma tutto finisce lì.
Stavo per rispondere a Danny, ma ho visto che tu hai espresso il mio STESSO, IDENTICO pensiero.
Però sto incominciando a credere di esser una marziana...
 

lothar57

Utente di lunga data

Buongiorno Danny,hai ragione...loro,i fedeli,sono normali.Noi siamo i matti,i gatti randagi..che viviamo come 007,senza avere mai certezza del domani.Raccontando balle,oggi avrei una convention teorica,e ben altro mi aspetta...cosa dici amico,ne vale la pena??Oh dal punto emozionale,e'botta forte..ma poi che resta??Come sempre il nulla....che Azazel mi aiuti.
 

danny

Utente di lunga data
Stavo per rispondere a Danny, ma ho visto che tu hai espresso il mio STESSO, IDENTICO pensiero.
Però sto incominciando a credere di esser una marziana...

No.
La fedeltà è una convenzione sociale che praticamente ratifica il "possesso" di una persona.
Possesso che è garanzia della fiducia che è necessaria quando si condivide una vita insieme.
E per vita intendo progetti, casa, soldi, tempo, invecchiamento, ma soprattutto figli.
Le modalità di gestione di tale convenzione cambiano da cultura a cultura e a seconda dei periodi storici, ma in linea generale si condanna l'adulterio inteso come tradimento del patto di esclusività implicitamente o esplicitamente (attraverso il matrimonio) sancito da una coppia.
Un'esclusività che non parte dalla natura, che per l'uomo non ha programmato un ciclo estrale stagionale come per altri mammiferi. Il nostro istinto ci porterebbe ad accoppiare in maniera promiscua.
Questo istinto emerge quando "guardiamo altri uomini (donne) ma poi tutto finisce lì".
Finisce lì perché inconsciamente aderiamo a una convenzione sociale che parte a livello educativo fin dalla nostra infanzia.
Nessuno di noi è mai stato allevato o educato da un gruppo aperto, tutti da una coppia o almeno da un genitore solo con al massimo l'ausilio dei nonni.
Questa convenzione sociale è forse la più rassicurante, sicuramente la più apprezzata.
Altri tentativi più o meno promiscui dei decenni trascorsi non hanno avuto gran successo.
L'esclusività pare sia sempre gradita. Anche se non tutti riescono a garantirla, a livello sociale si tende però a nascondere quando accade di infrangere il patto. Di solito, non si dice neppure al partner se ci piace qualcuno che incrociamo per la strada.
Probabilmente questo desiderio di "possesso" è anch'esso derivato da un istinto naturale.
Particolare poi come molte persone tradite (me compreso) descrivano delle sensazioni paragonabili a quelle subite dopo un furto. E l'amante del coniuge diventa il "ladro", pertanto viene condannato, pur essendo decisamente meno reo dello stesso coniuge (che viene percepito come oggetto di furto).
 
Ultima modifica:

Fantastica

Utente di lunga data
No.
La fedeltà è una convenzione sociale che praticamente ratifica il "possesso" di una persona.
Possesso che è garanzia della fiducia che è necessaria quando si condivide una vita insieme.
E per vita intendo progetti, casa, soldi, tempo, invecchiamento, ma soprattutto figli.
Le modalità di gestione di tale convenzione cambiano da cultura a cultura e a seconda dei periodi storici, ma in linea generale si condanna l'adulterio inteso come tradimento del patto di esclusività implicitamente o esplicitamente (attraverso il matrimonio) sancito da una coppia.
Un'esclusività che non parte dalla natura, che per l'uomo non ha programmato un ciclo estrale stagionale come per altri mammiferi. Il nostro istinto ci porterebbe ad accoppiare in maniera promiscua.
Questo istinto emerge quando "guardiamo altri uomini (donne) ma poi tutto finisce lì".
Finisce lì perché inconsciamente aderiamo a una convenzione sociale che parte a livello educativo fin dalla nostra infanzia.
Nessuno di noi è mai stato allevato o educato da un gruppo aperto, tutti da una coppia o almeno da un genitore solo con al massimo l'ausilio dei nonni.
Questa convenzione sociale è forse la più rassicurante, sicuramente la più apprezzata.
Altri tentativi più o meno promiscui dei decenni trascorsi non hanno avuto gran successo.
L'esclusività pare sia sempre gradita. Anche se non tutti riescono a garantirla, a livello sociale si tende però a nascondere quando accade di infrangere il patto. Di solito, non si dice neppure al partner se ci piace qualcuno che incrociamo per la strada.
Probabilmente questo desiderio di "possesso" è anch'esso derivato da un istinto naturale.
Particolare poi come molte persone tradite (me compreso) descrivano delle sensazioni paragonabili a quelle subite dopo un furto. E l'amante del coniuge diventa il "ladro", pertanto viene condannato, pur essendo decisamente meno reo dello stesso coniuge (che viene percepito come oggetto di furto).
Bell'intervento. Quoto e sottoscrivo.
 

disincantata

Utente di lunga data
Per me invece era un fatto naturale.

Mai sentito la voglia di un altro.

E se vedevo uno bello bello secondo i miei gusti lo dicevo subito a mio marito ma non sentivo altro.

Solo un dato di fatto.
Lui invece davanti a me sempre impassibile poi faceva i fatti.

Lo avessi sentito una sola volta in 40 anni fare un apprezzamento ad una donna davvero bella.

La mia vicina di casa al mare era splendida.....lo stronzo dice di non ricordarsela.
 
No.
La fedeltà è una convenzione sociale che praticamente ratifica il "possesso" di una persona.
Possesso che è garanzia della fiducia che è necessaria quando si condivide una vita insieme.
E per vita intendo progetti, casa, soldi, tempo, invecchiamento, ma soprattutto figli.
Le modalità di gestione di tale convenzione cambiano da cultura a cultura e a seconda dei periodi storici, ma in linea generale si condanna l'adulterio inteso come tradimento del patto di esclusività implicitamente o esplicitamente (attraverso il matrimonio) sancito da una coppia.
Un'esclusività che non parte dalla natura, che per l'uomo non ha programmato un ciclo estrale stagionale come per altri mammiferi. Il nostro istinto ci porterebbe ad accoppiare in maniera promiscua.
Questo istinto emerge quando "guardiamo altri uomini (donne) ma poi tutto finisce lì".
Finisce lì perché inconsciamente aderiamo a una convenzione sociale che parte a livello educativo fin dalla nostra infanzia.
Nessuno di noi è mai stato allevato o educato da un gruppo aperto, tutti da una coppia o almeno da un genitore solo con al massimo l'ausilio dei nonni.
Questa convenzione sociale è forse la più rassicurante, sicuramente la più apprezzata.
Altri tentativi più o meno promiscui dei decenni trascorsi non hanno avuto gran successo.
L'esclusività pare sia sempre gradita. Anche se non tutti riescono a garantirla, a livello sociale si tende però a nascondere quando accade di infrangere il patto. Di solito, non si dice neppure al partner se ci piace qualcuno che incrociamo per la strada.
Probabilmente questo desiderio di "possesso" è anch'esso derivato da un istinto naturale.
Particolare poi come molte persone tradite (me compreso) descrivano delle sensazioni paragonabili a quelle subite dopo un furto. E l'amante del coniuge diventa il "ladro", pertanto viene condannato, pur essendo decisamente meno reo dello stesso coniuge (che viene percepito come oggetto di furto).
la fedeltà è una condizione naturale per chi la sente se sta con chi ama e l'appaga in tuttii sensi.ogni volta con sta manfrina delle convenzioni sociali ..
in realtà chi non vuole esserlo non lo è con una certa facilità ideale e pratica e si tende a nascondere perché è un colpo basso e una vigliaccata...a meno che non si dichiari con onestà e patto chiaro tra i due
 

Fantastica

Utente di lunga data
la fedeltà è una condizione naturale per chi la sente se sta con chi ama e l'appaga in tuttii sensi.ogni volta con sta manfrina delle convenzioni sociali ..
in realtà chi non vuole esserlo non lo è con una certa facilità ideale e pratica e si tende a nascondere perché è un colpo basso e una vigliaccata...a meno che non si dichiari con onestà e patto chiaro tra i due
Le convenzioni sociali sono tali quando chi vi aderisce non se ne accorge, altrimenti non funzionano. Elementare.
 
ognuno poi imposta a sua vita secondo quel che sente e crede, certamente per me dividersi tra A BE GI e TO è assai fuori dalle convenzioni e trasgressivo ma mi farebbe sentire il vuoto cosmico nel cervello e nel cuore
 

danny

Utente di lunga data
la fedeltà è una condizione naturale per chi la sente se sta con chi ama e l'appaga in tuttii sensi.ogni volta con sta manfrina delle convenzioni sociali ..
in realtà chi non vuole esserlo non lo è con una certa facilità ideale e pratica e si tende a nascondere perché è un colpo basso e una vigliaccata...a meno che non si dichiari con onestà e patto chiaro tra i due
Nel caso che citi è una condizione che è conseguenza dello stare bene, più che naturale è indotta da una situazione di benessere. Quando si sta bene non si va cercando altro, si limano le pulsioni.
Per spiegare meglio uso questo esempio: ho fame, mangio, non ho più fame.
La fedeltà è la situazione in cui si può dire "non ho più fame" perché si mangia.
Ma ciò non esclude che l'istinto che fa emergere la "fame" sia presente in ognuno di noi.
La natura umana ci vuole promiscui come ci vuole affamati.
Mangiamo e stiamo bene, non abbiamo più fame e siamo fedeli.
Poi c'è chi ha più fame di altri e mangia a "quattro palmenti", chi si sazia con poco.
Ma questo fa parte dell'individualità.
 
Nel caso che citi è una condizione che è conseguenza dello stare bene, più che naturale è indotta da una situazione di benessere. Quando si sta bene non si va cercando altro, si limano le pulsioni.
Per spiegare meglio uso questo esempio: ho fame, mangio, non ho più fame.
La fedeltà è la situazione in cui si può dire "non ho più fame" perché si mangia.
Ma ciò non esclude che l'istinto che fa emergere la "fame" sia presente in ognuno di noi.
La natura umana ci vuole promiscui come ci vuole affamati.
Mangiamo e stiamo bene, non abbiamo più fame e siamo fedeli.
Poi c'è chi ha più fame di altri e mangia a "quattro palmenti", chi si sazia con poco.
Ma questo fa parte dell'individualità.
bene. ma allora non è una convenzione sociale
 

free

Escluso
Nel caso che citi è una condizione che è conseguenza dello stare bene, più che naturale è indotta da una situazione di benessere. Quando si sta bene non si va cercando altro, si limano le pulsioni.
Per spiegare meglio uso questo esempio: ho fame, mangio, non ho più fame.
La fedeltà è la situazione in cui si può dire "non ho più fame" perché si mangia.
Ma ciò non esclude che l'istinto che fa emergere la "fame" sia presente in ognuno di noi.
La natura umana ci vuole promiscui come ci vuole affamati.
Mangiamo e stiamo bene, non abbiamo più fame e siamo fedeli.
Poi c'è chi ha più fame di altri e mangia a "quattro palmenti", chi si sazia con poco.
Ma questo fa parte dell'individualità.

quello che non torna in questi discorsi è che "naturalmente" si tende a stare bene, mica male, e quindi tutto quello che ne discende, tipo un mix di malesseri ed errori, lascia il tempo che trova, secondo me
se invece si riesce ad avere avventure di vario tipo stando anche bene in coppia, può essere ma non credo sia così facile
 
quello che non torna in questi discorsi è che "naturalmente" si tende a stare bene, mica male, e quindi tutto quello che ne discende, tipo un mix di malesseri ed errori, lascia il tempo che trova, secondo me
se invece si riesce ad avere avventure di vario tipo stando anche bene in coppia, può essere ma non credo sia così facile
di base credo che la serenità e l'equilibrio partano da una condizione di fedeltà di coppia,poi è chiaro che questo non varrà per tutti ...però non stabiliamo che è addirittura innaturale.
 

free

Escluso
di base credo che la serenità e l'equilibrio partano da una condizione di fedeltà di coppia,poi è chiaro che questo non varrà per tutti ...però non stabiliamo che è addirittura innaturale.

sì, ma io dicevo che secondo me è sbagliato il presupposto, ovvero cerco altro perchè sto male in coppia
allora è la coppia che non va, e sono io che dovrei togliermi da una situazione che mi dà malessere
 
sì, ma io dicevo che secondo me è sbagliato il presupposto, ovvero cerco altro perchè sto male in coppia
allora è la coppia che non va, e sono io che dovrei togliermi da una situazione che mi dà malessere
concordo ma pare che non sia sempre così e che alcuni pur dichiarando di stare benissimo(vedi tebe e lothar ) abbisognano di altro.
 

Sbriciolata

Escluso
sì, ma io dicevo che secondo me è sbagliato il presupposto, ovvero cerco altro perchè sto male in coppia
allora è la coppia che non va, e sono io che dovrei togliermi da una situazione che mi dà malessere
purtroppo raramente questa è una scelta facile, spesso anzi è di difficile attuazione per motivi pratici e non solo.
 

danny

Utente di lunga data
quello che non torna in questi discorsi è che "naturalmente" si tende a stare bene, mica male, e quindi tutto quello che ne discende, tipo un mix di malesseri ed errori, lascia il tempo che trova, secondo me
se invece si riesce ad avere avventure di vario tipo stando anche bene in coppia, può essere ma non credo sia così facile
Quando si "possiede" qualcosa si sta bene.
Quando ce la rubano si sta male.
Pensa anche a come nelle varie culture e epoche sia stato maggiormente condannato l'adulterio femminile.
Questo per garantire al maschio la discendenza certa e la garanzia di una prole, condizione che la natura ha legato solo al corpo femminile (dopo la fecondazione la donna potrebbe tenere il figlio solo per sé). La fedeltà della donna - come pure un suo ruolo subalterno - è auspicata affinchè il maschio possa garantire anche per sé dei figli.
In questo caso il maschio vede la femmina come "res sua".
Diversamente il tradimento del maschio è più tollerato, in quanto si tende a dare un peso maggiore all'istinto naturale.
Che per inciso è ugualmente presente nella donna.
Con la parità, o presunta parità, molti di questi equilibri si sono alterati, e la donna ha accresciuto la sua possibilità di scegliere quanto farsi coinvolgere dalle convenzioni sociali.
Ne è derivata anche una trasformazione della famiglia: più precaria, (convivenze rispetto ai matrimoni), sancendo il fatto che l'esclusività possa essere una condizione temporanea, oppure addirittura una condizione non più necessaria, da qui l'aumento di single che vivono in alcuni casi rapporti di coppia promiscui o di limitata durata.
 
Stato
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