Palestra

oceansize

Utente di lunga data
Non intendevo in quel senso 😂😂😂
Intendevo palestra relazionale.
Beh una non esclude l'altra😁
Edit: poi vabbè io sono timidissima e faccio una gran fatica a volte, poi invece in altri contesti o momenti sono socievole e divertente.
Mi sono rotta di essere timida😆
 

Brunetta

Utente di lunga data
Beh una non esclude l'altra😁
Edit: poi vabbè io sono timidissima e faccio una gran fatica a volte, poi invece in altri contesti o momenti sono socievole e divertente.
Mi sono rotta di essere timida😆
Fai palestra 😉
 

Brunetta

Utente di lunga data
La palestra funziona se ci si impegna a non applicare schemi relazionali che si sono dimostrati negativi.
 

Ginevra65

Moderator
Staff Forum
La palestra funziona se ci si impegna a non applicare schemi relazionali che si sono dimostrati negativi.
la palestra funziona se viaggi leggera, frequenti per un tuo benessere fisico.
Poi di solito si instaurano nuove conoscenze.
Se invece si va con l'intento di acchiappare spesso si resta delusi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
la palestra funziona se viaggi leggera, frequenti per un tuo benessere fisico.
Poi di solito si instaurano nuove conoscenze.
Se invece si va con l'intento di acchiappare spesso si resta delusi.
Questo è sicuro!
Però io intendevo una cosa diversa che temo di non essere riuscita a chiarire.
Intendevo sperimentare stili relazionali diversi.
Non semplicemente ribaltare ruoli, rimanendo nello stesso recinto relazionale, ma cercando di porsi diversamente da come ci si era posti in relazioni precedenti che ci hanno portati a stare male.
Riconosco che sia una impresa ardua.
 

Ginevra65

Moderator
Staff Forum
Questo è sicuro!
Però io intendevo una cosa diversa che temo di non essere riuscita a chiarire.
Intendevo sperimentare stili relazionali diversi.
Non semplicemente ribaltare ruoli, rimanendo nello stesso recinto relazionale, ma cercando di porsi diversamente da come ci si era posti in relazioni precedenti che ci hanno portati a stare male.
Riconosco che sia una impresa ardua.
la vedo dura
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
La palestra funziona se ci si impegna a non applicare schemi relazionali che si sono dimostrati negativi.
E io proprio a questo mi riferivo quando dicevo che bisogna sempre essere sul pezzo se si vuole rimanere (o riimmettersi) sul mercato :)
Al di là delle metafore, credo che nella vita sia anche naturale che a un certo punto si abbia meno voglia di allenarsi.
A volte sento di aver passsato tutta la mia vita in palestra, ora mi andrebbe di mettere a frutto gli sforzi.
A pensarci un po' già lo faccio. In parte, campo di rendita. Ma non bisogna mai smettere di aggiornarsi !
 

Brunetta

Utente di lunga data
E io proprio a questo mi riferivo quando dicevo che bisogna sempre essere sul pezzo se si vuole rimanere (o riimmettersi) sul mercato :)
Al di là delle metafore, credo che nella vita sia anche naturale che a un certo punto si abbia meno voglia di allenarsi.
A volte sento di aver passsato tutta la mia vita in palestra, ora mi andrebbe di mettere a frutto gli sforzi.
A pensarci un po' già lo faccio. In parte, campo di rendita. Ma non bisogna mai smettere di aggiornarsi !
Invece per te sarebbe proprio di non preoccuparti di renderti gradevole, ma essere spontaneamente anche pigro
 

danny

Utente di lunga data
La palestra relazionale è utile per arrivare a comprendere sé stessi e cosa si vuole.
C'era un film, con Jim Carrey, che vidi qualche anno fa: "Yes Man".
Abbandonato dalla donna che amava, il protagonista subisce un inevitabile crollo dell'autostima ed entra in depressione, fino a quando un terapeuta (un po' strano, a dire la verità) non gli consiglia un esercizio particolare: quello di dire sì a ogni richiesta gli venga fatta.
Come ben sappiamo tutti gli individui ansiosi tendono a rispondere "no" a ciò che esce dalla zona comfort mentre la tendenza ormai generalizzata è quella di crearsi una camera dell'eco. Lui stravolge tutto questo e improvvisamente si ritrova con una vita dinamica, ovviamente un nuovo amore, tante esperienze e anche tanta tanta confusione.
La palestra in fin dei conti è questo: imparare a non negarsi troppo e a saper dire sì e no con la massima produttività.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
La palestra relazionale è utile per arrivare a comprendere sé stessi e cosa si vuole.
C'era un film, con Jim Carrey, che vidi qualche anno fa: "Yes Man".
Abbandonato dalla donna che amava, il protagonista subisce un inevitabile crollo dell'autostima ed entra in depressione, fino a quando un terapeuta (un po' strano, a dire la verità) non gli consiglia un esercizio particolare: quello di dire sì a ogni richiesta gli venga fatta.
Come ben sappiamo tutti gli individui ansiosi tendono a rispondere "no" a ciò che esce dalla zona comfort mentre la tendenza ormai generalizzata è quella di crearsi una camera dell'eco. Lui stravolge tutto questo e improvvisamente si ritrova con una vita dinamica, ovviamente un nuovo amore, tante esperienze e anche tanta tanta confusione.
La palestra in fin dei conti è questo: imparare a non negarsi troppo e a saper dire sì e no con la massima produttività.
Magari senza dire sì a tutto, ma a quello che è coerente con la nostra realtà interna.
Spesso è necessaria la palestra perché sono stati detti troppi sì.
Mi hai fatto venire in mente una domanda che Maurizio Costanzo poneva a tutte le attrici (mai agli attori 🤔) che era, più o meno, “Quante volte è riuscita a dire no?”
A parte che lui sottointendeva il concedere favori sessuali per far carriera (e nessuna lo mandava a cagare come sarebbe stato opportuno) è significativo di come il compiacere gli altri sia diffuso.
La palestra dovrebbe essere provare a dire sì a se stessi e no agli altri.
 

danny

Utente di lunga data
Magari senza dire sì a tutto, ma a quello che è coerente con la nostra realtà interna.
Spesso è necessaria la palestra perché sono stati detti troppi sì.
Mi hai fatto venire in mente una domanda che Maurizio Costanzo poneva a tutte le attrici (mai agli attori 🤔) che era, più o meno, “Quante volte è riuscita a dire no?”
A parte che lui sottointendeva il concedere favori sessuali per far carriera (e nessuna lo mandava a cagare come sarebbe stato opportuno) è significativo di come il compiacere gli altri sia diffuso.
La palestra dovrebbe essere provare a dire sì a se stessi e no agli altri.
Dipende.
Se la persona si chiude al mondo, come nel caso degli ansiosi, delle persone con un principio di depressione, da quelli traumatizzati da un particolare evento, è naturale che la vita possa cambiare di fronte a un ribaltamento delle prospettive che può partire dal superamento dei limiti, anche in maniera non coerente con quella che può essere la realtà interna, che magari è in molti casi più un ostacolo che altro.
E' un invito all'apertura, alla visione di nuove realtà e diversi linguaggi, che contribuiscono a ridefinire obiettivi e a determinare nuove situazioni.
Insomma, il "sì" in tutti quei casi è un modo per tornare o cominciare a vivere.
Il "No" di cui parli è delle persone fragili, sottomesse: in questi casi, il recupero dell'indipendenza passa proprio attraverso l'adozione dei no che possono essere utili per fare scelte più coerenti.
In tutti i casi, però, i sì o i no devono essere proiettati verso una dimensione dinamica, non statica, devono far progredire, devono aprire, devono far intraprendere un cammino. Se invece continuano a mantenere la persona rigidamente ancorata a uno stile di vita che non soddisfa ed è immutabile, direi che l'equilibrio dei sì e dei no non è raggiunto.
Le attrici che citi le lascerei da parte: è un mondo dove più che in altri alcuni compromessi spianano la strada, per cui l'attendibilità di certe affermazioni è sostanzialmente relativa. D'altronde, si sa, in certi casi bisogna saper recitare di tutto, anche i sì e i no al momento opportuno.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Dipende.
Se la persona si chiude al mondo, come nel caso degli ansiosi, delle persone con un principio di depressione, da quelli traumatizzati da un particolare evento, è naturale che la vita possa cambiare di fronte a un ribaltamento delle prospettive che può partire dal superamento dei limiti, anche in maniera non coerente con quella che può essere la realtà interna, che magari è in molti casi più un ostacolo che altro.
E' un invito all'apertura, alla visione di nuove realtà e diversi linguaggi, che contribuiscono a ridefinire obiettivi e a determinare nuove situazioni.
Insomma, il "sì" in tutti quei casi è un modo per tornare o cominciare a vivere.
Il "No" di cui parli è delle persone fragili, sottomesse: in questi casi, il recupero dell'indipendenza passa proprio attraverso l'adozione dei no che possono essere utili per fare scelte più coerenti.
In tutti i casi, però, i sì o i no devono essere proiettati verso una dimensione dinamica, non statica, devono far progredire, devono aprire, devono far intraprendere un cammino. Se invece continuano a mantenere la persona rigidamente ancorata a uno stile di vita che non soddisfa ed è immutabile, direi che l'equilibrio dei sì e dei no non è raggiunto.
Le attrici che citi le lascerei da parte: è un mondo dove più che in altri alcuni compromessi spianano la strada, per cui l'attendibilità di certe affermazioni è sostanzialmente relativa. D'altronde, si sa, in certi casi bisogna saper recitare di tutto, anche i sì e i no al momento opportuno.
Concordo.
Ognuno deve vedere se dire sì o no.
 
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