Obiezione di coscienza.

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O

Old sperella

Guest
i

quando hai figli puoi concepire una cosa del genere. Angelo.

si perdona anche per perdonare se stessi...io credo che i sensi di colpa di quell'uomo lo abbiano ammazzato di già...e sai...col perdono , religiosamente parlando, anestetizzi una ferita lancinante, che diversamente non ti farebbe vivere.

credo.
vedi , io non capisco nemmeno questo .
 

Miciolidia

Utente di lunga data
non mi sembra che chi ha figli si sia espresso con comprensione.
posso capire perdonare un figlio che ammazza una persona. ma di fatto è un figlio che ha un ucciso un altro figlio e la moglie e ti ha rovinato la vita come non avrebbe potuto fare peggio.

chi si è espresso non si è calato davvero nei panni del padre, ma del giudice. o mi sbaglio?

o
 

Miciolidia

Utente di lunga data
spere

vedi , io non capisco nemmeno questo .
spere...nemmeno io ...ma umanamente credo che reazioni delle geografie emotive degli esseri umani siano complesse, molto complesse..e perfortuna tutti noi non siamo stati messi nella condizione di vivere certe situazioni.

chissà...magari il padre si sente incolpa per chissà quali motivi...che ne sappiamo dell'andazzo generale di quel quadretto familiare?

non so..mi fermo...oltre non posso andare.

di certo è che le patologie gravi spesso sono piu subdole di quanto immaginiamo. ..nella manifestazione apparente intendo.
 
O

Old giobbe

Guest

Quello che è successo al S. Camillo di Roma martedì 5/8 è allucinante. Una donna incinta, con il feto idrocefalo (con cervello cioè pieno di liquido amniotico e con nessuna possibilità di sopravvivere appena fuori dal grembo materno) ...



Mio fratello è nato idrocefalo, ha 38 anni, sta bene e sicuramente non è un infelice (così come non lo è mia madre).
Non c'era nessun pericolo di vita per la madre perché in questo caso non esisterebbe obiezione di coscienza (in questo caso l'aborto è visto come inevitabile da tutti, anche dalla Chiesa).
Se uno considera l'aborto una violazione del comandamento di non uccidere, non vedo perché dovrebbe essere obbligato a farlo. È una decisione seria, non è una cazzatina.
Esiste una legge che prevede l'aborto e la stessa legge prevede l'obiezione di coscienza (la legge 194, “quella che non si tocca”).




Legge 22 maggio 1978 n. 194
Articolo 9

Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l'interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione. La dichiarazione dell'obiettore deve essere comunicata al medico provinciale e, nel caso di personale dipendente dello ospedale o dalla casa di cura, anche al direttore sanitario, entro un mese dall'entrata in vigore della presente legge o dal conseguimento della abilitazione o dall'assunzione presso un ente tenuto a fornire prestazioni dirette alla interruzione della gravidanza o dalla stipulazione di una convenzione con enti previdenziali che comporti l'esecuzione di tali prestazioni.

L'obiezione può sempre essere revocata o venire proposta anche al di fuori dei termini di cui al precedente comma, ma in tale caso la dichiarazione produce effetto dopo un mese dalla sua presentazione al medico provinciale.

L'obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza, e non dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento.

Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall'articolo 7 e l'effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l'attuazione anche attraverso la mobilità del personale.

L'obiezione di coscienza non può essere invocata dal personale sanitario, ed esercente le attività ausiliarie quando, data la particolarità delle circostanze, il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo.

L'obiezione di coscienza si intende revocata, con effetto, immediato, se chi l'ha sollevata prende parte a procedure o a interventi per l'interruzione della gravidanza previsti dalla presente legge, al di fuori dei casi di cui al comma precedente.





Secondo me, come dice Iris, è un problema di organizzazione, di malasanità.
Dire che quelli che non vogliono favorire l'aborto non dovrebbero fare i medici nelle strutture pubbliche è un'affermazione insensata come lo sarebbe dire che più abortisti dovrebbero intraprendere la carriera medica.

 

Miciolidia

Utente di lunga data
giobbe, buongiorno.

Perchè mi scrivi "coloro che vogliono favorire l'aborto"oglia

sembra che voglia sottendere, "coloro che sono favorevoli all'omicidio".

comunque a parte cio', non sei d0accordo che sta donna, prima di tutto doveva essere soccorsa dal medico,8 e non dall'obbiettore)essendo il solo, sapendo di mettere a rischio la vita della donna...qui la stessa coscienza di cui sopra..dove stava?

una ultima cosa Giobbe: da quando la 194 è in vigore gli aborti sono diminuiti.non fa riflettere sto dato?

dai una occhiata sul web.

buona giornata
Giobbe :)

e a tutti.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Non credo che nessuno abbia detto che non debbano fare i medici negli ospedali pubblici.

Si e' detto piu' di una volta che lo stato deve garantire il servizio, sempre, non solo quando c'e' il medico non obiettore di turno.
 

Lettrice

Utente di lunga data
L'obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza, e non dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento.
Sti cazzi e l'anestesia come conta?
 
O

Old angelodelmale

Guest
Sti cazzi e l'anestesia come conta?
che stronzata

quindi essendo obiettore di coscienza non presenzierebbe all'intervento e non esiste intervento al mondo che possa essere effettuato senza la sua presenza in sala essendo, il ruolo dell'anestesista, quello di anestesista-rianimatore.
io, che non dovrebbero lavorare nelle strutture pubblico l'ho detto. facciamo anche che ce ne siano due di turno e durante l'intervento al non obiettore capiti qualcosa che lo costringa a lasciare la sala (può anche tirare il gambino in sala...), chi è sotto i ferri deve rimanere senza la sua figura accanto perché l'altro presente di turno è obiettore e lei non è al momento in pericolo di vita?
per favore.
hai ragione giobbe, è una questione seria, non una cazzatina. ma mi sembra più seria e meno cazzatina la vita di una persona che si affida alle struttuture pubbliche per effettare una interruzione di gravidanza, pratica che seppur non condivisa dalla religione, è prevista e assicurata dalla legge.
augh e buona giornata a tutti
 
O

Old giobbe

Guest
giobbe, buongiorno.

Perchè mi scrivi "coloro che vogliono favorire l'aborto"oglia

sembra che voglia sottendere, "coloro che sono favorevoli all'omicidio".

comunque a parte cio', non sei d0accordo che sta donna, prima di tutto doveva essere soccorsa dal medico,8 e non dall'obbiettore)essendo il solo, sapendo di mettere a rischio la vita della donna...qui la stessa coscienza di cui sopra..dove stava?

una ultima cosa Giobbe: da quando la 194 è in vigore gli aborti sono diminuiti.non fa riflettere sto dato?

dai una occhiata sul web.

buona giornata
Giobbe :)

e a tutti.
Buona giornata anche a te.
Non volevo sottendere nulla. Chi abortisce è la donna, i medici l'aborto lo agevolano, favoriscono, mettono in pratica. Ho sbagliato il verbo?
Non era il solo medico presente, era il solo anestesista (l'anestesista non realizza chirurgie, quindi non poteva essere da solo).
La donna ha sofferto dolori probabilmente perché i medici non sono stati chiamati subito oppure hanno ritardato ad arrivare.
La donna non soffriva pericolo di vita (in questo caso l'obiettore è obbligato a realizzare l'aborto e ha anche la benedizione della Chiesa).

La donna va sempre soccorsa in ogni caso, l'articolo 9 recita:

L'obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza, e non dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento.

L'obiezione di coscienza non può essere invocata dal personale sanitario, ed esercente le attività ausiliarie quando, data la particolarità delle circostanze, il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo.

 
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Old angelodelmale

Guest
Buona giornata anche a te.
Non volevo sottendere nulla. Chi abortisce è la donna, i medici l'aborto lo agevolano, favoriscono, mettono in pratica. Ho sbagliato il verbo?
Non era il solo medico presente, era il solo anestesista (l'anestesista non realizza chirurgie, quindi non poteva essere da solo).
La donna ha sofferto dolori probabilmente perché i medici non sono stati chiamati subito oppure hanno ritardato ad arrivare.
La donna non soffriva pericolo di vita (in questo caso l'obiettore è obbligato a realizzare l'aborto e ha anche la benedizione della Chiesa).

La donna va sempre soccorsa in ogni caso, l'articolo 9 recita:

L'obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza, e non dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento.

L'obiezione di coscienza non può essere invocata dal personale sanitario, ed esercente le attività ausiliarie quando, data la particolarità delle circostanze, il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo.
hai detto cotiche...
 
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Old giobbe

Guest
Non credo che nessuno abbia detto che non debbano fare i medici negli ospedali pubblici.

Si e' detto piu' di una volta che lo stato deve garantire il servizio, sempre, non solo quando c'e' il medico non obiettore di turno.

Mi pareva di averlo letto.

Hai ragione, questo lo dice anche la legge.

Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall'articolo 7 e l'effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l'attuazione anche attraverso la mobilità del personale.

Per questo ero d'accordo con Iris che diceva che era un caso di disorganizzazione, malsanità.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Mi pareva di averlo letto.

Hai ragione, questo lo dice anche la legge.

Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall'articolo 7 e l'effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l'attuazione anche attraverso la mobilità del personale.

Per questo ero d'accordo con Iris che diceva che era un caso di disorganizzazione, malsanità.
Si hai ragione l'ha detto Angiuledda... comunque e' indubbiamente un caso di malasanita'!
Pero' non e' il primo, ne sara' l'ultimo legato all'aborto. Non credi ci sia qualcosa da rivedere nella legge o nell'applicazione?
Io credo di si.
 
Stato
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