MillePensieri
Utente di lunga data
Nuova arrivata, non so più cosa voglio
Allora...è dura scrivere come mi sento...in parole povere sono stata tradita dal mio compagno.
Fa male perchè pensavo sinceramente che le cose stessero andando bene.
Ho sempre avuto scarsa fiducia nei rapporti duraturi, non mi sono mai impegnata a lungo e poi è arrivato lui. Sei anni insieme.
Intesa, dialogo, sesso e amore, una quotidianità vissuta senza sentirmi in gabbia! L'idea di avere un figlio! Sparito tutto.
Un anno fa ha una buona occasione sul lavoro, ne parliamo. Lo sostengo.
Si prevede un lungo periodo di stress, orari strani e poco tempo a casa.
E infatti ci avviamo verso mesi di discussioni, suoi crolli nervosi e difficoltà.
Serate passate a consolarlo, altre di litigi, altre ancora normali.
Finalmente si torna a respirare dopo quasi sette mesi davvero tosti, ma c'è qualcosa di diverso, percepisco ansia e nervosismo.
Con la primavera ricominciano i miei brevi viaggi di lavoro, lui è tesissimo come se fosse la prima volta. Cavolo, perchè?
Perchè c'è un'altra, stupida io a non capirlo subito.
Chissà che feste in mia assenza. Incontri senza alibi.
Piacevoli evasioni dalla monotonia perchè ogni lasciata è persa, un momento personale e poi a casa, nessuna fretta.
Che palle organizzarsi per non destare sospetti, un ritorno a quei mesi in cui ogni orario era lecito.
Perchè è allora che è cominciato tutto.
I suoi cambiamenti? Solo stress. Anche 14 ore di lavoro al giorno povero, è un periodo. Tutto passa.
Ma dopo?
La mia prima reazione è stata di disgusto verso i miei sospetti, la sola idea di frugare tra le sue cose un abominio.
Alla fine mi sono stufata dell'incertezza e ho fatto la cosa più banale possibile, ho preso il suo cellulare in mano e ho guardato i messaggi.
Perchè tenerli? Per sospirare rileggendoli?
Uno sfogo...si. Ma stavo già pensando al pancione e alla cameretta del bimbo. Volevo dipingerla io. Veder sfumare tutto mi ha distrutta. Essere mamma, con lui al mio fianco. Patetica.
Ho vomitato e pianto, non stavo così male da anni, da quando i miei hanno cominciato a scannarsi per i tradimenti reciproci.
Delusa, impotente e piena di rabbia come allora. Lui ha ammesso quasi subito, bello togliersi un peso.
Quella sera il mio uomo pieno di vita è sparito, è cominciata la convivenza con uno zombie.
Giugno un inferno. Lui muto, puntualissimo, ordinatissimo.
Sempre in piedi al mio passaggio. In silenzio e sull'attenti.
"ho fatto una cazzata"
"faccio schifo"
"ho provato a chiudere"
"ti prego perdonami"
Non mi da un perchè, non mi incolpa, non mi dice quante volte è successo.
So solo che è stato con una collega. Durante quei mesi in cui sostenerlo mi sembrava naturale. E anche dopo, più raramente, quando ero via.
Non mi rivela altro.
Ci è scivolato sopra? E' cominciata per caso? Capita?
Perchè il sesso fatto tanto per godere lo concepisco, è stato il mio modo di vivere con quasi tutti i miei compagni di letto.
Al massimo c'era sintonia, solo con un altro qualcosa di più. Il resto avventure. Finito il brivido, tanti saluti, nessun dramma.
Amici e amiche fedeli (o presunti tali) mi incitano ad organizzare un rogo. Essere sostenuta così non aiuta.
Chi ammette sbandate mi suggerisce il dialogo per capire se è finita. La telepatia forse.
E lui niente, tace. Eppure non gli salto alla gola, lo prego di dirmi tutto, di darmi una motivazione.
Luglio va meglio. Mi rompo le palle. La sua presenza silenziosa mi irrita, gli chiedo di andarsene.
Lo fa, dopo qualche giorno va dai suoi. Cambio le serrature.
Decido di staccare completamente, mi pago le ferie con gli strumenti del mestiere in spalla.
Parto con una collega per assistere a dei concerti, ritrovo dei vecchi amici, mi riprendo un po', lavoro in viaggio.
Adesso...ultimi giorni di agosto. Lui a quanto pare passa il tempo ingrassando di fronte alla tv.
Anche se sua madre deve averlo detto in maniera diversa, forse.
Ci rivedremo a fine settembre.
Contatti telefonici ridotti all'essenziale.
Gli ho dato tempo per pensare. Per capire cosa vuole. Lo stesso per me.
La fedeltà...è una cosa che sento davvero, secondo il mio pensiero ha senso di esistere, nonostante le mie esperienze fin dall'infanzia.
Non gli ho mai chiesto di stare con me per sempre, solo di essere onesto.
Essere tradita dopo averci creduto tanto fa male. Tradire per vendetta non mi attira, rinnegherei me stessa.
La vita è una sola e sono contenta di chi vedo allo specchio, non mi sento sminuita o umiliata.
Eppure passo le giornate divorata dal dubbio e scoppio a piangere a caso.
L'uomo prima del tradimento mi ha resa davvero felice, come nessun altro prima. E' ancora lì? Può tornare? Lo rivoglio?
Perchè tradirmi? Per amore? Perchè sono scheletrica e senza tette? Per noia? Perchè gli manca qualcosa?
E' la prima volta che succede? Gli altri anni insieme sono come li ricordo io? Condivisi felicemente?
Voglio delle risposte da lui, voglio capire se ha senso pensare ancora ad un noi.
Se dovessi decidere in questo istante, non riuscirei a ricominciare. Non c'è fiducia.
Non lo so. Stamattina vedevo uno spiraglio per creare un nuovo rapporto, diverso. Forse è solo paura di restare da sola.
L'autocommiserazione e le altalene emotive fanno schifo.
Avrei voluto evitare di sfogarmi, ma questo è il meglio che sono riuscita a tirare fuori.
E scrivo peggio di un cane lo so, scusatemi, ma non buttavo giù un tema da una vita.
Allora...è dura scrivere come mi sento...in parole povere sono stata tradita dal mio compagno.
Fa male perchè pensavo sinceramente che le cose stessero andando bene.
Ho sempre avuto scarsa fiducia nei rapporti duraturi, non mi sono mai impegnata a lungo e poi è arrivato lui. Sei anni insieme.
Intesa, dialogo, sesso e amore, una quotidianità vissuta senza sentirmi in gabbia! L'idea di avere un figlio! Sparito tutto.
Un anno fa ha una buona occasione sul lavoro, ne parliamo. Lo sostengo.
Si prevede un lungo periodo di stress, orari strani e poco tempo a casa.
E infatti ci avviamo verso mesi di discussioni, suoi crolli nervosi e difficoltà.
Serate passate a consolarlo, altre di litigi, altre ancora normali.
Finalmente si torna a respirare dopo quasi sette mesi davvero tosti, ma c'è qualcosa di diverso, percepisco ansia e nervosismo.
Con la primavera ricominciano i miei brevi viaggi di lavoro, lui è tesissimo come se fosse la prima volta. Cavolo, perchè?
Perchè c'è un'altra, stupida io a non capirlo subito.
Chissà che feste in mia assenza. Incontri senza alibi.
Piacevoli evasioni dalla monotonia perchè ogni lasciata è persa, un momento personale e poi a casa, nessuna fretta.
Che palle organizzarsi per non destare sospetti, un ritorno a quei mesi in cui ogni orario era lecito.
Perchè è allora che è cominciato tutto.
I suoi cambiamenti? Solo stress. Anche 14 ore di lavoro al giorno povero, è un periodo. Tutto passa.
Ma dopo?
La mia prima reazione è stata di disgusto verso i miei sospetti, la sola idea di frugare tra le sue cose un abominio.
Alla fine mi sono stufata dell'incertezza e ho fatto la cosa più banale possibile, ho preso il suo cellulare in mano e ho guardato i messaggi.
Perchè tenerli? Per sospirare rileggendoli?
Uno sfogo...si. Ma stavo già pensando al pancione e alla cameretta del bimbo. Volevo dipingerla io. Veder sfumare tutto mi ha distrutta. Essere mamma, con lui al mio fianco. Patetica.
Ho vomitato e pianto, non stavo così male da anni, da quando i miei hanno cominciato a scannarsi per i tradimenti reciproci.
Delusa, impotente e piena di rabbia come allora. Lui ha ammesso quasi subito, bello togliersi un peso.
Quella sera il mio uomo pieno di vita è sparito, è cominciata la convivenza con uno zombie.
Giugno un inferno. Lui muto, puntualissimo, ordinatissimo.
Sempre in piedi al mio passaggio. In silenzio e sull'attenti.
"ho fatto una cazzata"
"faccio schifo"
"ho provato a chiudere"
"ti prego perdonami"
Non mi da un perchè, non mi incolpa, non mi dice quante volte è successo.
So solo che è stato con una collega. Durante quei mesi in cui sostenerlo mi sembrava naturale. E anche dopo, più raramente, quando ero via.
Non mi rivela altro.
Ci è scivolato sopra? E' cominciata per caso? Capita?
Perchè il sesso fatto tanto per godere lo concepisco, è stato il mio modo di vivere con quasi tutti i miei compagni di letto.
Al massimo c'era sintonia, solo con un altro qualcosa di più. Il resto avventure. Finito il brivido, tanti saluti, nessun dramma.
Amici e amiche fedeli (o presunti tali) mi incitano ad organizzare un rogo. Essere sostenuta così non aiuta.
Chi ammette sbandate mi suggerisce il dialogo per capire se è finita. La telepatia forse.
E lui niente, tace. Eppure non gli salto alla gola, lo prego di dirmi tutto, di darmi una motivazione.
Luglio va meglio. Mi rompo le palle. La sua presenza silenziosa mi irrita, gli chiedo di andarsene.
Lo fa, dopo qualche giorno va dai suoi. Cambio le serrature.
Decido di staccare completamente, mi pago le ferie con gli strumenti del mestiere in spalla.
Parto con una collega per assistere a dei concerti, ritrovo dei vecchi amici, mi riprendo un po', lavoro in viaggio.
Adesso...ultimi giorni di agosto. Lui a quanto pare passa il tempo ingrassando di fronte alla tv.
Anche se sua madre deve averlo detto in maniera diversa, forse.
Ci rivedremo a fine settembre.
Contatti telefonici ridotti all'essenziale.
Gli ho dato tempo per pensare. Per capire cosa vuole. Lo stesso per me.
La fedeltà...è una cosa che sento davvero, secondo il mio pensiero ha senso di esistere, nonostante le mie esperienze fin dall'infanzia.
Non gli ho mai chiesto di stare con me per sempre, solo di essere onesto.
Essere tradita dopo averci creduto tanto fa male. Tradire per vendetta non mi attira, rinnegherei me stessa.
La vita è una sola e sono contenta di chi vedo allo specchio, non mi sento sminuita o umiliata.
Eppure passo le giornate divorata dal dubbio e scoppio a piangere a caso.
L'uomo prima del tradimento mi ha resa davvero felice, come nessun altro prima. E' ancora lì? Può tornare? Lo rivoglio?
Perchè tradirmi? Per amore? Perchè sono scheletrica e senza tette? Per noia? Perchè gli manca qualcosa?
E' la prima volta che succede? Gli altri anni insieme sono come li ricordo io? Condivisi felicemente?
Voglio delle risposte da lui, voglio capire se ha senso pensare ancora ad un noi.
Se dovessi decidere in questo istante, non riuscirei a ricominciare. Non c'è fiducia.
Non lo so. Stamattina vedevo uno spiraglio per creare un nuovo rapporto, diverso. Forse è solo paura di restare da sola.
L'autocommiserazione e le altalene emotive fanno schifo.
Avrei voluto evitare di sfogarmi, ma questo è il meglio che sono riuscita a tirare fuori.
E scrivo peggio di un cane lo so, scusatemi, ma non buttavo giù un tema da una vita.