Nuova arrivata, non so più cosa voglio

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MillePensieri

Utente di lunga data
Nuova arrivata, non so più cosa voglio

Allora...è dura scrivere come mi sento...in parole povere sono stata tradita dal mio compagno.


Fa male perchè pensavo sinceramente che le cose stessero andando bene.
Ho sempre avuto scarsa fiducia nei rapporti duraturi, non mi sono mai impegnata a lungo e poi è arrivato lui. Sei anni insieme.
Intesa, dialogo, sesso e amore, una quotidianità vissuta senza sentirmi in gabbia! L'idea di avere un figlio! Sparito tutto.
Un anno fa ha una buona occasione sul lavoro, ne parliamo. Lo sostengo.
Si prevede un lungo periodo di stress, orari strani e poco tempo a casa.
E infatti ci avviamo verso mesi di discussioni, suoi crolli nervosi e difficoltà.
Serate passate a consolarlo, altre di litigi, altre ancora normali.


Finalmente si torna a respirare dopo quasi sette mesi davvero tosti, ma c'è qualcosa di diverso, percepisco ansia e nervosismo.
Con la primavera ricominciano i miei brevi viaggi di lavoro, lui è tesissimo come se fosse la prima volta. Cavolo, perchè?


Perchè c'è un'altra, stupida io a non capirlo subito.
Chissà che feste in mia assenza. Incontri senza alibi.
Piacevoli evasioni dalla monotonia perchè ogni lasciata è persa, un momento personale e poi a casa, nessuna fretta.

Che palle organizzarsi per non destare sospetti, un ritorno a quei mesi in cui ogni orario era lecito.
Perchè è allora che è cominciato tutto.

I suoi cambiamenti? Solo stress. Anche 14 ore di lavoro al giorno povero, è un periodo. Tutto passa.
Ma dopo?
La mia prima reazione è stata di disgusto verso i miei sospetti, la sola idea di frugare tra le sue cose un abominio.
Alla fine mi sono stufata dell'incertezza e ho fatto la cosa più banale possibile, ho preso il suo cellulare in mano e ho guardato i messaggi.
Perchè tenerli? Per sospirare rileggendoli?


Uno sfogo...si. Ma stavo già pensando al pancione e alla cameretta del bimbo. Volevo dipingerla io. Veder sfumare tutto mi ha distrutta. Essere mamma, con lui al mio fianco. Patetica.


Ho vomitato e pianto, non stavo così male da anni, da quando i miei hanno cominciato a scannarsi per i tradimenti reciproci.
Delusa, impotente e piena di rabbia come allora. Lui ha ammesso quasi subito, bello togliersi un peso.
Quella sera il mio uomo pieno di vita è sparito, è cominciata la convivenza con uno zombie.


Giugno un inferno. Lui muto, puntualissimo, ordinatissimo.
Sempre in piedi al mio passaggio. In silenzio e sull'attenti.
"ho fatto una cazzata"
"faccio schifo"
"ho provato a chiudere"
"ti prego perdonami"
Non mi da un perchè, non mi incolpa, non mi dice quante volte è successo.
So solo che è stato con una collega. Durante quei mesi in cui sostenerlo mi sembrava naturale. E anche dopo, più raramente, quando ero via.
Non mi rivela altro.
Ci è scivolato sopra? E' cominciata per caso? Capita?
Perchè il sesso fatto tanto per godere lo concepisco, è stato il mio modo di vivere con quasi tutti i miei compagni di letto.
Al massimo c'era sintonia, solo con un altro qualcosa di più. Il resto avventure. Finito il brivido, tanti saluti, nessun dramma.
Amici e amiche fedeli (o presunti tali) mi incitano ad organizzare un rogo. Essere sostenuta così non aiuta.
Chi ammette sbandate mi suggerisce il dialogo per capire se è finita. La telepatia forse.
E lui niente, tace. Eppure non gli salto alla gola, lo prego di dirmi tutto, di darmi una motivazione.


Luglio va meglio. Mi rompo le palle. La sua presenza silenziosa mi irrita, gli chiedo di andarsene.
Lo fa, dopo qualche giorno va dai suoi. Cambio le serrature.
Decido di staccare completamente, mi pago le ferie con gli strumenti del mestiere in spalla.
Parto con una collega per assistere a dei concerti, ritrovo dei vecchi amici, mi riprendo un po', lavoro in viaggio.


Adesso...ultimi giorni di agosto. Lui a quanto pare passa il tempo ingrassando di fronte alla tv.
Anche se sua madre deve averlo detto in maniera diversa, forse.
Ci rivedremo a fine settembre.
Contatti telefonici ridotti all'essenziale.

Gli ho dato tempo per pensare. Per capire cosa vuole. Lo stesso per me.


La fedeltà...è una cosa che sento davvero, secondo il mio pensiero ha senso di esistere, nonostante le mie esperienze fin dall'infanzia.
Non gli ho mai chiesto di stare con me per sempre, solo di essere onesto.
Essere tradita dopo averci creduto tanto fa male. Tradire per vendetta non mi attira, rinnegherei me stessa.
La vita è una sola e sono contenta di chi vedo allo specchio, non mi sento sminuita o umiliata.


Eppure passo le giornate divorata dal dubbio e scoppio a piangere a caso.
L'uomo prima del tradimento mi ha resa davvero felice, come nessun altro prima. E' ancora lì? Può tornare? Lo rivoglio?
Perchè tradirmi? Per amore? Perchè sono scheletrica e senza tette? Per noia? Perchè gli manca qualcosa?
E' la prima volta che succede? Gli altri anni insieme sono come li ricordo io? Condivisi felicemente?
Voglio delle risposte da lui, voglio capire se ha senso pensare ancora ad un noi.
Se dovessi decidere in questo istante, non riuscirei a ricominciare. Non c'è fiducia.
Non lo so. Stamattina vedevo uno spiraglio per creare un nuovo rapporto, diverso. Forse è solo paura di restare da sola.


L'autocommiserazione e le altalene emotive fanno schifo.


Avrei voluto evitare di sfogarmi, ma questo è il meglio che sono riuscita a tirare fuori.
E scrivo peggio di un cane lo so, scusatemi, ma non buttavo giù un tema da una vita.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
sei ancora a botta calda, nonostante tutto sia esploso a giugno.
Dovete parlare. Devi fargli tutte le domande che vuoi e lui deve rispondere.
Se tu senti l'esigenza di parlare lui deve ascoltare

Credo che dopo questo tempo, anche se a te sembrano minuti, dovete assolutamente vedervi.
Non può parlare con te, non può dirti delle cose se fa il lobotomizzato davanti alla tv, non credi?

Non sai ancora perchè ti ha tradita mi sembra di capire.
 
Z

Zod

Guest
Non siete sposati, non avete figli, what's the problem?

Lo ami abbastanza da perdonarlo? Puoi tornare a fidarti? Ne vale la pena?

No.

Calcione in culo e via ...

S*B



Allora...è dura scrivere come mi sento...in parole povere sono stata tradita dal mio compagno.


Fa male perchè pensavo sinceramente che le cose stessero andando bene.
Ho sempre avuto scarsa fiducia nei rapporti duraturi, non mi sono mai impegnata a lungo e poi è arrivato lui. Sei anni insieme.
Intesa, dialogo, sesso e amore, una quotidianità vissuta senza sentirmi in gabbia! L'idea di avere un figlio! Sparito tutto.
Un anno fa ha una buona occasione sul lavoro, ne parliamo. Lo sostengo.
Si prevede un lungo periodo di stress, orari strani e poco tempo a casa.
E infatti ci avviamo verso mesi di discussioni, suoi crolli nervosi e difficoltà.
Serate passate a consolarlo, altre di litigi, altre ancora normali.


Finalmente si torna a respirare dopo quasi sette mesi davvero tosti, ma c'è qualcosa di diverso, percepisco ansia e nervosismo.
Con la primavera ricominciano i miei brevi viaggi di lavoro, lui è tesissimo come se fosse la prima volta. Cavolo, perchè?


Perchè c'è un'altra, stupida io a non capirlo subito.
Chissà che feste in mia assenza. Incontri senza alibi.
Piacevoli evasioni dalla monotonia perchè ogni lasciata è persa, un momento personale e poi a casa, nessuna fretta.

Che palle organizzarsi per non destare sospetti, un ritorno a quei mesi in cui ogni orario era lecito.
Perchè è allora che è cominciato tutto.

I suoi cambiamenti? Solo stress. Anche 14 ore di lavoro al giorno povero, è un periodo. Tutto passa.
Ma dopo?
La mia prima reazione è stata di disgusto verso i miei sospetti, la sola idea di frugare tra le sue cose un abominio.
Alla fine mi sono stufata dell'incertezza e ho fatto la cosa più banale possibile, ho preso il suo cellulare in mano e ho guardato i messaggi.
Perchè tenerli? Per sospirare rileggendoli?


Uno sfogo...si. Ma stavo già pensando al pancione e alla cameretta del bimbo. Volevo dipingerla io. Veder sfumare tutto mi ha distrutta. Essere mamma, con lui al mio fianco. Patetica.


Ho vomitato e pianto, non stavo così male da anni, da quando i miei hanno cominciato a scannarsi per i tradimenti reciproci.
Delusa, impotente e piena di rabbia come allora. Lui ha ammesso quasi subito, bello togliersi un peso.
Quella sera il mio uomo pieno di vita è sparito, è cominciata la convivenza con uno zombie.


Giugno un inferno. Lui muto, puntualissimo, ordinatissimo.
Sempre in piedi al mio passaggio. In silenzio e sull'attenti.
"ho fatto una cazzata"
"faccio schifo"
"ho provato a chiudere"
"ti prego perdonami"
Non mi da un perchè, non mi incolpa, non mi dice quante volte è successo.
So solo che è stato con una collega. Durante quei mesi in cui sostenerlo mi sembrava naturale. E anche dopo, più raramente, quando ero via.
Non mi rivela altro.
Ci è scivolato sopra? E' cominciata per caso? Capita?
Perchè il sesso fatto tanto per godere lo concepisco, è stato il mio modo di vivere con quasi tutti i miei compagni di letto.
Al massimo c'era sintonia, solo con un altro qualcosa di più. Il resto avventure. Finito il brivido, tanti saluti, nessun dramma.
Amici e amiche fedeli (o presunti tali) mi incitano ad organizzare un rogo. Essere sostenuta così non aiuta.
Chi ammette sbandate mi suggerisce il dialogo per capire se è finita. La telepatia forse.
E lui niente, tace. Eppure non gli salto alla gola, lo prego di dirmi tutto, di darmi una motivazione.


Luglio va meglio. Mi rompo le palle. La sua presenza silenziosa mi irrita, gli chiedo di andarsene.
Lo fa, dopo qualche giorno va dai suoi. Cambio le serrature.
Decido di staccare completamente, mi pago le ferie con gli strumenti del mestiere in spalla.
Parto con una collega per assistere a dei concerti, ritrovo dei vecchi amici, mi riprendo un po', lavoro in viaggio.


Adesso...ultimi giorni di agosto. Lui a quanto pare passa il tempo ingrassando di fronte alla tv.
Anche se sua madre deve averlo detto in maniera diversa, forse.
Ci rivedremo a fine settembre.
Contatti telefonici ridotti all'essenziale.

Gli ho dato tempo per pensare. Per capire cosa vuole. Lo stesso per me.


La fedeltà...è una cosa che sento davvero, secondo il mio pensiero ha senso di esistere, nonostante le mie esperienze fin dall'infanzia.
Non gli ho mai chiesto di stare con me per sempre, solo di essere onesto.
Essere tradita dopo averci creduto tanto fa male. Tradire per vendetta non mi attira, rinnegherei me stessa.
La vita è una sola e sono contenta di chi vedo allo specchio, non mi sento sminuita o umiliata.


Eppure passo le giornate divorata dal dubbio e scoppio a piangere a caso.
L'uomo prima del tradimento mi ha resa davvero felice, come nessun altro prima. E' ancora lì? Può tornare? Lo rivoglio?
Perchè tradirmi? Per amore? Perchè sono scheletrica e senza tette? Per noia? Perchè gli manca qualcosa?
E' la prima volta che succede? Gli altri anni insieme sono come li ricordo io? Condivisi felicemente?
Voglio delle risposte da lui, voglio capire se ha senso pensare ancora ad un noi.
Se dovessi decidere in questo istante, non riuscirei a ricominciare. Non c'è fiducia.
Non lo so. Stamattina vedevo uno spiraglio per creare un nuovo rapporto, diverso. Forse è solo paura di restare da sola.


L'autocommiserazione e le altalene emotive fanno schifo.


Avrei voluto evitare di sfogarmi, ma questo è il meglio che sono riuscita a tirare fuori.
E scrivo peggio di un cane lo so, scusatemi, ma non buttavo giù un tema da una vita.
 

MillePensieri

Utente di lunga data
sei ancora a botta calda, nonostante tutto sia esploso a giugno.
Dovete parlare. Devi fargli tutte le domande che vuoi e lui deve rispondere.
Se tu senti l'esigenza di parlare lui deve ascoltare

Credo che dopo questo tempo, anche se a te sembrano minuti, dovete assolutamente vedervi.
Non può parlare con te, non può dirti delle cose se fa il lobotomizzato davanti alla tv, non credi?

Non sai ancora perchè ti ha tradita mi sembra di capire.
Si, non è ancora passata.
Il problema è che non ne parla, non vuole.
Sono arrivata a supplicarlo, ma lui riesce solo a piangere o ad emettere monosillabi.
Se non si apre non posso capire cosa fare, per questo l'ho mandato via, lontano a schiarirsi le idee.
Averlo intorno è terribile.

E no, non so so ancora perchè mi abbia tradito. Resta un mistero fastidioso da sopportare.
 
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MillePensieri

Utente di lunga data
Non siete sposati, non avete figli, what's the problem?

Lo ami abbastanza da perdonarlo? Puoi tornare a fidarti? Ne vale la pena?

No.

Calcione in culo e via ...

S*B
Guarda, non lo so. E' l'unica persona con cui ho pensato ad un futuro.
In certi momenti ti darei ragione e gli spaccherei i denti.

Poi scoppio a piangere all'improvviso e mi sento di nuovo come la prima sera. Forse solo un po' meglio ecco.
Non so, c'è chi dice che tradire è umano, è vero. Se ho già visto il suo lato peggiore posso pensare ad un nuovo inizio?
 
N

noreg

Guest
scrivi benissimo e lo sai.
hai sostanza da vendere. sai anche questo.

lui adesso ha paura.
è un paradosso: sei tu che devi aiutare lui.
se vuoi.
 

MillePensieri

Utente di lunga data
scrivi benissimo e lo sai.
hai sostanza da vendere. sai anche questo.

lui adesso ha paura.
è un paradosso: sei tu che devi aiutare lui.
se vuoi.

Non lo so...mi sembra di aver scritto cose banali, di essermi lagnata.

Mi sento meglio per aver condiviso tutto, ma anche peggio.
Sto male ma qui c'è gente che ha sopportato prove più difficili. Mi sento come una bambina che vuole ricevere un po' di attenzione.

E...ho davvero provato a parlare con lui, non si vuole aprire, non mi dice niente.
Non mi da un appiglio per essere aiutato! Forse semplicemente non gli interessa.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Si, non è ancora passata.
Il problema è che non ne parla, non vuole.
Sono arrivata a supplicarlo, ma lui riesce solo a piangere o ad emettere monosillabi.
Se non si apre non posso capire cosa fare, per questo l'ho mandato via, lontano a schiarirsi le idee.
Averlo intorno è terribile.

E no, non so so ancora perchè mi abbia tradito. Resta un mistero fastidioso da sopportare.
Tu che lo conosci, perchè credi non ne voglia parlare?
Perchè è confuso tra te e lei, ma non mi sembra.
Perchè si vergogna?
Ecco.
Si vergogna secondo me.

No...dovete parlare. Devo costringerlo con le cattive.
Non potete andare avanti così.
Siete già morta come coppia se non parlate.
Per me è stato basilare parlarne dopo per capire.
E il mio lui pur vergognandosi di quello che aveva fatti, parlava.

Il tyuo compagno non è un traditore quindi davvero credo si stia vergognando e interrogando.
Ma non può fare tutto da solo.
Come nemmeno tu.


Ripeto. Devi costringerlo a parlare
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Non lo so...mi sembra di aver scritto cose banali, di essermi lagnata.

Mi sento meglio per aver condiviso tutto, ma anche peggio.
Sto male ma qui c'è gente che ha sopportato prove più difficili. Mi sento come una bambina che vuole ricevere un po' di attenzione.

E...ho davvero provato a parlare con lui, non si vuole aprire, non mi dice niente.
Non mi da un appiglio per essere aiutato! Forse semplicemente non gli interessa.

gli interessa eccome. Sta come i pazzi. ha ragione noreg.
Devi tu aiutare lui.

Lui non ci sta dentro per niente.
 
N

Noreg

Guest
Non lo so...mi sembra di aver scritto cose banali, di essermi lagnata.

Mi sento meglio per aver condiviso tutto, ma anche peggio.
Sto male ma qui c'è gente che ha sopportato prove più difficili. Mi sento come una bambina che vuole ricevere un po' di attenzione.

E...ho davvero provato a parlare con lui, non si vuole aprire, non mi dice niente.
Non mi da un appiglio per essere aiutato! Forse semplicemente non gli interessa.

quale appiglio vorresti?
quale ti potrebbe bastare?
 

Giulio(40)

Utente di lunga data
Fra il mio primo matrimonio e il secondo una convivenza di nove anni. Sembrava un matrimonio. Vivevamo insieme. Idee che combaciavano, politicamente, e intellettualmente. Insomma, una coppia affiatata. Lei parlava molto. Poi gli ultimi tre anni non serviva nemmeno più parlare perché la si pensava alla stessa maniera. Bastava guardarci. Il sesso era routine: pochi minuti e arrivava un orgasmino simultaneo che ci soddisfaceva. Io guadagnavo molto bene e lei anche. Non ci mancava niente.
Ma... Ma davamo tutto per scontato. Eravamo una medaglia con un lato maschile, io e uno femminile, lei.
Poi arrivò la noia, l'abitudine, la mancanza di novità all'interno della coppia. Non c'era più nulla da inventare. Mi accorsi che avevo bisogno di respirare un pò. Con la scusa del lavoro distante presi un miniappartamento a 100 km da casa. Inutile, dato che in 3/4 d' ora sarei poturo rientrare.
Eppoi arrivò l'altra. Inaffidabile, problematica, ma nuova; frizzante, erotica, porca vera (lo era stata anche l'altra i primi tempi). Ecco i sotterfugi, le bugie. Poi lo scoppio della tragedia. I suoi pianti e le minacce di suicidio. Rientro nella file. Lascio la novità e mi convinco che non si possono buttare via tanti anni insieme. Cos'è -pensavo- il sesso travolgente delle prime volte di fronte all'affetto profondo di una vita insieme collaudata e piena di momenti belli? Errore madornale!!
Arriva una seconda occasione... Evidentemente ero disponibile malgrado i miei sforzi. Reagisco e trovo la voglia di troncare definitivamente. Mi metto insieme a questo nuovo amore.
... Accadde trent'anni fa. Quel nuovo amore è mia moglie ancora oggi. Abbiamo due figli ormai grandi.
A quando un nuovo amore... senile?
 
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MillePensieri

Utente di lunga data
Tu che lo conosci, perchè credi non ne voglia parlare?
Perchè è confuso tra te e lei, ma non mi sembra.
Perchè si vergogna?
Ecco.
Si vergogna secondo me.

No...dovete parlare. Devo costringerlo con le cattive.
Non potete andare avanti così.
Siete già morta come coppia se non parlate.
Per me è stato basilare parlarne dopo per capire.
E il mio lui pur vergognandosi di quello che aveva fatti, parlava.

Il tyuo compagno non è un traditore quindi davvero credo si stia vergognando e interrogando.
Ma non può fare tutto da solo.
Come nemmeno tu.


Ripeto. Devi costringerlo a parlare
Credo che non voglia parlare per vergogna, sa come sono stata male per i tradimenti dei miei.
Ma d'altro canto non credo che avrebbe troncato con l'altra se non avessi scoperto tutto.
E non l'ho messo sotto sorveglianza, dopotutto lavorano insieme.

Non mi sembra più felice, ma non godo del suo dolore.
Sto davvero male, vorrei parlare con lui, sentire cosa ha da dire, essere partecipe dei suoi ragionamenti!
Non saprei come costringerlo! Sono passata dalle scenate dei primi giorni alle chiacchierate tranquille di giugno.
Il bondage? Può aiutare? :eek:

E hai ancora ragione, se non ne parliamo al più presto non so se si potrà fare qualcosa.
Ho bisogno di sentirlo parlare anche solo per decidere di chiudere definitivamente.

gli interessa eccome. Sta come i pazzi. ha ragione noreg.
Devi tu aiutare lui.

Lui non ci sta dentro per niente.
No, non ci sta dentro, si è lasciato andare.
Per come è messo ora credo che non reagirebbe neppure se lo schiaffeggiassi.

Hai ragione devo vederlo, al telefono continua con il mutismo.

Cavolo mi fate piangere e riflettere, vi amo già tutti. Anche se la gola sembra piena di rasoi ora:incazzato:
 

Giulio(40)

Utente di lunga data
Ci sono tradimenti che sono solo una botta di vita e non lasciano traccia e tradimenti che arrivano perché la storia è finita.

Consiglio all'amica di guardare bene sia dentro se stessa che cercare di capire bene lui, perché se la storia è al capolinea voler seguitare potrebbe significare entrare in un incubo.


Mille volte meglio sei mesi di solitudine che seguitare a tenere in piedi una storia col nastro adesivo. A volte la persona tradita tenta di ricostruire ad ogni costo per orgoglio ferito, per delusione, per incredulità, ma non sempre è possibile.
 

MillePensieri

Utente di lunga data
quale appiglio vorresti?
quale ti potrebbe bastare?
Una crepa nella sua corazza! Quando dico che sta zitto, vi giuro che non dice una parola.

Ci ho messo giorni per farmi dire due cose!
Ho provato con le urla, con serate tranquille, ma niente.

Le suppliche lo fanno stare peggio, non so cosa provare. Spero che non vedermi per un po' gli abbia dato il tempo di sciogliersi! Ma Tebe giustamente mi incita ad agire! Non so più come però.
 

Monsieur Madeleine

Utente di lunga data
Purtroppo sulla mia pelle ho provato tanto il silenzio quanto l'autoassoluzione di chi mi ha fatto del male.
Istinto di sopravvivenza, senza dubbio.
Tacciono per vergogna, poi riescono a ribaltare i ruoli e diventano per assurdo loro le vittime!
Io lo lascerei nel suo brodo con un breve discorso: sai dove trovarmi se hai intenzione di riprendere a comunicare, altrimenti, ognuno per la sua strada.
Se lui ha scelto di far la vittima, non lasciargli spazio che non sia per il dialogo. Non finire a farti per assurdo che possa sembrare, dei sensi di colpa per come lui sta adesso. Non servirebbe ad altro che a farlo sentire al sicuro. Poi rischierebbe di arrivare pure l'arroganza.

Tutto questo detto chiaramente senza conoscere né te né lui, ma solo sulla base di esperienza mia e di lettura di storie simili.
 

Giulio(40)

Utente di lunga data
Tacciono per vergogna, poi riescono a ribaltare i ruoli e diventano per assurdo loro le vittime!
.

A volte per lasciare all'altro di prendere un' iniziativa, perché non ha il coraggio di prenderla lui e di motivarla.

Quando un amore finisce e non si ha il coraggio di chiudere il silenzio è una tattica frequente.
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Ci sono tradimenti che sono solo una botta di vita e non lasciano traccia e tradimenti che arrivano perché la storia è finita.

Consiglio all'amica di guardare bene sia dentro se stessa che cercare di capire bene lui, perché se la storia è al capolinea voler seguitare potrebbe significare entrare in un incubo.


Mille volte meglio sei mesi di solitudine che seguitare a tenere in piedi una storia col nastro adesivo. A volte la persona tradita tenta di ricostruire ad ogni costo per orgoglio ferito, per delusione, per incredulità, ma non sempre è possibile.
Non riprendo la tua risposta precedente, ma non mi sentivo intrappolata nella monotonia, il dialogo c'era , non sempre la pensavamo nello stesso modo e il sesso mi piaceva ancora, mi appagava. I casi possono essere tanti:
-ha il terrore che gli cavi gli occhi e mi ha mentito sopportando la noia a casa e soffrendo a letto
-ha avuto una sbandata
-la ama
-è arrivato a concepire sesso e amore come cose diverse
-gli alieni lo hanno ipnotizzato
non lo so, davvero non lo so, non parla

Non voglio ricostruire a tutti i costi, voglio capire.
Ho già visto dove sono finiti i miei provando a restare insieme per anni, no grazie.
Voglio poter prendere una decisione sentendo la sua versione e valutandola.

Se tace perchè è finito tutto allora io ho di meglio da fare nella vita, non sono una martire, come ha suggerito Zod, calcione e via.
 
Ultima modifica:

MillePensieri

Utente di lunga data
Purtroppo sulla mia pelle ho provato tanto il silenzio quanto l'autoassoluzione di chi mi ha fatto del male.
Istinto di sopravvivenza, senza dubbio.
Tacciono per vergogna, poi riescono a ribaltare i ruoli e diventano per assurdo loro le vittime!
Io lo lascerei nel suo brodo con un breve discorso: sai dove trovarmi se hai intenzione di riprendere a comunicare, altrimenti, ognuno per la sua strada.
Se lui ha scelto di far la vittima, non lasciargli spazio che non sia per il dialogo. Non finire a farti per assurdo che possa sembrare, dei sensi di colpa per come lui sta adesso. Non servirebbe ad altro che a farlo sentire al sicuro. Poi rischierebbe di arrivare pure l'arroganza.

Tutto questo detto chiaramente senza conoscere né te né lui, ma solo sulla base di esperienza mia e di lettura di storie simili.
Si, l'unico spazio che gli concederei sarebbe per dire la sua. Starei anche ad ascoltare un discorso accusatorio, ma mi serve qualcosa per non prendere una decisione unilaterale.
 

Monsieur Madeleine

Utente di lunga data
A volte per lasciare all'altro di prendere un' iniziativa, perché non ha il coraggio di prenderla lui e di motivarla.

Quando un amore finisce e non si ha il coraggio di chiudere il silenzio è una tattica frequente.
A volte si, ma io penso a quei casi come il mio nei quali si palesa una forma di "parassitismo" emotivo/affettivo. In questi casi il fedifrago pretende che basti dare un colpo di spugna per poter ricominciare daccapo. Tace per non mettersi in discussione, perchè non ha alcuna intenzione di cambiare le cose da come stavano "prima". A lui/lei va bene (eccecredo) di ritornare alla situazione precedente al tradimento, e per farlo deve dimenticare e pretende, senza metterci nullo sforzo di proprio, che altrettanto faccia il partner tradito. Se questo non lo fa, ecco che scatta il meccanismo della colpa ribaltata!
 

Monsieur Madeleine

Utente di lunga data
Si, l'unico spazio che gli concederei sarebbe per dire la sua. Starei anche ad ascoltare un discorso accusatorio, ma mi serve qualcosa per non prendere una decisione unilaterale.

Ma certo! Anche le accuse servono per chiarire le cose. Almeno uno sa come la pensa l'altro!
La decisione unilaterale invece è proprio quello che cercano quelli che si trovano in colpa. A quel punto, quando si sentono lasciati, parte il dito puntato: "ecco, non hai saputo/voluto darmi un'altra chance!"

Ma vaffanculo, va.
 
Stato
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