Ciao a tutti. Vivo da circa tre anni una relazione con una donna, nata dopo la separazione con mia moglie. Apparentemente una persona tranquilla e amorevole. Di fatto una donna con tanti problemi ( e chi non ha ). Ho dato tanto in questo rapporto, ma piano piano senza che me ne accorgessi, essendo io una persona molto tollerante, si è venuta a formare una relazione manipolativa: ovvero lei mi manipola per ottenere ciò che vuole. Tra le tante cose spesso si lamenta di me, anche se sono certo di avere tutte le giuste attenzioni nei suoi riguardi. E' come se avesse guadagnato gradino dopo gradino posizioni sempre più privilegiate nei miei riguardi. Certo anche io ho la mia forza, che si manifesta attraverso dei contentini. E' una questione caratteriale, io ritengo che qualunque relazione conflittuale, costando troppo in termini di perdita delle serentià, vada evitata spostandosi sempre verso posizioni più tolleranti. Ad esempio pochi mesi fa ho scoperto che chattava con un suo ex amante, e quando l'ho scopetro ha inventato un sacco di bugie. Poi messa alle strette ha recitato il solito copione: "ma non è come pensi tu", "si è trattato solo di qualche chat", "non c'era nulla di male, ho avuto un comportaento infantile". Una cosa è certa, la sua consapevolezza della malafede, infatti, è stata molto accurata nel cancellare le tracce. Inoltre il nostro rapporto sessuale è una frana, certe volte mi rifiuta proprio. Per evitare queste spiacevoli esperienze facciamo l'amore solo quando lo desidera lei. Di recente ho scoperto che affermava ad una sua amica, in chat, che non era innamorata di me, non aveva attrazione fisica, e non mi sopportava. Preciso che questa cosa è stata letta da me in sua presenza, durante una manutenzione al suo telefono cellulare, richiesta da lei. Poi mi ha detto che avevo inteso male quello che stavo leggendo. Chiaramente la mia prima osservazione è stata quella di sorridere e di chiederle chi glielo fa fare di stare con una persona così? Lei ha replicato dicendo che avevo inteso male quello che avevo letto, e vi assicuro che ho riportato le testuali parole. Il problema è che quando più volte sono stato sul punto di mandarla a quel paese è intervenuta la compassione verso di lei, che nella vita ha subito ( a detta di lei ), diversi abbandoni, dei quali uno molto antico e grave per la perdita di un genitore. Insomma l'ultima volta a maggio, stavo per mollarla ma non ce l'ho fatta, lei soffriva e mi chiese di aspettarla perchè era in procinto di iniziare una psicoterapia nella quale voleva risolvere il problema del suo rifiuto sessuale. Non volevo ricascarci ma così fu. Così siamo rimasti ancora insieme. Fino ad oggi non è cambiato nulla, tutto come prima se non peggio. Ieri sono stato con lei alla sua seduta di psicoterapia dopo sue insistenze e ho scoperto che dopo tre mesi non aveva mai fatto menzione del "rifiuto sessuale", anzi su mio invito ne parlò per la prima volta. Io ho la chiara consapevolezza che questo stallo non sia risolvibile, e credo che nel bilancio la cosa migliore sia quello di troncare qui. Credo che nelle relazione il rispetto nei confronti della persona vicina sia il primo ingrediente. Il mio desiderio è quello di liberarmi di lei. Sono certo che questo avverrà con mia grande sofferenza, ma devo troncare per ricominciare. La mia è una richiesta di aiuto per avviarmi in quella direzione e sarà un bene per me e per lei.