non sono d'accordo perchè le situazioni proposte sono totalmente diverse.
nel caso della ragazza di Roma la gente non si ferma perchè interpreta male le grida della ragazza. è ragionevole pensare che sia stata scambiata come una che faceva da esca per dei rapinatori.
nel caso di Kitty non c'è margine d'interpretazione. c'è una donna che verosimilmente grida "aiuto mi hanno pugnalata"
c'è gente che la vede ferita e non si muove. e la lascia consapevolmente al suo destino.
l'effetto spettatore nel primo caso, non è richiamabile. proprio perchè non c'è certezza che qualcuno abbia capito cosa stesse per accadere. anzi.
Ciao
il termine lo trovo molto infelice, a dire il vero. È fuorviante. E la letteratura e i vari studi a riguardo riportano come l'aiuto viene spesso a mancare nelle più variate situazioni. Non per nulla a scuola è obbligatorio trattare come valutare le situazione, come reagire e come chiedere aiuto. Perché è un fenomeno risaputo. E non si sa ancora bene, che cosa sia che fa reagire in tal modo. Credo, che siano più fattori che s'intrecciano. E a secondo, prevale uno e nell'altro caso un'altro aspetto.
Il fattore che descrivi tu, della fiducia che trasmette la vittima più o meno, cade anche sotto questo tipo di fenomeno che viene definito così. È un fenomeno complesso, non ridotto a due o tre determinanti.
Qui, un video di come a Londra si aiuta a secondo se il soggetto ispira fiducia ... detto e ridotto in questo caso al minimo.
[video=youtube;OSsPfbup0ac]https://www.youtube.com/watch?v=OSsPfbup0ac[/video]
sienne