Allora rifocalizzo un attimo la discussione se non altro per una questione di rispetto nei confronti di quelli che vengono etichettati come "traditi" e per riportarla sul suo binario.Non c'è bisogno di chiedere scusa...
Eh, ma qui non è che ti viene detto o ti si risponde solo ai quesiti che poni, è inevitabile che la discussione si allarghi ed entrino anche considerazioni di carattere 'personale' e/o 'etico'.
Non mi vanto di essere un amante e la cosa mi lacera parecchio dentro. Ho valori forti che mi guidano nelle mie scelte, ma la parola "etica" non mi piace perché mi suona troppo di regole imposte.
Ok l'etica, come la definite voi, l'onore delle armi, come lo chiamo io, non è mai stata il mio forte, ma nella vita ho imparato che il rispetto lo si dà alle persone che lo meritano.
E io il marito non lo rispetto. Ma non perchè sia il suo. Non lo rispetto come non rispetto altri uomini con le sue stesse caratteristiche. E ne parlo male allo stesso modo. E non è che perchè sono il terzo incomodo allora non devo parlare male di lui. Lo faccio invece. Mi dispiace ma sono fatto così.
Etico o non etico le cose stanno così
Avete ragione, lui resta il marito ed io il terzo incomodo e dovrei stare zitto e muto perchè "mi scopo la moglie".
Ma vi domando. Cosa fa essere marito? Un "si" pronunciato in chiesa? Credo che se ti assumi la responsabilità di farti una famiglia e poi te ne freghi (anche economicamente si intende) allora forse io questo rispetto non te lo devo. E quindi il discorso etico io lo butto giù
Non sono il tipo d'uomo che corteggia spose felici in cerca d'emozioni e francamente la tipologia del marpione non mi si addice. Non sfascio le famiglie per cercare emozioni nuove o per sentirmi più macho. Questa storia è cominciata per sbaglio come milioni di altre e non ho mai pensato che fosse più speciale di altre e per questo più "giustificabile". Non cercavamo sesso o avventure. Ci siamo conosciuti, apprezzati un pò alla volta, compresi ed amati.
Ciò detto, sono consapevole del fatto che dall'altra parte c'è un uomo che comunque, se la moglie prenderà questa decisione, soffrirà come un cane, e verso il quale mi sto comportando comunque scorrettamente (e credetemi, io sono uno che se non ha il biglietto dell'autobus va a piedi...).
Sono consapelvole che il mio non è un comportamento onorevole e forse parlarne qui è sbagliato, perchè i comportamenti come i miei sono quelli che generano sofferenza ai "traditi" di questo forum.
Ma non mi cospargo il capo di cenere.
Ho fatto una scelta. Non sto con lei per sesso.
So che non tutto quello che mi dice è vero. Però di quello che è il marito nella sua vita mi fido, ed ho visto con i miei occhi credetemi.
Poi voi potete dirmi quello che volete, che a lei è stato bene fino ad oggi, etc. etc.
Avete ragione, ma io devo cercare nelle sfumature e credo che Lei non sia una brutta persona nonostante il tradimento, ma che sia diventata più vittima di una situazione che altro.
Ora non riapriamo il discorso del "tu come fai a saperlo"...
Ragazzi tocca che un pò anch'io mi fido.
Per il futuro...
Separarci o non separarci per costringerla a scegliere?
Non lo so. Chiaro che ho paura di perderla. Ma non è una questione di aver paura della solitudine intendiamoci.
Non so per quale assurdo motivo ma mi corteggia pure la benzinaia. Non è che ho trovato questa donna e mai più ne troverò in vita mia.
Il fatto è che io non voglio costringerla, tutto qui.
Credetemi, posso convincere la gente a fare quello che mi pare. Sono un manipolatore come pochi e se volessi l'avrei già convinta a fare il grande passo. Ma che senso avrebbe tutto ciò?
Voglio che lei liberamente prenda questa decisione in un tempo ragionevole, anche per una questione di correttezza nei confronti del tanto denigrato marito.
E se così non sarà allora mi guarderò attorno e mi rifarò una vita in un'altra direzione.
Le personalità delle persone coinvolte sono diverse, non siamo tutti uguali, alcune persone in una settimana decidono e buttano all'aria matrimoni di anni, altre non hanno il coraggio di farlo e restano a patire per una vita.
Altre hanno bisogno di una spinta.
Mi vedo così, come quella spinta nella sua vita.
Ma il salto voglio che lo faccia lei. Io se vuole sarò pronto ad afferrarla.
Infine sui miei toni e sugli argomenti...
Chiedo scusa per la parolaccia (anche se credo ed applico fortemente il turpiloquio come forma di comunicazione ma qui sono ospite e devo rispettare tutti ).
A provocazione rispondo con provocazione, ma mai prendendola come un fatto personale.
Se qualcuno mi dice che eticamente sono una schifezza non me la prendo. Ha ragione.
Però se uno me lo dice con un tono provocatorio mi difendo... e so farlo decisamente bene...
Se qualcuno ha una brutta opinione di me può farlo tranquillamente, non sono qui per essere bello e simpatico a tutti (anzi non lo sono nemmeno nella vita). Non me la prendo.
Però vi chiedo di non globalizzare il giudizio.
Se ci limitiamo a questa faccenda. allora parliamo del fatto che sia o meno etica.
Ma se noto che il giudizio transcende e si mira a giudicare la mia persona solo in base a questo episodio, lo ritengo offensivo e mi difendo.
Ciò detto ringrazio comunque tutti.
La mia situazione comunque non è semplice e mi genera confusione e sofferenza.
Ogni critica, ogni suggerimento, mi offre una nuova prospettiva dalla quale analizzare la cosa.
Poi posso essere o meno d'accordo, ma credetemi, rispetto ognuno di voi e le vostre storie personali (le ho lette tutte in questi mesi e so che sono comunque storie di sofferenza e percorsi diffici) e tengo presente ogni spunto che mi offrite.
Quindi grazie a tutti per la partecipazione a questo thread in cui in teoria non doveva scorrere sangue
Spero di poter un giorno essere utile a voi come voi lo siete a me
Con affetto
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