Se non ricordo male era un pomeriggio d'estate e l'onda veniva da est. Il terrazzo è quello della villa di mio zio, dove io ed i miei cugini passavamo l'estate quando eravamo piccoli. Mi sono svegliata prima di poter vedere gli effetti, ricordo solo acqua in movimento intorno a me e gente (miei parenti più alcuni loro vicini) che gridava e piangeva. Io ero piuttosto tranquilla, o almeno mostravo di esserlo, quasi sicura che l'acqua non ci avrebbe travolto.
Per quanto riguarda la tranquillità vissuta nel sogno, è stato simile. Infatti nei due episodi principali non ho mai veramente tentato di fuggire - era quasi una fuga da gioco. Ma conosco il sentimento anche dal vivo - sentirsi impotente contro un evento di mostruosa imponenza.
Nel primo sogno mi sono barricato dietro alla recinzione, ma ho anche osservato con interesse tutto l'avvenimento, le pareti ripide del fronte dell'onda, gli oggetti gallegianti, i riflessi di luce, il rumore dell'acqua, il vento salmastro.
Nel secondo sogno mi trovavo in collina e ho avuto una percezione diversa. L'arrampicata nell'albero era simbolica, era la migliore cosa che potevo fare.
In nessuno dei due casi ho sentito panico. Tuttavia, l'impressione realistica e tutti i sentimenti correlati, la valutazione della situazione, il tentativo di fuga, la resa finale e l'accettazione della morte ha lasciato una traccia profonda.