danny
Utente di lunga data
Mi viene voglia di mettermi con te e tradirti, così per vedere cosa combini.Tu credi che mi fermerei alla macumba?![]()
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Mi viene voglia di mettermi con te e tradirti, così per vedere cosa combini.Tu credi che mi fermerei alla macumba?![]()
No davvero non ti conviene. Salvati.Mi viene voglia di mettermi con te e tradirti, così per vedere cosa combini.
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E' una considerazione che fa pensare.Io do un altro significato al superare un tradimento.
Anche la separazione può essere un sintomo di avere superato il tradimento, se viene messa in atto perché si comprende che il tradimento è avvenuto come conseguenza della perdita del significato che per sé deve avere la coppia.
E' un fallimento. Da non separata, ma traditrice, sento di avere fallito. O meglio, ho fallito, c'è poco da dire.Invece, sul piano emozionale credo che, in realtà, la separazione comunque sia una certificazione del fallimento della coppia e del progetto che era stato elaborato., ma lascia degli strascichi emotivi che, pure se superati con nuove esperienze di coppia, comunque cambiano il modo di ragionare.
Evidentemente hai scelto di privilegiare il tuo benessere temporaneo al benessere di coppia/famiglia.E' un fallimento. Da non separata, ma traditrice, sento di avere fallito. O meglio, ho fallito, c'è poco da dire.
Sai, credo che nessuno abbia capito (ed accettato) che nella vita i "fallimenti" (piccoli o grandi che siano) sono inevitabili. Quando si agisce non c'è la garanzia di alcun risultato, solo aspettative, la realizzazione delle quali dipende solo in parte da te e, invece, molto dagli altri.E' un fallimento. Da non separata, ma traditrice, sento di avere fallito. O meglio, ho fallito, c'è poco da dire.
Non riuscivo ad avere un benessere di coppia senza stare bene io. Tutto qui.Evidentemente hai scelto di privilegiare il tuo benessere temporaneo al benessere di coppia/famiglia.
Non riuscivo ad avere un benessere di coppia senza stare bene io. Tutto qui.
Esistono persone che cercano il fallimento, inconsciamente.Sai, credo che nessuno abbia capito (ed accettato) che nella vita i "fallimenti" (piccoli o grandi che siano) sono inevitabili. Quando si agisce non c'è la garanzia di alcun risultato, solo aspettative, la realizzazione delle quali dipende solo in parte da te e, invece, molto dagli altri.
Quindi, mia riflessione, i "fallimenti" (come tutti gli errori, in genere) sono anche occasione di apprendimento, di miglioramento o comunque di crescita.
Certo, se verso la fine ti rendi conto di essere diventato un/a collezionista di "fallimenti", qualche preoccupazione ti dovrebbe venire.
Mi sarebbe piaciuto trovarlo in coppia. Non sono stata abbastanza abile, evidentemente.scusa ma fa ridere.
Il benessere personale, quando si è in coppia, va ricercato e costruito nella coppia.
Prevalentemente non è questione di abilità, ma di mancanza di coraggio o di eccesso di delicatezza nei confronti dell’altra persona.Mi sarebbe piaciuto trovarlo in coppia. Non sono stata abbastanza abile, evidentemente.
Sulla consapevolezza ho qualche dubbio.Esistono persone che cercano il fallimento, inconsciamente.
Invece ho letto (e sentito) tanti casi di persone che cercano il fallimento. Il caso più evidente (ovviamente a chi non ha quel tipo di dipendenza) è quello dei ludopatici. Non sono tutti (basterebbe pensare a Vittorio De Sica) degli sciocchi sprovveduti, eppure la sfida alla “fortuna” per ottenerne i favori è fortissima, quanto il desiderio di conferma di essere sfortunati. È una cosa nota a chi si occupa di dipendenze, siano per il gioco d’azzardo, sostanze o disturbi del comportamento alimentare.Sulla consapevolezza ho qualche dubbio.
Temo che l'inconsapevolezza sia parente della cretinaggine.
Diciamoci la verità, visto che siamo tutti grandi e svezzati dalla vita, il momento di "follia" può capitare pure ad uno che vive in odore di santità. Figuriamoci ad uno abbastanza nella normalità. E le motivazioni possono essere così spicciole ed inconsistenti da pensare che siano incomprensibili agli altri.
Il problema eterno (individuale, solo individuale) è come gestisci i c.d. freni inibitori, cioè la consapevolezza che le conseguenze del tuo agire rompendo le "regole" (una condizione di equilibrio esistenziale) possano essere estremamente sgradevoli e che ti ricadano addosso psicologicamente (ad es. se vieni sgamato, perdi ogni fiducia, provochi dolore).
Se poi, avuta la "botta di vita" ci prendi gusto e perseveri, in quel caso le "regole" le hai abbandonate ed hai compiuto una scelta esistenziale. Parlo di relazioni che durano mesi ed anni. Hai abbracciato una serie di nuove "regole", più convenienti per te. Sei divenuto diverso rispetto al partner, a come eri prima.
E in quel caso, se non rendi la scelta palese (abbandonando la relazione ufficiale) ti incammini per un percorso che - almeno per come la penso - non ha via d'uscita, ti trovi a continuare vivendo tra eccitazione o paura in un gioco perverso. Che per uno come me, che il senso del dovere morale ce l'ha, è un brutto modo di vivere.
Poi, ognuno ha i suoi gusti.
Per questo ho applicato sempre una specie di regoletta aurea che vado diffondendo tra i conoscenti: se vieni tradito o tradisci in modo durevole (oltre le 2-3 volte al massimo con la stessa persona) è quasi matematico che, superando il tradimento senza lasciare il partner ufficiale ti vai a fare del male (anche a medio e lungo termine) quasi certamente. Perché vivrai sempre a metà, a scartamento ridotto, illudendoti di aver realizzato il trionfo della complementarietà (relazione ufficiale + relazione extra). In realtà, ti stai drogando e non esci intatto dalla dipendenza (IMO, ovvio).
La separazione è una conseguenza.Io do un altro significato al superare un tradimento.
Anche la separazione può essere un sintomo di avere superato il tradimento, se viene messa in atto perché si comprende che il tradimento è avvenuto come conseguenza della perdita del significato che per sé deve avere la coppia.
Tocchi per me un tasto doloroso, credo di averlo già raccontato.Invece ho letto (e sentito) tanti casi di persone che cercano il fallimento. Il caso più evidente (ovviamente a chi non ha quel tipo di dipendenza) è quello dei ludopatici. Non sono tutti (basterebbe pensare a Vittorio De Sica) degli sciocchi sprovveduti, eppure la sfida alla “fortuna” per ottenerne i favori è fortissima, quanto il desiderio di conferma di essere sfortunati. È una cosa nota a chi si occupa di dipendenze, siano per il gioco d’azzardo, sostanze o disturbi del comportamento alimentare.
Questo senza andare nemmeno a sfiorare il comportamento sessuale o il conflitto sul lavoro.
Chi è davvero sprovveduto o grave non considera nemmeno la possibilità di una terapia, proprio nel timore di perdere la dipendenza.
Concordo infatti con la parte un grassetto.
Grazie del prezioso consiglioNo davvero non ti conviene. Salvati.![]()
Ovvio.Non riuscivo ad avere un benessere di coppia senza stare bene io. Tutto qui.
Ricordo la tua vicenda.Tocchi per me un tasto doloroso, credo di averlo già raccontato.
Hai ragione, non sono tutti sciocchi i ludopatici, sono malati.
Ma non se ne rendono conto, in moltissimi casi.
Sono persone che sono cadute in dipendenza e non ne riescono ad uscire fuori da sole.
L'ho realizzato chiaramente frequentando (per informarmi) per oltre un anno le riunioni dell'associazione AL.-ANON presso le sedi degli Alcolisti Anonimi, dove vengono trattate (in applicazione dei famosi 12 passi) molte forme di dipendenza, compresa quella del gioco d'azzardo.
In una delle tante conferenze alla quale ho partecipato, ho appreso da una relatrice donna come molte dipendenze (raccontava la sua esperienza) fossero collegate e quanto sia facile che, partendo dalla ludopatia, si possa passare a drogarsi, alla dipendenza sessuale, ecc.
Non era una mia curiosità ma era frutto della necessità di capire e di orientarmi (insieme a mia figlia), avendo avuto accanto una moglie che, già immersa nella depressione era divenuta pure ludopatica (credo poco prima di tradirmi) e, di nascosto, si è giocata tutto quello che aveva ed ha continuato nel tempo - dopo che me n'ero andato definitivamente da casa - fino a toccare il fondo (vendersi gioielli, mobili e quadri, rivolgersi a strozzini, mettere ipoteche sulla casa di proprietà, ecc.). Non so quali altre cose abbia combinato, da sola. Io non ero più accanto a lei.
Quando, rimasta sola, senza un soldo e piena di debiti, ha dovuto rivolgersi a nostra figlia (probabilmente vergognandosi di rivolgersi a me), questa mi ha chiamato ed abbiamo dovuto impostare insieme una strategia di uscita dall'inferno nel quale si era cacciata.
Ci siamo riusciti, ma non è stato facile.
L'unico effetto positivo emerso da quel grande casino è che ho stabilito una bella relazione con nostra figlia, con la quale sono entrato in grande confidenza, da adulto ad adulto.
Ed è la cosa più bella che ho provato nella vita, veramente.
Quando la coppia comincia a diventare una scelta obbligata c'è già un problema.Evidentemente hai scelto di privilegiare il tuo benessere temporaneo al benessere di coppia/famiglia.