Mary The Philips
Utente di lunga data
Ma tu parti dal presupposto che il tradito sia al corrente del tradimento, nessuno qui ha parlato di far finta di nulla. Nella maggioranza dei casi si cade dal però a scoprire certe cose perché il partner era stato prefigurato o idealizzato a modo proprio. Se proprio vogliamo dare delle colpe allora facciamolo per l'illusione che quasii sempre il tradito produce, va da se però che questa non può essere considerata una colpa. C'è un momento più o meno lungo in cui, nonostante gli evidenti segnali di una crisi, il tradimento non viene contemplato perché il tradito fedele è l'ultima cosa che andrebbe a pensare. Un onesto tende a valutare l'esterno in base alla propria indole, alla fine le le però arriverà sempre alla verità. Tranne i casi di e rincoglionimento totale, ma anche li e soprattutto non puoi parlare di colpe.
Si, nel pre-tradimento il tradito potrebbe non avere colpe, ognuno deve guardare le proprie mancanze.
io parlo del post tradimento, il distruggersi per anni appresso a persone che non ci amano come vorremmo, quella è colpa, si continua a puntare il dito al traditore come se ci costringesse a vivere la vita di stenti (emotivamente parlando) che si vive, invece no! La responsabilità è tanto dei traditori quanto dei traditi, se non si fa questo passaggio e ci si assume le proprie responsabilità non si volta pagina.
alcune persone per assurdo potrebbero anche essere felici di vivere una vita "triste" per 1000 motivi, ma a mio parere bisognerebbe prenderne consapevolezza, in modo da scegliere in libertà quale vita vivere.
Secondo me sono convisibili entrambe le riflessioni.
Una sana rimessa a punto della relazione nella quale si è incuneato il tradimento, con tanto di analisi anche da parte dell'"innocente", è auspicabile, perchè fossilizzandosi nella posizione di colui a cui è stato fatto il torto ed elevandosi a elemento a cui spetta il risarcimento, non si va molto lontano, si rischia di ristagnare nei secoli dei secoli. Una coppia è composta da due persone e quando qualcosa si rompe entrambe ne hanno la responsabilità. Banalissimo, lo so, e ci sto mettendo mesi a fare mia tale analisi, perchè credo sia il passaggio obbligato necessario per rimettere la palla al centro. E' verissimo che se uno dei due perde la brocca e fa il coglione in giro è parte attiva del disastro, ma è pur incontestabile che lo spazio nel quale si muove (emotivo soprattutto) è il frutto della non pienezza della relazione di base, di qualcosa che è venuto a mancare e di cui sono responsabili entrambi. Poi ognuno stabilisce le sue percentuali: 50 e 50? 40 e 60? 20 e 80? , ma nessun tradito si può chiamare fuori da quello che è successo; dopo il tempo della disperazione e della rabbia deve venire quello dell'autoesame di coscienza, schietto e onesto, che nulla toglie alla gravità del tradimento, ma aiuta in un'osservazione diversa da quella dal profondo del baratro. E aiuta a scegliere cosa fare della propria vita una volta caduto il mito a cui abbiamo creduto di nostra sponte, oviamente supportato dalle "promesse" dell'altro.
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