Concordo sul fatto che un sentimento è quello che è. Cioè, non ci perdo nemmeno il tempo a discuterne. Dal mio punto di vista un sentimento è sempre lecito. Il problema nasce quando l'espressione del sentimento costringe a patti o compromessi nella valutazione di quelle che tu chiami conseguenze pratiche. Le conseguenze non sono soltanto pratiche, al limite puoi fare in modo che restino confinati come tali. Ma sinceramente di gente infallibile io non ne conosco.
Dato che stiamo parlando di sentimenti che, voglio ricordare, corrono su binari paralleli, semmai e per onestà intellettuale io mi farei domande sulla loro importanza e autenticità, soprattutto quando alcuni escludono o, quantomeno, influenzano degli altri. Perché se è vero che in fin dei conti l'amore è il coadiuvante della spinta sessuale, allora temo che certi sentimenti sono ad alto rischio di strumentalizzazione. E qui torniamo sul discorso della convenienza, personalmente starei molto attento a tirarli in ballo. Sono "strumenti" (non è una contraddizione) che concorrono in tutta la gamma dei rapporti umani, alcuni di questi richiedono scelte ben precise per essere compiuti. Senza svalutare o mortificare i sentimenti che si possano provare nei diversi frangenti della vita.
Infatti è la compiutezza dei sentimenti infusi in certi rapporti che mi suscita interesse. Posso dirti che si possono provare sentimenti che, valutate le conseguenze, non possono essere compiuti. O meglio, a seconda del proprio codice etico, si sceglie se compierli o meno, oppure più banalmente, prenderne solo la parte che ci conviene fatto salvo, poi, il rischio di sbatterci i denti se qualcosa va storto (che in realtà sarebbe comunque il compimento nel bene o nel male nel verso giusto).