L'amico onestone

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D

discantato

Guest
Piccolo riassunto della mia storia: ormai quasi sei anni fa, mentre lei è incinta, ho una tentazione che è valsa come un tradimento. Segue una prematura e avventata riconciliazione, nasce la bimba e le cose vanno avanti, deteriorandosi, per un pò. Ci trasferiamo e le cose peggiorano, il rancore e la mia stupidità se la mangiano dall'interno fino a quando arriva il di lei tradimento. Non dura molto (causa anche la distanza) ma la porta a mettere una pietra sul nostro rapporto. Io, come sempre in questi casi, comprendo una tonnellata di errori fatti ma ormai fuori tempo massimo. Per un pò lei resta nella mia stessa città trovandosi un toyboy.Questo ormai due anni e mezzo fa. Un anno dopo, concausa il lavoro, torna nella sua città con la bimba che fino a quel momento, pur in case diverse, abbiamo continuato a seguire equamente. Io, non potendomi ritrasferire su due piedi, per un anno faccio su e giù. Negli ultimi sei mesi riprovo a ricomporre con più decisione, salgo a pasqua e quindi un mese dopo il compleanno della bimba. In tutto questo marasma trovo appoggio e conforto da un amico (quelli che ti ascoltano, consigliano, vacanze insieme etc...) ma quest'ultima volta sono ospite a casa della mamma dove c'è anche il mio amico che momentaneamente sta senza casa. Due giorni dopo il mio arrivo lui mi dice che "si è innamorato" e che da un po è intimo con la di me ex (mentre lei continua a ripetere che non si sente in grado di legarsi con nessuno) e comincia a straparlare su mia figlia. Mando giù il rospo, organizzo la festa con la mamma tentando di non scompensare troppo quindi vado ospite da altri amici. A lui chiedo di lasciarmi stare e, soprattutto di evitare di parlare a cazzo di mia figlia. Lui però continua a cercarmi e straparlare fino a quando sbrocco e ci meniamo. Li per li sembriamo esserci capiti, io qui e tu li. Adesso sono tornato con mia figlia alla mia città dove passeremo le vacanze. Io mi sto preparando a trasferirmi per l'inverno nella stessa loro città avendo capito che il padre è un impegno a tempo pieno. Con lei quindi ho ridotto e focalizzato il rapporto su nostra figlia e, tutto sommato, come si dice qui, non mi capita troppo spesso di andare in embolo. Lui invece mi sta facendo ammattire, continua a cercarmi come se nulla fosse successo. Se chiedo spiegazioni mi risponde che tanto "stavo già bevendo il calice amaro" e se mi permetto di dire che ogni azione ha la sua conseguenza quindi di andarsene affanculo si risente, salvo poi tornare alla carica due giorni dopo. Ieri l'ultima.

Ora il problema è questo: continuando di questo passo corro il serio rischio di odiarlo ma se il suddetto giuda diventa il compagno fisso della mamma di mia figlia trovo inopportuno e problematico arrivare a desiderare una sua invalidità grave e permanente. come vi comportereste voi? Fra i lettori c'è qualche amico traditore che mi può aiutare a capire?
 

ferita

Utente di lunga data
Piccolo riassunto della mia storia: ormai quasi sei anni fa, mentre lei è incinta, ho una tentazione che è valsa come un tradimento. Segue una prematura e avventata riconciliazione, nasce la bimba e le cose vanno avanti, deteriorandosi, per un pò. Ci trasferiamo e le cose peggiorano, il rancore e la mia stupidità se la mangiano dall'interno fino a quando arriva il di lei tradimento. Non dura molto (causa anche la distanza) ma la porta a mettere una pietra sul nostro rapporto. Io, come sempre in questi casi, comprendo una tonnellata di errori fatti ma ormai fuori tempo massimo. Per un pò lei resta nella mia stessa città trovandosi un toyboy.Questo ormai due anni e mezzo fa. Un anno dopo, concausa il lavoro, torna nella sua città con la bimba che fino a quel momento, pur in case diverse, abbiamo continuato a seguire equamente. Io, non potendomi ritrasferire su due piedi, per un anno faccio su e giù. Negli ultimi sei mesi riprovo a ricomporre con più decisione, salgo a pasqua e quindi un mese dopo il compleanno della bimba. In tutto questo marasma trovo appoggio e conforto da un amico (quelli che ti ascoltano, consigliano, vacanze insieme etc...) ma quest'ultima volta sono ospite a casa della mamma dove c'è anche il mio amico che momentaneamente sta senza casa. Due giorni dopo il mio arrivo lui mi dice che "si è innamorato" e che da un po è intimo con la di me ex (mentre lei continua a ripetere che non si sente in grado di legarsi con nessuno) e comincia a straparlare su mia figlia. Mando giù il rospo, organizzo la festa con la mamma tentando di non scompensare troppo quindi vado ospite da altri amici. A lui chiedo di lasciarmi stare e, soprattutto di evitare di parlare a cazzo di mia figlia. Lui però continua a cercarmi e straparlare fino a quando sbrocco e ci meniamo. Li per li sembriamo esserci capiti, io qui e tu li. Adesso sono tornato con mia figlia alla mia città dove passeremo le vacanze. Io mi sto preparando a trasferirmi per l'inverno nella stessa loro città avendo capito che il padre è un impegno a tempo pieno. Con lei quindi ho ridotto e focalizzato il rapporto su nostra figlia e, tutto sommato, come si dice qui, non mi capita troppo spesso di andare in embolo. Lui invece mi sta facendo ammattire, continua a cercarmi come se nulla fosse successo. Se chiedo spiegazioni mi risponde che tanto "stavo già bevendo il calice amaro" e se mi permetto di dire che ogni azione ha la sua conseguenza quindi di andarsene affanculo si risente, salvo poi tornare alla carica due giorni dopo. Ieri l'ultima.

Ora il problema è questo: continuando di questo passo corro il serio rischio di odiarlo ma se il suddetto giuda diventa il compagno fisso della mamma di mia figlia trovo inopportuno e problematico arrivare a desiderare una sua invalidità grave e permanente. come vi comportereste voi? Fra i lettori c'è qualche amico traditore che mi può aiutare a capire?

Ciao, la tua storia è molto complicata, non tanto dal susseguirsi degli avvenimenti in soli due anni, ma soprattutto dalla girandola di sentimenti che ruota intorno al contesto stesso.
Una cosa non mi è chiara: cosa dice il tuo "amico" nonchè "quasi compagno" della tua ex moglie di tua figlia?
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Dire chiaramente alla madre di tua figlia che quell'amico sta divertendosi a farti del male come padre con questa "onestà" fino alla fine, straparlando di vostra figlia, cosa che non deve permettersi di fare. Due opportunità o se ne starà al suo posto oppure è il caso che lei non lo frequenti più se deve fare lo stronzo con il padre della sua figlia, non vedo alternative.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Nel dubbio rimenalo finchè non capisce quale ruolo sia il suo
 

Joey Blow

Escluso
Io mi sto preparando a trasferirmi per l'inverno nella stessa loro città avendo capito che il padre è un impegno a tempo pieno.
Esattamente. Meno male che l'hai capito.

Ora il problema è questo: continuando di questo passo corro il serio rischio di odiarlo ma se il suddetto giuda diventa il compagno fisso della mamma di mia figlia trovo inopportuno e problematico arrivare a desiderare una sua invalidità grave e permanente. come vi comportereste voi? Fra i lettori c'è qualche amico traditore che mi può aiutare a capire?
Non puoi farci nulla. Se diventa il compagno della tua ex, dico. Se lo odi, lo odi e basta e per te sarà comunque tutto fiele. Quello che posso consigliarti, è cercare di stare vicino a tua figli quanto più puoi, perchè quando non ci saresti tu ci sarebbe lui, e se già straparla adesso, figurati che effetto potrebbe avere su di lei nell'eventualità diventasse l'amico della madre.
 

Sbriciolata

Escluso
Piccolo riassunto della mia storia: ormai quasi sei anni fa, mentre lei è incinta, ho una tentazione che è valsa come un tradimento. Segue una prematura e avventata riconciliazione, nasce la bimba e le cose vanno avanti, deteriorandosi, per un pò. Ci trasferiamo e le cose peggiorano, il rancore e la mia stupidità se la mangiano dall'interno fino a quando arriva il di lei tradimento. Non dura molto (causa anche la distanza) ma la porta a mettere una pietra sul nostro rapporto. Io, come sempre in questi casi, comprendo una tonnellata di errori fatti ma ormai fuori tempo massimo. Per un pò lei resta nella mia stessa città trovandosi un toyboy.Questo ormai due anni e mezzo fa. Un anno dopo, concausa il lavoro, torna nella sua città con la bimba che fino a quel momento, pur in case diverse, abbiamo continuato a seguire equamente. Io, non potendomi ritrasferire su due piedi, per un anno faccio su e giù. Negli ultimi sei mesi riprovo a ricomporre con più decisione, salgo a pasqua e quindi un mese dopo il compleanno della bimba. In tutto questo marasma trovo appoggio e conforto da un amico (quelli che ti ascoltano, consigliano, vacanze insieme etc...) ma quest'ultima volta sono ospite a casa della mamma dove c'è anche il mio amico che momentaneamente sta senza casa. Due giorni dopo il mio arrivo lui mi dice che "si è innamorato" e che da un po è intimo con la di me ex (mentre lei continua a ripetere che non si sente in grado di legarsi con nessuno) e comincia a straparlare su mia figlia. Mando giù il rospo, organizzo la festa con la mamma tentando di non scompensare troppo quindi vado ospite da altri amici. A lui chiedo di lasciarmi stare e, soprattutto di evitare di parlare a cazzo di mia figlia. Lui però continua a cercarmi e straparlare fino a quando sbrocco e ci meniamo. Li per li sembriamo esserci capiti, io qui e tu li. Adesso sono tornato con mia figlia alla mia città dove passeremo le vacanze. Io mi sto preparando a trasferirmi per l'inverno nella stessa loro città avendo capito che il padre è un impegno a tempo pieno. Con lei quindi ho ridotto e focalizzato il rapporto su nostra figlia e, tutto sommato, come si dice qui, non mi capita troppo spesso di andare in embolo. Lui invece mi sta facendo ammattire, continua a cercarmi come se nulla fosse successo. Se chiedo spiegazioni mi risponde che tanto "stavo già bevendo il calice amaro" e se mi permetto di dire che ogni azione ha la sua conseguenza quindi di andarsene affanculo si risente, salvo poi tornare alla carica due giorni dopo. Ieri l'ultima.

Ora il problema è questo: continuando di questo passo corro il serio rischio di odiarlo ma se il suddetto giuda diventa il compagno fisso della mamma di mia figlia trovo inopportuno e problematico arrivare a desiderare una sua invalidità grave e permanente. come vi comportereste voi? Fra i lettori c'è qualche amico traditore che mi può aiutare a capire?
cazzo, hai trovato un facocero. Credevo esistessero solo femmine. Perdonami la battuta... Io ti consiglierei di parlarne alla tua ex, senza emboli. Dille che lei della sua vita può ovviamente fare quello che vuole, la sei tu il padre della bambina e quell'altro non è nessuno. Ma scusa... cosa vuol dire che straparla di tua figlia? in che senso?
 

lunaiena

Scemo chi legge
Piccolo riassunto della mia storia: ormai quasi sei anni fa, mentre lei è incinta, ho una tentazione che è valsa come un tradimento. Segue una prematura e avventata riconciliazione, nasce la bimba e le cose vanno avanti, deteriorandosi, per un pò. Ci trasferiamo e le cose peggiorano, il rancore e la mia stupidità se la mangiano dall'interno fino a quando arriva il di lei tradimento. Non dura molto (causa anche la distanza) ma la porta a mettere una pietra sul nostro rapporto. Io, come sempre in questi casi, comprendo una tonnellata di errori fatti ma ormai fuori tempo massimo. Per un pò lei resta nella mia stessa città trovandosi un toyboy.Questo ormai due anni e mezzo fa. Un anno dopo, concausa il lavoro, torna nella sua città con la bimba che fino a quel momento, pur in case diverse, abbiamo continuato a seguire equamente. Io, non potendomi ritrasferire su due piedi, per un anno faccio su e giù. Negli ultimi sei mesi riprovo a ricomporre con più decisione, salgo a pasqua e quindi un mese dopo il compleanno della bimba. In tutto questo marasma trovo appoggio e conforto da un amico (quelli che ti ascoltano, consigliano, vacanze insieme etc...) ma quest'ultima volta sono ospite a casa della mamma dove c'è anche il mio amico che momentaneamente sta senza casa. Due giorni dopo il mio arrivo lui mi dice che "si è innamorato" e che da un po è intimo con la di me ex (mentre lei continua a ripetere che non si sente in grado di legarsi con nessuno) e comincia a straparlare su mia figlia. Mando giù il rospo, organizzo la festa con la mamma tentando di non scompensare troppo quindi vado ospite da altri amici. A lui chiedo di lasciarmi stare e, soprattutto di evitare di parlare a cazzo di mia figlia. Lui però continua a cercarmi e straparlare fino a quando sbrocco e ci meniamo. Li per li sembriamo esserci capiti, io qui e tu li. Adesso sono tornato con mia figlia alla mia città dove passeremo le vacanze. Io mi sto preparando a trasferirmi per l'inverno nella stessa loro città avendo capito che il padre è un impegno a tempo pieno. Con lei quindi ho ridotto e focalizzato il rapporto su nostra figlia e, tutto sommato, come si dice qui, non mi capita troppo spesso di andare in embolo. Lui invece mi sta facendo ammattire, continua a cercarmi come se nulla fosse successo. Se chiedo spiegazioni mi risponde che tanto "stavo già bevendo il calice amaro" e se mi permetto di dire che ogni azione ha la sua conseguenza quindi di andarsene affanculo si risente, salvo poi tornare alla carica due giorni dopo. Ieri l'ultima.

Ora il problema è questo: continuando di questo passo corro il serio rischio di odiarlo ma se il suddetto giuda diventa il compagno fisso della mamma di mia figlia trovo inopportuno e problematico arrivare a desiderare una sua invalidità grave e permanente. come vi comportereste voi? Fra i lettori c'è qualche amico traditore che mi può aiutare a capire?

Desiderare la sua invalidità grave e permanente e un conto ma deve rimanere un desiderio ....
Non puoi imperdire la loro frequentazione ...cerca di costruire un bel rapporto con tua figlia ....sii presente.....

Ma farneticava in che senso?
ti può sembrare una persona pericolosa?
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Desiderare la sua invalidità grave e permanente e un conto ma deve rimanere un desiderio ....
Non puoi imperdire la loro frequentazione ...cerca di costruire un bel rapporto con tua figlia ....sii presente.....

Ma farneticava in che senso?
ti può sembrare una persona pericolosa?
Se ti sembra una persona pericolosa dillo alla tua ex, tua figlia viene prima delle sue scopate.
 

Eliade

Super Zitella Acida
Ora il problema è questo: continuando di questo passo corro il serio rischio di odiarlo ma se il suddetto giuda diventa il compagno fisso della mamma di mia figlia trovo inopportuno e problematico arrivare a desiderare una sua invalidità grave e permanente. come vi comportereste voi? Fra i lettori c'è qualche amico traditore che mi può aiutare a capire?
Tanto per incominciare, ignoralo. Cambia numero e impoi alla tua ex di non farlo arrivare a lui.
Desiderare non è ne inopportuno ne problematico.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Discantato, sei un bel casinista, eh.
Anzitutto vorrei capire: ma perchè l'amicone continua a cercarti? Così, a pelle, sembra che voglia la tua autorizzazione a sostituirti nel ruolo di padre. Vorrei sbagliarmi, ma sento questo.
Seconda cosa: perchè non ti registri? :)
 

точтовыхотитеу

Utente di lunga data
Piccolo riassunto della mia storia: ormai quasi sei anni fa, mentre lei è incinta, ho una tentazione che è valsa come un tradimento. Segue una prematura e avventata riconciliazione, nasce la bimba e le cose vanno avanti, deteriorandosi, per un pò. Ci trasferiamo e le cose peggiorano, il rancore e la mia stupidità se la mangiano dall'interno fino a quando arriva il di lei tradimento. Non dura molto (causa anche la distanza) ma la porta a mettere una pietra sul nostro rapporto. Io, come sempre in questi casi, comprendo una tonnellata di errori fatti ma ormai fuori tempo massimo. Per un pò lei resta nella mia stessa città trovandosi un toyboy.Questo ormai due anni e mezzo fa. Un anno dopo, concausa il lavoro, torna nella sua città con la bimba che fino a quel momento, pur in case diverse, abbiamo continuato a seguire equamente. Io, non potendomi ritrasferire su due piedi, per un anno faccio su e giù. Negli ultimi sei mesi riprovo a ricomporre con più decisione, salgo a pasqua e quindi un mese dopo il compleanno della bimba. In tutto questo marasma trovo appoggio e conforto da un amico (quelli che ti ascoltano, consigliano, vacanze insieme etc...) ma quest'ultima volta sono ospite a casa della mamma dove c'è anche il mio amico che momentaneamente sta senza casa. Due giorni dopo il mio arrivo lui mi dice che "si è innamorato" e che da un po è intimo con la di me ex (mentre lei continua a ripetere che non si sente in grado di legarsi con nessuno) e comincia a straparlare su mia figlia. Mando giù il rospo, organizzo la festa con la mamma tentando di non scompensare troppo quindi vado ospite da altri amici. A lui chiedo di lasciarmi stare e, soprattutto di evitare di parlare a cazzo di mia figlia. Lui però continua a cercarmi e straparlare fino a quando sbrocco e ci meniamo. Li per li sembriamo esserci capiti, io qui e tu li. Adesso sono tornato con mia figlia alla mia città dove passeremo le vacanze. Io mi sto preparando a trasferirmi per l'inverno nella stessa loro città avendo capito che il padre è un impegno a tempo pieno. Con lei quindi ho ridotto e focalizzato il rapporto su nostra figlia e, tutto sommato, come si dice qui, non mi capita troppo spesso di andare in embolo. Lui invece mi sta facendo ammattire, continua a cercarmi come se nulla fosse successo. Se chiedo spiegazioni mi risponde che tanto "stavo già bevendo il calice amaro" e se mi permetto di dire che ogni azione ha la sua conseguenza quindi di andarsene affanculo si risente, salvo poi tornare alla carica due giorni dopo. Ieri l'ultima.

Ora il problema è questo: continuando di questo passo corro il serio rischio di odiarlo ma se il suddetto giuda diventa il compagno fisso della mamma di mia figlia trovo inopportuno e problematico arrivare a desiderare una sua invalidità grave e permanente. come vi comportereste voi? Fra i lettori c'è qualche amico traditore che mi può aiutare a capire?

lui straparlava, o forse tu non sei riuscito o non hai voluto capire quello che ti diceva.
sento molta violenza nelle tue parole. hai imboccato la strada sbagliata, ti auguro di trovare al più presto la giusta serenità
 
D

discantato

Guest
Rispondo in ordine sparso ringraziandovi del supporto.

Per questioni di "ecologia relazionare" preferisco mantenere sempre rapporti bilaterali perchè ho trovato che parlare di terzi non fa che incasinare i rapporti. Escludo quindi, anche per un mio coinvolgimento emotivo, di poter parlare con la madre della bimba in maniera preventiva. Da questo punto di vista anche se ho trovato fuori luogo e dolorosa la circostanza in cui mi ha messo so che ha tutto il diritto di fare ciò che vuole con chi vuole. Fra l'altro quando ho detto anche a lei di lasciarmi stare e di evitare di interessarsi a me (domande tipo, ti sento giù che succede...) ha capito portandomi quel minimo di rispetto che mi basta per non sbroccare. Sulla bimba continua ad esserci accordo quindi non vedo che altro potrei dirle.

Il mio problema al momento è lui: quelli che ho considerato sproloqui sono discussioni profonde sullo stato di salute psicologica di mia figlia dopo un solo mese di frequentazione. Penso infatti che chi aspira ad essere compagno di una madre dovrebbe avere consapevolezza di entrare in un sistema le cui dinamiche non possono essere comprese in un mese.
Lei lavora molto e io, anche se salgo spesso, per un paio di mesi non sono riuscito a garantire quella continuità che il mio ruolo richiederebbe. E' una mancanza palese che ha fatto soffrire anche me e sulla quale mi sono sentito dire che "il papà quando non c'è è solo un immagine". Da qui i pugni per l'aver sentito una situazione oggettivamente complicata banalizzata, per motivi di interesse personale, da una persona che ho sentito molto vicino. Non credo sia pericoloso per la bambina anche perchè, come ho già scritto, ho deciso pur odiando la città di trasferirmi in modo da poter continuare ad offrirle la mia educazione. Temo invece l'innescarsi di meccanismi educativi conflittuali, che fin qui nonostante le pazzie con sua madre, siamo riusciti ad evitare, con una persona che fin qui non sembra avere idea di ciò che fa. Non voglio più perdere tempo ne sento ci sia spazio per discutere con lui: ogni mio tentativo di fargli capire perchè un amico non si comporta così si è risolto con lui che fa l'offeso e dopo due giorni si fa risentire come se non fosse successo niente. Neanche dopo i pugni ha avuto il buon gusto di tacere su mia figlia.
Questa cosa chiaramente mi umilia perchè annulla la dignità dei miei sentimenti e i miei sforzi che, fuori luogo quanto volete visto il tempo trascorso, fanno comunque parte di ciò che sono. Un martellamento che tira fuori la parte peggiore di me e che mi annebbia la vista quando invece ho bisogno del massimo di serenità per non trasferire il nostro (mio e di sua madre) fallimento su una persona che non ha nessuna colpa.

Sono stanco di essere avvelenato e nella malattia so che potrei essere portato a riesplodere quando preferirei di gran lunga ricominciare a VIVERE.
 
E

exStermy

Guest
Rispondo in ordine sparso ringraziandovi del supporto.

Per questioni di "ecologia relazionare" preferisco mantenere sempre rapporti bilaterali perchè ho trovato che parlare di terzi non fa che incasinare i rapporti. Escludo quindi, anche per un mio coinvolgimento emotivo, di poter parlare con la madre della bimba in maniera preventiva. Da questo punto di vista anche se ho trovato fuori luogo e dolorosa la circostanza in cui mi ha messo so che ha tutto il diritto di fare ciò che vuole con chi vuole. Fra l'altro quando ho detto anche a lei di lasciarmi stare e di evitare di interessarsi a me (domande tipo, ti sento giù che succede...) ha capito portandomi quel minimo di rispetto che mi basta per non sbroccare. Sulla bimba continua ad esserci accordo quindi non vedo che altro potrei dirle.

Il mio problema al momento è lui: quelli che ho considerato sproloqui sono discussioni profonde sullo stato di salute psicologica di mia figlia dopo un solo mese di frequentazione. Penso infatti che chi aspira ad essere compagno di una madre dovrebbe avere consapevolezza di entrare in un sistema le cui dinamiche non possono essere comprese in un mese.
Lei lavora molto e io, anche se salgo spesso, per un paio di mesi non sono riuscito a garantire quella continuità che il mio ruolo richiederebbe. E' una mancanza palese che ha fatto soffrire anche me e sulla quale mi sono sentito dire che "il papà quando non c'è è solo un immagine". Da qui i pugni per l'aver sentito una situazione oggettivamente complicata banalizzata, per motivi di interesse personale, da una persona che ho sentito molto vicino. Non credo sia pericoloso per la bambina anche perchè, come ho già scritto, ho deciso pur odiando la città di trasferirmi in modo da poter continuare ad offrirle la mia educazione. Temo invece l'innescarsi di meccanismi educativi conflittuali, che fin qui nonostante le pazzie con sua madre, siamo riusciti ad evitare, con una persona che fin qui non sembra avere idea di ciò che fa. Non voglio più perdere tempo ne sento ci sia spazio per discutere con lui: ogni mio tentativo di fargli capire perchè un amico non si comporta così si è risolto con lui che fa l'offeso e dopo due giorni si fa risentire come se non fosse successo niente. Neanche dopo i pugni ha avuto il buon gusto di tacere su mia figlia.
Questa cosa chiaramente mi umilia perchè annulla la dignità dei miei sentimenti e i miei sforzi che, fuori luogo quanto volete visto il tempo trascorso, fanno comunque parte di ciò che sono. Un martellamento che tira fuori la parte peggiore di me e che mi annebbia la vista quando invece ho bisogno del massimo di serenità per non trasferire il nostro (mio e di sua madre) fallimento su una persona che non ha nessuna colpa.

Sono stanco di essere avvelenato e nella malattia so che potrei essere portato a riesplodere quando preferirei di gran lunga ricominciare a VIVERE.
ho paura che non puoi farci un cazzo....

ormai la lezione gliel'hai data ma in questo caso hai trovato un cazzone che glie manca qualche rotella e che ti esaspera, ma l'obiettivo vero e' la stronza di tua moglie che si e' messa con lui e gli dara' sempre piu' spazio per la tua sostituzione....

preparati al peggio, psicologicamente parlando anche con tua figlia...
 

Joey Blow

Escluso
Rispondo in ordine sparso ringraziandovi del supporto.

Per questioni di "ecologia relazionare" preferisco mantenere sempre rapporti bilaterali perchè ho trovato che parlare di terzi non fa che incasinare i rapporti. Escludo quindi, anche per un mio coinvolgimento emotivo, di poter parlare con la madre della bimba in maniera preventiva. Da questo punto di vista anche se ho trovato fuori luogo e dolorosa la circostanza in cui mi ha messo so che ha tutto il diritto di fare ciò che vuole con chi vuole. Fra l'altro quando ho detto anche a lei di lasciarmi stare e di evitare di interessarsi a me (domande tipo, ti sento giù che succede...) ha capito portandomi quel minimo di rispetto che mi basta per non sbroccare. Sulla bimba continua ad esserci accordo quindi non vedo che altro potrei dirle.

Il mio problema al momento è lui: quelli che ho considerato sproloqui sono discussioni profonde sullo stato di salute psicologica di mia figlia dopo un solo mese di frequentazione. Penso infatti che chi aspira ad essere compagno di una madre dovrebbe avere consapevolezza di entrare in un sistema le cui dinamiche non possono essere comprese in un mese.
Lei lavora molto e io, anche se salgo spesso, per un paio di mesi non sono riuscito a garantire quella continuità che il mio ruolo richiederebbe. E' una mancanza palese che ha fatto soffrire anche me e sulla quale mi sono sentito dire che "il papà quando non c'è è solo un immagine". Da qui i pugni per l'aver sentito una situazione oggettivamente complicata banalizzata, per motivi di interesse personale, da una persona che ho sentito molto vicino. Non credo sia pericoloso per la bambina anche perchè, come ho già scritto, ho deciso pur odiando la città di trasferirmi in modo da poter continuare ad offrirle la mia educazione. Temo invece l'innescarsi di meccanismi educativi conflittuali, che fin qui nonostante le pazzie con sua madre, siamo riusciti ad evitare, con una persona che fin qui non sembra avere idea di ciò che fa. Non voglio più perdere tempo ne sento ci sia spazio per discutere con lui: ogni mio tentativo di fargli capire perchè un amico non si comporta così si è risolto con lui che fa l'offeso e dopo due giorni si fa risentire come se non fosse successo niente. Neanche dopo i pugni ha avuto il buon gusto di tacere su mia figlia.
Questa cosa chiaramente mi umilia perchè annulla la dignità dei miei sentimenti e i miei sforzi che, fuori luogo quanto volete visto il tempo trascorso, fanno comunque parte di ciò che sono. Un martellamento che tira fuori la parte peggiore di me e che mi annebbia la vista quando invece ho bisogno del massimo di serenità per non trasferire il nostro (mio e di sua madre) fallimento su una persona che non ha nessuna colpa.

Sono stanco di essere avvelenato e nella malattia so che potrei essere portato a riesplodere quando preferirei di gran lunga ricominciare a VIVERE.
Non puoi farci nulla. Come ti ho detto, l'unica, vera cosa che puoi fare è stare ancor più vicino alla tua bambina.
 

free

Escluso
il tuo "amico" sembra appartenere alla razza dei tuttologi, e si ritiene esperto sull'educazione dei figli
la cosa strana è che nemmeno le maniere forti lo abbiano convinto ad evitare l'argomento, con te
credo che desideri la tua approvazione, il tuo benestare, qualcosa del genere...
forse varrebbe la pena di provare a non dargli peso, non rispondergli, lanciargli uno sguardo vacuo e basta, tipo mi sembra di sentire una voce ma non capisco le parole:rolleyes:
 
N

Non Registrato

Guest
mentre la moglie invece...

ahahahahah
Per fortuna non era moglie, a quest'ora mi sa che un mese e mezzo con la bimba me li sognavo. Fortunatamente comunque il rapporto padre-figlia è autentico e non di copertura. Fa molte domande a cui sto attento a rispondere nella maniera meno equivocabile possibile e la sto abituando a decidere per se stessa esprimendo chiaramente ciò di cui sente di avere il bisogno. anche quando potrebbe andare contro il mio volere. In quel caso se ne discute riuscendo di solito ad arrivare ad accordo. Spero così di evitare meccanismi in cui si chiunque possa prendere decisioni sopra la sua testa. Penso che l'educazione alla libertà annulli un sacco di magagne ma per proseguire avrei bisogno di serenità e rispetto anche se con qualche ammaccatura sul cuore.

(cmq, se mi richiama alla prima occasione utile gli raso a zero il cane, lo gggiuro)
 
D

discantato

Guest
il tuo "amico" sembra appartenere alla razza dei tuttologi, e si ritiene esperto sull'educazione dei figli
la cosa strana è che nemmeno le maniere forti lo abbiano convinto ad evitare l'argomento, con te
credo che desideri la tua approvazione, il tuo benestare, qualcosa del genere...
forse varrebbe la pena di provare a non dargli peso, non rispondergli, lanciargli uno sguardo vacuo e basta, tipo mi sembra di sentire una voce ma non capisco le parole:rolleyes:
Si, mi sa che hai centrato...
 
Stato
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