mah...
... perché non c'è più la colpa... tutto è divenuto possibile e giustificabile... e quindi, la colpa scompare... assieme alla vergogna...
Credo che il "senso di colpa" sia parallelo al tipo di educazione e di preparazione alla vita ricevute. Non si vergogna una donna della Papuasia a stare a seno nudo quotidianamente ed in pubblico, perchè là così vige.... questa realtà applicata da noi, temperatura a parte, varrebbe come vergogna comune che riguarda chi si comporta in modo non formale.
La vergogna morale, intesa come non fare del male, credo sia comunque dipendente dalla caratterialità, dall'inclinazione e dall'eventuale possibilità di farla franca... che è sempre un antideterrente. Poi per non scomodare il grande studio e restare nell'analisi elementare, immagino che ogni persona abbia una propria soglia del proibito, dell'interdetto e della liceità, e a queste risponde quasi certamente l'indole e sicuramente la volontà individuale.
Il fatto che ci sia grandezza anche nel male attiene al non riconoscere regole estrene comuni, ma anche all'etica di non vedersi miserrimi nel prevaricarle.
Bruja