La solita storia (probabilmente)

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Non so.... Dipende

Io sono iscritto qui di nascosto a mia moglie, come forse altra utenza.

Se domani mia moglie mi dicesse che potrei tranquillamente stare iscritto in un forum come questo, e perfino incontrare utenti senza problemi, io la ringrazierei della sua apertura, e continuerei tranquillamente a scriver qui a sua insaputa

È una cosa mia. Non voglio renderne conto a nessuno, se non per mia libera scelta, e non in conseguenza di porte spalancate
il mio discorso è un tantino diverso
Se tu dicessi a tua moglie del forum perchè sei per la totale sincerità poi ne discuteresti con lei e cercheresti di capire perchè per lei è un problema oppure no
Diverso è se tu le dicessi del forum e questo esser stato sincero come da accordi ti liberasse la coscienza fregandotene se a tua moglie la cosa sta bene o no. Mi hai chiesto sincerità e te l'ho data ora però fine.
Un po a modo informazione di servizio: "ciao tesoro esco e vado a scopare", non attendi la risposta. Il tuo dovere di essere un marito sincero l'hai fatto. Fine
 

stanco

Utente
Salve,sono nuova...quando ho letto la tua storia sono tornata un po' indietro nel tempo,ho pensato a quando anche io volevo un altro figlio e mio marito no...il suo "no" lo vedevo come una mancanza di amore verso me e mia figlia,per cui posso capire l'amarezza di tua moglie,ma non approvo il resto del comportamento...anche io ho passato momenti difficili ma non ho mai pensato di tradire in nessun modo mio marito perche comunque lo amavo e lo rispettavo (forse per questo i suoi tradimenti mi hanno "distrutta"cosi' tanto...perche in fondo sono una dimostrazione di un boccone amaro da digerire).
Quando ci sono i bambini tutte le scelte diventano piu' difficili perche siamo responsabili non solo di noi ma anche di loro....trovo giusto cercare insieme un qualche accordo,ma devi essere capace di liberare la tua mente dal ricordo perche altrimenti ad ogni piccola incomprensione tornera' tutto in mente e non sara' facile andare avanti.
Ti ringrazio per il tuo punto di vista, effettivamente sono abbastanza distrutto, anche se cerco di restare lucido, come è emerso anche da qualche messaggio effettivamente i nodo credo sia in gran parte la fiducia: io sarò in grado di fidarmi? Lei vuole ricostruire un rapporto di fiducia a assumersene la responsabilità? Onestamente in questo momento non ho molte risposte, forse vorrei vedere qualche segno da parte sua.
 

iosolo

Utente di lunga data
Non so.... Dipende

Io sono iscritto qui di nascosto a mia moglie, come forse altra utenza.

Se domani mia moglie mi dicesse che potrei tranquillamente stare iscritto in un forum come questo, e perfino incontrare utenti senza problemi, io la ringrazierei della sua apertura, e continuerei tranquillamente a scriver qui a sua insaputa

È una cosa mia. Non voglio renderne conto a nessuno, se non per mia libera scelta, e non in conseguenza di porte spalancate
Secondo me c'è una grande differenza tra sincerità e onestà.

Si può essere onesti senza per forza essere completamente sinceri. E' una linea sottile che secondo me però ha risvolti importanti in ogni tipo di rapporto.
Io dal mio compagno pretendo onestà e non la completa sincerità.

Non mi interessa se mi menti non raccontandomi un cazziatone al lavoro, il segreto di un tuo amico o se ti piace in doccia farti le pugnette. Sono cose tue, così come io ho le mie cose.
Puoi prendere un caffè con un amica, un amico, la barista o un trans ed anche lì se ci sono i motivi puoi anche non dirmelo.

Ma quanto tu sei disonesto per un tuo maledettissimo interesse, quando tu menti e inganni e non sei onesto nei miei confronti, lì crolla tutto.

Ecco secondo me è lì la grande differenza. Non pretendo che tu sia completamente sincero ma in ogni cosa che dici e che fai devi essere onesto con me. Sempre.
 
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Skorpio

Utente di lunga data
...

il mio discorso è un tantino diverso
Se tu dicessi a tua moglie del forum perchè sei per la totale sincerità poi ne discuteresti con lei e cercheresti di capire perchè per lei è un problema oppure no
Diverso è se tu le dicessi del forum e questo esser stato sincero come da accordi ti liberasse la coscienza fregandotene se a tua moglie la cosa sta bene o no. Mi hai chiesto sincerità e te l'ho data ora però fine.
Un po a modo informazione di servizio: "ciao tesoro esco e vado a scopare", non attendi la risposta. Il tuo dovere di essere un marito sincero l'hai fatto. Fine
Ho capito :) e sono d'accordo.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Secondo me c'è una grande differenza tra sincerità e onestà.

Si può essere onesti senza per forza essere completamente sinceri. E' una linea sottile che secondo me però ha risvolti importanti in ogni tipo di rapporto.
Io dal mio compagno pretendo onestà e non la completa sincerità.

Non mi interessa se mi menti non raccontandomi un cazziatone al lavoro, il segreto di un tuo amico o se ti piace in doccia farti le pugnette. Sono cose tue, così come io ho le mie cose.
Puoi prendere un caffè con un amica, un amico, la barista o un trans ed anche lì se ci sono i motivi puoi anche non dirmelo.

Ma quanto tu sei disonesto per un tuo maledettissimo interesse, quando tu menti e inganni e non sei onesto nei miei confronti, lì crolla tutto.

Ecco secondo me è lì la grande differenza. Non pretendo che tu sia completamente sincero ma in ogni cosa che dici e che fai devi essere onesto con me. Sempre.
Sono d'accordo...
Infatti quando ho tradito mia moglie io sono stato disonesto con lei, pur non avendo privato il nostro rapporto di un solo grammo di attenzione, e di un solo minuto di presenza con lei.

Se vogliamo, è stata una onestà sul concreto, ma non una onestà sugli "impegni" assunti

Lo sono stato perché dovevo proteggermi io, perché se avesse saputo, forse non avrebbe più desiderato stare con me.

Forse, non lo so....

E a me interessa star con lei e avere una progettualità di vita con lei
 

Diletta

Utente di lunga data
E' importante. La precisione linguistica, o meglio, la condivisone di un significato di fondo comune.

Se no su cosa si discute?
O meglio, su cosa si appoggia la discussione?

Sulle soggettività?
Se ci si appoggia solo sulla soggettività, non se ne esce...non si comunica davvero. Si comunica solo di facciata. Imbrogliandosi fra l'altro....e finendo a discutere del nulla perchè non si sta partendo da una base di significato comune.

Dal significato comune, ci si può allora inoltrare sulle individuali declinazioni...e allora davvero si può cercare esposizione e chiarezza individuale e di conseguenza reciproca.

Se c'è un significato predominante e soggettivo e non condiviso, allora è vessazione.
Non comunicazione.
E la sincerità va a farsi benedire. Come la chiarezza. E la vicinanza.

La comunicazione diventa un adattarsi su equilibri di forza e non di sostanza.

Che poi va anche bene, se ci si sta dentro. Tante relazioni si costruiscono esattamente su equilibri di forza e potere.
Il punto è sapere riconoscere che quello è il gioco relazionale. E decidere di conseguenza che posizione assumere.

Io di mio per esempio, non ci sto dentro.

Nelle relazioni affettive intendo.

In altre forme relazionali, non ho nessun problema a riconoscere gli equilibri di forza e potere e i ruoli che ne discendono.

Ma in una relazione affettiva se riconosco quel gioco...io chiudo.
Non voglio affetto giocato sul potere relazionale.

A me il potere piace metterlo in mezzo. E poi giocarci insieme semmai.

Ecco perchè ho battuto sul significato del termine di partenza da cui semmai poi declinare posizioni.
Perchè da una base riconosciutamente oggettiva (per quanto possa esistere l'oggettività) poi si possono intersecare i significati soggettivi e confrontarsi serenamente.

E non come su un campo di battaglia in cui qualcuno ha ragione o ha torto.

Le posizioni soggettive sono semplicemente soggettive. E non possono portare ragione o torto.
Si può solo valutare se siano accettabili o meno per se stessi.
E da quella valutazione poi prendere ulteriormente posizione.

Quanto al grassetto....mi sembra il minimo sindacale. La sincerità intendo.

E non tanto per questioni di morale. Quanto proprio per questione di affidabilità.
Se sei inaffidabile....mi stai rubando il tempo. E il mio tempo è prezioso.

Poi la questione da qui in avanti si fa complessa....perchè messa in questi termini rischia di diventare una caccia alla prova della non sincerità nella sincerità. O della sincerità nella non sincerità.

E si rischia di perdersi nei paradossi...

E io farei molta attenzione a questo livello.

Che il rischio è perdere di vista i propri bisogni usando le proprie energie nella verifica costante dell'altro.
E anche la serenità va a farsi benedire. Con se stessi e di conseguenza con l'altro.

E se te la devo dire tutta...spero proprio che in un modo o nell'altro tu e tuo marito riusciate a trovare una base comune che non sia la rappresentazione nè di uno nè dell'altro.
Ma sia davvero il prodotto di un equilibrio dinamico fra di voi. Che è tanto che non sei serena.

Ed è un vero peccato...

Sai, solo per questo io non potrei restare...se "mi" prendi (che è poi, ti do) per troppo tempo la mia non serenità...poi fra me e te io scelgo me.

Di vita ce n'è una.
E mi sembra, mi è sempre sembrato, di sprecarla non usandola per cercare benessere.

Quindi spero che ci riusciate.


E che le vostre posizioni individuali non derivino nè da una tua posizione che ha preso predominanza nè da una sua posizione che ha preso predominanza...ma che siano il frutto di una co-costruzione in cui guadagnate entrambi. Quotidianamente. Nel presente. :)


Grazie davvero per l'augurio!:)
Sul neretto, sono d'accordissimo e, comunque, io ho scelto me. Tutti gli sforzi sono incentrati sul mio benessere.
Va da sé che se sto bene io se ne avvantaggiano anche quelli che mi sono vicini.
In famiglia funziona così.
 

Diletta

Utente di lunga data
il mio discorso è un tantino diverso
Se tu dicessi a tua moglie del forum perchè sei per la totale sincerità poi ne discuteresti con lei e cercheresti di capire perchè per lei è un problema oppure no
Diverso è se tu le dicessi del forum e questo esser stato sincero come da accordi ti liberasse la coscienza fregandotene se a tua moglie la cosa sta bene o no. Mi hai chiesto sincerità e te l'ho data ora però fine.
Un po a modo informazione di servizio: "ciao tesoro esco e vado a scopare", non attendi la risposta. Il tuo dovere di essere un marito sincero l'hai fatto. Fine

Il patto di sincerità che ho stabilito prevede che se ne discuta insieme, sempre, non è affatto un lasciapassare per nessuno di noi due.
 

Diletta

Utente di lunga data
Sono d'accordo...
Infatti quando ho tradito mia moglie io sono stato disonesto con lei, pur non avendo privato il nostro rapporto di un solo grammo di attenzione, e di un solo minuto di presenza con lei.

Se vogliamo, è stata una onestà sul concreto, ma non una onestà sugli "impegni" assunti

Lo sono stato perché dovevo proteggermi io, perché se avesse saputo, forse non avrebbe più desiderato stare con me.

Forse, non lo so....

E a me interessa star con lei e avere una progettualità di vita con lei

Anche tu l'hai realizzato dopo averla tradita o l'hai sempre saputo, anche nel mentre?
 

danny

Utente di lunga data
Secondo me c'è una grande differenza tra sincerità e onestà.

Si può essere onesti senza per forza essere completamente sinceri. E' una linea sottile che secondo me però ha risvolti importanti in ogni tipo di rapporto.
Io dal mio compagno pretendo onestà e non la completa sincerità.

Non mi interessa se mi menti non raccontandomi un cazziatone al lavoro, il segreto di un tuo amico o se ti piace in doccia farti le pugnette. Sono cose tue, così come io ho le mie cose.
Puoi prendere un caffè con un amica, un amico, la barista o un trans ed anche lì se ci sono i motivi puoi anche non dirmelo.

Ma quanto tu sei disonesto per un tuo maledettissimo interesse, quando tu menti e inganni e non sei onesto nei miei confronti, lì crolla tutto.

Ecco secondo me è lì la grande differenza. Non pretendo che tu sia completamente sincero ma in ogni cosa che dici e che fai devi essere onesto con me. Sempre.
Quoto.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Il patto di sincerità che ho stabilito prevede che se ne discuta insieme, sempre, non è affatto un lasciapassare per nessuno di noi due.
Diletta
secondo te, se tuo marito ti dice che ha voglia di una sveltina con un'altra e tu gli dici no, lui cosa fa?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sono d'accordo...
Infatti quando ho tradito mia moglie io sono stato disonesto con lei, pur non avendo privato il nostro rapporto di un solo grammo di attenzione, e di un solo minuto di presenza con lei.

Se vogliamo, è stata una onestà sul concreto, ma non una onestà sugli "impegni" assunti

Lo sono stato perché dovevo proteggermi io, perché se avesse saputo, forse non avrebbe più desiderato stare con me.

Forse, non lo so....

E a me interessa star con lei e avere una progettualità di vita con lei
:kick:
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
@ipazia
Non sono sicuro che in assoluto un caffè con una amica di cui ti sia negata notizia , sia per non inquietarTI o per proteggerTI

Ma per non inquietarSI e per proteggerSI da parte di chi prende quel caffè

Che come tutti, decide per se il suo proteggerSI ...

O no??....
E chi o cosa lo inquieta, quel che si prende il caffè?

Da chi o cosa si protegge, chi si prende il caffè?

Che non dire...è in fondo indossare il velo del silenzio...ma pur sempre velo è.

Quale è il motivo del velo?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sul neretto: se il mio compagno/a racconta balle o omette parti importanti della sua vita il rapporto che lui/lei ha con me è superficiale e probabilmente non corrisponde alle mie aspettative.
In una coppia progettuale l'apertura verso l'altro la considero determinante.
Quello che spiazza in un tradimento è proprio dover fare i conti con una mancanza di profondità e conoscenza nei rapporti che emerge improvvisamente.
Che sia la sveltina o la relazione di due anni, il partner ha celato una parte importante di sé e io non ho avuto la capacità di rendermene conto
La delusione è il minimo che ne può conseguire.
Secondo me, più che aspettative, si tratta di valer la pena.

Se ometti, menti, su di te...dalle stronzate alle cose importanti, ti stai velando ai miei occhi.

(e se ti veli per le stronzate...è quasi garantito che ti velerai anche per le cose di portata maggiore).

Che è il movimento opposto a quel che io chiedo, e propongo, esplicitamente. Esporsi. Nudi. E andare a cercare dentro la nudità.

Quindi sì la delusione...non tanto perchè l'altro mi ha fregato, ma perchè se mi ha fregato, da qualche parte mi sono accontentata...e quel ne vale la pena è stato mal valutato. Al ribasso per me.

E ho mancato di rispetto a me. Non ascoltando con attenzione i miei bisogni. Velandomi io stessa ai miei occhi.

E l'altro è stato alleato alla mancanza di considerazione di me...questo il dolore. LA delusione. La paura.

Di compagn* vestit* e velat* è pieno il mondo. Un sacco di chiunque a cui si può attingere a piene mani.

Sono quell* nud* e che van fier* della loro nudità ad essere rar* e prezios*...secondo me.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
io credo che la sincerità che propone @ipazia e la sincerità nel matrimonio di @Diletta siano due cose diverse
Provo a spiegarmi:
Se io ti chiedo di essere sincero con me, vuol dire che davanti alla tua sincerità affrontiamo insieme la questione e decidiamo cosa sia meglio per la nostra coppia
Se per te essere sincero porta come conseguenza che a quel punto sei libero ti fare ciò che vuoi allora è paraculismo (non so se esiste come termine) e questa è la sincerità secondo me del marito di Diletta
Della serie, finalmente posso dire ciò che mi passa per la testa e sono a questo punto autorizzato a fare ciò che prima facevo mentendo
Non so per diletta. O per suo marito.

Per me la sincerità è quel grassetto, ma con una correzione...

Non il meglio per la coppia.

Il meglio per te. Se stiamo parlando di te.
Il meglio per me. Se stiamo parlando di me.

A costo di essere crudi e anche brutali uno verso l'altro.

E poi quel meglio per ognuno, lo si prova a collocare dentro alla coppia.
Per vedere se c'è accordo o meno. Se c'è concordanza.

E non è detto ci sia. Fa parte del rischio di co-costruire...secondo me.
L'indeterminatezza. L'incertezza. Il non darsi scontati.

Che è poi il motivo per cui non mi piace la compiacenza. Che porta alla rinuncia per il bene superiore della coppia.
O la vessazione. Che porta all'imposizione delle esigenze di uno sull'altro per il bene della coppia.

Bene che in entrambi i casi non è legato alla realtà di chi la coppia vivifica, ma si lega all'idea di coppia che prevale nella testa dell'uno e dell'altro.

E da cui scaturiscono compromessi che riguardano il campo del win-lose, e non del win-win.
E la coppia, a quel punto, è caduta. Per quanto mi riguarda.

Non credo alla sincerità per il bene della coppia. Non credo al bene della coppia che è un'entità astratta, un'idea.
Un principio.

E, fra l'altro, la sincerità per il bene della coppia porta alla menzogna per il bene della coppia.

Che è ugualmente un modo per destabilizzarla la coppia. Perchè chi mente sa di mentire, e può trovare un sacco di aggiustamenti e motivazioni al farlo. Ma la destabilizzazione è inevitabile. Ad un qualche livello.
E diventa una gestione, un qualcosa che toglie energia.

Credo al benessere individuale che viene condiviso nel territorio comune della relazione...e diviene nutrimento per il percorso di coppia.

La coppia, di per sè, non esiste.
Se non nella testa dei due Io che provano a produrla, incontrandosi e mettendosi uno a disposizione dell'altro per moltiplicare le risorse di ognuno.

La questione della sincerità, per me, riguarda il fatto che la coppia è il prodotto dei due Io.
E soltanto 1X1 è uguale a 1.

Se uno dei due toglie qualcosa al suo essere 1, non è importante in virtù di cosa, per quale principio, il prodotto semplicemente non sarà più 1.

L'altra situazione che hai descritto, a me fa venire in mente non soltanto il paraculismo...ma il vomitatoio. O, per essere anche un tantino più prosaica, dell'orinatoio.
Ti scarico addosso la questione. Te la lascio addosso.
E io mi godo la sensazione di leggerezza.

...credo che se qualcuno osasse provare a trattarmi così...si ricorderebbe per lungo tempo l'aver provato a collocarmi in quella posizione. Solo per il suo piacere. :cool:
 
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Skorpio

Utente di lunga data
...

E chi o cosa lo inquieta, quel che si prende il caffè?

Da chi o cosa si protegge, chi si prende il caffè?

Che non dire...è in fondo indossare il velo del silenzio...ma pur sempre velo è.

Quale è il motivo del velo?
Il motivo del velo è che ciò che viene velato non è funzionale al progetto, e ciò che non è funzionale è 99 volte su 100 disfunzionale alprogetto. Progetto di coppia intendo
Per dirla breve, io non sono tra i sostenitori che in una coppia in relazione sia necessario dirsi tutto.

Dirsi tutti si, ma tutto ciò che è legato alla funzionalitàdel progetto di coppia (nel bene e nel male), e qui rientro davvero a bomba sul concetto che si diceva ieri di relazione, e potrei parlare di una coppia di soci in una società di persone, ad esempio

La coppia di soci ha funzionalità legate al loro progetto di affari, che sono diversissime se fossero due persone legate da un progetto di coppia.

E la coppia stessa vive di progettualità diversissime,premettendo che il progetto del “tutto” non esiste, poiché un progetto ne esclude mille altri di default.

Per cui .. una coppia che come progetto ha quello di sgobbare come muli per assicurare benessere ai figli (per esempio) avrà funzionalità diversissime rispetto a una coppia che non vuole figli e ha come progetto di far saltare un centro commerciale esplodendosi, come purtroppo recentemente è capitato.

Ogni progetto ha rivelazioni collegate, funzionali ad esso,ed ogni coppia in relazione ha degli interessi comuni connessi alla relazione,e parti di se da spendere e altre no. Questo per ME ovviamente.

E' una questione di progettualità

UN amico con cui devo andare in vacanza e ci vado volentierie ne godo, è perché con lui io godo in vacanza, ma magari non ci farei mai una società assieme, perché come “compagno” di società lo considererei inaffidabile. E viceversa.

Credo che questo sia un errore fondante in varie coppie.
Siamo coppia, allora si lavora anche insieme, allora si fanno anche i beni comuni, allora prendo anche io come te l'abbonamento allo stadio, allora conosco anche io i tuoi amici, allora la tua mamma la chiamerò anche io Mamy... etcc.. etc.. etcc...


Poi… Io non amo dire le cose a metà, o le dico o non le dico.

Parlare a mia moglie di un caffè con una amica, PER ME implica automaticamente a quel punto parlargli di questa amica, del perché diquel caffè, del fatto che magari mi deve parlare di una sua crisi coniugale odel lavoro che il marito, inseguito dai debitori, sta perdendo. E io questo nonvoglio farlo., perché questa amica lo dice a ME, e non lo dice a mia moglie.
E dire semplicemente: mi svelo, OGGI prendo il caffè con la Marisa, il perché non te lo dico, cazzi miei...
a me non riesce.

È uno svelo e un riavvelo.

E le cose he mi dice Marisa io le voglio tenere per me, perché lei ledice a ME. Tanto varrebbe ci portassi mia moglie assieme, allora, a quel punto….

e la Marisa mi parlasse del tempo umido di stamattina, scoraggiata dal mio comportamento..
 
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