Il tradimento non è una variabile neutra: introduce il crollo della fiducia e rende la relazione asimmetrica, quindi "stare meglio" senza di lei può significare semplicemente recuperare integrità e stabilità emotiva, anche se la perdita iniziale potrebbe essere dolorosa. Ma tutto ciò presuppone conoscere la verità che viceversa gli viene tenuta nascosta.
Cazzata.
Il tradimento non fa crollare un cazzo. È la SCOPERTA del tradimento che fa saltare il tavolo.
Prima della scoperta, il tradito vive e se non è un piagnone inutile si sente pure amato. Vive dentro la sua piccola economia di piccole gioie, piccole miserie, piccole abitudini e piccoli compromessi. Quella è la sua realtà. Non quella che tu ricostruisci dopo col ditino alzato e la faccia da giudice di provincia.
Piantatela di parlare come dèi con l’occhio onnisciente e la quarta parete sfondata.La vita non la vivi dall’alto. La vivi dal buco stretto dei tuoi occhi, dal tuo letto, dal tuo bagno, dalla tavola apparecchiata male, dal telefono lasciato sul comodino, dalla domenica pomeriggio che puzza di sugo e mutande stese.
Per il traditore, l’evento vero è un altro: scoprire che tradendo può stare bene. Che può avere una seconda camera d’aria, un altro corpo, un altro odore addosso, e intanto tornare a casa e resta se stesso. Quella è l’epifania. Non morale, non nobile, non bella. Vera.
Per il tradito, invece, l’evento è la scoperta. Prima non sa. E se non sa, la sua vita non viene squarciata. Continua placida, bovina, quotidiana. Come una vacca indù in mezzo al traffico.
Nel periodo tra tradimento e scoperta, la vita del traditore cambia. Quella del tradito no. Questa è la cosa che vi manda al manicomio, perché distrugge tutta la retorica della “relazione asimmetrica” vissuta come se fosse una coltellata invisibile. Invisibile un cazzo: se non la vedi non c'è. La coltellata arriva quando vedi il sangue.
Rispondo anche a
@Remigio. Pensare che il traditore, tradendo in segreto, stia automaticamente devastando l’esperienza concreta del tradito è una puttanata da confessionale. Sta modificando la struttura nascosta del rapporto, sì. Ma l’esperienza vissuta dell’altro resta quella che percepisce. E infatti il dramma non esplode quando si scopa fuori. Esplode quando il velo si strappa.
Anzi, detta cruda, spesso il traditore tradendo permette al tradito di continuare a vivere nella sua cuccia tiepida invece di scaraventarlo davanti a una scelta che magari non avrebbe mai avuto le palle di fare. Non è bontà, non è protezione, non è poesia. È solo il modo sporco in cui funziona la vita: chi sa sceglie, chi non sa continua.
Il resto è la solita liturgia della verità come sacramento. Ma la verità, nella vita reale, spesso non è luce. È una torcia puntata in faccia alle tre di notte mentre hai ancora la bava sul cuscino.
E finché non capite questa differenza tra evento e scoperta, tra fatto e percezione, tra vita vissuta e vita ricostruita dopo, continuerete a fare filosofia da calendario di Frate Indovino con la pretesa di aver detto qualcosa di adulto.