La scelta

PrimaVoce

Utente di lunga data
È questa la giusta lettura, secondo me.
Nessuno dovrebbe accettare il ruolo di cornuto della commedia se, dall'altra parte, non c'è una reale consapevolezza del male arrecato unita ad una concreta volontà di recupero.
Assolutamente, e poi bisogna dire che il percorso e' cosi duro e difficile per entrambi che anche con la buona volonta' e onesto impegno, si potrebbe non riuscire. Per adesso stiamo ancora capendo tutto, quindi manco ci siamo alla potenziale riparazione, ma il percorso e' quello e qualcosa si sta muovendo, in ogni caso dara' consapevolezza.

Sai giusto o non giusto non so se e' la categoria giusta: pero' e' sicuramente la visione che ho delle cose e probabilmente e' anche la tua.
@ParmaLetale e tantissime altre persone con cui mi sono confrontato (qui e nella vita reale) ne hanno una più deterministica / fattuale.
E in quella penso che tradimento = separazione, non vedo come lo si possa conciliare.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
A te capita soesso di leggere certe vicende come se fossero sempre il frutto di un calcolo lucido e consapevole, quasi come se chi agisce avesse già messo in conto gesto, conseguenze e convenienza, o come se certi rapporti funzionassero secondo una meccanica di azione e reazione, quasi chimica.
Ma in realtà, certe volte, accade semplicemente che molte persone fanno anche danni enormi dentro dinamiche più confuse, impulsive e contraddittorie, senza avere davvero previsto fino in fondo quello che stavano facendo.
Molto spesso le persone agiscono dentro dinamiche confuse, impulsive e contraddittorie, come dici tu. Il punto però, dal lato di chi sta dall’altra parte, è che l’unica cosa davvero osservabile restano i comportamenti. Nelle relazioni tutti finiamo per avere un certo ruolo nella ‘commedia’, e quel ruolo purtroppo può cambiare nel tempo. L’unico modo che ho per capire quale posto occupo nella scala dei valori dell’altro non è indovinare le sue intenzioni o scavare all’infinito nelle motivazioni, ma guardare quello che fa e trarne le conseguenze.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Assolutamente, e poi bisogna dire che il percorso e' cosi duro e difficile per entrambi che anche con la buona volonta' e onesto impegno, si potrebbe non riuscire. Per adesso stiamo ancora capendo tutto, quindi manco ci siamo alla potenziale riparazione, ma il percorso e' quello e qualcosa si sta muovendo, in ogni caso dara' consapevolezza.

Sai giusto o non giusto non so se e' la categoria giusta: pero' e' sicuramente la visione che ho delle cose e probabilmente e' anche la tua.
@ParmaLetale e tantissime altre persone con cui mi sono confrontato (qui e nella vita reale) ne hanno una più deterministica / fattuale.
E in quella penso che tradimento = separazione, non vedo come lo si possa conciliare.
Ognuno ha il suo modo di vedere le cose, che spesso è il frutto di tre elementi, e cioè temperamento, esperienze personali e possibili alternative.
Chi ti risponde qui spesso risponde in base a questi tre elementi.
Ci sono utenti che una scelta non potevano farla, perché il traditore/traditrice si è dimostrato molto poco collaborativo (diciamo cosi) nella fase post scoperta.
Quindi certe scelte, più che scelte vere e proprie, sono state una presa d'atto di una situazione che aveva un'unica possibile soluzione, stante appunto l'atteggiamento del tradito.
Io vedo la questione in termini magari differenti perché l'ho vissuta differentemente, perché ho tradito ma ho anche subito un tradimento e mezzo.
E quel mezzo, avvenuto otto anni dopo il primo, avrebbe fatto fare scelte differenti a molti, mentre io ho deciso comunque di proseguire.
Fatto sta che quel mezzo tradimento successivo, benché mai concretizzatosi, ti fa capire che, al di là di un reale pentimento per cose passate, non è poi detto che certe dinamiche non possano ripetersi.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Molto spesso le persone agiscono dentro dinamiche confuse, impulsive e contraddittorie, come dici tu. Il punto però, dal lato di chi sta dall’altra parte, è che l’unica cosa davvero osservabile restano i comportamenti. Nelle relazioni tutti finiamo per avere un certo ruolo nella ‘commedia’, e quel ruolo purtroppo può cambiare nel tempo. L’unico modo che ho per capire quale posto occupo nella scala dei valori dell’altro non è indovinare le sue intenzioni o scavare all’infinito nelle motivazioni, ma guardare quello che fa e trarne le conseguenze.
Che molto spesso le persone si muovano dentro dinamiche confuse, impulsive e contraddittorie, può coglierlo benissimo anche chi osserva da fuori.
Nel tuo caso, ma te l"ho già detto, secondo me c’era anche poco da fare: tua moglie dopo il tradimento non si è mai mostrata davvero collaborativa, e questo, unito al tuo carattere di persona di principi e tutta d’un pezzo (detto con il massimo rispetto e senza alcun sarcasmo) rendeva quasi inevitabile l’esito.

Per altro verso, 'quello che fa' non lo puoi leggere tutto subito: lo capisci nel tempo, anche in anni. Quindi non è una decisione che si può prendere alla leggera o che si può davvero trarre in modo immediato.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ho tirato in ballo il tema causa/effetto proprio per dire che non credo molto a queste catene ricostruite a posteriori, soprattutto quando si risale indietro all’infinito con il senno di poi. Il mio punto non è morale del tipo ‘hai fatto una cosa terribile’, non è quello che sto dicendo. Sto semplicemente guardando le uniche cose davvero osservabili: i fatti, il modo in cui il tradimento è stato messo in atto e soprattutto le reazioni successive allo sgamo, che secondo me rivelano molto più della trombata in sé. Quando si entra nel circuito mancanza/compensazione temo che si rischi di non uscirne più, perché diventa una prova continua: se manca qualcosa, se non si colma abbastanza, se si ripresenta la stessa dinamica… e non so tu, ma io personalmente non riuscirei a vivere in una relazione camminando costantemente sulle uova. Quello che cerco di capire, con gli elementi che ho davanti, è quale posto occupo adesso nella sua scala di valori reale. Non a parole, ma nei fatti.
Molto spesso le persone agiscono dentro dinamiche confuse, impulsive e contraddittorie, come dici tu. Il punto però, dal lato di chi sta dall’altra parte, è che l’unica cosa davvero osservabile restano i comportamenti. Nelle relazioni tutti finiamo per avere un certo ruolo nella ‘commedia’, e quel ruolo purtroppo può cambiare nel tempo. L’unico modo che ho per capire quale posto occupo nella scala dei valori dell’altro non è indovinare le sue intenzioni o scavare all’infinito nelle motivazioni, ma guardare quello che fa e trarne le conseguenze.
Ma non e' mancanza / compensazione: e' come tu hai reagito a quella mancanza con un meccanismo di risposta (tradimento), e questo lo deve disinnescare chi quel meccanismo di risposta lo ha.

Cosi la prossima volta invece di reagire alla mancanza con il tradimento, si reagira' diversamente, ad esempio parlandone.
E qui anche il partner deve essere disponibile a parlarne, a impegnarsi ed essere disponibile per ascoltare e aiutare a colmare queste mancanze.

Tu guardi molto i fatti, e rispetto la tua visione.
Guardando i fatti pero' si puo' solo andare di fronte a un tradimento.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
E quel mezzo, avvenuto otto anni dopo il primo, avrebbe fatto fare scelte differenti a molti, mentre io ho deciso comunque di proseguire.
Fatto sta che quel mezzo tradimento successivo, benché mai concretizzatosi, ti fa capire che, al di là di un reale pentimento per cose passate, non è poi detto che certe dinamiche non possano ripetersi.
Mi racconteresti un po' di piu'? Per capire
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Nel tuo caso, ma te l"ho già detto, secondo me c’era anche poco da fare: tua moglie dopo il tradimento non si è mai mostrata davvero collaborativa, e questo, unito al tuo carattere di persona di principi e tutta d’un pezzo (detto con il massimo rispetto e senza alcun sarcasmo) rendeva quasi inevitabile l’esito.

Per altro verso, “quello che fa” non lo puoi leggere tutto subito: lo capisci nel tempo, anche in anni. Quindi non è una decisione che si può prendere alla leggera o che si può davvero trarre in modo immediato.
Il mio consiglio a @PrimaVoce è: valuta il ruolo che hai adesso: se ti piace, non avrai problemi. Fidati dei fatti e non delle parole. Non mi pare di aver detto "separati senza se e senza ma", no?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ma non e' mancanza / compensazione: e' come tu hai reagito a quella mancanza con un meccanismo di risposta (tradimento), e questo lo deve disinnescare chi quel meccanismo di risposta lo ha.

Cosi la prossima volta invece di reagire alla mancanza con il tradimento, si reagira' diversamente, ad esempio parlandone.
E qui anche il partner deve essere disponibile a parlarne, a impegnarsi ed essere disponibile per ascoltare e aiutare a colmare queste mancanze.

Tu guardi molto i fatti, e rispetto la tua visione.
Guardando i fatti pero' si puo' solo andare di fronte a un tradimento.
Allora ti propongo un'altra strategia. Secondo alcuni un fattaccio di proporzioni bibliche come quello che ti è accaduto è estremamente improbabile che sia accaduto come un fulmine a ciel sereno, tuttavia tu sei sembrato, senza offesa, cadere dal pero. Per evitare che ciò possa riaccadere, non tanto il tradimento, che i maligni potrebbero dire che se lei la sfanga il tabù è infranto e la prossima volta ne farà uno peggio, ma proprio che tu cada nuovamente dal pero quando è troppo tardi, prova a pensare a degli audit periodici sulla relazione, in modo da capire sempre se il piano è dritto o ha ripreso una brutta china. Fare comunque il punto della situazione, coi dovuti modi che vedrai tu, proprio quando le cose vanno bene, potrebbe aiutare, ma per qualsiasi relazione non solo se proseguirai questa.
 

hammer

Utente di lunga data
Questa è una Donna con degli Argomenti
Io, al tempo, mi son preso una cotta per Oriana Fallaci.
Non era bellissima ma era tanto donna...
 

hammer

Utente di lunga data
Ciao a tutti, vi aggiorno un po’ sulle ultime.

Dopo il mio rientro a metà febbraio, i primi giorni sono continuati sulla falsa riga precedente: zero comunicazione, quasi astio. Poi c’è stata la prima seduta di psicoterapia di coppia. Io inizialmente ero uscito molto stanco (sono esausto dopo ogni seduta, ma allora non lo sapevo ancora) e avevo interpretato quella stanchezza come sconforto, quasi con la tentazione di sospendere.

Nei giorni immediatamente successivi però mia moglie è cambiata radicalmente: una mattina si alza e finalmente a colazione parla, è gentile con le bambine e con me. Ha iniziato anche a cercare un riavvicinamento tra noi, dicendomi una sera quanto fosse dispiaciuta di quello che ha fatto, che è stata una cosa orribile e che vuole mettercela tutta per riparare – la terapia le ha dato una speranza.
Tra noi è tornata anche una forte attrazione fisica, con grande intensità: c’erano di nuovo quella tensione tra di noi, gli sguardi, il desiderio di cercarsi. Inizialmente è stata lei a dirmi che lo voleva molto, ma io mi sono fermato: non volevo che il corpo corresse troppo avanti rispetto alla testa e al cuore. Poi mi sono lasciato andare e ritrovarsi nel sesso è stato molto intenso.

Tuttavia, mentre da un lato ci riavvicinavamo quasi “come se niente fosse”, dentro di me sentivo crescere sempre di più il grande nodo, l’“elefante nella stanza”: il tradimento e tutto quello che ancora non sapevo.

Una sera ho provato ad affrontare l’argomento fuori dalla terapia. Volevo farle capire quanto per me fosse importante la trasparenza e quanto fosse necessario dedicare energie specifiche alla riparazione del danno. Quella conversazione però è finita male. Lei ha vissuto il tutto come una pressione e la discussione è deragliata anche sul tema della separazione legale, che per lei rimane un grande ostacolo. Siamo finiti molto distanti e quella sera c’era parecchia tensione tra noi. Abbiamo quindi deciso di lasciare alla terapia le questioni spinose, almeno per ora. Nei giorni successivi la tensione è passata e siamo stati ancora molto bene insieme su tanti piani.

La seconda seduta è stata molto intensa, anche se preferisco non entrare troppo nei dettagli perché sono momenti molto personali. Posso dire però che è stata una seduta emotivamente molto forte, in cui il mio dolore è venuto fuori in modo molto evidente.

È emersa anche una dinamica che probabilmente ci accompagna da tempo. Io nelle relazioni e nella vita in generale tendo a dare molto, spesso al 120%: mi attivo, faccio, dimostro, mi prendo carico delle cose quasi in anticipo. È proprio un mio modo di stare nel rapporto e nella vita, che ho sempre dato per scontato, ma quando mi e’ stato mostrato come eccessivo mi ha sorpreso, come se per me fosse semplicemente normale, il modo in cui stanno tutti. Il problema è che davanti a questa intensità lei spesso si spegne e si ritrae. In terapia è venuto fuori che dietro questo c’è un forte senso di non essere abbastanza: come se la mia continua attivazione le facesse sentire di non riuscire mai a stare allo stesso livello o a ricambiare davvero. Quando percepisce di non riuscirci, scatta l’inadeguatezza e tende a chiudersi ancora di più.

È emerso anche chiaramente che per lei parlare del tradimento è estremamente difficile, dice per senso di colpa e vergogna. A un certo punto pero’ ha anche detto una frase che mi ha ferito molto: ha definito quella storia “una cosa sua”.

Mi ha ferito perché’ io sento il bisogno opposto: per poter restare in questa relazione ho bisogno di capire. Sia i dettagli, ma soprattutto il senso di quello che è successo: cosa ha rappresentato per lei, come è stato possibile, che posto occupa oggi dentro di lei.

Dentro di me convivono due immagini molto diverse della stessa persona, ed è come se ci fossero due animali che lottano.
Uno è quello che vede la donna che amo, la madre delle mie figlie, la persona con cui ho costruito la mia vita e con cui sento ancora una connessione molto forte.
L’altro è quello che vede la persona che mi ha mentito e tradito, e che in quei mesi ha fatto delle scelte che ai miei occhi appaiono meschine, quasi disgustose / spregevoli, difficili da conciliare con tutto il resto.
Finché questi due animali restano in lotta dentro di me, io non trovo pace.

Verso la fine della seduta la terapeuta ci ha chiesto di scrivere su un foglio quale emozione proviamo quando pensiamo al tradimento.
Io ho scritto “devastazione”, lei “paura”.
Mi è rimasto molto impresso questo contrasto. Io sono immerso nel dolore di quello che è successo, mentre lei sembra soprattutto spaventata da quello che ha fatto e dalle conseguenze. Forse è proprio in questo spazio tra devastazione e paura che dovremo lavorare nei prossimi mesi.

Alla fine torno sempre allo stesso punto: il vero nodo per me non è solo quello che è successo, ma cosa ha significato davvero per lei. Solo capendo questo potrò sapere se quei due animali possono convivere.

Nel frattempo continuiamo la terapia, la giudiziale ci attende e io cerco di rimanere il più possibile nel presente, sapendo che per ora non ho elementi per prendere nessuna decisione. Non è facile, perché il sistema dentro di me è molto attivo e spesso in allerta. Ma in questo momento mi sembra che l’unica cosa sensata da fare sia dare tempo ai fatti di mostrarsi.
Esprimo la mia sincera ammirazione per la tua pazienza e per il modo in cui, insieme a tua moglie, state affrontando la terapia di coppia.
Spesso, invece di cercare motivazioni profonde o cause nascoste, credo possa essere importante accettare che dietro un tradimento non c’è altro che un semplice, banale e inspiegabile inganno, un gesto che non sempre ha spiegazioni razionali e che richiede solo riconoscimento e gestione della realtà così com’è.
 

Etta

Utente di lunga data
Inizialmente è stata lei a dirmi che lo voleva molto, ma io mi sono fermato: non volevo che il corpo corresse troppo avanti rispetto alla testa e al cuore. Poi mi sono lasciato andare e ritrovarsi nel sesso è stato molto intenso.
Tira più un pelo di figa che un carro di buoi. Cit.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Esprimo la mia sincera ammirazione per la tua pazienza e per il modo in cui, insieme a tua moglie, state affrontando la terapia di coppia.
Spesso, invece di cercare motivazioni profonde o cause nascoste, credo possa essere importante accettare che dietro un tradimento non c’è altro che un semplice, banale e inspiegabile inganno, un gesto che non sempre ha spiegazioni razionali e che richiede solo riconoscimento e gestione della realtà così com’è.
Tu non consideri il disorientamento dato dalla dissonanza cognitiva tra ciò che si credeva che fosse l’altra persona e ciò chi si è rivelata.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Il mio consiglio a @PrimaVoce è: valuta il ruolo che hai adesso: se ti piace, non avrai problemi. Fidati dei fatti e non delle parole. Non mi pare di aver detto "separati senza se e senza ma", no?
Il ruolo che ho adesso, se non fosse per le cicatrici del trauma, non sarebbe male.
Pero' e' un ruolo molto temporaneo e per nulla definito, perché' c'e' tutto il percorso davanti e in corso.
Adesso il ruolo lo ha sintetizzato bene @Brunetta : capirsi.
Spero che, con l'inoltrarsi della terapia, avrò capito a sufficienza da scegliere: "riparazione" o "separazione".
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Tu non consideri il disorientamento dato dalla dissonanza cognitiva tra ciò che si credeva che fosse l’altra persona e ciò chi si è rivelata.
Invece io avevo interpretato il "richiede solo riconoscimento e gestione della realtà" di @hammer , proprio come dire :
  1. Bisogna capire non tanto il gesto e le ragioni ma cio' che la persona era (prima), e' stata (durante) e vuole essere (ora, nel futuro) - questa parte e' il riconoscimento.
  2. E poi "gestire la realta'", quindi capito queste cose vedere se e come si possono conciliare con una relazione futura.
Io in realta' penso che bisogna capire anche le ragioni, in termini di meccanismi di risposta, ma queste sono piccole differenze di visione.
 

hammer

Utente di lunga data
Tu non consideri il disorientamento dato dalla dissonanza cognitiva tra ciò che si credeva che fosse l’altra persona e ciò chi si è rivelata.
Le persone non sono quasi mai come ci aspettiamo: questo accade in ogni tipo di rapporto, tra soci, amici e spesso persino tra genitori e figli.
Il disorientamento può durare qualche mese, ma alla fine ciò che resta è sempre un tradimento, banale, imperscrutabile e inconcepibile per chi lo ha subito.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Tira più un pelo di figa che un carro di buoi. Cit.
La figa e tutto il contorno è sempre molto bella e muove il mondo, su questo siamo d’accordo.

Però ti assicuro che non è stata la mancanza dell’oggetto a spingermi: occasioni e alternative non mi sono mancate, anzi questa era la situazione più complessa e pericolosa per me. Se fosse stato solo quello, avrei continuato molto più semplicemente altrove.
 

hammer

Utente di lunga data
Invece io avevo interpretato il "richiede solo riconoscimento e gestione della realtà" di @hammer , proprio come dire :
  1. Bisogna capire non tanto il gesto e le ragioni ma cio' che la persona era (prima), e' stata (durante) e vuole essere (ora, nel futuro) - questa parte e' il riconoscimento.
  2. E poi "gestire la realta'", quindi capito queste cose vedere se e come si possono conciliare con una relazione futura.
Io in realta' penso che bisogna capire anche le ragioni, in termini di meccanismi di risposta, ma queste sono piccole differenze di visione.
Gestire la realtà secondo l’interpretazione che hai dato alle mie parole è senz’altro possibile e, se lo senti, anche auspicabile.
Personalmente, però, la affronterei in modo diverso, escludendo la possibilità di proseguire la relazione dopo un fatto del genere.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Le persone non sono quasi mai come ci aspettiamo: questo accade in ogni tipo di rapporto, tra soci, amici e spesso persino tra genitori e figli.
Il disorientamento può durare qualche mese, ma alla fine ciò che resta è sempre un tradimento, banale, imperscrutabile e inconcepibile per chi lo ha subito.
È vero, bisognerebbe sempre considerare una quota incognita nelle altre persone, come noi abbiamo una quota di incognito per loro. Ma mentre tutti sono potenzialmente capaci di tradire anche senza alcun motivo logico, non tutti su comportano da stronzi allo stesso modo se sgamati.
 
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