La mia storia

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banshee

The Queen
Ma quanto ti amo! (scusa moglie...)
E' vero, ma saperlo non ti fa stare meglio..e' difficile capire come la persona con cui hai condiviso 12 (20, 25) anni e di cui ti sei fidato possa 'metterti da parte' (o fantasticare di farlo). Fa un male cane solo immaginare che possa, se lo fa effettivamente non deve essere facile da digerire.
Ammiro tutt* quell* che domandano una seconda chance, forse 'pro domo propria' evidentemente sono migliori di me; io credo che, piu' del fatto fisico, proprio quello che hai scritto possa essere difficilmente dimenticato/perdonato.
niente, figurati... con Sbriciolata e Ipazia alzo le mani :up: puoi dichiarare loro quello che vuoi :D
 

Dalida

Utente di lunga data
Ma quanto ti amo! (scusa moglie...)
E' vero, ma saperlo non ti fa stare meglio..e' difficile capire come la persona con cui hai condiviso 12 (20, 25) anni e di cui ti sei fidato possa 'metterti da parte' (o fantasticare di farlo). Fa un male cane solo immaginare che possa, se lo fa effettivamente non deve essere facile da digerire.
Ammiro tutt* quell* che domandano una seconda chance, forse 'pro domo propria' evidentemente sono migliori di me; io credo che, piu' del fatto fisico, proprio quello che hai scritto possa essere difficilmente dimenticato/perdonato.
se la metti sul piano migliore vs. peggiore, o peggio ancora sul piano "pro domo propria", è ovvio che la seconda chance non ha alcun senso.
se invece il discorso si sposta sul piano della relazione reale, persona reale ecc. allora non si tratta di concedere qualcosa, quanto di capire cosa vuoi per te stesso.
 

Sbriciolata

Escluso
niente, figurati... con Sbriciolata e Ipazia alzo le mani :up: puoi dichiarare loro quello che vuoi :D
ah, dici così perchè sai che sono anZiana ed oramai gli uomini mi amano come una nonna. Manco più la zia, che pure poteva essere in qualche immaginario erotico.
La nonna.
ah, altro che galantuomo il tempo: è proprio un gran fijo de na... ehm, un birichino.
 

banshee

The Queen
ah, dici così perchè sai che sono anZiana ed oramai gli uomini mi amano come una nonna. Manco più la zia, che pure poteva essere in qualche immaginario erotico.
La nonna.
ah, altro che galantuomo il tempo: è proprio un gran fijo de na... ehm, un birichino.
:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl: mannòòòò :rotfl::rotfl::rotfl:

ma marito ha un debole per te e io lo rispetto :D
 

ivanl

Utente di lunga data
se la metti sul piano migliore vs. peggiore, o peggio ancora sul piano "pro domo propria", è ovvio che la seconda chance non ha alcun senso.
se invece il discorso si sposta sul piano della relazione reale, persona reale ecc. allora non si tratta di concedere qualcosa, quanto di capire cosa vuoi per te stesso.
Io vorrei che se il patto di fiducia e rispetto reciproci (per me = coppia) in qualche modo venisse meno, si avesse la decenza e il rispetto (appunto) di dire le cose come stanno all'altra persona...senza 'ma io stavo male e tu non capivi'...in modo diretto. E da li' vedere assieme se si puo' continuare assieme o meno
 
Ultima modifica:

Dalida

Utente di lunga data
Io vorrei che, semmai per qualche motivo, il patto di fiducia e rispetto reciproci (per me = coppia) in qualche modo venisse meno, si avesse la decenza e il rispetto (appunto) di dire le cose come stanno all'altra persona...senza 'ma io stavo male e tu non capivi'...in modo diretto. E da li' vedere assieme se si puo' continuare assieme o meno
hai sicuramente ragione, tuttavia un errore è tale perché si è fatto qualcosa che non si sarebbe dovuto fare, che ha conseguenze negative ecc.
altrimenti si chiamerebbe in un altro modo, no?
poi uno può anche non passarci mai sopra a quell'errore, perché non vuole, non ce la fa e via dicendo, senza nemmeno temere mai di sentirsi in torto (perché oggettivamente non è in torto).
personalmente non mi sento migliore di nessuno, né mi sentirei migliore se avessi un partner che mi tradisce.
contestavo, più o meno, questo approccio al problema.
 

ivanl

Utente di lunga data
hai sicuramente ragione, tuttavia un errore è tale perché si è fatto qualcosa che non si sarebbe dovuto fare, che ha conseguenze negative ecc.
altrimenti si chiamerebbe in un altro modo, no?
poi uno può anche non passarci mai sopra a quell'errore, perché non vuole, non ce la fa e via dicendo, senza nemmeno temere mai di sentirsi in torto (perché oggettivamente non è in torto).
personalmente non mi sento migliore di nessuno, né mi sentirei migliore se avessi un partner che mi tradisce.
contestavo, più o meno, questo approccio al problema.
So che la domanda e' senza risposta: ma se per me amare una persona significa dare e avere fiducia e rispetto, su che basi posso (razionalmente?) concedere una seconda possibilita' quando si sono calpestati proprio gli elementi su cui dovrei concederla?
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
So che la domanda e' senza risposta: ma se per me amare una persona significa dare e avere fiducia e rispetto, su che basi posso (razionalmente?) concedere una seconda possibilita' quando si sono calpestati proprio gli elementi su cui dovrei concederla?
Hai centrato il punto.
 

Dalida

Utente di lunga data
So che la domanda e' senza risposta: ma se per me amare una persona significa dare e avere fiducia e rispetto, su che basi posso (razionalmente?) concedere una seconda possibilita' quando si sono calpestati proprio gli elementi su cui dovrei concederla?
credo che la domanda, più che senza risposta, sia destinata ad avere tante risposte diverse.
per me bisogna ricondurre tutto a se stessi, chiedendosi cosa si desidera.
probabilmente ricorderai l'utente irrisoluto, anche se non scrive più da qualche mese.
nonostante una marea di facili insulti, lui andava avanti a dire che voleva vivere il rapporto con la sua compagna, anche se lei lo aveva tradito e non aveva intenzione di lasciare il suo amante.
non dico certo che tutti debbano fare come lui e provare le stesse cose,dico che però quello era il suo modo, la sua decisione.
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
A me ha colpito molto la visione della vita che hai espresso e su questo abbiamo scritto diverse cose.
Se la tua visione è contingente e derivata dal tradimento è una cosa, se è pregressa può essere un tuo modo di essere incompatibile con il suo, anche se lo ha sentito dopo 12 anni.
C'è sicuramente del contingente... Ma appunto perché la vita è già difficile da vivere, è più bello farlo in due. Con una persona che ti capisce, che comprende i problemi che li risolve insieme a te. Si condividono le gioie ma anche i dolori. Magari ho sbagliato anche in questo, ma è una cosa che ho sempre sostenuto e di cui mai ho fatto mistero con nessuno.
Paradossalmente mi manca il non poter condividere con lei questo dolore, di cui lei è stata la causa....
 
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Nicka

Capra Espiatrice
C'è sicuramente del contingente... Ma appunto perché la vita è già difficile da vivere, è più bello farlo in due. Con una persona che ti capisce, che comprende i problemi che li risolve insieme a te. Si condividono le gioie ma anche i dolori. Magari ho sbagliato anche in questo, ma è una cosa che ho sempre sostenuto e di cui mai ho fatto mistero con nessuno.
Paradossalmente mi manca il non poter condividere con lei questo dolore, di cui lei è stata la causa....
Non lo trovo paradossale...
 

Nobody

Utente di lunga data
Io ti consiglierei per un attimo di lasciar perdere il tradimento... fossi in te le parlerei e le direi che hai bisogno di tempo, che devi staccare la spina per un po'... intanto interrogati se l'ami ancora o se il rapporto lo senti finito. Nel primo caso, se la percepisci ancora legata a te e sincera nel pentimento, potresti anche pensare di riprovare. E' uno sbaglio di quelli pesanti, ma sbagliare una volta può capitare.
 
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Ultimo

Escluso
Beh..svelati a te stesso.
Se ti sei dato l'estate prenditi l'estate. Non girarci intorno. La rabbia serve solo a girarci intorno. E non alla decisione. Ma al tuo dolore per quello che è accaduto. E' quel dolore da ascoltare.

Metabolizzare , a dirtela tutta, mi sembra un obiettivo moto alto. Mettilo in conto. Tu ti conosci.
E questa è un'occasione per imparare altro su di te.

Al netto di lei.

Lei arriva dopo.

Di mio penso che una parte del percorso, che sia chiusura o riapertura, lo dovrete fare insieme. Che da solo ti confronti solo con mostri e fantasmi.

Ma prima di pensare a lei, io penso sia importante che sia tu a fare i conti coi tuoi mostri. Con le tue tolleranze.
Ma che siano realtà e non modelli a cui rispondere. Anche dettati da giudizi e pregiudizi.

Io penso che la prima cosa sia sentirsi liberi di non doversi e non dover dimostrare nulla. Per potersi sentire davvero.
E poter prendere posizioni che siano rispondenti al proprio essere. Per potersi guardare indietro in pace con se stessi. Che in fondo è questa l'unica cosa che conta.

E dimentica quello che lei sa o non sa. Sono proiezioni tue, che creano aspettative di suoi comportamenti che quasi sicuramente verranno deluse, le aspettative intendo.

E se qualche amico le spiffera le tue confidenze è un deficiente (nel senso di mancante) e le fa solo male. che la sbatte ad arrovellarsi su proiezioni, paure e speranze. Anzichè spingerla a ragionare su se stessa.

E questo è controproducente per voi due.

Che anche lei sarebbe bene ragionasse su cosa l'ha portata con un altro.
Ma questo riguarda lei.
E tu non potrai mai sapere cosa l'ha portata se non te lo spiega lei. E per spiegartelo lo deve capire. Da sola. Al netto di te.
Sono quasi sempre d'accordo con quello che scrivi, tanto da non quotarti più. :) Però stavolta nel neretto, forse non sono tanto d'accordo, forse è un cavillo forse no. Ma se sto intervenendo vuol dire che per me non lo è, anzi: crediamo di conoscerci, ma sono proprio certi shock che ci fanno tentennare, prendendo visione nel giro di un nanosecondo che tanto di quello in cui credevamo è stato "tranciato" veniamo costretti ad aprire gli occhi. questa piccola apertura che abbaglia viene guardata come un qualcosa di estraneo, anche se inconsciamente sappiamo che la nuova piccola visione è sul serio la luce della vita, non più fantasia.
 

Dalida

Utente di lunga data
Sono quasi sempre d'accordo con quello che scrivi, tanto da non quotarti più. :) Però stavolta nel neretto, forse non sono tanto d'accordo, forse è un cavillo forse no. Ma se sto intervenendo vuol dire che per me non lo è, anzi: crediamo di conoscerci, ma sono proprio certi shock che ci fanno tentennare, prendendo visione nel giro di un nanosecondo che tanto di quello in cui credevamo è stato "tranciato" veniamo costretti ad aprire gli occhi. questa piccola apertura che abbaglia viene guardata come un qualcosa di estraneo, anche se inconsciamente sappiamo che la nuova piccola visione è sul serio la luce della vita, non più fantasia.
quoto, insieme agli altri interventi che hai fatto in questo thread. :up:
 

Sbriciolata

Escluso
So che la domanda e' senza risposta: ma se per me amare una persona significa dare e avere fiducia e rispetto, su che basi posso (razionalmente?) concedere una seconda possibilita' quando si sono calpestati proprio gli elementi su cui dovrei concederla?
sono tante le cose che non facciamo su base razionale. Persino la scienza a volte, è irrazionale. Non c'è nulla di razionale neppure la prima volta che la dai, la fiducia.
Hai solo la speranza di averla ben riposta.
Ma la speranza è la cosa più irrazionale che esista.
Solo che con il tempo la speranza diventa fede.
E anche quella è irrazionale, per definizione.
 

Ultimo

Escluso
Aspetta, ma quindi mi stai dicendo che la donna fedele non esiste. E' solo una idealizzazione. Non credo di sentirmi pronto per mettere in discussione la mia scala di valori. Ripeto, non sono un integralista o un puritano, semplicemente ci sono cose che accetto e cose che non accetto. Potrei farti degli esempi ma non credo che siano cose di cui si può parlare su un forum pubblico.
Il fatto è che io voglio ancora credere che una donna con cui condividere questa scala di valori esista. Non so se mi sono spiegato.

@Jim Cain
Cosa vuoi sapere di più?
:)
Voglio risponderti paro paro a quella che secondo me è una percezione sbagliata di "umanità" che stai scrivendo/descrivendo: Intanto se dobbiamo parlare di fedeltà e collocarla sotto il nome femminile mi fa pensare a quanto siamo coglioni noi uomini a farci tradire da un essere superiore. Quindi pensa te come la penso io sulla fedeltà, la colloco sotto il nome maschile, altro che femminile. e sto parlando in maniera negativa eh, molto negativa sugli uomini. sulle donne tutt'altro. Forse non sono stato chiaro, ma di meglio non so fare. Mi dispiace.

Il resto che hai scritto è proprio ed esattamente quello che qua in molti ti stanno scrivendo e cercando di farti capire, su cosa devi lavorare.
 

ivanl

Utente di lunga data
sono tante le cose che non facciamo su base razionale. Persino la scienza a volte, è irrazionale. Non c'è nulla di razionale neppure la prima volta che la dai, la fiducia.
Hai solo la speranza di averla ben riposta.
Ma la speranza è la cosa più irrazionale che esista.
Solo che con il tempo la speranza diventa fede.
E anche quella è irrazionale, per definizione.
non sono del tutto d'accordo, sulla prima parte almeno...
 

Sbriciolata

Escluso
C'è sicuramente del contingente... Ma appunto perché la vita è già difficile da vivere, è più bello farlo in due. Con una persona che ti capisce, che comprende i problemi che li risolve insieme a te. Si condividono le gioie ma anche i dolori. Magari ho sbagliato anche in questo, ma è una cosa che ho sempre sostenuto e di cui mai ho fatto mistero con nessuno.
Paradossalmente mi manca il non poter condividere con lei questo dolore, di cui lei è stata la causa....
non è paradossale. Fallo, se senti che lo vuoi fare. Ma ti consiglio di farlo se sei pronto ad accogliere anche il suo, di dolore. Perchè anche lei sta soffrendo adesso.
 

Ultimo

Escluso
C'è sicuramente del contingente... Ma appunto perché la vita è già difficile da vivere, è più bello farlo in due. Con una persona che ti capisce, che comprende i problemi che li risolve insieme a te. Si condividono le gioie ma anche i dolori. Magari ho sbagliato anche in questo, ma è una cosa che ho sempre sostenuto e di cui mai ho fatto mistero con nessuno.
Paradossalmente mi manca il non poter condividere con lei questo dolore, di cui lei è stata la causa....

Il paradosso sai dove sta? Se per puro caso la donna con la quale hai vissuto 12 anni, ti.ama.d'avvero. tu stai contribuendo ( e ne hai tutte le ragioni e ti capisco benissimo) a darle ancor più dolore.
Prova a rifletterci, prova a discuterne con lei quando ti sentirai in grado di poterlo fare.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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