ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao Nobody:smile:Sono completamente d'accordo con te, qualunque forma di violenza si consideri. Mi piacerebbe capire meglio l'ultima frase che hai scritto... cosa intendi con "mettersi dentro nella violenza come attore" ?
ci provo...non so se riesco.
Mettersi come attore significa paradossalmente assumersi parte della responsabilità della violenza subita, per riprendere in un qualche modo il controllo di un evento che nella realtà non è controllabile.
Le frasi ricorrenti, per farla semplice : " se fossi stata più furba avrei..., se fossi stata più attenta..., se avessi capito che avevo davanti..., ho sbagliato a dire quella cosa..., ho sbagliato ad andare con lui...,etc. etc.".
Mi metto dentro. Preferisco caricarmi di una parte perchè l'imprevedibilità e l'impotenza di fronte ad una violenza sono un qualcosa di stravolgente.
Io ti dico no, e tu non ti fermi. Te lo ripeto, e tu vai avanti ancora. Come se non avessi detto niente. Riprovo. Non senti. Non ci sono. Neghi la mia presenza appropriandoti del mio corpo. E io devo stare lì.
Non è semplicemente un calpestare usare violenza. E' la negazione della presenza dell'altro.
Affrontare quella sensazione di inesistenza...è spiazzante.
Come ci rientri in una situazione in cui in realtà non c'eri perchè la relazione in atto ha negato nel fare il tuo esserci?
E' un paradosso da dare ai matti.
E altrettanto paradossalmente è più semplice rimettersi dentro, colpevolizzandosi piuttosto per non essere stata abbastanza in gamba nel gestire la situazione, in questo modo almeno si riafferma quello che è stato negato
nell'atto.
E ha la funzione di rendere maggiormente controllabile un evento che controllabile non è.
Subire violenza è rendersi tutto d'un tratto conto che non esiste luogo sicuro in cui stare. Che tutto potrebbe accadere. E' una perdita totale e improvvisa del controllo su sè e sul mondo.
Esserci, dirsi che azioni diverse avrebbero potuto evitare quell'evento è un tentativo di rendere di nuovo abitale il proprio contesto e il mondo stesso.
non so se sono riuscita...
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