La mia fine ...

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Escluso
a volte mi sembra di sentire le voci della gialappas che leggono un tuo post

Ho capito, faccio venire la diarrea.:mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Ma ho capito anche un'altra cosa, che, spesso, quando non vengo capito è soltanto perchè la differenza di sensibilità tra gli esseri umani spesso si nota anche in piccole cose. In questo caso in grandi cose. Tzè..!:mrgreen:
 

Nicka

Capra Espiatrice
Ho capito, faccio venire la diarrea.:mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Ma ho capito anche un'altra cosa, che, spesso, quando non vengo capito è soltanto perchè la differenza di sensibilità tra gli esseri umani spesso si nota anche in piccole cose. In questo caso in grandi cose. Tzè..!:mrgreen:
Non parlare di cose piccole e cose grandi che arriva Oscuro...:cool::rotfl:
 

Brunetta

Utente di lunga data
La cosa che ha scritto Minerva è una delle cose a cui ho pensato anche io...e non ho mai giustificato nulla di quel giorno...
A volte si cerca solo di capire...perchè un motivo ci sarà pure, conscio o inconscio che sia!
Se sono riuscita a condividere una cosa del genere è perchè oltre ad averlo metabolizzato (qualche tempo fa non lo avrei nemmeno accennato) credo possa essere in qualche modo di conforto.
So che non c'è niente di confortante, anzi! Ma cerco di far trasparire un minimo di positività anche in cose che positive non sono...non so se riesco a farlo, ma ci provo! :smile:
Una crudeltà così appare così gratuita che si riesce a darle un senso solo cercando di capire.
Sì riesci a trasmettere positività.
 

Sbriciolata

Escluso
cara Nicka

Per prima cosa un abbraccio.
Poi io credo che ci siano dei meccanismi che il nostro cervello usa per proteggerci da cose che sono più difficili da affrontare di una violenza.
Tipo il fatto che una persona che amiamo e che crediamo ci voglia almeno bene ci usa, ci tratta come uno straccio, ha lo stesso riguardo per noi che avrebbe per lo zerbino di casa.
E' difficile da accettare questo, perchè significa accettare di revisionare tutto il nostro passato con quella persona.
Per questo la maggior parte delle violenze domestiche non vengono denunciate e continuano per anni.
Si trovano ragioni, si adducono motivazioni, si mascherano le cose.
E spesso ci si addossa pure una colpa.
Non so cosa possa essere peggio per te, adesso che con quell'uomo non hai più nulla da spartire, se affrontare la realtà e vederlo per quello che è, e vedere davvero la vostra storia per quello che è stata, o continuare a scusarlo per quello che ha fatto.
Ti dico solo una cosa : noi non dimentichiamo cose del genere e cose come quella sono mine inesplose, spero che la tua si incagli sul fondo dell'abisso delle Marianne e lì resti, senza mai scoppiare.
Ma se hai sentito il bisogno di parlarne io ne dubito.
E se sentissi il bisogno di parlarne ancora non fermarti.
Un bacio.
 

morfeo78

Utente di lunga data
Ci sono molti modi per finire una relazione, che sia d’amore, d’amicizia o clandestina.
Si può parlare, si può discutere e lanciare piatti, ci si può semplicemente allontanare pian piano fino a perdersi totalmente.
Chi mi conosce bene sa come è finita la mia storia da amante, non è una cosa che ho mai raccontato pubblicamente, ma non so…magari può essere di qualche aiuto, di qualche conforto per qualche donna che potrebbe leggere qualcosa che conosce nel suo intimo, semplicemente per dire che si supera...

La mia storia è finita in un pomeriggio di metà settembre.
Già da qualche mese le cose non andavano bene, si vedeva che c’era qualcosa che non andava, del resto dopo anni e anni di uscite quasi quotidiane ci si conosce molto bene e noi prima che amanti eravamo amici.


E prima di iniziare sottolineo che amici siamo rimasti.


Certo, è passato un po’ di tempo, ho dovuto metabolizzare, ha dovuto metabolizzare, ma abbiamo trovato un nostro equilibrio amichevole e di affetto. Gli voglio ancora oggi molto bene e so che la cosa è ricambiata…
Quando ci vediamo non è più per salire in casa sua, è per prendere un caffè e parlare come vecchi tonni (come si dice qui!) di lavoro, di salute, di stronzate…


La mia storia è finita con il peggior tradimento che una donna possa subire.
Quando una donna si mette letteralmente nelle mani di un uomo spera che la fiducia sia ben riposta, spera di essere al sicuro, spera che le urla siano di piacere e non di dolore.

Era un pomeriggio di metà settembre quando mi ha invitata a casa e io come sempre sono andata.
Lo sapevo cosa avremmo fatto, sapevo che avremmo scherzato…anche se meno rispetto al passato, sapevo che lui sarebbe stato sulla soglia di camera sua e io in corridoio e giocare col gatto e lo avrei guardato come a dirgli “eh bè, mò che vuoi!?”, sapevo che mi si sarebbe avvicinato e mi avrebbe presa per mano oppure mi avrebbe abbracciata e baciata lì prima di prendermi in braccio per portarmi sul letto. C’erano giorni in cui ci si divertiva col solletico e giorni in cui giocavamo a fare la lotta, le solite schermaglie di due cretini.
Quel pomeriggio ho suonato e sono entrata in casa ed era seduto sul letto.
Non ha detto molto, mi sono seduta accanto a lui e vedevo che era strano…qualche giorno prima mi aveva detto che dovevamo parlare e già sapevo cosa voleva dirmi. Quando una persona ti dice che ti vuole parlare non è mai per una cosa bella.
Ero lì accanto a lui come sempre e non mi ha guardata in faccia, mi ha solo spogliata velocemente strappandomi di dosso le cose…gli ho detto di fermarsi, gliel’ho urlato di fermarsi, non mi sentiva.
Mi sono trovata sotto di lui senza che riuscissi a divincolarmi e cominciavo a piangere, cercavo di guardarlo negli occhi per farlo smettere. Di tutta risposta mi ha girata di peso e mi ha spinto la faccia sul cuscino, così da soffocare le mie urla, mi teneva stretta per i capelli, non riuscivo a respirare, cercavo di serrare le gambe, ma lui è entrato con forza e in quel momento ho sentito solo una lama che mi trafiggeva.
Una delle cose più piacevoli sulla faccia della terra era diventata all’improvviso un dolore indescrivibile.
Non riesco a spiegarlo in altro modo, è stata una vera e propria coltellata, fisicamente e psicologicamente.
Il coltello lo ha girato nella piaga quando per la prima volta in 6 anni, mentre mi nascondeva la faccia contro il cuscino e sentivo i capelli tirati mi ha chiamata amore, rendendosi conto all’improvviso di cosa aveva detto e dicendo “ma che cazzo ti chiamo amore”. E allo stesso modo per la prima volta in 6 anni mi è venuto dentro, quasi con disprezzo. E per la prima volta non è stato accanto a me a farmi le coccole, ma mi ha lasciata lì sul letto con dolori ovunque, la faccia impiastricciata di lacrime e quella cosa che distingue una donna da un uomo completamente violata ed è andato a farsi una doccia dicendo solo “rivestiti”.
Quando è tornato ha continuato a non guardarmi, si è seduto di fianco a me che continuavo a piangere e ha detto che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo toccati.

L’unica cosa che ho avuto il coraggio di chiedergli è stata se avesse mai provato qualcosa per me, mi ha risposto semplicemente “no”. Mi ha detto che amava la sua ragazza e l'avrebbe sposata.
Ed è stata la prima volta che guardandolo in faccia gli ho detto che lo amavo. Con un sorriso, nonostante continuassi a piangere.
Lo sguardo a quelle parole lo ricorderò finchè campo. Probabilmente in quel momento gli ho fatto male io.
Sapevo che lo avevo perdonato in quello stesso momento, sapevo che forse non aveva mai avuto il coraggio di chiudere con me e nella sua debolezza e incapacità ha pensato che fosse l’unico modo per mettere la parola fine, non mettendo in conto che non era mai stato il sesso a legarci.

A 25 anni sono stata violentata dalla persona che amavo, che quello stesso giorno ha scelto definitivamente un’altra.


Provo a capire le sue intenzioni, perché l'ha fatto.... un modo per farsi odiare. Per chiudere definitivamente ed eliminare ogni possibile debolezza e tentazione futura.... MA CAZZO! Ci sono altri modi per ottenere questo senza arrivare a tanto. Per far morire la vostra relazione, ha scelto di far morire una parte di te!
Ed infatti....
Nicka;1342608 ha detto:
[FONT=&quot]A 25 anni ho smesso di giocare.[/FONT]
...ti auguro di ritrovare di nuovo, un giorno la bambina giocherellona che è in te.
 

Nicka

Capra Espiatrice
ho voluto leggere tutto per riuscire a capire il suo comportamento ma mi sembra che un chiarimento diretto rispetto a ciò che è successo quel giorno non ci sia mai stato. INutile dirti che non apprezzo il comportamento del tuo amico quindi passo oltrew, chi mi ha preceduto in questo 3D ha espresso chiaramente la più ampia disapprovazione e son felice che quella più incisiva sia scaturita dagli uomini del forum. vorrei capire ( se non ti è gravoso o ritieni di non parlarne) che motivazioni hai addotto tu del suo comportamento per superare tutto con relativo perdono (?). ti dico subito che un comportamento così a me sembra scaturire da una grande frustrazione e disprezzo ma sarebbe da capire la fonte che ha fatto degenerare il tutto. cOmprendo la sua necessità a mantenere un rapporto con te "amichevole" ma al tuo posto avrei preteso spiegazioni e scuse ben circostanziate ....devi esser una con un cuore di panna ... un abbraccio
Ma che io sia troppo buona è cosa risaputa, su questo ho lavorato molto e ora se ti mando affanculo ti mando affanculo e basta...:D
Per quello che ne ho ricavato io posso solo dire che è come se avesse voluto trovare una motivazione alla chiusura e non trovando strade alternative ha agito in quel modo. Tra l'altro aggiungo che nessuno dei due è stato mai particolarmente passionale e fisico, entrambi molto cerebrali e abbastanza "freddi". Quindi ha fatto una cosa che proprio non era sua...
La frustrazione è evidente...e lo era perchè forse non è mai stato capace di prendere delle decisioni in maniera coerente con quello che provava...tant'è che negli anni mi ha detto che non è stato capace di fare le scelte che avrebbe voluto fare.
Non ne abbiamo mai parlato e non si è mai scusato...ma, c'è un ma...
Nel periodo successivo, quando capitava che mi incrociasse non aveva il coraggio di guardarmi...è stato dopo oltre un anno che c'è stata occasione di parlare 5 minuti ed era presente anche la mia migliore amica...
Quando se ne è andato l'ho seguito nel parcheggio e gli ho chiesto di guardarmi...
Mi ha pianto sulla spalla per 20 minuti tenendomi fortissimo.
Non c'era bisogno che mi dicesse scusa, si era scusato così...non mi formalizzo nelle parole...so quando una persona si scusa...
 

Fantastica

Utente di lunga data
Comunque, leggevo e mi ritornava in mente la scena con Robert De Niro in C'era una volta in America, quando praticamente stupra Deborah in macchina dopo che, alla fine di quella cena favolosa, lei gli disse che avrebbe lasciato New York.
Esatto. Tuba, sei un mito.:smile:
 

Eratò

Utente di lunga data
Ecco, prendo spunto innanzitutto per dire che se qualcuna si rivede in quello che ho scritto spero percepisca una sorta di vicinanza...
In secondo luogo non so come spiegarmi, ma io non voglio giustificarlo, nè nascondermi dietro un dito, ma non l'ho mai pensato come un violento...
Mi è sembrata quasi una cosa irreale quella che mi è capitata, forse è per questo che fondamentalmente sono anche così serena...
Un uomo che violenta una donna è gia il massimo della violenza....indipendentemente dalla conoscenza, dalla natura del rapporto, dal contesto..Forse è stato il tuo coinvolgimento emotivo e successivamente l'amicizia che t'illudono e t'impediscono di vedere chiara la realtà ma un uomo così è violento.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Cara Nicka,

l'allusione del Tuba a quel film è perfetta. E' una modalità molto maschile, quella della violenza, per risolvere cose che non si riescono a gestire e tu l'hai così perdonato, perché l'hai capito, che gli hai detto, poi, "ti amo"...
Questo non toglie che io al tuo posto sicuramente ma proprio sicuramente gli avrei spaccato in testa qualsiasi oggetto contundente avessi a portata di mano.
Gli avrei fatto male, molto male. Anche a 25 anni. E non sarebbe mai più stato un amico. Mai.
 

Ultimo

Escluso
Per prima cosa un abbraccio.
Poi io credo che ci siano dei meccanismi che il nostro cervello usa per proteggerci da cose che sono più difficili da affrontare di una violenza.
Tipo il fatto che una persona che amiamo e che crediamo ci voglia almeno bene ci usa, ci tratta come uno straccio, ha lo stesso riguardo per noi che avrebbe per lo zerbino di casa.
E' difficile da accettare questo, perchè significa accettare di revisionare tutto il nostro passato con quella persona.
Per questo la maggior parte delle violenze domestiche non vengono denunciate e continuano per anni.
Si trovano ragioni, si adducono motivazioni, si mascherano le cose.
E spesso ci si addossa pure una colpa.
Non so cosa possa essere peggio per te, adesso che con quell'uomo non hai più nulla da spartire, se affrontare la realtà e vederlo per quello che è, e vedere davvero la vostra storia per quello che è stata, o continuare a scusarlo per quello che ha fatto.
Ti dico solo una cosa : noi non dimentichiamo cose del genere e cose come quella sono mine inesplose, spero che la tua si incagli sul fondo dell'abisso delle Marianne e lì resti, senza mai scoppiare.
Ma se hai sentito il bisogno di parlarne io ne dubito.
E se sentissi il bisogno di parlarne ancora non fermarti.
Un bacio.

Cioè fammi capire, io mezzora di filosofeggiare e non fare capire niente a nessuno, arrivi tu quatta quatta buona buona e con due parole semplici copi quello che io ho scritto? minchia come rodoo..:D
 

Nicka

Capra Espiatrice
Per prima cosa un abbraccio.
Poi io credo che ci siano dei meccanismi che il nostro cervello usa per proteggerci da cose che sono più difficili da affrontare di una violenza.
Tipo il fatto che una persona che amiamo e che crediamo ci voglia almeno bene ci usa, ci tratta come uno straccio, ha lo stesso riguardo per noi che avrebbe per lo zerbino di casa.
E' difficile da accettare questo, perchè significa accettare di revisionare tutto il nostro passato con quella persona.
Per questo la maggior parte delle violenze domestiche non vengono denunciate e continuano per anni.
Si trovano ragioni, si adducono motivazioni, si mascherano le cose.
E spesso ci si addossa pure una colpa.
Non so cosa possa essere peggio per te, adesso che con quell'uomo non hai più nulla da spartire, se affrontare la realtà e vederlo per quello che è, e vedere davvero la vostra storia per quello che è stata, o continuare a scusarlo per quello che ha fatto.
Ti dico solo una cosa : noi non dimentichiamo cose del genere e cose come quella sono mine inesplose, spero che la tua si incagli sul fondo dell'abisso delle Marianne e lì resti, senza mai scoppiare.
Ma se hai sentito il bisogno di parlarne io ne dubito.
E se sentissi il bisogno di parlarne ancora non fermarti.
Un bacio.
Ti ringrazio davvero...
Per me è sempre stato lo stronzo eh...e non l'ho mai giustificato per quello che ha fatto.
Perdonare e non dimenticare è quello che ho fatto...
Il perdono forse deriva dal bene che gli ho voluto...ma quel che è certo è che non gli ho mai più permesso di toccarmi, nonostante l'abbia ritentata svariate volte nel corso del tempo!
Con le mie persone ne ho parlato, come si parla di tante altre cose...
Questo è un posto che mi consente di parlarne perchè è proprio un posto che ti porta a farlo...nonostante ci si incazzi per robe di 20 anni fa, ma è la regola dei fora!! :D
E' che forse ne ho sempre parlato privatamente, ho voluto farlo in maniera pubblica, per dire semplicemente che ognuno ha il proprio fardello...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non mi riferisco a nessuno in particolare (noiosissima premessa).
E' facile di fronte a una situazione vissuta da un'altra persona dire "io avrei...". In realtà nessuno sa come avrebbe agito.
Io so che in molte situazioni che ho poi vissuto non ho agito come mi ero prefigurata e tutte le volte ho sorpreso me stessa positivamente.
Penso che anche a Nicka sia successa la stessa cosa.
Questo perché le reazione che abbiamo è molto spesso quella giusta per noi in quel momento.
Non quella razionalmente o convenientemente giusta ma quella che ci permette di elaborare il fatto.
Quando ciò non accade (e anche quando accade) è necessario un lavoro di analisi molto lungo e faticoso.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ecco, prendo spunto innanzitutto per dire che se qualcuna si rivede in quello che ho scritto spero percepisca una sorta di vicinanza...
In secondo luogo non so come spiegarmi, ma io non voglio giustificarlo, nè nascondermi dietro un dito, ma non l'ho mai pensato come un violento...
Mi è sembrata quasi una cosa irreale quella che mi è capitata, forse è per questo che fondamentalmente sono anche così serena...

Mi fai venire i brividi Nicka...dico davvero.

Ti abbraccio forte.

:abbraccio:
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Ma che io sia troppo buona è cosa risaputa, su questo ho lavorato molto e ora se ti mando affanculo ti mando affanculo e basta...:D
Per quello che ne ho ricavato io posso solo dire che è come se avesse voluto trovare una motivazione alla chiusura e non trovando strade alternative ha agito in quel modo. Tra l'altro aggiungo che nessuno dei due è stato mai particolarmente passionale e fisico, entrambi molto cerebrali e abbastanza "freddi". Quindi ha fatto una cosa che proprio non era sua...
La frustrazione è evidente...e lo era perchè forse non è mai stato capace di prendere delle decisioni in maniera coerente con quello che provava...tant'è che negli anni mi ha detto che non è stato capace di fare le scelte che avrebbe voluto fare.
Non ne abbiamo mai parlato e non si è mai scusato...ma, c'è un ma...
Nel periodo successivo, quando capitava che mi incrociasse non aveva il coraggio di guardarmi...è stato dopo oltre un anno che c'è stata occasione di parlare 5 minuti ed era presente anche la mia migliore amica...
Quando se ne è andato l'ho seguito nel parcheggio e gli ho chiesto di guardarmi...
Mi ha pianto sulla spalla per 20 minuti tenendomi fortissimo.
Non c'era bisogno che mi dicesse scusa, si era scusato così...non mi formalizzo nelle parole...so quando una persona si scusa...
Ne deduco che ha gestito malissimo ( quel giorno) la sua frustrazione spero che poi sia cresciuto che se ognuno di noi dovesse trovare un capro espiatorio per scaricare paure e tensioni sarebbe una lotta continua ... Paradossalmente potrebbe averti punito ( scusa il verbo eccessivo ) per non avere il coraggio di troncare una relazione ufficiale e scegliere te ...lo so che JB se legge me ne dirà di ogni ma gli uomini talvolta più delle donne sanno usare la violenza per allontanare le loro paure, un doppio abbraccio son lieta che almeno l'anno dopo abbia pianto per lui e per te
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ne deduco che ha gestito malissimo ( quel giorno) la sua frustrazione spero che poi sia cresciuto che se ognuno di noi dovesse trovare un capro espiatorio per scaricare paure e tensioni sarebbe una lotta continua ... Paradossalmente potrebbe averti punito ( scusa il verbo eccessivo ) per non avere il coraggio di troncare una relazione ufficiale e scegliere te ...lo so che JB se legge me ne dirà di ogni ma gli uomini talvolta più delle donne sanno usare la violenza per allontanare le loro paure, un doppio abbraccio son lieta che almeno l'anno dopo abbia pianto per lui e per te
Concordo.
Vorrei che degli uomini volessero approfondire questa loro modalità di relazione che agiscono e che rimuovono razionalmente.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ne deduco che ha gestito malissimo ( quel giorno) la sua frustrazione spero che poi sia cresciuto che se ognuno di noi dovesse trovare un capro espiatorio per scaricare paure e tensioni sarebbe una lotta continua ... Paradossalmente potrebbe averti punito ( scusa il verbo eccessivo ) per non avere il coraggio di troncare una relazione ufficiale e scegliere te ...lo so che JB se legge me ne dirà di ogni ma gli uomini talvolta più delle donne sanno usare la violenza per allontanare le loro paure, un doppio abbraccio son lieta che almeno l'anno dopo abbia pianto per lui e per te
Concordo.
Vorrei che degli uomini volessero approfondire questa loro modalità di relazione che agiscono e che rimuovono razionalmente.
Non mi riferisco alla storia di Nicka, quindi scusami l'OT riferito alla questione generale della violenza sessuale.

Non voglio far polemica, e scusatemi se lo può sembrare, ma.

Gli uomini li crescono le donne. Li educano, che nelle strutture educative italiane la maggior parte del personale è femminile. Gli uomini stanno in relazione con le donne.

Nonostante questo...non capiscono, non si gestiscono, non trovano altra via allo sfogo della frustrazione. (alcuni).

C'è qualcosa che non mi torna. Non mi torna proprio.

E non voglio aprire la questione uomini vs donne, il discorso mio non è trovare chi ha colpa di cosa.

Però...non riesco a capire. Davvero.

Una violenza lede profondamente chi la subisce. Tendenzialmente è una donna a subirla. Tendenzialmente.

Una violenza, come dice Sbriciolata, è una mina inesplosa.

Costa dolore e fatica affrontarla col suo nome e col suo volto, mostrando il proprio nome e il proprio volto.
E un percorso così ha un inizio, una fine mai. Perchè un evento come una violenza sposta l'asse evolutivo di una persona. E più è giovane la vittima, più il percorso viene condizionato.

Come donna non perdono.

Certe azioni sono imperdonabili.

Che non significa punire.

Semplicemente è imperdonabile. Non ci posso passare sopra. Non mi bastano mille anni di scuse per passarci sopra. Vado avanti io. Ma non ci passo sopra.

E quello che hai fatto te lo tieni. Lo hai scelto. Puoi provare fin che vuoi a trovare assoluzione, non c'è assoluzione. Ti assumi tutto e te lo vivi. E' una responsabilità iniziata nel momento in cui hai deciso di calpestare un no, che neanche avrebbe dovuto essere pronunciato.

Posso comprendere fin che voglio.

Ma la violenza non cambia di nome. Può cambiar vestito, si può provare a rendersela amica. Ma resta quella che è.

Fra l'altro il meccanismo di mettersi dentro nella violenza come attore e non semplicemente come vittima è un meccanismo difensivo. Che in quanto tale rende la mina ancora più pericolosa.
 
Ultima modifica:

Nobody

Utente di lunga data
Non mi riferisco alla storia di Nicka, quindi scusami l'OT riferito alla questione generale della violenza sessuale.

Non voglio far polemica, e scusatemi se lo può sembrare, ma.

Gli uomini li crescono le donne. Li educano, che nelle strutture educative italiane la maggior parte del personale è femminile. Gli uomini stanno in relazione con le donne.

Nonostante questo...non capiscono, non si gestiscono, non trovano altra via allo sfogo della frustrazione. (alcuni).

C'è qualcosa che non mi torna. Non mi torna proprio.

E non voglio aprire la questione uomini vs donne, il discorso mio non è trovare chi ha colpa di cosa.

Però...non riesco a capire. Davvero.

Una violenza lede profondamente chi la subisce. Tendenzialmente è una donna a subirla. Tendenzialmente.

Una violenza, come dice Sbriciolata, è una mina inesplosa.

Costa dolore e fatica affrontarla col suo nome e col suo volto, mostrando il proprio nome e il proprio volto.
E un percorso così ha un inizio, una fine mai. Perchè un evento come una violenza sposta l'asse evolutivo di una persona. E più è giovane la vittima, più il percorso viene condizionato.


Come donna non perdono.

Certe azioni sono imperdonabili.

Che non significa punire.

Semplicemente è imperdonabile. Non ci posso passare sopra. Non mi bastano mille anni di scuse per passarci sopra. Vado avanti io. Ma non ci passo sopra.


E quello che hai fatto te lo tieni. Lo hai scelto. Puoi provare fin che vuoi a trovare assoluzione, non c'è assoluzione. Ti assumi tutto e te lo vivi. E' una responsabilità iniziata nel momento in cui hai deciso di calpestare un no, che neanche avrebbe dovuto essere pronunciato.

Posso comprendere fin che voglio.

Ma la violenza non cambia di nome. Può cambiar vestito, si può provare a rendersela amica. Ma resta quella che è.

Fra l'altro il meccanismo di mettersi dentro nella violenza come attore e non semplicemente come vittima è un meccanismo difensivo. Che in quanto tale rende la mina ancora più pericolosa.
Sono completamente d'accordo con te, qualunque forma di violenza si consideri (tranne ovviamente la difesa di se stessi o di chi è più debole). Mi piacerebbe capire meglio l'ultima frase che hai scritto... cosa intendi con "mettersi dentro nella violenza come attore" ?
 
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disincantata

Utente di lunga data
Ma che io sia troppo buona è cosa risaputa, su questo ho lavorato molto e ora se ti mando affanculo ti mando affanculo e basta...:D
Per quello che ne ho ricavato io posso solo dire che è come se avesse voluto trovare una motivazione alla chiusura e non trovando strade alternative ha agito in quel modo. Tra l'altro aggiungo che nessuno dei due è stato mai particolarmente passionale e fisico, entrambi molto cerebrali e abbastanza "freddi". Quindi ha fatto una cosa che proprio non era sua...
La frustrazione è evidente...e lo era perchè forse non è mai stato capace di prendere delle decisioni in maniera coerente con quello che provava...tant'è che negli anni mi ha detto che non è stato capace di fare le scelte che avrebbe voluto fare.
Non ne abbiamo mai parlato e non si è mai scusato...ma, c'è un ma...
Nel periodo successivo, quando capitava che mi incrociasse non aveva il coraggio di guardarmi...è stato dopo oltre un anno che c'è stata occasione di parlare 5 minuti ed era presente anche la mia migliore amica...
Quando se ne è andato l'ho seguito nel parcheggio e gli ho chiesto di guardarmi...
Mi ha pianto sulla spalla per 20 minuti tenendomi fortissimo.
Non c'era bisogno che mi dicesse scusa, si era scusato così...non mi formalizzo nelle parole...so quando una persona si scusa...
Ci credo. Avresti potuto denunciarlo e sarebbe finito in galera.

non ci sono giustificazioni alla violenza e che violenza.
 
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