La mamma totale chiama le corna?

abebe

Utente di lunga data
Abebe era di svelamento individuale che parlavo, questo è un altro argomento

Non per nulla avevo portato l'esempio del gatto preso a pistolettate.

Ovvio che anche in una relazione ci sia continuo spazio di svelamento

Anche solo passare da fidanzati che vanno a divertirsi a coniugi che convivono (nuova esperienza) c'è svelamento

Di mogli e mariti che ti diranno "da quando siamo sposati è totalmente cambiato/a" ne trovi come i coriandoli a carnevale
No, vabbeh... allora a me mi svela molto di me stesso anche quando tiro un peto e trovo la strisciata di merda sulle mutande!

Cioè: se tutto svela, allora niente svela.

Ah regà: giuro che prima di arrivare su 'sto forum non immaginavo ci fosse della gente che passava il tempo a farsi pippe mentali simili!

Della serie:
era meglio morire da piccoli
con i peli del culo a batuffoli
che morire da vecchi soldati
con i peli del culo bruciati

:)
 

Skorpio

Utente di lunga data
No, vabbeh... allora a me mi svela molto di me stesso anche quando tiro un peto e trovo la strisciata di merda sulle mutande!

Cioè: se tutto svela, allora niente svela.

Ah regà: giuro che prima di arrivare su 'sto forum non immaginavo ci fosse della gente che passava il tempo a farsi pippe mentali simili!

Della serie:
era meglio morire da piccoli
con i peli del culo a batuffoli
che morire da vecchi soldati
con i peli del culo bruciati

:)
Non so se tirare un peto sia un confine che non vuoi superare, ma eventualmente credo sia il caso di starti a distanza perché un giorno o l'altro esploderài :ROFLMAO:

Nb ho scritto almeno 3 volte che lo svelamento per me è legato a confini.. Ma che ci vorrà mai a leggere?
 

abebe

Utente di lunga data
Ma è tutto un confine!
Anche tirare un peto: tirare un peto è cosa fisiologica e naturale. Fa bene. Non tirarlo quando ti scappa fa star male.
Eppure sono sicuro che non hai mai tirato un bel peto rumoroso in pubblico. Perché?
È un bel confine da superare. E sarebbe anche giusto superarlo. Perché non superarlo con la stessa non chalance con cui si mette un bel paio di corna alla legittima?

E guarda che so leggere bene, eh?
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ma è tutto un confine!
Anche tirare un peto: tirare un peto è cosa fisiologica e naturale. Fa bene. Non tirarlo quando ti scappa fa star male.
Eppure sono sicuro che non hai mai tirato un bel peto rumoroso in pubblico. Perché?
È un bel confine da superare. E sarebbe anche giusto superarlo. Perché non superarlo con la stessa non chalance con cui si mette un bel paio di corna alla legittima?

E guarda che so leggere bene, eh?
Va bene :)
 

danny

Utente di lunga data
Ma è tutto un confine!
Anche tirare un peto: tirare un peto è cosa fisiologica e naturale. Fa bene. Non tirarlo quando ti scappa fa star male.
Eppure sono sicuro che non hai mai tirato un bel peto rumoroso in pubblico. Perché?
È un bel confine da superare. E sarebbe anche giusto superarlo. Perché non superarlo con la stessa non chalance con cui si mette un bel paio di corna alla legittima?

E guarda che so leggere bene, eh?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
No, vabbeh... allora a me mi svela molto di me stesso anche quando tiro un peto e trovo la strisciata di merda sulle mutande!

Cioè: se tutto svela, allora niente svela.

Ah regà: giuro che prima di arrivare su 'sto forum non immaginavo ci fosse della gente che passava il tempo a farsi pippe mentali simili!

Della serie:
era meglio morire da piccoli
con i peli del culo a batuffoli
che morire da vecchi soldati
con i peli del culo bruciati

:)
Disse quello delle opinioni che hanno tutte pari dignità.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
A questo punto mi sorge una domanda: per svelare se stessi a se stessi, è necessario passare attraverso il fare le corna, che sia con cazzo e figa o senza?
Intanto ti metto qui la mia prospettiva.
Io sono una traditrice storica, posso serenamente affermare che "l'identità" di colei che tradisce mi è stata appiccicata da prima della mia nascita.
(dovrei raccontarti di me, ma sarebbe veramente lunghissimo e mi hai sgridato che sono prolissa ;) quindi mi sa che devi prendermi in parola!)

Le corna per me non sono mai state svelamento di alcunchè.

Per il semplice motivo che la mia immagine di me era già quella della traditrice. Non avevo bisogno di farci patti, mediazioni.
Non deludevo nessuna aspettativa su di me.
Non c'era purezza perduta o ricercata, anzi.
Ho sempre percepito che io ero esattamente in quel modo lì.
La purezza non è mai stata di mio interesse.

E', paradossalmente, uno svelamento per me non tradire (contemporaneamente me e l'altro...se mi trovassi ad un bivio fra me e l'altro, io so che sceglierei me senza remore, magari con una metodologia più raffinata da questi ultimi anni).

Quindi...la risposta alla tua domanda...è dipende :)

Sono piuttosto propensa a pensare che chi, a differenza mia, ha sempre giudicato il tradimento come appartenente ad altri, in un qualche modo se si trova a tradire si debba confrontare con una immagine di sè inaspettata. Quantomeno.
Sono piuttosto propensa a pensare che il 99,9% di quel che ho sentito e ho letto rispetto ad amori improvvisi e innamoramenti fulminanti che fanno perdere il controllo siano esattamente tentativi per non svelarsi ai propri occhi e illusioni atte a non far crollare l'immagine precedente di sè.
Guardarsi allo specchio e dirsi "minchia, sono quella persona lì."

E dico dipende perchè a volte neanche le corna - che sono comunque un evento rumoroso in una coppia, anche se uno dei due non ne sa nulla o crede di non saperne nulla - svelano. (non si svela chi e ciò non vuol esser svelato.)
A volte invece svelano e portano fuori persone nuove. Non che siano nuove per davvero eh.
E per paradosso aprono la porta ad una maggior capacità di dirsi la verità sulle proprie ombre e quindi sulle proprie luci.

Quel che penso sia necessario è l'intenzione di farlo.
E l'assunzione del rischio di farlo. Del dolore di dare la morte al sè conosciuto per incontrare lo Sconosciuto.
Un amico mi ricordava che "serve perdersi, per trovarsi".

Certo è che se passo la vita a ricoprire ruoli navigati e a cercare confort e sicurezza della mia immagine, di quella che va di moda chiamare coerenza...lo svelamento manco con un container di corna o di non corna;)
Alla fine svelarsi, stare nudi col cappotto, riguarda la propria disponibilità a disconfermarsi senza fuggire dai mostri, eventuali.
Incontrare le incoerenze e le disintegrazioni.
E imparare l'arte del kintsugi. :)
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Puri nel senso di fedeli a se stessi? E che c'è di meglio di un tradimento per dimostrare a se stessi che non ci si è piegati? In realtà la purezza della natura umana dovrebbe essere la fedeltà alla natura umana. Uno squalo che per 300 milioni di anni non ha mai avuto bisogno di evolversi e sbrana un bambino che nuota è molto più puro un gatto di casa che si mette sulla schiena mostrando la pancia per due crocchette. La natura umana è quella di sfruttare gli altri per star bene se stesso e quelli a lui strettamente legati.
come ti scrivevo, no, non più puro nel senso di più fedele a se stesso.
Ma più fedele invece all'immagine di se stesso che lui ha e pensa di DOVER avere per rispondere alle aspettative su se stesso.
tipo uno squalo che vorrebbe sbranare il bambino che nuota, ma poi pensa che quel bambino poveretto non ha avuto 300 milioni di anni per evolversi, che è ancora piccolo e fragile e non è COLPA (presente quel che gira intorno a quando compare sta parola, no, e si sta girovagando intorno a innocenza, espiazione, sacrificio etc etc) sua. Quindi come squalo, per espiare il suo essere squalo, non sbrana il bambino e prova a ingoiare alghe.

E minchia, a metà discorso ero indecisa se abbracciarlo chiudendogli la bocca oppure prender una frusta e ordinargli di contare senza emettere altro suono che "grazie". :)

Poi, come dicevo ad @abebe, io sto sperimentando come il non tradire (contemporaneamente me e l'altro) sveli parti di me.
Ma io ho tutte le mie idee sulla famiglia, sul matrimonio e sui patti di coppia.

Credo che ci siano una miriade di dchiarati traditori che si inventano una marea di cazzate per fare semplicemente i cazzi propri senza lacun altro motivo che un soddisfacimento momentaneo e necessariamente inappagante. E così si inventano tutte quelle menate sull'innamoramento e via dicendo. E questo per il semplice motivo che non riescono a dichiarare a se stessi che semplicemente la purezza è un concetto un tantino più complesso di "esente da colpe o peccati". E anche da assoluzione.

EDIT: la mia gatta, quando le ho dato un cibo che non gradiva, mi ha chiaramente indirizzato un pensiero del tipo "mi dai la merda, plebea! non ammetterò ulteriori errori!!!".
 

Lara3

Utente di lunga data
Intanto ti metto qui la mia prospettiva.
Io sono una traditrice storica, posso serenamente affermare che "l'identità" di colei che tradisce mi è stata appiccicata da prima della mia nascita.
(dovrei raccontarti di me, ma sarebbe veramente lunghissimo e mi hai sgridato che sono prolissa ;) quindi mi sa che devi prendermi in parola!)

Le corna per me non sono mai state svelamento di alcunchè.

Per il semplice motivo che la mia immagine di me era già quella della traditrice. Non avevo bisogno di farci patti, mediazioni.
Non deludevo nessuna aspettativa su di me.
Non c'era purezza perduta o ricercata, anzi.
Ho sempre percepito che io ero esattamente in quel modo lì.
La purezza non è mai stata di mio interesse.

E', paradossalmente, uno svelamento per me non tradire (contemporaneamente me e l'altro...se mi trovassi ad un bivio fra me e l'altro, io so che sceglierei me senza remore, magari con una metodologia più raffinata da questi ultimi anni).

Quindi...la risposta alla tua domanda...è dipende :)

Sono piuttosto propensa a pensare che chi, a differenza mia, ha sempre giudicato il tradimento come appartenente ad altri, in un qualche modo se si trova a tradire si debba confrontare con una immagine di sè inaspettata. Quantomeno.
Sono piuttosto propensa a pensare che il 99,9% di quel che ho sentito e ho letto rispetto ad amori improvvisi e innamoramenti fulminanti che fanno perdere il controllo siano esattamente tentativi per non svelarsi ai propri occhi e illusioni atte a non far crollare l'immagine precedente di sè.
Guardarsi allo specchio e dirsi "minchia, sono quella persona lì."

E dico dipende perchè a volte neanche le corna - che sono comunque un evento rumoroso in una coppia, anche se uno dei due non ne sa nulla o crede di non saperne nulla - svelano. (non si svela chi e ciò non vuol esser svelato.)
A volte invece svelano e portano fuori persone nuove. Non che siano nuove per davvero eh.
E per paradosso aprono la porta ad una maggior capacità di dirsi la verità sulle proprie ombre e quindi sulle proprie luci.

Quel che penso sia necessario è l'intenzione di farlo.
E l'assunzione del rischio di farlo. Del dolore di dare la morte al sè conosciuto per incontrare lo Sconosciuto.
Un amico mi ricordava che "serve perdersi, per trovarsi".

Certo è che se passo la vita a ricoprire ruoli navigati e a cercare confort e sicurezza della mia immagine, di quella che va di moda chiamare coerenza...lo svelamento manco con un container di corna o di non corna;)
Alla fine svelarsi, stare nudi col cappotto, riguarda la propria disponibilità a disconfermarsi senza fuggire dai mostri, eventuali.
Incontrare le incoerenze e le disintegrazioni.
E imparare l'arte del kintsugi. :)
Serve perdersi per ritrovarsi solo se non ci si allontana troppo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Serve perdersi per ritrovarsi solo se non ci si allontana troppo.
perdersi non è allontanarsi ;)
O ci si perde ( e ci si lascia andare) o non ci si perde.

Fa paura.
E il risultato non è certo.
A volte ci si trova. A volte...si resta persi.
Ma credo non sia neppure questo il punto. Il punto è cercarsi.

E' il rischio di lasciar andare il conosciuto e attraversare.

Però non è obbligatorio :)

itaca
 

abebe

Utente di lunga data
Intanto ti metto qui la mia prospettiva.
Io sono una traditrice storica, posso serenamente affermare che "l'identità" di colei che tradisce mi è stata appiccicata da prima della mia nascita.
(dovrei raccontarti di me, ma sarebbe veramente lunghissimo e mi hai sgridato che sono prolissa ;) quindi mi sa che devi prendermi in parola!)

Le corna per me non sono mai state svelamento di alcunchè.

Per il semplice motivo che la mia immagine di me era già quella della traditrice. Non avevo bisogno di farci patti, mediazioni.
Non deludevo nessuna aspettativa su di me.
Non c'era purezza perduta o ricercata, anzi.
Ho sempre percepito che io ero esattamente in quel modo lì.
La purezza non è mai stata di mio interesse.

E', paradossalmente, uno svelamento per me non tradire (contemporaneamente me e l'altro...se mi trovassi ad un bivio fra me e l'altro, io so che sceglierei me senza remore, magari con una metodologia più raffinata da questi ultimi anni).

Quindi...la risposta alla tua domanda...è dipende :)

Sono piuttosto propensa a pensare che chi, a differenza mia, ha sempre giudicato il tradimento come appartenente ad altri, in un qualche modo se si trova a tradire si debba confrontare con una immagine di sè inaspettata. Quantomeno.
Sono piuttosto propensa a pensare che il 99,9% di quel che ho sentito e ho letto rispetto ad amori improvvisi e innamoramenti fulminanti che fanno perdere il controllo siano esattamente tentativi per non svelarsi ai propri occhi e illusioni atte a non far crollare l'immagine precedente di sè.
Guardarsi allo specchio e dirsi "minchia, sono quella persona lì."

E dico dipende perchè a volte neanche le corna - che sono comunque un evento rumoroso in una coppia, anche se uno dei due non ne sa nulla o crede di non saperne nulla - svelano. (non si svela chi e ciò non vuol esser svelato.)
A volte invece svelano e portano fuori persone nuove. Non che siano nuove per davvero eh.
E per paradosso aprono la porta ad una maggior capacità di dirsi la verità sulle proprie ombre e quindi sulle proprie luci.

Quel che penso sia necessario è l'intenzione di farlo.
E l'assunzione del rischio di farlo. Del dolore di dare la morte al sè conosciuto per incontrare lo Sconosciuto.
Un amico mi ricordava che "serve perdersi, per trovarsi".

Certo è che se passo la vita a ricoprire ruoli navigati e a cercare confort e sicurezza della mia immagine, di quella che va di moda chiamare coerenza...lo svelamento manco con un container di corna o di non corna;)
Alla fine svelarsi, stare nudi col cappotto, riguarda la propria disponibilità a disconfermarsi senza fuggire dai mostri, eventuali.
Incontrare le incoerenze e le disintegrazioni.
E imparare l'arte del kintsugi. :)
Grazie della risposta.

RIsposta non imprevedibile nella sostanza, meno prevedibile nella forma. :)

Condivido il pensiero che una gran parte di chi tradisce si racconta ciò che più gli aggrada per per farsi restituire dallo specchio un'immagine il più possibile conforme a quella che si aspetta.

Sul resto condivido abbastanza più o meno... fino ad un certo punto.

PS: ovviamente, quelle sulla tua prolissità sono solo sciocche battute! Oddio...:LOL:
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sono piuttosto propensa a pensare che il 99,9% di quel che ho sentito e ho letto rispetto ad amori improvvisi e innamoramenti fulminanti che fanno perdere il controllo siano esattamente tentativi per non svelarsi ai propri occhi e illusioni atte a non far crollare l'immagine precedente di sè.
Guardarsi allo specchio e dirsi "minchia, sono quella persona lì."
Ma che c'entra? Eddai su!
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Grazie della risposta.

RIsposta non imprevedibile nella sostanza, meno prevedibile nella forma. :)

Condivido il pensiero che una gran parte di chi tradisce si racconta ciò che più gli aggrada per per farsi restituire dallo specchio un'immagine il più possibile conforme a quella che si aspetta.

Sul resto condivido abbastanza più o meno... fino ad un certo punto.

PS: ovviamente, quelle sulla tua prolissità sono solo sciocche battute! Oddio...:LOL:
Prego :)

Ecco...oltre che prolissa anche poco imprevedibile...che tristezza :eek::eek: Così disconfermi la mia idea di essere speciale!!!!

Non solo chi tradisce...anche chi non tradisce :)
Il punto non è tradire o non tradire, corna o non corna. Ma l'intenzionalità riguardo allo svelarsi ai propri stessi occhi.

C'è una botta di gente che si inventa storie iper romantiche per giustificare il tradimento, ma c'è allo stesso modo una botta di gente che non tradisce perchè non si riconosce in quel che PENSA sia tradire.
forse se tradisse, si riconoscerebbe...chi lo sa :sneaky::D

Da dove non condividi?
E' la parte che mi interessa di più, quella della non condivisione.

PS: sto scherzando pure io ;)
 

brenin

Utente
Staff Forum
Intanto ti metto qui la mia prospettiva.
Io sono una traditrice storica, posso serenamente affermare che "l'identità" di colei che tradisce mi è stata appiccicata da prima della mia nascita.
(dovrei raccontarti di me, ma sarebbe veramente lunghissimo e mi hai sgridato che sono prolissa ;) quindi mi sa che devi prendermi in parola!)

Le corna per me non sono mai state svelamento di alcunchè.

Per il semplice motivo che la mia immagine di me era già quella della traditrice. Non avevo bisogno di farci patti, mediazioni.
Non deludevo nessuna aspettativa su di me.
Non c'era purezza perduta o ricercata, anzi.
Ho sempre percepito che io ero esattamente in quel modo lì.
La purezza non è mai stata di mio interesse.

E', paradossalmente, uno svelamento per me non tradire (contemporaneamente me e l'altro...se mi trovassi ad un bivio fra me e l'altro, io so che sceglierei me senza remore, magari con una metodologia più raffinata da questi ultimi anni).

Quindi...la risposta alla tua domanda...è dipende :)

Sono piuttosto propensa a pensare che chi, a differenza mia, ha sempre giudicato il tradimento come appartenente ad altri, in un qualche modo se si trova a tradire si debba confrontare con una immagine di sè inaspettata. Quantomeno.
Sono piuttosto propensa a pensare che il 99,9% di quel che ho sentito e ho letto rispetto ad amori improvvisi e innamoramenti fulminanti che fanno perdere il controllo siano esattamente tentativi per non svelarsi ai propri occhi e illusioni atte a non far crollare l'immagine precedente di sè.
Guardarsi allo specchio e dirsi "minchia, sono quella persona lì."

E dico dipende perchè a volte neanche le corna - che sono comunque un evento rumoroso in una coppia, anche se uno dei due non ne sa nulla o crede di non saperne nulla - svelano. (non si svela chi e ciò non vuol esser svelato.)
A volte invece svelano e portano fuori persone nuove. Non che siano nuove per davvero eh.
E per paradosso aprono la porta ad una maggior capacità di dirsi la verità sulle proprie ombre e quindi sulle proprie luci.

Quel che penso sia necessario è l'intenzione di farlo.
E l'assunzione del rischio di farlo. Del dolore di dare la morte al sè conosciuto per incontrare lo Sconosciuto.
Un amico mi ricordava che "serve perdersi, per trovarsi".

Certo è che se passo la vita a ricoprire ruoli navigati e a cercare confort e sicurezza della mia immagine, di quella che va di moda chiamare coerenza...lo svelamento manco con un container di corna o di non corna;)
Alla fine svelarsi, stare nudi col cappotto, riguarda la propria disponibilità a disconfermarsi senza fuggire dai mostri, eventuali.
Incontrare le incoerenze e le disintegrazioni.
E imparare l'arte del kintsugi. :)
Parto dalla fine, dall'arte del ricomporre..... quancosa di " rotto " per renderlo ( forse ) ancora più bello rispetto a com'era prima..... tutto sommato, alla base, c'è la coerenza e la forza di andare comunque avanti, di mettersi in discussione, riconoscere mostri,fantasmi,incoerenze,illusioni e disillusioni.... e soprattutto di non cambiare la strada che si è deciso di intraprendere ( restando in tema " nipponico " il famoso " gokudo " la via definitiva ). Giusto per non avere rimorsi o rimpianti in un più o meno prossimo futuro....
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Parto dalla fine, dall'arte del ricomporre..... quancosa di " rotto " per renderlo ( forse ) ancora più bello rispetto a com'era prima..... tutto sommato, alla base, c'è la coerenza e la forza di andare comunque avanti, di mettersi in discussione, riconoscere mostri,fantasmi,incoerenze,illusioni e disillusioni.... e soprattutto di non cambiare la strada che si è deciso di intraprendere ( restando in tema " nipponico " il famoso " gokudo " la via definitiva ). Giusto per non avere rimorsi o rimpianti in un più o meno prossimo futuro....
Ciao!!!
Sono contenta di ritrovarti @brenin :)

Sì, è come dici.
Nella mia testa il ri-comporre mi accompagna da anni ormai.
Ed è Intenzione.
Cercando di fare attenzione alle trappole della mia mente, cercando di non cadere nelle aspettative ma lasciarle lì galleggianti e fare l'esercizio che mi vien più complesso...pazienza e respiro.
Non dare spiegazioni ma lasciare che il quadro si apra ai miei occhi nel tempo.

Nell'ultimo periodo sto imparando un esercizio che mi riesce ancora più difficile della pazienza (in cui comunque sono novizia).
La gratitudine. Che non è semplicemente essere grata.
Ma accettare onestamente in me il non sapere i significati e seguir la via.
Qui emerge la mentitrice e la manipolatrice. La paura che come primo impulso spingerebbe a metter le cose dove voglio che siano.
Fermarmi alla gratitudine lasciando che il resto parli e tenendo posizione.

Sono leeenta. E meccanica.
Non so ancora sapere senza sapere.

Se però si interrompe, si cambia direzione, ne sono stata tentata parecchie volte, ultimamente poi moltissimo...ho provato a cedere alla tentazione di lasciare. La sensazione che me ne è ritornata è stata di incompletezza e ansia da sospeso.

Credo che ad un certo punto non si possa semplicemente lasciar la via.
Credo che a volte sia semplicemente impossibile tornare indietro. Che anche provandoci non si torna da dove si è venuti.

Non so se sono riuscita a spiegarmi. Anche perchè non è chiarissimo neppure a me.
Lo sento, principalmente.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Gli amori fulminanti sono quando ti accorgi di una persona fuori da te che ti accende, un gioco di specchi e risonanze, che c'entra il discorso difensivo che fai tu?
E quanti sono secondo te gli amori fulminanti a cui fai riferimento tu?

Per quello che sento e leggo l'innamoramento non è quasi mai rivolto all'altro ma è spesso rivolto alle immagini interiori di sè che si mettono sull'altro.
E lì non c'è risonanza e manco specchio.
E' un monologo emozionale. Basato sull'idealizzazione.

Che tendenzialmente finisce con "ma che stronz*!!" e con "me tapin*" :)

Quello di cui parli tu, porta pace.

L'idealizzazione, delusione. Inevitabilmente.

Poi c'è chi nell'idealizzazione ci sta tutta una vita eh.

EDIT: quello cui fai riferimento tu, richiede saper distinguere il dentro dal fuori. E non ha neppure bisogno di amore per essere.
In effetti è qualcosa di vicino all'amore, nel senso che si basa sul riconoscimento delle differenze e sulla loro inclusione. Ecco perchè porta pace.
 

abebe

Utente di lunga data
Prego :)

Ecco...oltre che prolissa anche poco imprevedibile...che tristezza :eek::eek: Così disconfermi la mia idea di essere speciale!!!!
Il contrario: la confermo.

Ognuno ha le sue idee che ha sviluppato a partire dai suoi imprinting familiari, plasmate dalle sue esperienze di vita, assorbite, rielaborate, digerite e poi cacate.

I tuoi percorsi sono stati altamente non lineari, parecchio diversi dai miei e da quelli dei più: inevitabile che i risultati siano sensibilmente diversi. In questa diversità, non so se la cosa ti disturba... :) , io ci vedo comunque una base condivisa che è il rispetto di sé (o coerenza, o chiamalo come ti pare, visto che alcuni termini ti risultano antipatici), ma partendo da questa base e usando metri parecchio diversi si raggiungono posti parecchio diversi.

Posti diversi ma non imprevedibili, appunto, se uno ragiona in modo deduttivo partendo non dai propri assiomi ma da quelli dell'altro. Almeno... finché l'altro è coerente... ;) :)

Il non conformismo non implica, né è equivalente, all'imprevedibilità del pensiero: è semplicemente il non conformarsi ad un pensiero altrui calato dall'alto. È il non pensare per interposta persona.
Seguire percorsi non lineari, riuscendo a non perdersi, è una strada sicura per sviluppare un pensiero critico ma ci si può riuscire anche percorrendo sentieri battuti dai più, a patto di porsi domande invece di accettare risposte sfornate bell'e pronte dagli altri.



Non solo chi tradisce...anche chi non tradisce :)
Il punto non è tradire o non tradire, corna o non corna. Ma l'intenzionalità riguardo allo svelarsi ai propri stessi occhi.
Nell'ottica di cui sopra c'è una facile generalizzazione nella dicotomia corna/non corna che viene molto spesso tradotta semplicisticamente in
"corna" = "percorso non lineare" = "pensiero critico" = "non conformismo"
"non corna" = "appiattimento comportamentale etero indotto" = "pensiero acritico" = "conformismo"


Il primo step per uscire da queste identificazioni, come dici, è l'intenzionalità perché nella maggior parte dei tradimenti l'unica intenzionalità che c'è è la voglia di farsi procurare un orgasmo da una persona diversa. Voglia molto spesso mascherata, come dici tu, dalla personale maschera che serve a non svelarsi troppo questa voglia...

Naturalmente, parlo dei tradimenti di quelli che "a casa tutto bene, grazie :) ". Perché se a casa ci sono problemi, lì l'origine del tradimento è chiara senza troppe paturnie.

Ritengo però che tutto questo non si applichi a te: veniamo al neretto.

C'è una botta di gente che si inventa storie iper romantiche per giustificare il tradimento, ma c'è allo stesso modo una botta di gente che non tradisce perchè non si riconosce in quel che PENSA sia tradire.
forse se tradisse, si riconoscerebbe...chi lo sa :sneaky::D

Da dove non condividi?
E' la parte che mi interessa di più, quella della non condivisione.

PS: sto scherzando pure io ;)

Non condivido nel momento in cui dalla teoria si passa alla pratica, perché partiamo da assiomi completamente diversi. E come ben sai, partendo da assiomi diversi si deducono cose diverse, ognuna perfettamente coerente all'interno del proprio schema assiomatico, seppur in contraddizione tra loro.

Questo forum si chiama "Tradimento". E si finisce quasi sempre a parlare di corna, per quanto a tutti sia molto chiaro che le corna "cazzo/figa" non sono l'unica forma di tradimento. Nonostante ciò, questo è leitmotiv condiviso, per ovvi motivi.

E pur avendo ben chiaro che le corna non sono l'unico tradimento anche tu comunque ne parli nel modo condiviso dagli altri. Ed è qui che non condivido, perché per te "scopare/non scopare con altri" NON è tradimento: l'hai detto più volte che la non esclusività sessuale è cosa esplicitamente ammessa nella tua coppia.

In altre parole, tu ed io abbiamo (ambiamo a?) coppie fondate su postulati diversi, pertanto la domanda

per svelare se stessi a se stessi, è necessario passare attraverso il fare le corna, che sia con cazzo e figa o senza?

è mal posta come base di partenza per una discussione tra noi: ok, fare le corna è un limite che si passa ma per me è un limite che ha a che fare con il concetto di "tradimento", mentre per te è un limite che NON ha a che fare con il concetto di tradimento!

Una domanda più corretta sarebbe: fissati i limiti di una coppia, per svelare se stessi a se stessi, è necessario passare attraverso il superamento UNILATERALE di quei limiti?

Messa così, la domanda, assume tutta un'altra prospettiva...:)

E facciamo subito un esempio concreto, che mi sto arrovellando in tutte queste seghe mentali.

Partiamo da quello di cui si parlava all'inizio.
Per me, questo ormai è dichiarato, l'esclusività sessuale è un limite della coppia, per te no. Tu non devi tradire in nessun modo le basi fondanti della tua coppia perché è esplicitato che se vuoi fai, se non vuoi non fai. Al punto che per te sta diventando una novità quella di iniziare a considerare l'esclusività sessuale. Nuovamente, anche qui non c'è tradimento: è scelta condivisa. Per voi la possiamo vedere quasi come l'introduzione di un piccolo gioco di perversione...!!! :ROFLMAO: Chessò... come se noi parlassimo di introdurre delle tutine in latex o dei frustini!

Vedi l'asimmetria del discorso?
Facciamo ora un esempio al contrario.

Se ho ben capito, una tua regola su cui non transigi è che non vuoi figli.
Io su questo sono relativamente agnostico: posso averne e non averne. Non è una condizione fondante che metto alla base della coppia.
Ecco, in questo ci scambiamo le posizioni rispetto all'esclusività sessuale: io aperto a tutto, tu rigida in una posizione.

Cosa succederebbe se allora tu trovassi il tuo uomo che di nascosto va a fare la bava nei negozi di carrozzine?

È questo il punto: la modifica unilaterale e non comunicata delle condizioni che crea un problema, al di là di quello che svela.
Cioè: svela, ok, ma lo svelamento È un problema.

Non so se mi sono spiegato....
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Il contrario: la confermo.

Ognuno ha le sue idee che ha sviluppato a partire dai suoi imprinting familiari, plasmate dalle sue esperienze di vita, assorbite, rielaborate, digerite e poi cacate.

I tuoi percorsi sono stati altamente non lineari, parecchio diversi dai miei e da quelli dei più: inevitabile che i risultati siano sensibilmente diversi. In questa diversità, non so se la cosa ti disturba... :) , io ci vedo comunque una base condivisa che è il rispetto di sé (o coerenza, o chiamalo come ti pare, visto che alcuni termini ti risultano antipatici), ma partendo da questa base e usando metri parecchi diversi si raggiungono posti parecchio diversi.

Posti diversi ma non imprevedibili, appunto, se uno ragiona in modo deduttivo partendo non dai propri assiomi ma da quelli dell'altro. Almeno... finché l'altro è coerente... ;) :)

Il non conformismo non implica, né è equivalente, all'imprevedibilità del pensiero: è semplicemente il non conformarsi ad un pensiero altrui calato dall'alto. È il non pensare per interposta persona.
Seguire percorsi non lineari, riuscendo a non perdersi, è una strada sicura per sviluppare un pensiero critico ma ci si può riuscire anche percorrendo sentieri battuti dai più, a patto di porsi domande invece di accettare risposte sfornate bell'e pronte dagli altri.





Nell'ottica di cui sopra c'è una facile generalizzazione nella dicotomia corna/non corna che viene molto spesso tradotta semplicisticamente in
"corna" = "percorso non lineare" = "pensiero critico" = "non conformismo"
"non corna" = "appiattimento comportamentale etero indotto" = "pensiero acritico" = "conformismo"


Il primo step per uscire da queste identificazioni, come dici, è l'intenzionalità perché nella maggior parte dei tradimenti l'unica intenzionalità che c'è è la voglia di farsi procurare un orgasmo da una persona diversa. Voglia molto spesso mascherata, come dici tu, dalla personale maschera che serve a non svelarsi troppo questa voglia...

Naturalmente, parlo dei tradimenti di quelli che "a casa tutto bene, grazie :) ". Perché se a casa ci sono problemi, lì l'origine del tradimento è chiara senza troppe paturnie.

Ritengo però che tutto questo non si applichi a te: veniamo al neretto.




Non condivido nel momento in cui dalla teoria si passa alla pratica, perché partiamo da assiomi completamente diversi. E come ben sai, partendo da assiomi diversi si deducono cose diverse, ognuna perfettamente coerente all'interno del proprio schema assiomatico, seppur in contraddizione tra loro.

Questo forum si chiama "Tradimento". E si finisce quasi sempre a parlare di corna, per quanto a tutti sia molto chiaro che le corna "cazzo/figa" non sono l'unica forma di tradimento. Nonostante ciò, questo è leitmotiv condiviso, per ovvi motivi.

E pur avendo ben chiaro che le corna non sono l'unico tradimento anche tu comunque ne parli nel modo condiviso dagli altri. Ed è qui che non condivido, perché per te "scopare/non scopare con altri" NON è tradimento: l'hai detto più volte che la non esclusività sessuale è cosa esplicitamente ammessa nella tua coppia.

In altre parole, tu ed io abbiamo (ambiamo a?) coppie fondate su postulati diversi, pertanto la domanda

per svelare se stessi a se stessi, è necessario passare attraverso il fare le corna, che sia con cazzo e figa o senza?

è mal posta come base di partenza per una discussione tra noi: ok, fare le corna è un limite che si passa ma per me è un limite che ha a che fare con il concetto di "tradimento", mentre per te è un limite che NON ha a che fare con il concetto di tradimento!

Una domanda più corretta sarebbe: fissati i limiti di una coppia, per svelare se stessi a se stessi, è necessario passare attraverso il superamento UNILATERALE di quei limiti?

Messa così, la domanda, assume tutta un'altra prospettiva...:)

E facciamo subito un esempio concreto, che mi sto arrovellando in tutte queste seghe mentali.

Partiamo da quello di cui si parlava all'inizio.
Per me, questo ormai è dichiarato, l'esclusività sessuale è un limite della coppia, per te no. Tu non devi tradire in nessun modo le basi fondanti della tua coppia perché è esplicitato che se vuoi fai, se non vuoi non fai. Al punto che per te sta diventando una novità quella di iniziare a considerare l'esclusività sessuale. Nuovamente, anche qui non c'è tradimento: è scelta condivisa. Per voi la possiamo vedere quasi come l'introduzione di un piccolo gioco di perversione...!!! :ROFLMAO: Chessò... come se noi parlassimo di introdurre delle tutine in latex o dei frustini!

Vedi l'asimmetria del discorso?
Facciamo ora un esempio al contrario.

Se ho ben capito, una tua regola su cui non transigi è che non vuoi figli.
Io su questo sono relativamente agnostico: posso averne e non averne. Non è una condizione fondante che metto alla base della coppia.
Ecco, in questo ci scambiamo le posizioni rispetto all'esclusività sessuale: io aperto a tutto, tu rigida in una posizione.

Cosa succederebbe se allora tu trovassi il tuo uomo che di nascosto va a fare la bava nei negozi di carrozzine?

È questo il punto: la modifica unilaterale e non comunicata delle condizioni che crea un problema, al di là di quello che svela.
Cioè: svela, ok, ma lo svelamento È un problema.

Non so se mi sono spiegato....
Interessante.
Però già tremo al pensiero della risposta.
 
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