Old Italia1
Utente di lunga data
la libertà non esiste. non sono libero di poter viaggiare nello spazio.
ha un prezzo enorme....troppo alto x le mie tascheche prezzo ha per voi la libertà?
ha un prezzo o è una condizione dell'anima?
intendo la libertà di essere come si vuole e non dipendere in alcun modo da qualcuno.
che prezzo ha per voi la libertà?
ha un prezzo o è una condizione dell'anima?
intendo la libertà di essere come si vuole e non dipendere in alcun modo da qualcuno.
hai una visione molto semplice delle cose e questo è un vantaggio non da poco.La vera ibertà consiste nel non necessitare, quindi io pago il prezzo dei miei bisogni
La forma più estrema di ibertà raggiungibile da un essere umano, è data dalla consapevolezza dei propri bisogni e dall'accettazione che questi hanno un costo e quindi essere disposti a pagarlo.hai una visione molto semplice delle cose e questo è un vantaggio non da poco.
direi che più è articolata la nostra rete di relazioni e cioè, più è largo il raggio di azione, soprattutto riguardo il lavoro, e più si restringe il campo dell'autonomia a tutti gli effetti. oggettivamente la libertà è un'utopia, a meno che uno non trovi il modo di mantenersi vendendo noccioline fuori da un santuario e passi il restante tempo da eremita. (ovviamente le noccioline deve averle raccolte lui nel bosco, perché altrimenti dipenderà cmq dal fornitore ecc ecc. è un esempio, eh.)
certo... ed è proprio per questo che mi chiedevo se la libertà ha un prezzo o se è un modo di essere. voglio dire... è facile essere liberi se non hai niente da perdere...La forma più estrema di ibertà raggiungibile da un essere umano, è data dalla consapevolezza dei propri bisogni e dall'accettazione che questi hanno un costo e quindi essere disposti a pagarlo.
Se non si arriva a questo livello, si è schiavi tanto dei bisogni quanto delle bugie che ci si raconta per giustificarli a spese di qualcun altro
Se non hai niente da perdere sei libero, ma anche morto.certo... ed è proprio per questo che mi chiedevo se la libertà ha un prezzo o se è un modo di essere. voglio dire... è facile essere liberi se non hai niente da perdere...
Allora sei libera...Non viviamo in dittatura e personalmente ho la libertà di esprimere quel che penso.
Non credo di essere come voglio, ma come sono.
Non mi sono mai accorta del prezzo da pagare, ma pe me è così per tutto ...non mi sono mai accorta di aver fatto sacrifici ...ma credo di averne fatti fatti, ma per me era sacrum facere e così è per essere me stessa.
Credo ...se ho capito la domanda.
Riflessioni che in un certo modo con percentuale diversa beccano un po' tutta l'umanita... infatti la liberta' non e' mica un valore assoluto... ha ragione Persa che dice che in fondo se quel prezzo da pagare o lo scendere a un compromesso non lo si avverte come un peso, quella e' una notevole liberta' acquisita, mica cotiche, mica da tuttiForse bisognerebbe distinguere dalle varie interpretazioni di libertà...comunque tutte rispondono ad una primaria che é la libertà di scelta che, spesso oltre ad essere la più importante, é quella che ci obbliga ai compromessi.
Poter scegliere può dipendere dallo stato sociale (indipendenza economica) dalla condizione sentimantale, dalle responsabilità assunte, dall'obbligatorietà del lavoro...
Comunque una libertà matura é quella che accetta di mediare con le libertà altrui nei limiti del reciproco rispetto.
Esiste poi la libertà più completa, quella forse più sublimata ed ideale, la libertà interiore che fa sentire liberi anche dentro una cella.
Nessuna libertà risulta tale se non si é liberi dentro.
Ho trovato queste definizioni in un discorso che riguarda la libertà nei suoi vari risvolti... chissà magari qualcuno condivide queste riflessioni:
Bruja
- Lo svogliato perde la sua libertà perché sceglie spesso la soluzione più facile, meno coinvolgente.
- L'irrazionale perché le sue scelte sono così illogiche che nemmeno si accorge delle corde con cui si lega.
- Il mistico perché è schiavo della sua religiosità.
- L'inibito perché è schiavo delle sue inibizioni.
- Il debole perché è troppo incline ai compromessi.
- Il pauroso perché è schiavo delle sue paure.
- Il dissoluto perché non sa dominare le richieste del suo corpo.
- L'insufficiente perché ha un basso livello di autosufficienza.
- Il patosensibile perché è schiavo del dolore altrui.
- Il romantico perché è schiavo dell'idea che domina la sua vita.
- L'apparente perché "deve" apparire, altrimenti non esiste.
- Il vecchio perché tende a far gestire la propria vita da altri.
Più chiaro di così.......!Il vigliacco si chiede, " E' una cosa sicura? ". L'opportunista si chiede, " E' una cosa educata? ". Il vanitoso si chiede, " E' popolare? ". Ma la coscienza si chiede, " E' giusto? ". E arriva un momento in cui una persona deve prendere una posizione che non e' sicura, non e' educata, non e' popolare, ma quella persona deve prenderla perche' la sua coscienza dice a lui o lei che e' la posizione giusta.
(M. L. King)
L'unico tiranno che accetto in questo mondo è la voce silenziosa dentro di me.
(Gandhi)
E' chiaro, no?![]()
Certo é possibile anche questa lettura. in fondo una coppia é un esempio brillante della mediazione di due libertà (finché funziona) e non sente sicuramente il PESO del compromesso (positivo) a cui si addiviene perché il rapporto funzioni.Riflessioni che in un certo modo con percentuale diversa beccano un po' tutta l'umanita... infatti la liberta' non e' mica un valore assoluto... ha ragione Persa che dice che in fondo se quel prezzo da pagare o lo scendere a un compromesso non lo si avverte come un peso, quella e' una notevole liberta' acquisita, mica cotiche, mica da tutti