Ma quanto si ama davvero e quanto invece si desidera essere amati?
Con il tradimento, improvvisamente si scopre che non si è amati per noi stessi incondizionatamente come pensavamo prima.
Ma che anzi, forse non siamo neppure amati, o forse questo amore ce lo dobbiamo meritare ogni giorno.
Perché lei ci ha tradito, ma forse lo ha fatto perché una parte dell'amore che credevamo fosse nostro per sempre, non lo era già più da tempo, era rimasto inutilizzato in fondo a un cassetto, ed è stato messo a disposizione di qualcun altro quando è giunta l'opportunità.
Questa è la delusione più grande.
Una persona che tradisce non diventa diversa. Lo è solo ai nostri occhi.
Ma già da prima forse avevamo smesso di guardarla.
Dopo il tradimento si misura l'amore.
Lo si fa con i gesti, con le parole, con quello che ci si racconta.
Lo si fa col rancore, col desiderio di ottenere dall'altro ciò che vogliamo, e che lui non vuole darci.
Pensiamo sia tutto dovuto.
Anche l'amore che ci è stato tolto.
Ma anche questo è dare per scontato i sentimenti dell'altro, come si faceva prima, come si è fatto troppo a lungo.
E anche questo è tornare a sbagliare.
In questo senso il tradimento non è servito a niente, non ha fatto capire nulla, non smorza la sua carica negativa per anni, sembra avvenuto ieri.
Non ci si deve attendere di essere amati per credito, ma saper suscitare l'amore per debito.
Bisogna amare per sperare che torni l'amore.
E per amare bisogna capire. E saper accettare.
Anche i silenzi.
Reciprocamente.