Francamente non mi risulta che le donne riescano tranquillamente a "fare propri" i figli degli altri (vedi anche, nelle fiabe, il personaggio della matrigna cattiva). Tra l'altro, sia detto per inciso, la maternità è anche istintuale, la paternità no: è solo culturale.
Oggi però, da noi, dopo una separazione i figli restano alla madre naturale, tranne eccezioni. L'eventuale madre 2.0, cioè la nuova compagna del padre naturale, non si sostituisce alla madre naturale nella vita quotidiana dei figli. I ruoli sono dunque più chiari, la conflittualità figli/madre 2.0 minore. Ci saranno probabilmente conflitti tra la madre 2.0 e le figlie femmine del suo compagno, ma l'oggetto principale del contendere sarà il ruolo di compagna del padre, non il ruolo di madre.
La situazione è rovesciata nel caso dei padri. Il padre 2.0, cioè il nuovo compagno della madre naturale, va incontro a due conflitti: uno con il padre naturale, nel quale l'oggetto del contendere sarà doppio (ruolo di compagno e ruolo di padre) e uno con i figli della sua compagna, in quanto sostituto del padre naturale che lo ha scacciato di casa (così viene percepita la cosa di solito, a prescindere che le cose stiano davvero in questo modo).
Il padre naturale, poi, si trova in una situazione molto difficile, se la madre naturale ha un nuovo compagno di vita; perchè per il bene dei suoi figli, non può ostacolare l'esercizio della funzione paterna da parte del nuovo compagno, e però deve continuare a esercitarla anzitutto lui, una specie di Comma 22.