Buongiorno,
ho una storia con una persona sposata, da circa un anno e mezzo, dopo circa un anno la moglie lo ha scoperto, non ci siamo sentiti per circa un mese e mezzo, poi, ritorna, dicendomi che sta facendo un percorso personale, dallo psicologo, beh, non era solo quello, sta facendo la terapia di coppia con la compagna, da circa 5-6 mesi e lui poi ne fa, anche uno individualmente. Mi chiedo, il senso di tutto questo. Lo psicologo della terapia di coppia, ovviamente, non sa. Altrimenti non avrebbe accettato. Quello che lo segue individualmente sa tutto. Non penso, che fra loro ci sia qualcosa di così, importante a livello emotivo/fisico, ma sono anche venti anni che stanno insieme, lui 41 anni le non so. Me lo fa, pensare che lui stia sempre con me, mi piacerebbe, però capire la mia funzione in tutto questo. Il loro terapista ha consigliato di esprimere il desiderio, probabilmente ha visto qualcosa in lui, che non gli torna.....
Non so, se è lui, che ha proposto, o lei, mi viene da pensare che essendo, lei la persona tradita, sia stata lei e lui restando in casa, abbia, ovviamente accettato, hanno anche una figlia e sicuramente è importante, ma fatto con me all'interno mi pare, una cosa molto strana.
c'era un giorno una graziosa cerbiatta in una bella foresta. saltava e correva felice un giorno di primavera e le foglie si alzavano al passaggio rapido dei suoi tintinnanti zoccoli. orecchie tese al vento scuoteva la testa felice priva di pensieri.
quel giorno la sua corsa venne interrotta da due loschi figuri, un tasso e una marmotta. sovrappeso, vecchi, pelo poco curato e mangiucchiato. il tasso portava sul volto la cornice di un paio di occhiali trovati chissà dove e la utilizzava pensando gli conferissero un look aggressivo. la marmotta si muoveva scaltra nonostaste l'età incalzante, fungeva da aiutante preparava il tè, sistemava la tana e restava sempre un paio di passi dietro al tasso. nonchè, era solita svolgere parti non trascurabili nelle commedie organizzate da tasso per raggirare gli ingenui.
"marmotta vecchia fa buona tana" soleva ripetere mentre sbrigava i suoi compiti.
fu così che quel giorno la cerbiatta accompagnò tasso e marmotta a cercare la quercia della giovinezza con le sue preziose ghiande con il potere di allungare di tre anni la vita in gioventù per ogni ghianda mangiata.
percorsero chilometri allontandandosi sempre più dalle zone conosciute della foresta, il bosco diventava più fitto via via con l'andare del tempo. a tratti bisognava accucciarsi per passare sotto a minacciose fronde oppure prendere la rincorsa e saltare un tronco caduto fulminato durante un temporale o chissà come.
poi d'un tratto il bosco si aprì in una radura, celestiale fu la visione per la cerbiatta: cantavano gli uccellini sui rami, l'erbetta era fine e soffice allo stesso tempo, un fiumiciattolo scorreva ed i pesci saltavano fuori dall'acqua per salutare gli avventori di passaggio ed al centro della radura un cervo maestoso si ergeva immobile. grandi corna possenti, pelo scuro e vivo, muscolose cosce da battaglia, sguardo penetrante e forte. il re di tutti i cervi e della foresta stava di fronte a lei. il tasso e la marmotta si defilarono e sparirono come se mai fossero esistiti e il cervo si avvicinò, pose a contatto il suo collo a quello della cerbiatta e la conquistò così, senza dire una parola.
furono ore di idillio incontenibile fino a che venne l'ora di tornare a casa.
la cerbiatta tornò sui suoi passi, si sentiva improvvisamente stanca e lentamente per ore e ore camminò fino a che riconobbe nuovamente i suoi luoghi natali. eppure tutto sembrava in qualche modo diverso. non riconosceva gli animali, qua e là c'erano alberi caduti che lei ricordava come giovani tronchi.
cercò la sua tana ma non la trovò, si recò nei posti dove giocava con gli amici ma senza risultato. sembrava la stessa eppure un'altra foresta.
poi sentì una voce dietro di sè, si girò, c'era di fronte a lei un cervo femmina, respirava a fatica, era anziana. si guardarono a lungo negli occhi. lei conosceva quella femmina, quelli erano gli occhi di una cerbiattina che giocava con lei nel bosco fino a ieri:
- ma come sei invecchiata, come è possibile..
- in che senso non capisco, sono vecchia perchè con il tempo che passa è normale per tutti. ma dove sei stata tu, tutti questi anni? ti abbiamo cercata per settimane dopo la tua scomparsa, e ritorni ora, ad anni e anni di distanza.
allora la cerbiatta si guardò con attenzione le zampe, si diresse verso uno specchio d'acqua e si osservò, non era più una cerbiatta ma bensì un anziano animale pieno di acciacchi.
capì l'inganno, il tasso e la marmotta non la avevano condotta alla quercia della gioventù, ma al cervo immortale che vive in eterno rubando gli anni degli incauti che lo avvicinano.
la cerbiatta si accucciò sul fogliame, con la testa in mezzo alle gambe e si riposò un po'.