Forse per la vostra generazione queste cose erano scontate e voi potevate scegliere se prenderle o meno.
oggi invece la precarietà è la normalità.
E' più avventurosa ma non ti dà la possibilità di fare progetti a lungo termine...o almeno..li puoi fare ma è più difficile...
(infatti senza un lavoro sicuro non ti fanno nemmeno il mutuo)
No no Blondie, per come la sento io è proprio il contrario... Il '68 era contro, poi dopo il '77 si è tornati indietro...
A parte che Emmekappa è una ragazzina...
Ogni generazione è ...di passaggio...
Io ho fatto 8 anni di precariato prima di entrare in ruolo e per molto tempo ho pensato che non prevedere questa precarietà mi ha precluso altre professioni perché per svolgerle mi avevano prospettato anni di precariato (avrei voluto fare giornalismo ...ora sono molto soddisfatta invece del mio lavoro e ne apprezzo la libertà intellettuale).
Ma qui si parlava di precarietà sentimentale e non c'entra molto con quella lavorativa.
So che è difficile pensare a una famiglia se non si ha una casa, ma ora sembra che se la prima casa non è di proprietà e già con due camerette, i doppi servizi, il giardinetto, il videocitofono...non si possa immaginare di iniziare una vita a due...
Il fatto è che questa idea della casa mi sembra che corrisponda all'idea della relazione come qualcosa che debba essere perfetta da subito e non qualcosa da costruire nel tempo insieme adattandola alle esigenze reciproche.
E' questo che intendono i genitori con buttarsi, rischiare, provarci ...ed è proprio il contrario dell'accontentarsi.