Intorno ai 30 anni

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MK

Utente di lunga data
sai quante volte mi è passato per la testa che ciò fosse vero?
alla fine credo che sia un luogo comune...
Anche per me è un luogo comune. Certo più si va avanti con l'età e più si trovano persone segnate da esperienze, magari con matrimoni falliti, figli ecc.ecc.
 

Old Giusy

Utente di lunga data
E' questo il punto...
forse temi di perdere tempo ed energie che potresti spendere nel caso ti si presentasse l'occasione speciale...e le esperienze ti fanno più prevenuta...
Io noto in tutti i miei coetanei una sfiducia latente, che non viene espressa, ma c'è. Una sfiducia nei confronti degli amici, dei possibili amori, come se ognuno fosse chiuso in se stesso per paura di star male, come se le esperienze fatte, che magari in passato sarebbero state accolte come novità e addirittura trasgressioni, oggi costituiscano un bagaglio pesante, che fa vedere tutto in maniera pessimistica.
 
O

Old alesera

Guest
nel mio caso è altro io punto a fare esperienze come sapete per delle ong non sono proprio un uomo "stabile" le donne vogliono giustamente sicurezze......ecco perchè piaccio ma solo per sesso
 

Old Giusy

Utente di lunga data
nel mio caso è altro io punto a fare esperienze come sapete per delle ong non sono proprio un uomo "stabile" le donne vogliono giustamente sicurezze......ecco perchè piaccio ma solo per sesso
Seh vabè......
 
O

Old blondie

Guest
Allora voi sareste gli scarti?


è per questo che dico che è un luogo comune...
l'ho pensato in qualche momento di "very depression" che tutti i buoni erano già presi...
ma è una stupidata...
Alesera non è lo scarto di nessuno, Giusy nemmeno, e neanche tanti altri del forum che ora non cito...
A volte è fortuna trovare quell/a giusta, prima o poi si trova...l'amore arriverà...basta farsi trovare pronti...e non avere la testa persa dietro cose che non portano a nulla....


Conosco un ragazzo che l'anno scorso era libero, io pure....a distanza di un anno...si è pentito di avermi lasciata a un altro (uno che ha colto l'occasione che lui non ha preso) e mi ha detto: " mi sono reso conto che quando hai la testa impegnata verso altro (e lui perdeva tempo dietro una che lo prendeva per il c***), può passarti anche naomi Campbell che non la vedi nemmeno di striscio"


p.s.
io non sono Naomi Campbell (magari...vorrei esserlo...anche solo per il suo reddito!) però il suo era un esempio per dire che può passare anche una top model che, in quelle condizioni, non la vedi
 

MK

Utente di lunga data
Io noto in tutti i miei coetanei una sfiducia latente, che non viene espressa, ma c'è. Una sfiducia nei confronti degli amici, dei possibili amori, come se ognuno fosse chiuso in se stesso per paura di star male, come se le esperienze fatte, che magari in passato sarebbero state accolte come novità e addirittura trasgressioni, oggi costituiscano un bagaglio pesante, che fa vedere tutto in maniera pessimistica.
Secondo me avete semplicemente paura di rischiare... Credo che ci siano grosse responsabilità nelle famiglie, a questo proposito. Che tendono a tenere troppo i figli dentro al nido...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Forse per la vostra generazione queste cose erano scontate e voi potevate scegliere se prenderle o meno.
oggi invece la precarietà è la normalità.
E' più avventurosa ma non ti dà la possibilità di fare progetti a lungo termine...o almeno..li puoi fare ma è più difficile...
(infatti senza un lavoro sicuro non ti fanno nemmeno il mutuo)
No no Blondie, per come la sento io è proprio il contrario... Il '68 era contro, poi dopo il '77 si è tornati indietro...
A parte che Emmekappa è una ragazzina...

Ogni generazione è ...di passaggio...

Io ho fatto 8 anni di precariato prima di entrare in ruolo e per molto tempo ho pensato che non prevedere questa precarietà mi ha precluso altre professioni perché per svolgerle mi avevano prospettato anni di precariato (avrei voluto fare giornalismo ...ora sono molto soddisfatta invece del mio lavoro e ne apprezzo la libertà intellettuale).

Ma qui si parlava di precarietà sentimentale e non c'entra molto con quella lavorativa.
So che è difficile pensare a una famiglia se non si ha una casa, ma ora sembra che se la prima casa non è di proprietà e già con due camerette, i doppi servizi, il giardinetto, il videocitofono...non si possa immaginare di iniziare una vita a due...

Il fatto è che questa idea della casa mi sembra che corrisponda all'idea della relazione come qualcosa che debba essere perfetta da subito e non qualcosa da costruire nel tempo insieme adattandola alle esigenze reciproche.

E' questo che intendono i genitori con buttarsi, rischiare, provarci ...ed è proprio il contrario dell'accontentarsi.
 
O

Old blondie

Guest
Io noto in tutti i miei coetanei una sfiducia latente, che non viene espressa, ma c'è. Una sfiducia nei confronti degli amici, dei possibili amori, come se ognuno fosse chiuso in se stesso per paura di star male, come se le esperienze fatte, che magari in passato sarebbero state accolte come novità e addirittura trasgressioni, oggi costituiscano un bagaglio pesante, che fa vedere tutto in maniera pessimistica.

credo che sia paura di soffrire, di fallire...sarà questo?
 

ranatan

Utente di lunga data
A trentanni bisogna scegliere senza sapere se ci piacerà quel che sceglieremo.
E forse vale anche per chi una scelta l'ha già fatta e si rende conto che ormai è difficile cambiare...
Concordo.
Ho 34 anni e ammetto che anche prima dei 30 anni avevo ben chiaro in me che era tempo di fare delle scelte...giuste o sbagliate che fossero.
Aggiungo che per quel che riguarda le donne (alcune) dai 30 anni in poi subentra anche il desiderio di avere dei figli e volenti o nolenti bisogna fare i conti con l'età che avanza...
 
O

Old mirtilla

Guest
ripeto...ma è vero che le persone migliori ormai sono state già "prese"
o è un luogo comune?
E' vero, è vero.... chi rimane in giro o è un prodotto "da riciclare" (leggi separato/divorziato....e se lo sono ci sarà un perchè...!), oppure è un prodotto "difettoso".....

Nella fascia dei quarantenni, per lo meno, credo sia così.....
 

MK

Utente di lunga data
A parte che Emmekappa è una ragazzina...

Ogni generazione è ...di passaggio...

Io ho fatto 8 anni di precariato prima di entrare in ruolo e per molto tempo ho pensato che non prevedere questa precarietà mi ha precluso altre professioni perché per svolgerle mi avevano prospettato anni di precariato (avrei voluto fare giornalismo ...ora sono molto soddisfatta invece del mio lavoro e ne apprezzo la libertà intellettuale).

Ma qui si parlava di precarietà sentimentale e non c'entra molto con quella lavorativa.
So che è difficile pensare a una famiglia se non si ha una casa, ma ora sembra che se la prima casa non è di proprietà e già con due camerette, i doppi servizi, il giardinetto, il videocitofono...non si possa immaginare di iniziare una vita a due...

Il fatto è che questa idea della casa mi sembra che corrisponda all'idea della relazione come qualcosa che debba essere perfetta da subito e non qualcosa da costruire nel tempo insieme adattandola alle esigenze reciproche.

E' questo che intendono i genitori con buttarsi, rischiare, provarci ...ed è proprio il contrario dell'accontentarsi.
Sono d'accordo su tutto. Boh forse perché io sono uscita di casa che avevo poco più di 20 anni e non per cercare il principe azzurro... Bastava un tetto dove stare. Anche solo per qualche mese.
Ma io sono un caso a parte.


ps Persa grazie ma sono 42 tra poco...
 
O

Old alesera

Guest
E' vero, è vero.... chi rimane in giro o è un prodotto "da riciclare" (leggi separato/divorziato....e se lo sono ci sarà un perchè...!), oppure è un prodotto "difettoso".....

Nella fascia dei quarantenni, per lo meno, credo sia così.....
cavolo allora mi devo preoccupare...???
 

MK

Utente di lunga data
E' vero, è vero.... chi rimane in giro o è un prodotto "da riciclare" (leggi separato/divorziato....e se lo sono ci sarà un perchè...!), oppure è un prodotto "difettoso".....

Nella fascia dei quarantenni, per lo meno, credo sia così.....
Uomini e donne. E le donne poi hanno anche i figli sempre con loro, non è facile tenere insieme le cose.
 

Old Giusy

Utente di lunga data
A parte che Emmekappa è una ragazzina...

Ogni generazione è ...di passaggio...

Io ho fatto 8 anni di precariato prima di entrare in ruolo e per molto tempo ho pensato che non prevedere questa precarietà mi ha precluso altre professioni perché per svolgerle mi avevano prospettato anni di precariato (avrei voluto fare giornalismo ...ora sono molto soddisfatta invece del mio lavoro e ne apprezzo la libertà intellettuale).

Ma qui si parlava di precarietà sentimentale e non c'entra molto con quella lavorativa.
So che è difficile pensare a una famiglia se non si ha una casa, ma ora sembra che se la prima casa non è di proprietà e già con due camerette, i doppi servizi, il giardinetto, il videocitofono...non si possa immaginare di iniziare una vita a due...

Il fatto è che questa idea della casa mi sembra che corrisponda all'idea della relazione come qualcosa che debba essere perfetta da subito e non qualcosa da costruire nel tempo insieme adattandola alle esigenze reciproche.

E' questo che intendono i genitori con buttarsi, rischiare, provarci ...ed è proprio il contrario dell'accontentarsi.
Persa, a volte ho la sensazione che ci sia davvero mancata un'educazione ai sentimenti. Non riusciamo bene a definire i nostri sentimenti, spesso ci spaventano, se notiamo qualcosa che non va DA SUBITO tendiamo a rinchiuderci in noi stessi, a mettere a tacere i nostri slanci, come se mostrarli agli altri ci facesse sentire deboli ed indifesi, o al contrario tendiamo a scoprirci con chi non è in grado di darci nulla, come se fossimo dei kamikaze, la cui felicità non è importante....
 

ranatan

Utente di lunga data
E' vero, è vero.... chi rimane in giro o è un prodotto "da riciclare" (leggi separato/divorziato....e se lo sono ci sarà un perchè...!), oppure è un prodotto "difettoso".....

Nella fascia dei quarantenni, per lo meno, credo sia così.....
Credo che piuttosto che accontentarsi di una persona di cui non si è fortemente convinti convenga aspettare e non badare agli anni che passano. Tornassi indietro agirei con molta meno impulsività nelle mie scelte.
 
O

Old mirtilla

Guest
Le difficoltà maggiori secondo me sono date dalla mancanza di valori.... Una volta le famiglie retavano unite sia nel bene che nel male, sia in ricchezza che in povertà, sia in salute che in malattia....oggi tutti scansafatiche, è difficile prendersi delle responsabilità, tenere fede a promesse o ideali.... è diventato tutto troppo semplice da una parte (cioè riuscire a scrollarsi di dosso le scelte sbagliate) e quindi troppo difficile dall'altra....
 
Stato
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