Minerva
io
un pochino di kantonate ne prendo pure ioSiamo un po' kantiani.
un pochino di kantonate ne prendo pure ioSiamo un po' kantiani.
dato che non capisco a fondo.. puoi spiegarlo con parole... mie?Infatti non ci si impegna per il premio, lo si fa perchè l'impegno stesso è un valore.
E' solo il sentire comune (inesatto) che ci induce a credere che all'impegno corrisponda certezza di merito.
Invece è solo certezza di valore.
Tu sei contenta di capire l'arte della tizia vestita di rosso, seduta immobile al Moma anche se io penso che ci prenda per il culo.non ho capito
Anche se per gli altri non capisci niente, sei contento di quello che capisci.dato che non capisco a fondo.. puoi spiegarlo con parole... mie?![]()
I miei genitori mi hanno sempre detto che comportarmi bene, studiare e portare buoni voti, lavorare bene, etc...è un mio dovere e in quanto dovere non era previsto nessun premio.Ma raccontare che saremmo comunque premiati, non è forse una bugia?
perdonami ma perché dovrei avere dei meriti presso di te, è un discorso che esula dall'essenza del merito che ho in mente io.Tu sei contenta di capire l'arte della tizia vestita di rosso, seduta immobile al Moma anche se io penso che ci prenda per il culo.
Benché tu abbia quella competenza e non ti faccia guadagnare alcun merito presso di me sei contenta lo stesso.
ho capito ora ..Anche se per gli altri non capisci niente, sei contento di quello che capisci.
Rileggi la prima riga che hai quotato del mio post e riflettici.dato che non capisco a fondo.. puoi spiegarlo con parole... mie?![]()
E come ti hanno motivato l'adesione a questo dovere?I miei genitori mi hanno sempre detto che comportarmi bene, studiare e portare buoni voti, lavorare bene, etc...è un mio dovere e in quanto dovere non era previsto nessun premio.
Punizione quando andavo male (ad esempio), ma se andavo bene non c'era al contrario un premio.
E mi hanno anche sempre insegnato quindi che dalle persone non devo aspettarmi nulla, solo di usare il rispetto che è dovuto a chiunque.
ci ho riflettuto ma non ci arrivo...Rileggi la prima riga che hai quotato del mio post e riflettici.![]()
Capisco che il mio umorismo è particolare, ma era per esemplificare la soddisfazione intrinseca che prescinde dal trovare un riscontro esterno benché meritato.perdonami ma perché dovrei avere dei meriti presso di te, è un discorso che esula dall'essenza del merito che ho in mente io.
ho capito ora ..
però se mi spingo oltre, devo dedurne che elimino totalmente ogni possibilità di confronto con gli altri, orientata al mio miglioramento... io capisco e basta, sono contento così, basto a me stesso.. tu esisti se mi pare, e quando mi pare, e cioè quando non mi apprezzi, allora non esisti più..
suona più o meno così...??
dico a mia figlia ho insegnato, dici i miei genitori hanno insegnato....I miei genitori mi hanno sempre detto che comportarmi bene, studiare e portare buoni voti, lavorare bene, etc...è un mio dovere e in quanto dovere non era previsto nessun premio.
Punizione quando andavo male (ad esempio), ma se andavo bene non c'era al contrario un premio.
E mi hanno anche sempre insegnato quindi che dalle persone non devo aspettarmi nulla, solo di usare il rispetto che è dovuto a chiunque.
Dicendo che è così e basta.E come ti hanno motivato l'adesione a questo dovere?
Se non lo sai tu...dico a mia figlia ho insegnato, dici i miei genitori hanno insegnato....
il confronto sui due ruoli base della vita e la consapevolezza di un'enorme responsabilità che ti assumi al momento in cui metti al mondo una persona che da te dovrà apprendere regole e valori.
e non te lo insegna nessuno, cioè ...se sei fortunato sì , io ad esempio non lo sono stata ma mi sono impegnata con istinto naturale.
ma perché ho fatto questo discorso:singleeye:?
L'impegno verso un risultato ha come premio il risultato ma è primariamente esso stesso (l'impegno) un valore.ci ho riflettuto ma non ci arrivo...
chiedo anche a te se ho capito bene, e ti riporto quanto ho scritto sopra a Brunetta, se vuoi rispondimi, sennò va bene lo stesso.... :
però se mi spingo oltre, devo dedurne che elimino totalmente ogni possibilità di confronto con gli altri, orientata al mio miglioramento... io capisco e basta, sono contento così, basto a me stesso.. tu esisti se mi pare, e quando mi pare, e cioè quando non mi apprezzi, allora non esisti più..
suona più o meno così...??
no scusa.. devi rovesciare.. sennò non ti seguo... il ragionamento è esattamente capovolto e il soggetto attivo diventa passivo e viceversaNo.
Significa che la motivazione è intrinseca non che non ci sia interesse per gli altri. Anzi l'interesse e la conseguente comprensione degli altri può dare, e a me ne dà, una soddisfazione intrinseca, anche se gli altri non hanno alcun interesse a essere compresi da me.
ma scusa.. riprendo il tuo post iniziale... e lo traduco nelle situazioni che hai prefigurato...L'impegno verso un risultato ha come premio il risultato ma è primariamente esso stesso (l'impegno) un valore.
Di non trascurabile entità.
Le motivazioni che ci spingono verso qualcosa non sono quasi mai tese a quel qualcosa a prescindere, ma spesso hanno a che fare col modo con cui ottenerlo, perciò quasi sempre un risvolto etico.
Alias conquistare denaro con una rapina non è come guadagnarlo con il duro lavoro.
Ma no, non c'entra il tradimento e gli impegni verso ...... non deve essere per forza contorto, il ragionamento.ma scusa.. riprendo il tuo post iniziale... e lo traduco nelle situazioni che hai prefigurato...
L'impegno a essere amati, a non essere traditi....
e qui ci sono... è un valore, e ci sono anche qui
Io mi impegno a non essere tradito (risultato), non tradendo... (per esempio)
o mi impegno a essere amato (risultato) amando a mia volta (per esempio)...
quindi si ritorna pari pari sul mercantile... il mio impegno è semplicemente il "prezzo" che pago per il risultato..
e se vengo tradito..? chissenefrega, io ho pagato, l'impegno ce l'ho messo, scemo l'altro che non ha saputo vedere quanto io abbia pagato e mi sia impegnato..
mi perdo qualcosa o devo prenotare il neurologo...???