Io a due anni sono andato via (=scappato dal punto di vista degli adulti), perché la situazione lo permetteva. La mente del duenne è molto semplice, ma non per questo non capisce quando è desiderato e quando no. Io a due anni ero solo. SOLO. Hai capito? Non avevo con chi giocare, con chi dialogare, ero appoggiato e accostato e messo via, perché i miei genitori non capivano un cazzo di famiglia. Ero un peso e così mi hanno trattato. Pensa, che tutti e due stavano sempre a casa, ma non avevo nessuno che si prendesse cura di me, che mi incoraggiasse, che mi insegnasse qualcosa.
E così ho avuto soltanto un'alternativa, trovare in me stesso le risorse che altri bambini hanno, forse anche troppo. Mi sono creato il mio micro-mondo con tanto di compagni e interlocutori, esseri fantastici se vuoi, ma reali per me, perché la mente abbandonata a se stessa fa tante di quelle cose di cui non hai la minima idea e percezione. E' il mondo perfetto del bambino, l'unico che vale la pena di essere vissuto, ma se manca affetto e condivisione delle faccende del mondo "reale", allora diventa l'unico mondo. E io di questo mondo ero perfettamente consapevole. Non puoi dire che mi sono sparato una pera perché me lo sono creato. E non puoi dire che sono svitato perché OGGI sono consapevole di quel che è successo allora ... più che altro perché parlo apertamente di un mondo che ognuno di noi ha perso. Anche te.
Questa esperienza e molte altre in seguito hanno formato l'essere che oggi hai di fronte. New Age se vuoi, svitato se vuoi, ma non inconsapevole. La consapevolezza di cui parli, non condivido. Mi ci voleva una vita per liberarmi dalla vita vecchia, e trovare e coltivare una vita sana, senza farmi abbagliare dalle false bellezze. Questo mondo fa ancora schifo, ma è l'unico che ho e di cui vado fiero. Con o senza pera virtuale.