il non detto

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Old kim

Guest
Lui non è cattivo, è rimasto un adolescente e sta provando a crescere (per adesso con scarsi risultati).
Non merita tanta rabbia.
Nemmeno tu meriti di tormentarti così.
Secondo me il perdono è il miglior cammino per liberarsi di questi fantasmi e di questa rabbia ma tu devi scegliere la strategia che ti è più congeniale.
Assicurati che la strategia che adotterai ti porti veramente a stare meglio.
Un abbraccio.
Azz.....ma quanti adolescenti sugli "anta" ci sono, in giro??


Ellina, lui ti ha tradito e poi ha continuato a tradirti con un'altra.
Anche ora ti ha tradito.
Il tradimento, secondo me, non è solo quello fisico-sentimentale.
Vero che POTREBBE cmq realizzare ciò che AVREBBE VOLUTO realizzare con te...ma....capisco che possa fare male!! Tanto male, se erano i VOSTRI sogni, non ancora realizzati e/o accantonati per motivi che invece ora improvvisamente,magicamente, si riescono a superare.
Mi dispiace tanto. concordo con chi ti ha detto (Grande, mi sembra) di far valere ciò che ti spetta, ciò che è giusto che sia. Grande non intendeva in termini prettamente materiali, fini a se stessi...ma per la situazione che hai, per la tua bimba, per te, per ciò che è giusto che anche lui faccia, al di là del "perdonami,perdonami".
Ti abbraccio forte, ellina!! Coraggio!!!!!!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
lui chiede un perdono facile ...balbetta "perdonami, perdonami" ...e poi? ...via a scorazzare per la sua nuova vita, senza responsabilità, senza impegni, o perlomeno non verso sua figlia nè, tantomeno, verso di me. Il perdono lo si può anche concedere, ma solo verso chi si mostra fattivamente pentito. ieri mi sono presa un paio d'ore e ho riletto tutte le discussioni che ho postato qui, dall'inizio alla fine. ho ricordato dettagli trucidi di questa storia che avevo rimosso. Si è comportato veramente da schifo. E rileggendo con il senno di poi le vostre risposte posso oggi dire che avevate ragione. avava ragione chi mi diceva che il tempo gli serviva per l'altra, che non l'aveva lasciata, aveva ragione chi profetizzava che sarebbe stato anche un pessimo padre, ragione chi mi diceva di prenderlo a cinghiate, ragione chi sosteneva che stava scegliendo per SE', una SUA vita, un SUO futuro, e che avrebbe lasciato indietro la piccola e me. così è stato. E io l'ho lasciato andare senza creargli il minimo disturbo ...questo mi dispiace molto. se l'è cavata veramente con niente. Colpa mia, che mi sono lasciata paralizzare dall'incredulità. Perdonarlo? No, mai. ha ragione lui quando mi dice che io non lo voglio più perchè lo disprezzo. Sì, lo disprezzo. e non lo voglio più.
Lui si è comportato da immaturo terrorizzato da una responsabilità che non si è sentito in grado di sostenere.
Non credo che possa farcela in breve a farsi carico del suo ruolo.
E è un piccolo uomo che credo si disprezzi per primo.

Un abbraccio ellina.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Il perdono che concede a chi ha sbagliato di "affrancarsi" dalle colpe è il peggiore che si possa concedere. Non permette di affrontare il percorso di miglioramento: cancella la lavagna della già scarsa coscienza senza alcuna maturazione, evoluzione, correzione di rotta.
Quindi il perdono concesso a lui apertamente sarebbe unicamente deleterio per lui, e per chi a ccausa sua ha già sofferto, mentre, previo un sempre maggiore allontanamento, potrebbe essere valido un perdono concesso interiormente da parte di Ellina che si renda conto della pochezza di quella persona e tramuti il comprensibile rancore in compatimento. Questo potrebbe concederle una maggiore serenità: non si può cavar sangue dalle rape.
 

Grande82

Utente di lunga data
Il perdono che concede a chi ha sbagliato di "affrancarsi" dalle colpe è il peggiore che si possa concedere. Non permette di affrontare il percorso di miglioramento: cancella la lavagna della già scarsa coscienza senza alcuna maturazione, evoluzione, correzione di rotta.
Quindi il perdono concesso a lui apertamente sarebbe unicamente deleterio per lui, e per chi a ccausa sua ha già sofferto, mentre, previo un sempre maggiore allontanamento, potrebbe essere valido un perdono concesso interiormente da parte di Ellina che si renda conto della pochezza di quella persona e tramuti il comprensibile rancore in compatimento. Questo potrebbe concederle una maggiore serenità: non si può cavar sangue dalle rape.
però cavolo, una donna come ellina, bella, intelligente, realizzata.... come si può sbagliare così?
come si possono affrontare anni ed anni e progetti e sogni e sacrifici con un uomo così.....rapa!??!?!?!? e senza essersene mai accorte!!
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
però cavolo, una donna come ellina, bella, intelligente, realizzata.... come si può sbagliare così?
come si possono affrontare anni ed anni e progetti e sogni e sacrifici con un uomo così.....rapa!??!?!?!? e senza essersene mai accorte!!
Credo che sia nella natura di molte donne quell'istinto da "chioccia" che le porta spesso a dedicarsi a uomini che in realtà valgono poco. Esempi clamorosi che la mia generazione ha visto purtroppo in gran numero sono quelli di ragazze che si sono messe insieme a tossici armate dell'illusione "io lo salverò", per poi finire nella droga pure loro. A me è capitato di perdere una cara amica, tanti anni fa, uccisa con un colpo al cuore da un imbecille tossico col quale conviveva.
Un uomo, ogni persona, è composto da molte sfaccettature, e se alcune di queste, come il "machismo" o al contrario la fragilità indorata dalla creatività artistica riescono malauguratamente ad essere più incisive di quanto dovrebbero, molte donne finiscono con il lasciarsi "accalappiare", rinunciando disgraziatamente alle proprie qualità in favore di quelle presunte del proprio uomo.
Ellina si è mostrata a noi come una donna forte, in gamba, capace, ma anche molto sensibile, e questa sua sensibilità probabilmente l'ha portata a quel fatidico errore.
Le posso solo augurare, ora, di aver trovato un compagno che sia realmente alla sua altezza, e che con esso lei riesca finalmente a valorizzare sè stessa, pur dovendosi trascinare dietro le conseguenze del passato.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
però cavolo, una donna come ellina, bella, intelligente, realizzata.... come si può sbagliare così?
come si possono affrontare anni ed anni e progetti e sogni e sacrifici con un uomo così.....rapa!??!?!?!? e senza essersene mai accorte!!
Succede...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data

Alce Veloce

Utente di lunga data
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Old giobbe

Guest
Il perdono che concede a chi ha sbagliato di "affrancarsi" dalle colpe è il peggiore che si possa concedere. Non permette di affrontare il percorso di miglioramento: cancella la lavagna della già scarsa coscienza senza alcuna maturazione, evoluzione, correzione di rotta.
Quindi il perdono concesso a lui apertamente sarebbe unicamente deleterio per lui, e per chi a ccausa sua ha già sofferto, mentre, previo un sempre maggiore allontanamento, potrebbe essere valido un perdono concesso interiormente da parte di Ellina che si renda conto della pochezza di quella persona e tramuti il comprensibile rancore in compatimento. Questo potrebbe concederle una maggiore serenità: non si può cavar sangue dalle rape.
Il perdono deve essere manifestato altrimenti non funziona, non ci fa star meglio. È il liberarsi di un peso per poter continuare a vivere serenamente.
Penso per esempio al perdono concesso dalla figlia di Aldo Moro ai brigatisti e alla moglie di Calabresi che non ha voluto crescere i figli nell'odio e nel rancore.
Il perdono serve a chi ha subito un torto. Non è ne educativo ne diseducativo nei confronti del colpevole: di solito è indifferente.
Il colpevole deve fare il suo cammino e son cavoli suoi: che si arrangi.

 
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Old giobbe

Guest
però cavolo, una donna come ellina, bella, intelligente, realizzata.... come si può sbagliare così?
come si possono affrontare anni ed anni e progetti e sogni e sacrifici con un uomo così.....rapa!??!?!?!? e senza essersene mai accorte!!

È stato anche un bravissimo compagno. Durante la malattia di Ellina ha fatto una vita d'inferno per starle accanto il più possibile.
Ha resistito alla prima mazzata ma si è arreso alla successiva.
Succede spesso così: quando già siamo fragilizzati non sopportiamo un'ulteriore sofferenza e preferiamo fuggire piuttosto che affrontare le difficoltà.
 

Nordica

... is here!
come già detto e ridetto....

si può perdonare, ma non si dimentica!
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Il perdono deve essere manifestato altrimenti non funziona, non ci fa star meglio. È il liberarsi di un peso per poter continuare a vivere serenamente.
Penso per esempio al perdono concesso dalla figlia di Aldo Moro ai brigatisti e alla moglie di Calabresi che non ha voluto crescere i figli nell'odio e nel rancore.
Il perdono serve a chi ha subito un torto. Non è ne educativo ne diseducativo nei confronti del colpevole: di solito è indifferente.
Il colpevole deve fare il suo cammino e son cavoli suoi: che si arrangi.
A mio avviso il perdono sbandierato pubblicamente è più falso del pentimento di un colpevole. E' un aggiungere peso alla colpa, un dichiararsi con superbia superiore agli altri (La chiesa ha sempre fatto merce di scambio del "perdono").
Il perdono interiore è ben altra cosa.
Inoltre ho sempre ritenuto che il perdono debba essere gestito con molta attenzione, perchè può essere ulteriormente dannoso: mette il colpevole, allorchè fosse una persona coscienziosa, a doversi far carico non solo della propria colpa, ma pure del perdono ricevuto. raddoppia così il debito (ma mi sa che non si tratta del caso in questione).
 
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Old ellina69

Guest
Già …mi domandate perché me lo sono scelto e tenuto per 10 anni …me lo sto chiedendo da un anno e vorrei davvero darmi una risposta plausibile. La risposta più immediata e banale è che “non era così”. E’ sempre stato un uomo davvero buono, generoso, di grande serietà e rigore morale (viene da ridere a dirlo ora, ma era così), stimato da me e da tutti quello che lo conoscevano per queste sue qualità. Ho chiesto ad amici e conoscenti la massima sincerità, di dirmi se un comportamento come quello che ha avuto, poteva essere in qualche modo prevedibile, e tutti mi hanno detto che mai se lo sarebbero aspettato. Mi ha amata tanto, per 9 anni, ogni giorno cura e gentilezze, generosità, presenza. Era poco determinato nella sua affermazione personale e professionale, questo sì. Io ho tanto creduto in lui, nel suo talento, nelle sue capacità, l’ho sostenuto sempre, all’inizio con dolcezza, alla fine - un po’ disillusa – forse con durezza eccessiva, forse persino con un velo di disprezzo, con stanchezza anche, però non ho mai smesso di dargli il mio sostegno leale, concreto e fattivo. Come lui non ha mai smesso di darmi il suo sostegno affettivo. Diciamo che i ruoli erano un po’ questi, perché ci venivano facili: a lui l’affettività e la cura, a me la responsabilità. Poi la mia malattia, la morte rischiata, il calvario di nostra figlia e di ben sette mesi di ospedale e di drammi quotidiani. Lui è stato grande in quella situazione. Non lo so cosa avrei fatto senza di lui. Poi abbiamo portato a casa la nostra cucciola, luglio 2007. Era così malata …gravemente ...la nostra casa era diventata un ospedale, con attrezzature, medicine, visite, diagnosi di una disabilità sempre più grave, ipovisione, epilessia, tetra paresi spastica, microcefalia, ecc… io che ero fuori di testa, distrutta, aggressiva, sfinita, cattiva anche, con lui, con tutti. Era luglio, poi a settembre lui andò 4 giorni con il gruppo a comporre per il nuovo disco, a casa di lei, un amica del chitarrista che aveva messo a disposizione la sua villa. Si conobbero in quell’occasione. Lui era distrutto, l’ho saputo mesi dopo dagli amici, che aveva scoppi di pianto improvvisi …non sapevo nulla, con me era forte e presente …lei l’ha consolato, si è insinuata, le mail seduttive e ammiccanti che ho letto, lui che all’inizio nemmeno se ne era accorto, poi …il resto lo sappiamo, a novembre erano insieme. Chi era quest’uomo? Cerco disperatamente una risposta da un anno, una risposta mi serve, ne ho bisogno. Giovedì scorso ha voluto parlare con me, io ero poco disponibile, diceva che nel nostro progetto lui credeva, che mi amava, che le cose sono molto più complicate di quello che io posso capire, di lasciarlo spiegare dopo un anno, che ora è tempo, che non basterà una vita per rimediare a quello che ha fatto, ma almeno di lasciarlo spiegare…io ho detto no …non voglio sentire nulla ..quello che ha fatto l’ha fatto, brutalmente, ha ucciso la parte più bella di me, il dolore è stato lacerante, devastante, molto più profondo di quello provato per mia figlia, al quale si è sommato. Chi era quest’uomo? Come ho potuto sbagliare valutazione in modo così catastrofico?
Non posso perdonare prima di aver risposto a questa domanda ...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Già …mi domandate perché me lo sono scelto e tenuto per 10 anni …me lo sto chiedendo da un anno e vorrei davvero darmi una risposta plausibile. La risposta più immediata e banale è che “non era così”. E’ sempre stato un uomo davvero buono, generoso, di grande serietà e rigore morale (viene da ridere a dirlo ora, ma era così), stimato da me e da tutti quello che lo conoscevano per queste sue qualità. Ho chiesto ad amici e conoscenti la massima sincerità, di dirmi se un comportamento come quello che ha avuto, poteva essere in qualche modo prevedibile, e tutti mi hanno detto che mai se lo sarebbero aspettato. Mi ha amata tanto, per 9 anni, ogni giorno cura e gentilezze, generosità, presenza. Era poco determinato nella sua affermazione personale e professionale, questo sì. Io ho tanto creduto in lui, nel suo talento, nelle sue capacità, l’ho sostenuto sempre, all’inizio con dolcezza, alla fine - un po’ disillusa – forse con durezza eccessiva, forse persino con un velo di disprezzo, con stanchezza anche, però non ho mai smesso di dargli il mio sostegno leale, concreto e fattivo. Come lui non ha mai smesso di darmi il suo sostegno affettivo. Diciamo che i ruoli erano un po’ questi, perché ci venivano facili: a lui l’affettività e la cura, a me la responsabilità. Poi la mia malattia, la morte rischiata, il calvario di nostra figlia e di ben sette mesi di ospedale e di drammi quotidiani. Lui è stato grande in quella situazione. Non lo so cosa avrei fatto senza di lui. Poi abbiamo portato a casa la nostra cucciola, luglio 2007. Era così malata …gravemente ...la nostra casa era diventata un ospedale, con attrezzature, medicine, visite, diagnosi di una disabilità sempre più grave, ipovisione, epilessia, tetra paresi spastica, microcefalia, ecc… io che ero fuori di testa, distrutta, aggressiva, sfinita, cattiva anche, con lui, con tutti. Era luglio, poi a settembre lui andò 4 giorni con il gruppo a comporre per il nuovo disco, a casa di lei, un amica del chitarrista che aveva messo a disposizione la sua villa. Si conobbero in quell’occasione. Lui era distrutto, l’ho saputo mesi dopo dagli amici, che aveva scoppi di pianto improvvisi …non sapevo nulla, con me era forte e presente …lei l’ha consolato, si è insinuata, le mail seduttive e ammiccanti che ho letto, lui che all’inizio nemmeno se ne era accorto, poi …il resto lo sappiamo, a novembre erano insieme. Chi era quest’uomo? Cerco disperatamente una risposta da un anno, una risposta mi serve, ne ho bisogno. Giovedì scorso ha voluto parlare con me, io ero poco disponibile, diceva che nel nostro progetto lui credeva, che mi amava, che le cose sono molto più complicate di quello che io posso capire, di lasciarlo spiegare dopo un anno, che ora è tempo, che non basterà una vita per rimediare a quello che ha fatto, ma almeno di lasciarlo spiegare…io ho detto no …non voglio sentire nulla ..quello che ha fatto l’ha fatto, brutalmente, ha ucciso la parte più bella di me, il dolore è stato lacerante, devastante, molto più profondo di quello provato per mia figlia, al quale si è sommato. Chi era quest’uomo? Come ho potuto sbagliare valutazione in modo così catastrofico?
Non posso perdonare prima di aver risposto a questa domanda ...
Era un uomo che non riusciva a essere l'uomo responsabile e che abbandonando le responsabilità è riuscito ad assumersene altre.
Forse vi amavate, ma non eravate fatti per vivere insieme.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Già …mi domandate perché me lo sono scelto e tenuto per 10 anni …me lo sto chiedendo da un anno e vorrei davvero darmi una risposta plausibile. La risposta più immediata e banale è che “non era così”. E’ sempre stato un uomo davvero buono, generoso, di grande serietà e rigore morale (viene da ridere a dirlo ora, ma era così), stimato da me e da tutti quello che lo conoscevano per queste sue qualità. Ho chiesto ad amici e conoscenti la massima sincerità, di dirmi se un comportamento come quello che ha avuto, poteva essere in qualche modo prevedibile, e tutti mi hanno detto che mai se lo sarebbero aspettato. Mi ha amata tanto, per 9 anni, ogni giorno cura e gentilezze, generosità, presenza. Era poco determinato nella sua affermazione personale e professionale, questo sì. Io ho tanto creduto in lui, nel suo talento, nelle sue capacità, l’ho sostenuto sempre, all’inizio con dolcezza, alla fine - un po’ disillusa – forse con durezza eccessiva, forse persino con un velo di disprezzo, con stanchezza anche, però non ho mai smesso di dargli il mio sostegno leale, concreto e fattivo. Come lui non ha mai smesso di darmi il suo sostegno affettivo. Diciamo che i ruoli erano un po’ questi, perché ci venivano facili: a lui l’affettività e la cura, a me la responsabilità. Poi la mia malattia, la morte rischiata, il calvario di nostra figlia e di ben sette mesi di ospedale e di drammi quotidiani. Lui è stato grande in quella situazione. Non lo so cosa avrei fatto senza di lui. Poi abbiamo portato a casa la nostra cucciola, luglio 2007. Era così malata …gravemente ...la nostra casa era diventata un ospedale, con attrezzature, medicine, visite, diagnosi di una disabilità sempre più grave, ipovisione, epilessia, tetra paresi spastica, microcefalia, ecc… io che ero fuori di testa, distrutta, aggressiva, sfinita, cattiva anche, con lui, con tutti. Era luglio, poi a settembre lui andò 4 giorni con il gruppo a comporre per il nuovo disco, a casa di lei, un amica del chitarrista che aveva messo a disposizione la sua villa. Si conobbero in quell’occasione. Lui era distrutto, l’ho saputo mesi dopo dagli amici, che aveva scoppi di pianto improvvisi …non sapevo nulla, con me era forte e presente …lei l’ha consolato, si è insinuata, le mail seduttive e ammiccanti che ho letto, lui che all’inizio nemmeno se ne era accorto, poi …il resto lo sappiamo, a novembre erano insieme. Chi era quest’uomo? Cerco disperatamente una risposta da un anno, una risposta mi serve, ne ho bisogno. Giovedì scorso ha voluto parlare con me, io ero poco disponibile, diceva che nel nostro progetto lui credeva, che mi amava, che le cose sono molto più complicate di quello che io posso capire, di lasciarlo spiegare dopo un anno, che ora è tempo, che non basterà una vita per rimediare a quello che ha fatto, ma almeno di lasciarlo spiegare…io ho detto no …non voglio sentire nulla ..quello che ha fatto l’ha fatto, brutalmente, ha ucciso la parte più bella di me, il dolore è stato lacerante, devastante, molto più profondo di quello provato per mia figlia, al quale si è sommato. Chi era quest’uomo? Come ho potuto sbagliare valutazione in modo così catastrofico?
Non posso perdonare prima di aver risposto a questa domanda ...
L'unica risposta plausibile anche se può sembrar semplicistica, è che l'amore può finire, dopo uno o 10 o 50 anni, ma può finire.

E la fine di un amore si porta dietro spesso una serie di manchevolezze, cattiverie, egoismi che non sono della persona che abbiamo e che ci ha amato.

Ma quella persona, semplicemente, non esiste più.
 
Stato
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