Ciao a tutti.
Avevo già scritto in passato ma non trovo più i dati d'accesso e mi sono registrata nuovamente.
Scrivo per avere non tanto un consiglio, quanto in punto di vista alternativo per vedere quello che mi sta succedendo in modo magari diverso.
Circa un anno e mezzo fa ho scoperto di essere stata tradita dal mio fidanzato. L'ho scoperto perché la sua amante ha un marito che è venuto a dirmi del fattaccio.
Ora, dopo un po' di tempo, posso dire di aver metabolizzato il fatto al punto che ci penso ancora tutti i giorni, ma non tutto il giorno tutti i giorni.
So che non passerà mai ma ho imparato a conviverci.
Il motivo per cui vi scrivo è il seguente: il marito dell'amante, con il quale ho parlato diverse volte in diverse occasioni, mi ha più volte corteggiato e fatto delle proposte. È sempre stato elegante e gentile nei modi e, dal momento che io declinavo sempre i suoi inviti, lasciava cadere l'argomento.
Io ero nel bel mezzo dell'elaborazione del lutto e vendicarmi era l'ultimo dei miei pensieri.
Il tempo è passato, e noi non abbiamo smesso di sentirci, più che altro per condividere i nostri pensieri e paranoie, ma in maniera molto sporadica.
Ultimamente però qualcosa è cambiato. Lui si è rifatto vivo e questa volta io ho recepito le sue avances in un modo diverso. Mi sono lasciata coinvolgere. Ci siamo visti per un caffè e lui mi ha baciata.
E io, da donna tradita che non aveva mai concepito neanche l'idea del tradimento, mi stupisco di me stessa perché non mi credevo capace di un simile comportamento. Perché mi è piaciuto essere baciata da lui.
Perché lui tornerà alla carica, e io non so se sarò in grado di resistergli. O se voglio resistere.
Non è vendetta. Non mi interessava allora e men che meno mi interessa ora, la vendetta. Anche perché lo saprei solo io.
È egoismo. Credo.
Ditemi la vostra.