O
Old kim
Guest
Allora,
per prima cosa ringrazio tutti x i commenti che avete voluto lasciare.
Ci sono alcune precisazioni da fare e risposte da dare:
POCAHONTAS: ho letto di te, della tua storia…magari mancano dei pezzi.... Mi dispiace: 5 anni sono tanti. Io sono in questo limbo “solo” da 1 e cerco di immaginare la tua situazione. Magari sei riuscita a gestirla emotivamente meglio di me…magari no. Spero che tu abbia recuperato un po’ di serenità.
né Novac, né Basinger… Kim è solo un nome che mi piace….breve, conciso…come non lo sono io.
Quella dell’amante era una battuta, con questa “faccina” [ ;-) ] pensavo di averne sottolineato l’intenzione. Evidentemente no. Mi era sembrato un modo ironico per commentare notti in bianco …Come se il motivo fosse di tutt’altra natura.
Mi accanisco contro la lei del mio lui perché non sopporto quel tipo di persone. Ho una zia come lei, se non identica: conosco bene il tipo di soggetto e tutte le farse che sono capaci di inscenare, l’aridità d’animo di cui sono capaci nonché l’abilità che hanno nel manipolare le persone. Esprimerei lo stesso tipo di considerazioni anche se non fosse la compagna del mio lui. In aggiunta vi è solo la gelosia.
Il pensare che lei stia con lui solo per interesse non mi fa venire dubbi sul fatto che lui possa non essere uno splendore. Non questo fatto. Dubbi ne ho, ma per altri motivi. Se fosse povero in canna, sarebbe un casino…ma per lui…e lei), io lo vedrei con gli stessi occhi e l’amerei allo stesso modo…..magari mancherebbe qualche bella cornice, ma in casa mia io un quadro non lo appendo perché mi piace la cornice! Riguardo a lei, se lui fosse povero in canna dubito fortemente che si sarebbe messa con lui. Se lo diventasse, dubito altrettanto fortemente che resterebbe con lui, se avesse anche solo il miraggio di una situazione migliore senza di lui.
GRANDE82 ha fatto un intervento che mi è piaciuto molto e mi ha fatto molto riflettere ed un altro, sulla dignità e sul momento in cui si chiede all'amante di scegliere, che mi ha trovato molto d'accordo.
Le precisazioni sopra, solo per completezza e perché mi sembrava giusto nei confronti di coloro che hanno voluto fare un intervento.
Ho letto tanti pareri, ognuno mi ha dato lo spunto per una riflessione. Era ciò che volevo: sentire ciò che pensavate, essendo voi estranei alla vicenda, magari con i vostri fardelli …i vostri trascorsi, per cercare di riflettere e magari vederci un po’ più chiaro….
Mi riservavo di rispondere con un post separato a Verena, ma ora non so se lo farò.
Nel frattempo, ci sono state novità che hanno dato una soluzione al problema.
Vi risparmio, a questo punto, del nostro incontro di ieri, dove si sono dette e ridette le stesse cose, ci si è trovati d’accordo su certe ed in disaccordo su altre (sempre quelle)… e passo direttamente a ciò che è importante:
oggi, nel primo pomeriggio, dopo aver discusso x tel dapprima in modo un po’ alterato, per poi passare a toni più calmi….parlando della “fase 2” (periodo successivo alla temporanea sistemazione nell’appartamento sopra), mi dice: “Quando si tratterà di andare a vivere insieme, allora comincerò io a rompere……lì dovrai essere tu a tirar fuori le palle e prenderti le tue responsabilità..ed allora vorrò vedere…..” Pensavo si riferisse ai problemi legati al dove andare ad abitare (abitiamo a circa 50 km di distanza)…..ovvio che qualche difficoltà si sarebbe posta: o lui avanti ed indietro dalla ditta…o le mie ragazze con la scuola, gli amici .... Di questo non si era mai parlato: era un cosa distante nel tempo, e c’erano ben altre priorità, al momento. Ma ho fatto un grave errore….gravissimo. Avevo dato per scontato che in questo fossero incluse le mie figlie. …Invece, capisco che non è così: con la sua frase “tirar fuori le palle” intendeva , (testuale)“sistemare” le mie ragazze (anche qui…me lo ha detto dopo che l’ho incalzato qualche volta).
Lo avevo dato per scontato…come avevo dato per scontato che se suo figlio avesse voluto restare con il padre, ci sarebbe stato anche lui, con noi. Perché i figli non si “sistemano” non si spediscono via con un”tu non sei gradito in questa nuova famiglia”.
Sono rimasta senza parole, per un po’. Quando sono riuscita a ribattere, dicendogli come poteva pensare che io potessi fare una cosa come questa (sa che la “sistemazione”, per loro, oltretutto, sarebbe all’estero, con il padre…ammesso che…ed io che mi preoccupavo x un trasferimento a 50 KM!) mi ha detto:”vedi? Anche tu, quando ti fa comodo, tieni il piede in 2 scarpe!!” Ovviamente gli ho fatto notare che il termine calza coi partners, non con i figli.
Gli ho detto che con questi presupposti è inutile che lui prosegua nel “progetto”, ed aggiungo che glielo dico ancor prima di aver parlato con le ragazze, ancor prima di sapere quando potrebbe attuarsi questa convivenza, che magari, allora, il problema potrebbe anche non porsi . Perché non si tratta di un problema organizzativo, ma di principio. Io non avrei mai detto a lui di “sistemare” suo figlio. Non gli avrei mai detto o lui o io. Perché non esiste!!!
Arriva il cliente che stava aspettando.
Mi chiede velocemente se allora telefono alla mia amica e lui al suo x mercoledì (si era pensato di uscire con loro ed approfittare per sentire –a 8 occhi- il loro parere su una questione che ci trovava in disaccordo)….
Rispondo che mi pare ovvio di no, dato che non ha più alcun senso.
Mi saluta.
Non riesco a salutarlo.
Vi ringrazio tutti per i vostro tempo e per aver voluto dirmi la vostra. Continuerò a leggervi, magari fra un po’...
Autostima: q.b.
Morale: sotto i tacchi
per prima cosa ringrazio tutti x i commenti che avete voluto lasciare.
Ci sono alcune precisazioni da fare e risposte da dare:
POCAHONTAS: ho letto di te, della tua storia…magari mancano dei pezzi.... Mi dispiace: 5 anni sono tanti. Io sono in questo limbo “solo” da 1 e cerco di immaginare la tua situazione. Magari sei riuscita a gestirla emotivamente meglio di me…magari no. Spero che tu abbia recuperato un po’ di serenità.
né Novac, né Basinger… Kim è solo un nome che mi piace….breve, conciso…come non lo sono io.
Quella dell’amante era una battuta, con questa “faccina” [ ;-) ] pensavo di averne sottolineato l’intenzione. Evidentemente no. Mi era sembrato un modo ironico per commentare notti in bianco …Come se il motivo fosse di tutt’altra natura.
Mi accanisco contro la lei del mio lui perché non sopporto quel tipo di persone. Ho una zia come lei, se non identica: conosco bene il tipo di soggetto e tutte le farse che sono capaci di inscenare, l’aridità d’animo di cui sono capaci nonché l’abilità che hanno nel manipolare le persone. Esprimerei lo stesso tipo di considerazioni anche se non fosse la compagna del mio lui. In aggiunta vi è solo la gelosia.
Il pensare che lei stia con lui solo per interesse non mi fa venire dubbi sul fatto che lui possa non essere uno splendore. Non questo fatto. Dubbi ne ho, ma per altri motivi. Se fosse povero in canna, sarebbe un casino…ma per lui…e lei), io lo vedrei con gli stessi occhi e l’amerei allo stesso modo…..magari mancherebbe qualche bella cornice, ma in casa mia io un quadro non lo appendo perché mi piace la cornice! Riguardo a lei, se lui fosse povero in canna dubito fortemente che si sarebbe messa con lui. Se lo diventasse, dubito altrettanto fortemente che resterebbe con lui, se avesse anche solo il miraggio di una situazione migliore senza di lui.
GRANDE82 ha fatto un intervento che mi è piaciuto molto e mi ha fatto molto riflettere ed un altro, sulla dignità e sul momento in cui si chiede all'amante di scegliere, che mi ha trovato molto d'accordo.
Le precisazioni sopra, solo per completezza e perché mi sembrava giusto nei confronti di coloro che hanno voluto fare un intervento.
Ho letto tanti pareri, ognuno mi ha dato lo spunto per una riflessione. Era ciò che volevo: sentire ciò che pensavate, essendo voi estranei alla vicenda, magari con i vostri fardelli …i vostri trascorsi, per cercare di riflettere e magari vederci un po’ più chiaro….
Mi riservavo di rispondere con un post separato a Verena, ma ora non so se lo farò.
Nel frattempo, ci sono state novità che hanno dato una soluzione al problema.
Vi risparmio, a questo punto, del nostro incontro di ieri, dove si sono dette e ridette le stesse cose, ci si è trovati d’accordo su certe ed in disaccordo su altre (sempre quelle)… e passo direttamente a ciò che è importante:
oggi, nel primo pomeriggio, dopo aver discusso x tel dapprima in modo un po’ alterato, per poi passare a toni più calmi….parlando della “fase 2” (periodo successivo alla temporanea sistemazione nell’appartamento sopra), mi dice: “Quando si tratterà di andare a vivere insieme, allora comincerò io a rompere……lì dovrai essere tu a tirar fuori le palle e prenderti le tue responsabilità..ed allora vorrò vedere…..” Pensavo si riferisse ai problemi legati al dove andare ad abitare (abitiamo a circa 50 km di distanza)…..ovvio che qualche difficoltà si sarebbe posta: o lui avanti ed indietro dalla ditta…o le mie ragazze con la scuola, gli amici .... Di questo non si era mai parlato: era un cosa distante nel tempo, e c’erano ben altre priorità, al momento. Ma ho fatto un grave errore….gravissimo. Avevo dato per scontato che in questo fossero incluse le mie figlie. …Invece, capisco che non è così: con la sua frase “tirar fuori le palle” intendeva , (testuale)“sistemare” le mie ragazze (anche qui…me lo ha detto dopo che l’ho incalzato qualche volta).
Lo avevo dato per scontato…come avevo dato per scontato che se suo figlio avesse voluto restare con il padre, ci sarebbe stato anche lui, con noi. Perché i figli non si “sistemano” non si spediscono via con un”tu non sei gradito in questa nuova famiglia”.
Sono rimasta senza parole, per un po’. Quando sono riuscita a ribattere, dicendogli come poteva pensare che io potessi fare una cosa come questa (sa che la “sistemazione”, per loro, oltretutto, sarebbe all’estero, con il padre…ammesso che…ed io che mi preoccupavo x un trasferimento a 50 KM!) mi ha detto:”vedi? Anche tu, quando ti fa comodo, tieni il piede in 2 scarpe!!” Ovviamente gli ho fatto notare che il termine calza coi partners, non con i figli.
Gli ho detto che con questi presupposti è inutile che lui prosegua nel “progetto”, ed aggiungo che glielo dico ancor prima di aver parlato con le ragazze, ancor prima di sapere quando potrebbe attuarsi questa convivenza, che magari, allora, il problema potrebbe anche non porsi . Perché non si tratta di un problema organizzativo, ma di principio. Io non avrei mai detto a lui di “sistemare” suo figlio. Non gli avrei mai detto o lui o io. Perché non esiste!!!
Arriva il cliente che stava aspettando.
Mi chiede velocemente se allora telefono alla mia amica e lui al suo x mercoledì (si era pensato di uscire con loro ed approfittare per sentire –a 8 occhi- il loro parere su una questione che ci trovava in disaccordo)….
Rispondo che mi pare ovvio di no, dato che non ha più alcun senso.
Mi saluta.
Non riesco a salutarlo.
Vi ringrazio tutti per i vostro tempo e per aver voluto dirmi la vostra. Continuerò a leggervi, magari fra un po’...
Autostima: q.b.
Morale: sotto i tacchi