Il destino

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Sbriciolata

Escluso

Rabarbaro

Escluso
il destino, il fato.
l'inevitabilità di un gesto, di un azione.
io al destino ci credo.
secondo me ci è stata assegnata una nascita,
un percorso,
una fine.
non vi sentite mai, partecipi di qualcosa più grande?
Sì, ci credo quasi sempre del destino.
Quando le cose vanno male non so come altro fare a non darmi una colpa che di solito non ho, o non ho in pieno oppure c'è qualche speranza che riesca ad autoconvincermi di aver fatto tutto l'umanamente possibile.
Per questo ho una certa tendenza a considerare l'umanamente possibile una cosa da poco, una quisquilia da nulla in confronto alle sfere celesti che ruotano da sempre nell'universo senza fine ed un piccolo e trascurabile soffio contro un muro che più alto e forte di così proprio non poteva essere costruito.
E i secondi scorrono via veloci nella fuga a mille e più mani che è l'esistenza, nella quale la partitura è sempre sovrapposta a disegni di bambini che hanno chiuso gli occhi credendo di star sognando per non aprirli mai più ed a fiori che non sono mai sbocciati perchè alla loro pallida Primavera seguì subito l'Inverno, così scorre anche la mia volontà acerba di accettare quello che è stato fatto, ciò che è stato sbagliato ed anche e soprattutto quel che sarebbe potuto essere stato fatto meglio, prima e con minor fatica.
Io guardo alle cose che vengono da sole, assieme ai giorni, assieme alla gente che passa e che non rivedrò se non nei miei ricordi sbagliati, nei pensieri malnati e nei fotogrammi staccati di una pellicola ferma nella sala vuota su uno schermo bianco.
Ed è bianco anche lo schermo che mi paro davanti con i verbi eleganti, appellandomi ai santi, per fare di me quello che ero nei sogni che avevo prima di alzarmi al mattino.

Anch'io sono stato bambino.

Oppure.

No, non ci credo quasi mai nel destino.
Quando penso che le mie fantasie romantiche con Isla Fisher si possono ancora avverare prima della sua menopausa, o della mia.
Perchè il destino è stata la prima produzione veramente fordiana adi un bene, in catena di montaggio, con quelle parche crumire e senzaddio che ne mettevano insieme uno per ciascuno che apriva gli occhi, forse perchè gli occhi sarebbe stato meglio che non li avesse mai aperti o forse proprio per non permettergli di tornare indietro, dove si stava meglio.
Il destino non c'è, quando ti va bene, e pensi che sia stato inventato in Germania sul finire della seconda guerra mondiale assieme alle V2 che mancavano quasi sempre il bersaglio e non riuscivano a colpire le fabbriche di dandy spaziali coi quali la perfida Albione avrebbe invaso il mondo intero negli anni sessanta.
E c'è da credere che non esista, e non perchè lo dicono e lo sostengono con forza le lobby consociate del maggiori produttori di purganti per cavalli ed anche quelle degli UMA, gli animali sconosciuti, come il chupacabras, il sasquatch e la fidanzata fedele, ma soprattutto perchè se fai qualcosa le cose cambiano, almeno un po', almeno qualche volta.
Quando non sei disperato e stanco, come un capriolo sepolto nella neve che si lascia morire, come un bambino che non ha da mangiare e come un uomo che guarda piangendo la sua donna andare.

Oppure.
 

Sbriciolata

Escluso
Sì, ci credo quasi sempre del destino.
Quando le cose vanno male non so come altro fare a non darmi una colpa che di solito non ho, o non ho in pieno oppure c'è qualche speranza che riesca ad autoconvincermi di aver fatto tutto l'umanamente possibile.
Per questo ho una certa tendenza a considerare l'umanamente possibile una cosa da poco, una quisquilia da nulla in confronto alle sfere celesti che ruotano da sempre nell'universo senza fine ed un piccolo e trascurabile soffio contro un muro che più alto e forte di così proprio non poteva essere costruito.
E i secondi scorrono via veloci nella fuga a mille e più mani che è l'esistenza, nella quale la partitura è sempre sovrapposta a disegni di bambini che hanno chiuso gli occhi credendo di star sognando per non aprirli mai più ed a fiori che non sono mai sbocciati perchè alla loro pallida Primavera seguì subito l'Inverno, così scorre anche la mia volontà acerba di accettare quello che è stato fatto, ciò che è stato sbagliato ed anche e soprattutto quel che sarebbe potuto essere stato fatto meglio, prima e con minor fatica.
Io guardo alle cose che vengono da sole, assieme ai giorni, assieme alla gente che passa e che non rivedrò se non nei miei ricordi sbagliati, nei pensieri malnati e nei fotogrammi staccati di una pellicola ferma nella sala vuota su uno schermo bianco.
Ed è bianco anche lo schermo che mi paro davanti con i verbi eleganti, appellandomi ai santi, per fare di me quello che ero nei sogni che avevo prima di alzarmi al mattino.

Anch'io sono stato bambino.

Oppure.

No, non ci credo quasi mai nel destino.
Quando penso che le mie fantasie romantiche con Isla Fisher si possono ancora avverare prima della sua menopausa, o della mia.
Perchè il destino è stata la prima produzione veramente fordiana adi un bene, in catena di montaggio, con quelle parche crumire e senzaddio che ne mettevano insieme uno per ciascuno che apriva gli occhi, forse perchè gli occhi sarebbe stato meglio che non li avesse mai aperti o forse proprio per non permettergli di tornare indietro, dove si stava meglio.
Il destino non c'è, quando ti va bene, e pensi che sia stato inventato in Germania sul finire della seconda guerra mondiale assieme alle V2 che mancavano quasi sempre il bersaglio e non riuscivano a colpire le fabbriche di dandy spaziali coi quali la perfida Albione avrebbe invaso il mondo intero negli anni sessanta.
E c'è da credere che non esista, e non perchè lo dicono e lo sostengono con forza le lobby consociate del maggiori produttori di purganti per cavalli ed anche quelle degli UMA, gli animali sconosciuti, come il chupacabras, il sasquatch e la fidanzata fedele, ma soprattutto perchè se fai qualcosa le cose cambiano, almeno un po', almeno qualche volta.
Quando non sei disperato e stanco, come un capriolo sepolto nella neve che si lascia morire, come un bambino che non ha da mangiare e come un uomo che guarda piangendo la sua donna andare.

Oppure.
:smile: :inlove: :smile:
 

Spider

Escluso
madonnina bella!!!!!

che piega che ha preso questo 3D...
non pensavo.

sarà colpa del destino????:rolleyes::rolleyes::rolleyes:

però devo dire che barby ha scritto,
una delle più belle riflessioni sul destino,
che io abbia mai letto.
 

lolapal

Utente reloaded
vedo...pensa positivo invece e pija la vita di sguincio...:mrgreen:
:mrgreen:
Stermy, tutto sommato penso di essere una persona positiva: sorrido molto, sono accogliente e, ultimamente, prendo la vita "di petto", cercando il più possibile di evitare di prenderla in quel posto (edit: culo). :p
 

lolapal

Utente reloaded
Sì, ci credo quasi sempre del destino.
Quando le cose vanno male non so come altro fare a non darmi una colpa che di solito non ho, o non ho in pieno oppure c'è qualche speranza che riesca ad autoconvincermi di aver fatto tutto l'umanamente possibile.
Per questo ho una certa tendenza a considerare l'umanamente possibile una cosa da poco, una quisquilia da nulla in confronto alle sfere celesti che ruotano da sempre nell'universo senza fine ed un piccolo e trascurabile soffio contro un muro che più alto e forte di così proprio non poteva essere costruito.
E i secondi scorrono via veloci nella fuga a mille e più mani che è l'esistenza, nella quale la partitura è sempre sovrapposta a disegni di bambini che hanno chiuso gli occhi credendo di star sognando per non aprirli mai più ed a fiori che non sono mai sbocciati perchè alla loro pallida Primavera seguì subito l'Inverno, così scorre anche la mia volontà acerba di accettare quello che è stato fatto, ciò che è stato sbagliato ed anche e soprattutto quel che sarebbe potuto essere stato fatto meglio, prima e con minor fatica.
Io guardo alle cose che vengono da sole, assieme ai giorni, assieme alla gente che passa e che non rivedrò se non nei miei ricordi sbagliati, nei pensieri malnati e nei fotogrammi staccati di una pellicola ferma nella sala vuota su uno schermo bianco.
Ed è bianco anche lo schermo che mi paro davanti con i verbi eleganti, appellandomi ai santi, per fare di me quello che ero nei sogni che avevo prima di alzarmi al mattino.

Anch'io sono stato bambino.

Oppure.

No, non ci credo quasi mai nel destino.
Quando penso che le mie fantasie romantiche con Isla Fisher si possono ancora avverare prima della sua menopausa, o della mia.
Perchè il destino è stata la prima produzione veramente fordiana adi un bene, in catena di montaggio, con quelle parche crumire e senzaddio che ne mettevano insieme uno per ciascuno che apriva gli occhi, forse perchè gli occhi sarebbe stato meglio che non li avesse mai aperti o forse proprio per non permettergli di tornare indietro, dove si stava meglio.
Il destino non c'è, quando ti va bene, e pensi che sia stato inventato in Germania sul finire della seconda guerra mondiale assieme alle V2 che mancavano quasi sempre il bersaglio e non riuscivano a colpire le fabbriche di dandy spaziali coi quali la perfida Albione avrebbe invaso il mondo intero negli anni sessanta.
E c'è da credere che non esista, e non perchè lo dicono e lo sostengono con forza le lobby consociate del maggiori produttori di purganti per cavalli ed anche quelle degli UMA, gli animali sconosciuti, come il chupacabras, il sasquatch e la fidanzata fedele, ma soprattutto perchè se fai qualcosa le cose cambiano, almeno un po', almeno qualche volta.
Quando non sei disperato e stanco, come un capriolo sepolto nella neve che si lascia morire, come un bambino che non ha da mangiare e come un uomo che guarda piangendo la sua donna andare.

Oppure.
:inlove:

@Sbriciolata: amore platonico il mio! :smile:
 

Sbriciolata

Escluso

lolapal

Utente reloaded
come sempre debbo associarmi alle sue deduzioni.

la grande verità è proprio questa: alla fine,quando ci si guarda dentro...si capisce che quello che fa male non è il sesso,ma l'inganno.

è nella capacità di ammettere a se stessi in primis ed al mondo in seconda battuta chi si è,cosa si cerca e cosa si propone agli altri che dovrebbe stare la differenza tra Uomo (o Donna) e mezzi di deambulazione di genitali in fiamme
Vede professore io e lei di chiappe frantumate ne abbiamo viste,noi siamo profondi conoscitori di vita,di vita vissuta.Abbiam vissuto tutto sulle nostre palle,qui dentro son tutti teorici,ma la vita nella sua essenza,nelle sue sfumature,nelle sue dinamiche è roba nostra.Qui parlano,consigliano,deducono,non capiscono amabilmente un cazzo,io li lascio fare,sicuro che un mio intervento o un suo intervento possa ristabilire una realtà di fatto.Per guardarsi dentro bisogna avere due coglioni fumanti,forse tre,la nostra forza è nella consapevolezza delle nostre fragilità.Spesso oscuro è inviso a questi 4 cialtroni e pecoroni,la verità è che fra professionisti di vita,non c'è bisogno di spiegazioni ci si capisce al volo.Questi vanno in crisi davanti ad una cassiera ammiccante,stanno fermi a cazzo dritto,sognanti come i bimbetti davanti ad un bel pornazzo di jessica rizzo.La sua presenza all'interno di questo forum è basilare,i suoi interventi sono linfa vitale per questi 4 cialtroni del cazzo,e le confido che quello che mi fa male spesso è la riluttanza di queste anime miserrime davanti al nostro sapere.Professor perplesso,quando hai conosciuto l'inferno anche il purgatorio ti sembra il paradiso,lasciamoli con il loro pisellino inerme davanti ad un cassiera....noi sappiamo cos'è l'inferno.Arrrivederla e distinti saluti.
Nonostante i vostri interventi coloriti, quoto i neretti. :smile:
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

lolapal

Utente reloaded

Fiammetta

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oscuro

Utente di lunga data
Lola

Nonostante i vostri interventi coloriti, quoto i neretti. :smile:
Il mio non era un intervento colorito,il mio intervento profuma di vita,di conoscenza,di sapere.
 
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oscuro

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Brunetta

Utente di lunga data

Buscopann

Utente non raggiungibile
Ma no,mi devo far fare le mutande su misura.
E poi dicono che il destino non esiste. Uno il pisello mica se lo costruisce. Se nasci con un'anaconda te la ritrovi e basta. Non è che puoi scegliere

Buscopann
 

oscuro

Utente di lunga data
Buscopan

E poi dicono che il destino non esiste. Uno il pisello mica se lo costruisce. Se nasci con un'anaconda te la ritrovi e basta. Non è che puoi scegliere

Buscopann
Non hai idea di quanto è condizionante poi....!Secondo me un uomo viene condizionato caratterialmente dal suo pisello....
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
cazzata mostruosa. Scusami.
Il destino è cio che siamo noi, le nostre azioni che compiamo e nulla più. Chi parla di destino è chi non ha avuto la forza di perseguire ciò che voleva e si è perso in una decisione contraria. Si parla di destino solo per evidenziare un errore commesso e MAI per una giusta decisione presa.
Dissento, Mariella era una ragazza di quindici anni che correva lungo un marciapiede per tornare a casa, pioveva forte, le sue amiche dietro lei correvano ridendo, le macchine lungo la strada proseguivano il loro percorso, una di esse sbandò' leggermente nemmeno tanto fatto sta che frenando sembro' che potesse uscire fuori strada, Mariella che era la più vicina all'auto fece un balzo indietro, istinto puro istinto ma così facendo perse l'equilibrio e cadde all'indietro battendo violentemente la base del collo sul cordolo sporgente del marciapiede, un colpo secco improvviso, il collo spezzato Mariella è morta così, l'auto nel frattempo che non aveva mai invaso il marciapiede era passata indenne solo un piccolo spavento per il conducente quando aveva sbandato un po' .... Nessuna scelta , istinto per chi guidava l'auto, istinto per Mariella ...si talvolta il destino ci frega ...
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
Non hai idea di quanto è condizionante poi....!Secondo me un uomo viene condizionato caratterialmente dal suo pisello....
Quindi quando una ti lascia dicendoti che c'è incompatibilità caratteriale, in realtà ti sta dicendo che ce l'hai troppo piccolo o troppo grande?

Buscopann
 

Fiammetta

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Stato
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