No.
Solo una sequenza di azioni che insieme danno un risultato che non è mai scontato.
Come buttare una manciata di monete per aria, non cadranno mai nello stesso posto.
Io sono qui... perché?
Per il destino?
No, perché...
un giorno mia moglie era sola in ufficio.
Era sola perché la sua capa era dovuta andare via. Era dovuta andare via perché altre persone avevano richiesto la sua presenza. E questo perché...
Quel giorno capitò lì lui. E si fermò a parlare. Ma capitò lì perché quel giorno un cliente aveva necessità che lui passasse in zona e...
Avete presente la canzone di Branduardi (che è poi un canto ebraico)?
Vi è una sequenza di azioni che per molti hanno una valenza religiosa
http://www.archivio-torah.it/feste/pesach/capretto.pdf, per altri un significato simbolico del "destino", per me è puro caos, indeterminazione completa.
Una parte la decidiamo noi, un'altra la subiamo.
E così vale per tutti.
Come il solito vaso di fiori già citato.
E' caduto per il vento, ma chi l'ha messo male lo ha fatto perché... e si può andare a scavare, indietro, fino a pensare che non sarebbe caduto se chi l'ha comprato non fosse nato etc etc.
Se vogliamo... possiamo appllicare anche qui il principio di indeterminazione...