Il cibo dell'anima

Spot

utente in roaming.
Per quello che vale non è mai troppo tardi,
o nel mio caso troppo presto,
per essere quello che vuoi essere
non c'è limite di tempo, comincia quando vuoi;
puoi cambiare o rimanere come sei,
non esiste una regola in questo..
possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio,
spero che tu viva tutto al meglio,
spero che tu possa vedere cose sorprendenti,
spero che tu possa avere emozioni sempre nuove,
spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi,
spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita,
e se ti accorgi di non esserlo,
spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.

Il curioso caso di Benjamin Button
Mi piace.
Dovrei segnarmela... :)
 

Flavia

utente che medita
questa poesia
la dedico a tutti coloro
che arricchiscono, e
colorano di emozioni
questo piccolo spazio
F


[h=3]“Quelli che sognano li riconosci,[/h][h=3]hanno negli occhi un velo di tristezza.[/h][h=3]Hanno la malinconia addormentata[/h][h=3]agli angoli della bocca,[/h][h=3]hanno l’aria di chi cerca ma non trova.[/h][h=3]Sognare è faticoso, sognare non è da tutti.[/h][h=3]E’ per le persone coraggiose, sognare.“[/h]
(Susanna Casciani)
 

bettypage

Utente acrobata
“Devo essere una sirena.

Non ho paura

della profondità

e ho una gran paura

della vita superficiale.”

(Anais Nin)
 

sienne

lucida-confusa
Ciao



"Lo splendore dell’amicizia, non è la mano tesa, né il sorriso gentile, né la gioia della compagnia: è l’ispirazione spirituale che viene quando scopriamo che qualcuno crede in noi, ed è disposto a fidarsi di noi.”

Ralph Waldo Emerson





sienne
 

Brunetta

Utente di lunga data
Da questo momento vivrò senza amore
libera da telefono e dal caso.
Non soffrirò.Non avrò dolore nè desiderio.
Sarò vento imbrigliato,ruscello di ghiaccio.

Non pallida per la notte insonne
ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore
ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie ma nemmeno
gesti di apertura infinita.

Non più tenebre negli occhi,ma lontano
per me non s'aprirà l'orrizonte intero.
Non aspetterò più sfinita la sera
ma l'alba non sorgerà per me.

Non mi chiuderà, gelida una parola
ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla
ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo
ma non vivrò realmente mai più .


Blaga Dimitrova
Allegria! Questa fa sembrare Montale un burlone.
 

bettypage

Utente acrobata
[...] Lei era magia incompresa, ma io l'avevo capita.

C. Bukowski
 

Django

Utente di lunga data
Se sei mio amico aiutami
a fuggire da te
Se sei il mio amore
liberami da questa situazione

Se avessi saputo che l'amore è così pericoloso
non mi sarei innamorata
Se avessi saputo che il mare è così profondo
non sarei mai andata a nuotare

Se avessi immaginato la fine
non avrei mai iniziato

Ho nostalgia di te
Insegnami a non averla

Insegnami come estirpare le radici di questo amore profondo

Insegnami come muore la lacrima sul viso
Insegnami come muore il cuore e a uccidere il desiderio di vederti

Se sei un profeta
liberami da questo incantesimo.

Nizār Tawfīq Qabbānī
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
..ecco...magari come direzione...

...più che come assunto assoluto e assolutamente consolidato :D

DEA

"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo
e risolto il segreto della mia anima:

Io sono QUELLA a cui rivolgevo le preghiere,
QUELLA a cui chiedevo aiuto.

Sono QUELLA che ho cercato.

Sono la stessa vetta della MIA montagna.

Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro.

Sono infatti l'UNICA che produce i molti,
della stessa sostanza che prendo da ME.

Poiché TUTTO è ME, non vi sono due,
la creazione è ME STESSA, dappertutto.

Quello che concedo a ME stessa,
lo prendo da ME stessa e lo do a ME stessa,
l'UNICA, poiché sono la Madre ed la Figlia.

Quanto a quello che voglio,
vedo i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti la conoscitrice, il conosciuto,
il soggetto, la governante ed il trono.

Tre in UNA è quella che sono e
l'inferno è solo un argine
che ho messo al MIO stesso fiume,
allorché sognavo durante un incubo.
Sognai che non ero la SOLA unica e
cosi' IO stessa iniziai il dubbio, che fece il suo corso,
finché non mi svegliai.

Trovai così che IO avevo scherzato con ME stessa.
Ora che sono sveglia, riprendo di sicuro il MIO trono
e governo il MIO regno che è ME stessa,
la Signora per l'eternità."

Libro dei morti. (cit)
 
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brenin

Utente
Staff Forum
...più che come assunto assoluto e assolutamente consolidato :D

DEA

"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo
e risolto il segreto della mia anima:

Io sono QUELLA a cui rivolgevo le preghiere,
QUELLA a cui chiedevo aiuto.

Sono QUELLA che ho cercato.

Sono la stessa vetta della MIA montagna.

Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro.

Sono infatti l'UNICA che produce i molti,
della stessa sostanza che prendo da ME.

Poiché TUTTO è ME, non vi sono due,
la creazione è ME STESSA, dappertutto.

Quello che concedo a ME stessa,
lo prendo da ME stessa e lo do a ME stessa,
l'UNICA, poiché sono la Madre ed la Figlia.

Quanto a quello che voglio,
vedo i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti la conoscitrice, il conosciuto,
il soggetto, la governante ed il trono.

Tre in UNA è quella che sono e
l'inferno è solo un argine
che ho messo al MIO stesso fiume,
allorché sognavo durante un incubo.
Sognai che non ero la SOLA unica e
cosi' IO stessa iniziai il dubbio, che fece il suo corso,
finché non mi svegliai.

Trovai così che IO avevo scherzato con ME stessa.
Ora che sono sveglia, riprendo di sicuro il MIO trono
e governo il MIO regno che è ME stessa,
la Signora per l'eternità."

Libro dei morti. (cit)
Che bello....

e poi dal libro egizio dei morti passare anche per tutte le restanti antiche culture del mondo che ci raccontano in chiave simbolica quali siano le leggi universali che regolano i processi della natura e della giustizia divina, e le entità simboliche che un giorno incontreremo quando andremo incontro alla morte....
ed è impressionante vedere tutte queste culture ( e religioni ) che attenzione riservano a questa circostanza, rispetto alla religione cattolica, ma qui il discorso - temo - sarebbe lunghissimo.....
 

Spot

utente in roaming.
A forza d'essere spinto a quel modo nella notte, si deve comunque finire per arrivare da qualche parte, mi dicevo, è una consolazione.
"Coraggio, Ferdinand, ripetevo a me stesso, per tenermi su, a forza di essere sbattuto fuori dappertutto, finirai di sicuro per trovarlo il trucco che gli fa tanta paura a tutti, a tutti gli stronzi che ci sono in giro, deve stare in fondo alla notte. E' per questo che non ci vanno loro in fondo alla notte!"

 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Che bello....

e poi dal libro egizio dei morti passare anche per tutte le restanti antiche culture del mondo che ci raccontano in chiave simbolica quali siano le leggi universali che regolano i processi della natura e della giustizia divina, e le entità simboliche che un giorno incontreremo quando andremo incontro alla morte....
ed è impressionante vedere tutte queste culture ( e religioni ) che attenzione riservano a questa circostanza, rispetto alla religione cattolica, ma qui il discorso - temo - sarebbe lunghissimo.....
..già...hai centrato in pieno uno dei fulcri, per me almeno...

e già, discorso lunghissimo...quello di una religione monoteista e tesa all'accumulo di potere materiale, che svende da secoli brandelli di paradiso in cambio dell'asservimento al potere umano...che neanche esiste, di fronte alla Potenza Natura...se non come illusione antropocentrica...materia destinata a divenire semplicemente polvere e nutrimento per altra Vita...

credo che la tensione alla Vita, il Piacere e il Dolore del Vivere, riguardi il non dimenticare che ogni passo nella Vita è un Passo nella Morte...
 
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brenin

Utente
Staff Forum
..già...hai centrato in pieno uno dei fulcri, per me almeno...

e già, discorso lunghissimo...quello di una religione monoteista e tesa all'accumulo di potere materiale, che svende da secoli brandelli di paradiso in cambio dell'asservimento al potere umano...che neanche esiste, di fronte alla Potenza Natura...se non come illusione antropocentrica...materia destinata a divenire semplicemente polvere e nutrimento per altra Vita...

credo che la tensione alla Vita, il Piacere e il Dolore del Vivere, riguardi il non dimenticare che ogni passo nella Vita è un Passo nella Morte...
Bellissimo spunto, "passando" da Nietzsche e Dovstoevskij e lo zen..... cercherò di andare per ordine....
Noi sempre mettiamo al centro noi stessi e tendiamo a misurare il significato di ogni cosa come contenuto delle nostre vite in quanto individui,esseri umani. La religione però rovescia l'atteggiamento in base al quale pensiamo di essere l'obiettivo e il centro di tutte le cose, e pone come punto di partenza la domanda " Perchè esistiamo ? "
Molte volte diventiamo consapevoli della religione come bisogno, come vitale necessità, solo quando nella nostra vita tutto perde la sua necessità e la sua utilità . Perchè esistiamo ? La nostra esistenza e la nostra vita sono forse senza senso ? E nel caso ci sia un qualche senso, dove posso trovarlo ? Quando si arriva a mettere in dubbio in questo modo il senso della nostra esistenza, quando diventiamo noi stessi la domanda, allora dentro di noi il più delle volte si desta l'esigenza religiosa. Tutto ciò molte volte accade quando va in frantumi il modo ordinario di considerare e di pensare le cose che ci riguardano e viene completamente "rovesciato" bruscamente il nostro modo abituale di vivere, nel quale facciamo il più delle volte, di noi stessi, il centro di tutto. E viene spontaneo chiedersi " quale bisogno abbiamo della religione ? " Forse in quei momenti nei quali le cose della vita ordinariamente necessarie perdono tutta la loro utilità e necessità, quando la morte o qualcuna di quelle situazioni che comportano uno sradicamento della nostra vita, che sottraggono terreno alle radici della nostra esistenza e pongono in dubbio il senso della vita stessa diventano per noi pressanti problemi personali. Ciò può accadere per una malattia che ci ponga faccia a faccia di fronte alla morte o per qualche doloroso o sfortunato evento che ci porti via ciò che ha reso la nostra vita degna di essere vissuta. Questo stesso processo ha luogo al cospetto della morte, allorquando la propria esistenza si staglia nettamente sullo sfondo del nihilum ( il nulla/nullità , o ciò che rende senza senso il senso stesso che noi abbiamo dato alla vita ), e fa riemergere la domanda " Per che cosa ho vissuto ? " . E in questo caso si spalanca un abisso sotto i propri piedi, ed al cospetto di questo abisso accade che non una di quelle cose che hanno finora costituito il contenuto della nostra vita appare di qualche utilità. In effetti questo abisso sta da sempre sotto i nostri piedi; nel caso della morte ci troviamo di fronte a qualcosa che non ci aspetta in un lontano futuro, ma che mettiamo al mondo insieme a noi già al momento della nascita. La nostra vita è posta sull'abisso del nihilum , nel quale può tornare in qualsiasi momento. La nostra esistenza è tutt'uno con la non-esistenza, sino a diventare il "divenire incessante" dell'esistenza stessa.
Ordinariamente noi andiamo sempre avanti, con lo sguardo fisso su questo o quello, sempre indaffarati in qualcosa dentro o fuori di noi. Sono proprio queste occupazioni che ostacolano l' approfondimento della nostra consapevolezza.
Esse bloccano l'apertura di quell'orizzonte in cui appare il senso di vuoto,di nullità, ed in cui il nostro essere diventa un problema. Quando però sul fondo di quegli impegni che occupano la vita muovendola incessantemente si apre quell'orizzonte, qualcosa sembra fermarsi davanti a noi: è l'insensatezza che sta in agguato sul fondo di quegli impegni che riteniamo diano un senso nostra vita alla vita. Questo è il momento nel quale quel senso di nullità, quel senso del " tutto è uguale " che troviamo in Nietzsche e Dovstoevskij, fa fare un passo indietro alla vita che incessantemente spinge in avanti. Come si dice nello zen, " si fa luce su ciò che sta sotto i piedi " .
Nella nostra vita quotidiana, sempre protesa in avanti, il terreno sotto i nostri piedi resta sempre dietro di noi, non vi badiamo. Fare un passo indietro per gettare una luce su ciò che si trova sotto i piedi ( " indietreggiare per pervenire a sè stessi " ) segna una conversione nella vita stessa. E proprio quando l'orizzonte del nihilum ( nullità,vuoto ) si apre sul fondo della nostra vita, ha luogo l'occasione per una radicale conversione. Essa non sarà altro che una conversione dal modo di essere egocentrico , che chiede sempre quale utilità abbiano le cose per noi, all'atteggiamento che chiede " A che scopo noi esistiamo ? " .
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Bellissimo spunto, "passando" da Nietzsche e Dovstoevskij e lo zen..... cercherò di andare per ordine....
Noi sempre mettiamo al centro noi stessi e tendiamo a misurare il significato di ogni cosa come contenuto delle nostre vite in quanto individui,esseri umani. La religione però rovescia l'atteggiamento in base al quale pensiamo di essere l'obiettivo e il centro di tutte le cose, e pone come punto di partenza la domanda " Perchè esistiamo ? "
Molte volte diventiamo consapevoli della religione come bisogno, come vitale necessità, solo quando nella nostra vita tutto perde la sua necessità e la sua utilità . Perchè esistiamo ? La nostra esistenza e la nostra vita sono forse senza senso ? E nel caso ci sia un qualche senso, dove posso trovarlo ? Quando si arriva a mettere in dubbio in questo modo il senso della nostra esistenza, quando diventiamo noi stessi la domanda, allora dentro di noi il più delle volte si desta l'esigenza religiosa. Tutto ciò molte volte accade quando va in frantumi il modo ordinario di considerare e di pensare le cose che ci riguardano e viene completamente "rovesciato" bruscamente il nostro modo abituale di vivere, nel quale facciamo il più delle volte, di noi stessi, il centro di tutto. E viene spontaneo chiedersi " quale bisogno abbiamo della religione ? " Forse in quei momenti nei quali le cose della vita ordinariamente necessarie perdono tutta la loro utilità e necessità, quando la morte o qualcuna di quelle situazioni che comportano uno sradicamento della nostra vita, che sottraggono terreno alle radici della nostra esistenza e pongono in dubbio il senso della vita stessa diventano per noi pressanti problemi personali. Ciò può accadere per una malattia che ci ponga faccia a faccia di fronte alla morte o per qualche doloroso o sfortunato evento che ci porti via ciò che ha reso la nostra vita degna di essere vissuta. Questo stesso processo ha luogo al cospetto della morte, allorquando la propria esistenza si staglia nettamente sullo sfondo del nihilum ( il nulla/nullità , o ciò che rende senza senso il senso stesso che noi abbiamo dato alla vita ), e fa riemergere la domanda " Per che cosa ho vissuto ? " . E in questo caso si spalanca un abisso sotto i propri piedi, ed al cospetto di questo abisso accade che non una di quelle cose che hanno finora costituito il contenuto della nostra vita appare di qualche utilità. In effetti questo abisso sta da sempre sotto i nostri piedi; nel caso della morte ci troviamo di fronte a qualcosa che non ci aspetta in un lontano futuro, ma che mettiamo al mondo insieme a noi già al momento della nascita. La nostra vita è posta sull'abisso del nihilum , nel quale può tornare in qualsiasi momento. La nostra esistenza è tutt'uno con la non-esistenza, sino a diventare il "divenire incessante" dell'esistenza stessa.
Ordinariamente noi andiamo sempre avanti, con lo sguardo fisso su questo o quello, sempre indaffarati in qualcosa dentro o fuori di noi. Sono proprio queste occupazioni che ostacolano l' approfondimento della nostra consapevolezza.
Esse bloccano l'apertura di quell'orizzonte in cui appare il senso di vuoto,di nullità, ed in cui il nostro essere diventa un problema. Quando però sul fondo di quegli impegni che occupano la vita muovendola incessantemente si apre quell'orizzonte, qualcosa sembra fermarsi davanti a noi: è l'insensatezza che sta in agguato sul fondo di quegli impegni che riteniamo diano un senso nostra vita alla vita. Questo è il momento nel quale quel senso di nullità, quel senso del " tutto è uguale " che troviamo in Nietzsche e Dovstoevskij, fa fare un passo indietro alla vita che incessantemente spinge in avanti. Come si dice nello zen, " si fa luce su ciò che sta sotto i piedi " .
Nella nostra vita quotidiana, sempre protesa in avanti, il terreno sotto i nostri piedi resta sempre dietro di noi, non vi badiamo. Fare un passo indietro per gettare una luce su ciò che si trova sotto i piedi ( " indietreggiare per pervenire a sè stessi " ) segna una conversione nella vita stessa. E proprio quando l'orizzonte del nihilum ( nullità,vuoto ) si apre sul fondo della nostra vita, ha luogo l'occasione per una radicale conversione. Essa non sarà altro che una conversione dal modo di essere egocentrico , che chiede sempre quale utilità abbiano le cose per noi, all'atteggiamento che chiede " A che scopo noi esistiamo ? " .
Bellissimo [MENTION=5903]brenin[/MENTION]

prendo spunto da quello che hai scritto per una mia riflessione, la mia malattia per ora non ha modificato il mio atteggiamento verso la religione ma lo ha modificato per le persone che mi stanno accanto, in particolar modo i miei genitori ed è peraltro una reazione che ho riscontrato anche in passato.
spesso sono i familiari che al cospetto di un congiunto in grave difficoltà si avvicinano alla religione come per scongiurare il peggio o accompagnare un evento doloroso con la forza della fede

devo dire che ho riscontrato molta forza di fronte alla morte in persone profondamente credenti rispetto agli atei, presumo perché la religione pone come obiettivo l'aldilà spirituale che è salvifico

non mi sono mai posta la domanda
 

brenin

Utente
Staff Forum
Bellissimo @brenin

prendo spunto da quello che hai scritto per una mia riflessione, la mia malattia per ora non ha modificato il mio atteggiamento verso la religione ma lo ha modificato per le persone che mi stanno accanto, in particolar modo i miei genitori ed è peraltro una reazione che ho riscontrato anche in passato.
spesso sono i familiari che al cospetto di un congiunto in grave difficoltà si avvicinano alla religione come per scongiurare il peggio o accompagnare un evento doloroso con la forza della fede

devo dire che ho riscontrato molta forza di fronte alla morte in persone profondamente credenti rispetto agli atei, presumo perché la religione pone come obiettivo l'aldilà spirituale che è salvifico

non mi sono mai posta la domanda
Grazie.

Leggendo il tuo post, mi pongo queste domande :

- l'uomo continuerebbe a cercare Dio se non ci fossero la morte ed il dolore ?
- e se non ci fossero state la morte ed il dolore, le religioni sarebbero esistite ?
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Grazie.

Leggendo il tuo post, mi pongo queste domande :

- l'uomo continuerebbe a cercare Dio se non ci fossero la morte ed il dolore ?
- e se non ci fossero state la morte ed il dolore, le religioni sarebbero esistite ?
1) non credo
2) presumo di no, quanto meno non quelle che prevedono l'esistenza di un aldilà o di una salvezza
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Empiti di me

Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
Chiedimi. Raccoglimi, contienimi, nascondimi.
Voglio esser di qualcuno, voglio esser tuo,
è la tua ora. Sono colui che passò saltando sopra le cose
il fuggitivo, il dolente.

Ma sento la tua ora,
l’ora in cui la mia vita gocciolerà sulla tua anima,
l’ora delle tenerezze che mai non versai,
l’ora dei silenzi che non hanno parole,
la tua ora, alba di sangue che mi nutrì d’angosce,
la tua ora, mezzanotte che mi fu solitaria.

Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.
Io sono ciò che geme, che arde, che soffre.
Io sono ciò che attacca, che ulula, che canta.
No, non voglio esser questo.
Aiutami a rompere queste porte immense.
Con le tue spalle di seta disseppellisci
queste àncore.

Così una sera crocifissero il mio dolore.
Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.
Voglio non aver limiti ed elevarmi verso quell’astro.
Il mio cuore non deve tacere oggi o domani.
Deve partecipare di ciò che tocca,
dev’essere di metalli, di radici, d’ali.
Non posso esser la pietra che s’innalza e non torna,
non posso esser l’ombra che si disfa e passa.

No, non può essere, non può essere.
Allora griderei, piangerei, gemerei.
Non può essere, non può essere.
Chi avrebbe rotto questa vibrazione delle mie ali?
Chi m’avrebbe sterminato? Quale disegno, quale parola?
Non può essere, non può essere, non può essere.
Liberami di me, voglio uscire dalla mia anima.

Perché tu sei la mia rotta.
T’ho forgiata in lotta viva.
Dalla mia lotta oscura contro me stesso, fosti.
Hai da me quell’impronta di avidità non sazia.
Da quando io li guardo i tuoi occhi son più tristi.
Andiamo insieme. Spezziamo questa strada insieme.
Sarò la tua rotta. Passa. Lasciami andare.
Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
Fai vacillare le cinte dei miei ultimi limiti.

E che io possa, alfine, correre in fuga pazza,
inondando le terre come un fiume terribile,

sciogliendo questi nodi, ah Dio mio, questi nodi,
spezzando,
bruciando,
distruggendo
come una lava pazza ciò che esiste,
correre fuor di me stesso, perdutamente,
libero di me, furiosamente libero.
Andarmene,
Dio mio,
Andarmene!

(Pablo Neruda)
 

trilobita

Utente di lunga data
Spesso ci confrontiamo con quello che ci circonda, ascoltiamo musica, leggiamo poesie, vediamo un film, guardiamo il cielo e tutto quello che ne fa parte e ci stupisce sempre, ed a secondo i casi e quello che in un determinato momento abbiamo dentro, ci identifichiamo in pensieri che vanno oltre e fanno crescere l'anima.
Ma, quello che più è reale ed è partecipazione attiva alla nostra crescita data anche da quello sopra scritto è, mio figlio che ride, fa domande e che cresce dandomi quella motivazione e risposta che mi dice sempre, Clà eccoti la vera essenza della felicità.
Sono d'accordo😀
 

trilobita

Utente di lunga data
Non ne dubitavo.
La coerenza non ti manca.
E tu vorresti giudicare il comportamento degli altri,mentre cerchi di aizzare le liti?
Caro Perplesso,è meglio che cominci a guardarti attorno più attentamente.....tra l'altro sono mesi che ti ho spiegato in un italiano abbastanza corretto che puoi ignorare tranquillamente i miei post,che i miei sonni non ne saranno disturbati minimamente.
Ma,vedo che non ci riesci....peccato,perché dovrai sorbirmi ancora un pochino.....
 
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