Il cibo dell'anima

Flavia

utente che medita
a tutte le donne del forum



Bimba,
io ti auguro la follia,
il valore, gli aneliti,
l’impazienza;
ti auguro la fortuna negli amori
e il delirio della solitudine.
Ti auguro il piacere delle comete,
dell’acqua e degli uomini.
Ti auguro l’intelligenza e l’ingegno.
Ti auguro uno sguardo curioso,
un naso con memoria,
una bocca che sorrida
e maledica con precisione divina,
delle gambe che non invecchiano.
Un pianto che ti ridia la pienezza.
Ti auguro il senso del tempo
che possiedono le stelle;
la tempra delle formiche,
il dubbio dei templi.
Ti auguro la fede dei presagi,
il racconto degli avventurieri,
nella pace degli uomini
che dimenticano il loro destino,
nella forza dei tuoi ricordi
e nel futuro,
così come nella promessa,
che contiene tutto quello
che ancora ti attende.

Ángeles Mastretta








 

Spot

utente in roaming.
Devo molto
a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore mai perdonerebbe.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.

È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

"Non devo loro nulla" –
direbbe l'amore
sulla questione aperta.



Wislawa Szymborska
 

Flavia

utente che medita
Devo molto
a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore mai perdonerebbe.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.

È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

"Non devo loro nulla" –
direbbe l'amore
sulla questione aperta.



Wislawa Szymborska
:up:
 

Flavia

utente che medita
Era guasta, infelice e romantica.
Qualcosa non le era andato per il suo verso.
Passava da una stella cadente all' altra.
(Vinicio Capossela)

 

Spot

utente in roaming.
Era guasta, infelice e romantica.
Qualcosa non le era andato per il suo verso.
Passava da una stella cadente all' altra.
(Vinicio Capossela)

Bella!
A me piace molto questo passaggio:

"Ognuno per conto suo, ci si godeva il naufragio. Ognuno si teneva stretta la sua assenza, però a vista l'uno dell'altro. Non tentavamo di mischiare le carte, cercare scorciatoie. L'amarezza, quando c'è, bisogna godersela, senza imbrogliarla, che non ne capita spesso. Bersela tutta. Si allargano vuoti nel cuore, si fa più spazio, ci può entrare di tutto. Anche la brezza di quartiere. Anche il sour professionale. Anche la disperazione, che senza di quella quel posto non sarebbe stato niente"
 

brenin

Utente
Staff Forum
Tristezza della luna

Questa sera la luna sogna più languidamente; come una
bella donna che su tanti cuscini con mano distratta e leggera
prima d'addormentarsi carezza il contorno dei seni,
e sul dorso lucido di molli valanghe morente, si abbandona
a lunghi smarrimenti, girando gli occhi sulle visioni
bianche che salgono nell'azzurro come fiori in boccio.

Quando, nel suo languore ozioso, ella lascia cadere su questa
terra una lagrima furtiva, un pio poeta, odiatore del sonno,
accoglie nel cavo della mano questa pallida lagrima
dai riflessi iridati come un frammento d'opale, e la nasconde
nel suo cuore agli sguardi del sole.

(I fiori del male - Baudelaire)
 

Flavia

utente che medita
Bella!
A me piace molto questo passaggio:

"Ognuno per conto suo, ci si godeva il naufragio. Ognuno si teneva stretta la sua assenza, però a vista l'uno dell'altro. Non tentavamo di mischiare le carte, cercare scorciatoie. L'amarezza, quando c'è, bisogna godersela, senza imbrogliarla, che non ne capita spesso. Bersela tutta. Si allargano vuoti nel cuore, si fa più spazio, ci può entrare di tutto. Anche la brezza di quartiere. Anche il sour professionale. Anche la disperazione, che senza di quella quel posto non sarebbe stato niente"
bellissimo questo passaggio
è vero la sofferenza quando c'è
va vissuta esattamente come è
edulcorarla risulta inutile
oltre che controproducente
Questa sera la luna sogna più languidamente; come una
bella donna che su tanti cuscini con mano distratta e leggera
prima d'addormentarsi carezza il contorno dei seni,
e sul dorso lucido di molli valanghe morente, si abbandona
a lunghi smarrimenti, girando gli occhi sulle visioni
bianche che salgono nell'azzurro come fiori in boccio.

Quando, nel suo languore ozioso, ella lascia cadere su questa
terra una lagrima furtiva, un pio poeta, odiatore del sonno,
accoglie nel cavo della mano questa pallida lagrima
dai riflessi iridati come un frammento d'opale, e la nasconde
nel suo cuore agli sguardi del sole.

(I fiori del male - Baudelaire)
i fiori del male
bellissima lettura dei tempi passati
dovrei rileggerlo ora, per cercare
nuovi spunti e chiavi di lettura
 

brenin

Utente
Staff Forum
bellissimo questo passaggio
è vero la sofferenza quando c'è
va vissuta esattamente come è
edulcorarla risulta inutile
oltre che controproducente

i fiori del male
bellissima lettura dei tempi passati
dovrei rileggerlo ora, per cercare
nuovi spunti e chiavi di lettura
Verissimo,sopratttto se letto in epoca "giovanile/studentesca".
 

Flavia

utente che medita
Verissimo,sopratttto se letto in epoca "giovanile/studentesca".
infatti,
Ifiori del male, con
Siddharta ed Opinioni di un clown
erano i libri cult del momento
quelli che in qualche modo ti segnano
o almeno ti sembra in quel momento
ho deciso li rileggo:)

P.S: ricordo anche
che prestai Siddharta
a una mia amica, che
no me lo ha mai restituito:unhappy:
 

Falcor

Escluso
IMG_20160729_081957.png
 

brenin

Utente
Staff Forum
Scompartimento

L'altra sera sul treno (l'ultimo sempre pieno) una ragazza,
dando ogni tanto un'occhiata rapida in giro,scherzava a voce alta sui suoi
amori finiti male,sul suo nuovo lavoro nello studio di un avvocato,su quanto
lei era brava -però il lavoro:triste- e si faceva i conti in tasca in pubblico,
lira per lira.

Quando si mettono a nudo in questo modo,di fronte a gente mai vista,e la vita
-la loro-te la mettono in piazza come quella di chiunque,così ridotta all'osso,sono
talmente belle certe persone,talmente pure che ti fanno tremare.

Parlano come se fossimo tutti di tutti.Si mettono nelle mani di chi è lì
come un cane che si lascia stringere il muso dal padrone,con le orecchie abbassate
e gli occhi chiusi.

A sentirle parlare,anche tu chiudi gli occhi:sprofondare vorresti.e invece cresci,
dentro diventi ripido,sconfinato e potente
come quel niente che le ha fatte nascere.

Umberto Fiori
 

ivanl

Utente di lunga data
L'altra sera sul treno (l'ultimo sempre pieno) una ragazza,
dando ogni tanto un'occhiata rapida in giro,scherzava a voce alta sui suoi
amori finiti male,sul suo nuovo lavoro nello studio di un avvocato,su quanto
lei era brava -però il lavoro:triste- e si faceva i conti in tasca in pubblico,
lira per lira.

Quando si mettono a nudo in questo modo,di fronte a gente mai vista,e la vita
-la loro-te la mettono in piazza come quella di chiunque,così ridotta all'osso,sono
talmente belle certe persone,talmente pure che ti fanno tremare.

Parlano come se fossimo tutti di tutti.Si mettono nelle mani di chi è lì
come un cane che si lascia stringere il muso dal padrone,con le orecchie abbassate
e gli occhi chiusi.

A sentirle parlare,anche tu chiudi gli occhi:sprofondare vorresti.e invece cresci,
dentro diventi ripido,sconfinato e potente
come quel niente che le ha fatte nascere.

Umberto Fiori
la gente cosi', invece, la prenderei a randellate
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
L'altra sera sul treno (l'ultimo sempre pieno) una ragazza,
dando ogni tanto un'occhiata rapida in giro,scherzava a voce alta sui suoi
amori finiti male,sul suo nuovo lavoro nello studio di un avvocato,su quanto
lei era brava -però il lavoro:triste- e si faceva i conti in tasca in pubblico,
lira per lira.

Quando si mettono a nudo in questo modo,di fronte a gente mai vista,e la vita
-la loro-te la mettono in piazza come quella di chiunque,così ridotta all'osso,sono
talmente belle certe persone,talmente pure che ti fanno tremare.

Parlano come se fossimo tutti di tutti.Si mettono nelle mani di chi è lì
come un cane che si lascia stringere il muso dal padrone,con le orecchie abbassate
e gli occhi chiusi.

A sentirle parlare,anche tu chiudi gli occhi:sprofondare vorresti.e invece cresci,
dentro diventi ripido,sconfinato e potente
come quel niente che le ha fatte nascere.

Umberto Fiori
Volevo dare un verde ma non posso.

Bella.
 

Brunetta

Utente di lunga data
L'altra sera sul treno (l'ultimo sempre pieno) una ragazza,
dando ogni tanto un'occhiata rapida in giro,scherzava a voce alta sui suoi
amori finiti male,sul suo nuovo lavoro nello studio di un avvocato,su quanto
lei era brava -però il lavoro:triste- e si faceva i conti in tasca in pubblico,
lira per lira.

Quando si mettono a nudo in questo modo,di fronte a gente mai vista,e la vita
-la loro-te la mettono in piazza come quella di chiunque,così ridotta all'osso,sono
talmente belle certe persone,talmente pure che ti fanno tremare.

Parlano come se fossimo tutti di tutti.Si mettono nelle mani di chi è lì
come un cane che si lascia stringere il muso dal padrone,con le orecchie abbassate
e gli occhi chiusi.

A sentirle parlare,anche tu chiudi gli occhi:sprofondare vorresti.e invece cresci,
dentro diventi ripido,sconfinato e potente
come quel niente che le ha fatte nascere.

Umberto Fiori
Nessuno vuole aprire un thread su questo? Senza deviare questo, tanto bello e rigenerante.
 

Flavia

utente che medita
Per quello che vale non è mai troppo tardi,
o nel mio caso troppo presto,
per essere quello che vuoi essere
non c'è limite di tempo, comincia quando vuoi;
puoi cambiare o rimanere come sei,
non esiste una regola in questo..
possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio,
spero che tu viva tutto al meglio,
spero che tu possa vedere cose sorprendenti,
spero che tu possa avere emozioni sempre nuove,
spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi,
spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita,
e se ti accorgi di non esserlo,
spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.

Il curioso caso di Benjamin Button
 

brenin

Utente
Staff Forum
Senza amore

Da questo momento vivrò senza amore
libera da telefono e dal caso.
Non soffrirò.Non avrò dolore nè desiderio.
Sarò vento imbrigliato,ruscello di ghiaccio.

Non pallida per la notte insonne
ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore
ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie ma nemmeno
gesti di apertura infinita.

Non più tenebre negli occhi,ma lontano
per me non s'aprirà l'orrizonte intero.
Non aspetterò più sfinita la sera
ma l'alba non sorgerà per me.

Non mi chiuderà, gelida una parola
ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla
ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo
ma non vivrò realmente mai più .


Blaga Dimitrova
 
Ultima modifica:

brenin

Utente
Staff Forum
Albatros

Spesso, per divertirsi, i marinai
prendono degli albatros, grandi uccelli di mare
che seguono, compagni indolenti di viaggio,
le navi in volo sugli abissi marini.

L'hanno appena posato sulla tolda
e già il re dell'azzurro, goffo e vergognoso,
pietosamente accanto a sé trascina
come fossero remi le ali grandi e bianche.

Com'è fiacco e sinistro il viaggiatore alato!
E comico e brutto, lui prima così bello!
Chi gli mette una pipa sotto il becco,
chi zoppicando fa il verso allo storpio che volava!

Il poeta è come lui, principe dei nembi
che sta con l'uragano e ride degli arcieri,
fra le grida di scherno esule in terra,
con le ali da gigante non riesce a camminare.

C. Baudelaire
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Inno alla bellezza

Vieni dal ciel profondo o l'abisso t'esprime,
Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino
piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
e in questo ti si può apparentare al vino.

Hai dentro gli occhi l'alba e l'occaso, ed esali
profumi come a sera un nembo repentino;
sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice
che disanima il prode e rincuora il bambino.

Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?
Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;
tu semini a casaccio le fortune e i disastri;
e governi su tutto, e di nulla t'affanni.

Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;
leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l'Orrore, mentre,
pendulo fra i più cari ciondoli, l'Omicidio
ti ballonzola allegro sull'orgoglioso ventre.

Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
Quando si china e spasima l'amante sull'amata,
pare un morente che carezzi la sua tomba.

Venga tu dall'inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m'aprono a un Infinito che amo e non conosco?

Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce, profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?


C.B.
 
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