I PIANETI DEL FATO
(Fonte: “The Astrology of Fate”, Liz Greene, Mandala Ed.)
Urano, Nettuno, Plutone: sono i pianeti piu’ lontani dalla Terra del Sistema Solare, ed in quanto tali alcuni pensano che abbiano un’influenza minore sul destino degli Uomini e delle Donne dei cosiddetti “pianeti dell’Ego”: Sole, Luna, Marte, Mercurio, Venere, Giove e Saturno.
Sono pianeti generazionali: il loro transito così lento fa sì che intere generazioni presentino la stessa configurazione astrale. Ad esempio, Plutone ci mette 248 anni ad attraversare tutto lo zodiaco, e resta nello stesso segno (es. Vergine, come per quasi tutti i nati negli anni sessanta e primi settanta), per venticinque anni!
Ciò malgrado, pensare che questi pianeti “transpersonali” si limitino ad influenzare una generazione “in senso lato” è quantomeno ingenuo: sicuramente, predispongono le persone nate nello stesso periodo ad affrontare le stesse “sfide” nella vita, ma hanno un ruolo ben preciso ed “esclusivo” in ciascuna carta natale.
I nati tra le due guerre (1914 – 1939) hanno avuto - per fare un esempio – Plutone in Cancro: il Cancro è il segno della Famiglia, ed in quanto tale la loro sfida generazionale è stata quella del “fallimento” della struttura sociale preesistente, che le due guerre mondiali hanno disintegrato e cambiato per sempre. Molte di queste persone hanno perso genitori e figli in guerra, hanno dovuto combattere contro un mondo sempre piu’ individualista e privo di precisi punti di riferimento sociali e culturali, che ha del tutto sovvertito quello che hanno conosciuto alla nascita.
Plutone in Vergine – segno “sterile” per eccellenza -, ha introdotto il controllo delle nascite, gli aborti e la pillola.
E così via.
Ma quali “forze cosmiche” rappresentano questi pianeti? Non a caso sono forze archetipe, che rappresentano quelle “energie” che nell’epoca ellenica erano considerati “dei e dee”.
Esaminiamoli brevemente:
- Plutone è l’antica Moira, il “fato”. E’ il destino, quello cieco, né benevolo, né malevolo…destino, che ci cambia profondamente costringendoci ad affrontare parti di noi che non conoscevamo e di cui non eravamo al corrente. A seconda della casa dove compare, e degli aspetti che forma con gli altri pianeti nel tema natale, ci “parla” della sfida destinica che ciascuno di noi dovrà affrontare nella sua esistenza. E’ l’antica ANANKE dei greci, la “Necessità”. E’ la Madre Primordiale, il grembo, la tomba, l’oltretomba, l’istinto dell’inconscio che sfida il conscio, l’Ego. E’ l’Es. E’ ciò che resta “sepolto” in noi, finché un evento esterno non lo “attiva”, facendolo emergere, “venire alla luce”; con tutte le conseguenze del caso.
Un Plutone in settima casa ci parla di difficoltà matrimoniale, tradimenti ed adulteri fatti e subiti, rotture sentimentali, divorzi, infelicità. Un plutone in sesta casa può essere un grave problema di salute da superare, in seconda casa un problema di soldi, etc. Gli aspetti di Plutone con Sole e Luna possono rappresentare problemi personali gravi, anche vissuti in via “indiretta” tramite un partner o un genitore disturbato, malato, problematico, sterile (di solito il Sole è il padre, la Luna la madre). Gli aspetti di Plutone con Marte innescano invece violenza e libido, sono spesso presenti nella carta natale delle persone vittime di stupri o di relazioni violente e problematiche, mentre gli aspetti di Plutone con Venere ci parlano dell’amore “oscuro”, fatto di battaglie di potere, manipolazioni, invidie, vendette e oppressioni ed infine di tradimenti e separazione. Ma può anche segnalare un amore “mitico”, leggendario, occasione di cambiamento e e maturazione, ma mai “semplice” e a lieto fine, ed infine può anche segnalare la morte o la mancanza di una persona cara (come un Saturno sul Fondo Cielo è quasi sempre una figura paterna assente durante l’infanzia….);
- Urano è la volontà dell’uomo, la razionalità senza sentimento e la forza penetrante di un Ulisse, di un Prometeo. Urano in aspetto con Venere ci parla di amore “liberato”, moderno, senza vincoli e legami, indipendente, anarchico. Urano in aspetto negativo con la Luna esprime rapporti difficili con la Madre ed un’infanzia percepita come non sicura e non rassicurante; se l’aspetto è positivo, malgrado le difficoltà, l’individuo avrà la forza di andare avanti, e di superare gli ostacoli che gli derivano dal non essersi sentito amato;
- Nettuno è il martirio, il sacrificio di Sé (anche cristologico), l’amore che diventa abnegazione, diventa dono di sé, l’individuo che si apre al mondo per sentirne il “dolore” universale e farsene sommergere.. Se collegato al “suo” segno (i Pesci), diventa difficoltà emotiva di far fronte agli stimoli che arrivano dall’ambiente esterno, se collegato al segno opposto (quello della Vergine) diventa fonte di disturbi psicosomatici (specie a stomaco, pelle e apparato respiratorio: es. episodi d’asma, tipici di chi ha forti valori vergineei nel tema, es. per via del sole o dell’ascendente).
Per concludere questa prima breve disamina del ruolo dei pianeti “transpersonali” (ma torneremo sull’argomento…) occorre quindi osservare come la posizione di questi pianeti e gli aspetti che formano con gli altri pianeti del tema natale sia particolarmente rilevante per comprendere il ruolo del “destino” nella vita delle persone, con un impatto assai più grande di quello dei pianeti cosiddetti “personali” (gli altri: Sole, Luna, Marte, Venere, Mercurio, Giove e Saturno) che invece “colorano” la personalità e ci dicono di quali armi disponiamo per far fronte al nostro…Fato.
Come si vince il fato? Solo con l’abbandono, l’accettazione cieca di chi non pretende nulla dal destino. Gli Ateniesi saggiamente dedicarono alle Erinni, le Furie servitrici del Fato e dell’Ade, un altare. Oreste divenne assassino per fare la volontà degli Dei (Apollo = Sole e Atena= Madre Arcaica), e solo in virtù di questa sua “accettazione” del Fato fu alla fine “perdonato”.
Accettare il Fato è anche accettare le parti oscure di noi, la nostra “ombra”, e integrarla nel nostro Ego (conscio). Ciò che ci appare esterno e destinico, spesso (anzi, quasi sempre) non è altro che ciò che il nostro Ego preordina per condurre a termine questa delicata operazione.
Non è mai facile arrendersi al Fato, ma è la strada della vera maturità e - per chi ragiona in termini di “karma” – del compimento del proprio destino!
(Fonte: “The Astrology of Fate”, Liz Greene, Mandala Ed.)
Urano, Nettuno, Plutone: sono i pianeti piu’ lontani dalla Terra del Sistema Solare, ed in quanto tali alcuni pensano che abbiano un’influenza minore sul destino degli Uomini e delle Donne dei cosiddetti “pianeti dell’Ego”: Sole, Luna, Marte, Mercurio, Venere, Giove e Saturno.
Sono pianeti generazionali: il loro transito così lento fa sì che intere generazioni presentino la stessa configurazione astrale. Ad esempio, Plutone ci mette 248 anni ad attraversare tutto lo zodiaco, e resta nello stesso segno (es. Vergine, come per quasi tutti i nati negli anni sessanta e primi settanta), per venticinque anni!
Ciò malgrado, pensare che questi pianeti “transpersonali” si limitino ad influenzare una generazione “in senso lato” è quantomeno ingenuo: sicuramente, predispongono le persone nate nello stesso periodo ad affrontare le stesse “sfide” nella vita, ma hanno un ruolo ben preciso ed “esclusivo” in ciascuna carta natale.
I nati tra le due guerre (1914 – 1939) hanno avuto - per fare un esempio – Plutone in Cancro: il Cancro è il segno della Famiglia, ed in quanto tale la loro sfida generazionale è stata quella del “fallimento” della struttura sociale preesistente, che le due guerre mondiali hanno disintegrato e cambiato per sempre. Molte di queste persone hanno perso genitori e figli in guerra, hanno dovuto combattere contro un mondo sempre piu’ individualista e privo di precisi punti di riferimento sociali e culturali, che ha del tutto sovvertito quello che hanno conosciuto alla nascita.
Plutone in Vergine – segno “sterile” per eccellenza -, ha introdotto il controllo delle nascite, gli aborti e la pillola.
E così via.
Ma quali “forze cosmiche” rappresentano questi pianeti? Non a caso sono forze archetipe, che rappresentano quelle “energie” che nell’epoca ellenica erano considerati “dei e dee”.
Esaminiamoli brevemente:
- Plutone è l’antica Moira, il “fato”. E’ il destino, quello cieco, né benevolo, né malevolo…destino, che ci cambia profondamente costringendoci ad affrontare parti di noi che non conoscevamo e di cui non eravamo al corrente. A seconda della casa dove compare, e degli aspetti che forma con gli altri pianeti nel tema natale, ci “parla” della sfida destinica che ciascuno di noi dovrà affrontare nella sua esistenza. E’ l’antica ANANKE dei greci, la “Necessità”. E’ la Madre Primordiale, il grembo, la tomba, l’oltretomba, l’istinto dell’inconscio che sfida il conscio, l’Ego. E’ l’Es. E’ ciò che resta “sepolto” in noi, finché un evento esterno non lo “attiva”, facendolo emergere, “venire alla luce”; con tutte le conseguenze del caso.
Un Plutone in settima casa ci parla di difficoltà matrimoniale, tradimenti ed adulteri fatti e subiti, rotture sentimentali, divorzi, infelicità. Un plutone in sesta casa può essere un grave problema di salute da superare, in seconda casa un problema di soldi, etc. Gli aspetti di Plutone con Sole e Luna possono rappresentare problemi personali gravi, anche vissuti in via “indiretta” tramite un partner o un genitore disturbato, malato, problematico, sterile (di solito il Sole è il padre, la Luna la madre). Gli aspetti di Plutone con Marte innescano invece violenza e libido, sono spesso presenti nella carta natale delle persone vittime di stupri o di relazioni violente e problematiche, mentre gli aspetti di Plutone con Venere ci parlano dell’amore “oscuro”, fatto di battaglie di potere, manipolazioni, invidie, vendette e oppressioni ed infine di tradimenti e separazione. Ma può anche segnalare un amore “mitico”, leggendario, occasione di cambiamento e e maturazione, ma mai “semplice” e a lieto fine, ed infine può anche segnalare la morte o la mancanza di una persona cara (come un Saturno sul Fondo Cielo è quasi sempre una figura paterna assente durante l’infanzia….);
- Urano è la volontà dell’uomo, la razionalità senza sentimento e la forza penetrante di un Ulisse, di un Prometeo. Urano in aspetto con Venere ci parla di amore “liberato”, moderno, senza vincoli e legami, indipendente, anarchico. Urano in aspetto negativo con la Luna esprime rapporti difficili con la Madre ed un’infanzia percepita come non sicura e non rassicurante; se l’aspetto è positivo, malgrado le difficoltà, l’individuo avrà la forza di andare avanti, e di superare gli ostacoli che gli derivano dal non essersi sentito amato;
- Nettuno è il martirio, il sacrificio di Sé (anche cristologico), l’amore che diventa abnegazione, diventa dono di sé, l’individuo che si apre al mondo per sentirne il “dolore” universale e farsene sommergere.. Se collegato al “suo” segno (i Pesci), diventa difficoltà emotiva di far fronte agli stimoli che arrivano dall’ambiente esterno, se collegato al segno opposto (quello della Vergine) diventa fonte di disturbi psicosomatici (specie a stomaco, pelle e apparato respiratorio: es. episodi d’asma, tipici di chi ha forti valori vergineei nel tema, es. per via del sole o dell’ascendente).
Per concludere questa prima breve disamina del ruolo dei pianeti “transpersonali” (ma torneremo sull’argomento…) occorre quindi osservare come la posizione di questi pianeti e gli aspetti che formano con gli altri pianeti del tema natale sia particolarmente rilevante per comprendere il ruolo del “destino” nella vita delle persone, con un impatto assai più grande di quello dei pianeti cosiddetti “personali” (gli altri: Sole, Luna, Marte, Venere, Mercurio, Giove e Saturno) che invece “colorano” la personalità e ci dicono di quali armi disponiamo per far fronte al nostro…Fato.
Come si vince il fato? Solo con l’abbandono, l’accettazione cieca di chi non pretende nulla dal destino. Gli Ateniesi saggiamente dedicarono alle Erinni, le Furie servitrici del Fato e dell’Ade, un altare. Oreste divenne assassino per fare la volontà degli Dei (Apollo = Sole e Atena= Madre Arcaica), e solo in virtù di questa sua “accettazione” del Fato fu alla fine “perdonato”.
Accettare il Fato è anche accettare le parti oscure di noi, la nostra “ombra”, e integrarla nel nostro Ego (conscio). Ciò che ci appare esterno e destinico, spesso (anzi, quasi sempre) non è altro che ciò che il nostro Ego preordina per condurre a termine questa delicata operazione.
Non è mai facile arrendersi al Fato, ma è la strada della vera maturità e - per chi ragiona in termini di “karma” – del compimento del proprio destino!