Magari disgustato é eccessivo, ma dire che alla fine i figli ci rimettono sempre dei casini dei propri genitori si puó.
Non mi giustifico se non amato dalla mia ex, riversavo piú amore, anche se diverso, sul figlio; ma mi comprendo.
E comprendo bene che il figlio preferisse questi eccessi di amore, sia miei che della mia ex, piuttosto che un piú equilibrato rapporto dove dover "condividere" l'amore del suo papà con la mamma (e lo stesso per la mamma).
Non dico che sia giusto. É successo cosí e ci capisco. É fonte di crescita non equilibrata per ns figlio e lo so, purtroppo.
Ma vedendola a 360 gradi ci sono anche genitori che pagano sempre dei casini combinati dai figli.
Conosco più genitori NON disposti a pagare per questi casini.
Conosco molti figli, non disposti a pagare per i casini dei genitori, conosco figli che si dicono, appena ce la faccio, io sti due qui li mollo al loro destino che ho una vita da vivere in prima persona.
Sai io sono sempre stato fin da bambino una persona ben determinata nel capire i suoi bisogni e pronto a tutto pur di ottenerli.
Non posso negarti che per me la scelta di andare in collegio fu molto pragmatica.
Io avevo necessità ed esigenza di studiare MUSICA. E di tutto il resto non me ne fotteva una mazza.
Non mi fregava tanto ricevere affetto quanto che i miei mi mandassero a lezione di pianoforte.
In collegio sapevo che avevo: dischi, partiture, strumenti, libri ecc..ecc.ecc...quello per me fu il pozzo di san patrizio, l'asino di apuleio, la gallina dalle uova d'oro.
Sono molto fortunato perchè ho avuto la fortuna di un bravo padre: che non ha mai combinato casini, ha sempre lavorato sodo per la famiglia, con senso di responsabilità.
E devo dirti anche un'altra cosa...ho ricevuto POCHISSIMO affetto da mio padre. Pochissimo.
Lui diceva....solo gli stupidi fanno stupidate, se fai una cazzata, non sperare, nel tanto papà aggiusta, ti assumi le tue responsabilità. Mi fai dei danni, poi metti a posto, e non me ne frega niente di scusami papà non lo faccio più.
Io ricordo un padre che quando avevo 8 anni, mi tolse da mia madre.
Mia madre non era più in grado di tenermi, perchè io scappavo da casa, ed ero uno sbalustrato in giro a strade e monelli e mitiche imprese.
Quando mi mise in isolamento presso il suo capannone, fissò lui le regole.
A ora tot i compiti dovevano essere finiti, altrimenti non hai idea di cosa succedeva.
Dopo ora tot, si andava in laboratorio dove aveva sempre lavori da darmi da fare.
Vita sociale ?
Ok avevo gli scouts al sabato pomeriggio e la domenica.
Ma ripeto io non avevo in testa affetto baci e smancerie, ma solo l'idea di fare il musicista.
Mio padre disse.
Io odio la musica, è solo un inutile rumore, artista mangia un piatto di note se ne sei capace.
Quando divenni con le mie sole forze, e sfruttando, tutte le occasioni che mi si presentavano disse che io ho un carattere e una personalità che deve essere tenuta a freno e non incoraggiata. E mi disse, che forse, lui sognava un figlio ingegnere, mia madre un figlio medico...e che io ho deluso le aspettative di tutti.